Rivista.eco: un ponte Tokyo-Milano per l’impegno antinuclearista

Un ponte Italia-Giappone sulla proibizione delle armi nucleari

Rivista.eco: un ponte Tokyo-Milano per l’impegno antinuclearista

Nessun continente è indenne da conflitti gestiti direttamente o indirettamente da potenze nucleari. Il disarmo e la proibizione della bomba atomica sono insomma sempre attuali e urgenti. Un ponte Tokyo-Milano per portare avanti l’impegno antinuclearista

Un ponte Tokyo - Milano per il disarmo nucleare

Un ponte Italia-Giappone sulla proibizione delle armi nucleari

 

Rivista.eco: un ponte Tokyo-Milano per l’impegno antinuclearista

 

Il giornalista Minetaka Shimada di Akahata, settimanale di Tokyo, con 1 milione di copie di tiratura, ha intervistato gli attivisti di ICAN, Disarmisti esigenti, Alfonso Navarra, Laura Tussi, Fabrizio Cracolici, sull’entrata in vigore del TPAN/TPNW – Trattato Proibizione Armi Nucleari.

 

Sono molte le linee di faglia geopolitiche che mantengono alta la tensione a livello internazionale. Le armi vengono esibite muscolarmente nelle grandi manovre militari di mare e di terra e crepitano lungo molti confini, direttamente o per interposte milizie: tra Israele e Palestina e in tutto il Medio Oriente, in molti paesi africani, tra Ucraina e Russia, tra Cina e India, in Libia, in Myanmar, in America Latina. Nessun continente è indenne e le potenze militari che direttamente o indirettamente si confrontano sono potenze nucleari.

Le fabbriche e i cantieri sfornano e vendono aerei sempre più sofisticati, missili, sottomarini, navi per lanciare o sganciare bombe atomiche.

Il Trattato di proibizione delle armi nucleari è entrato in vigore dal 22 gennaio 2021. Prima di questo evento storico, Minetaka Shimada di Akahata ne ha parlato – via Zoom – con i membri di ‘Disarmisti Esigenti’ sul significato di questo trattato e la loro attività. Pubblichiamo la traduzione italiana dell’intervista di Laura Tussi, Fabrizio Cracolici e Alfonso Navarra, quest’ultimo portavoce dei Disarmisti esigenti, impegnati di una rete di di educazione alla terrestrità come rete di attivismo pacifista.

Allora che cosa è la “terrestrità”?

È un pensiero o parola nuova creata da Disarmisti Esigenti. Noi pensiamo che è dovere del popolo tutelare la Terra, da dove deriva l’evoluzione della specie umana. Gli umani hanno il dovere di tutelare la Terra con la coscienza ecologica e planetaria: queste istanze devono essere riconosciute nel diritto internazionale. Le varie attività per tutelare il clima e promuovere il TPAN fanno parte di questo progetto. Per questo noi ci dedichiamo al progetto Rete di educazione alla Terrestrità e il libro “Memoria e futuro” servirà a promuoverlo.

L’entrata in vigore di TPAN è una buona notizia che incoraggia tutto l’umanità…

Il bando delle armi nucleari che ripugnano alla coscienza umana viene a seguire i bandi di altre armi di distruzione di massa: quelle chimiche e quelle batteriologiche.

Ai sensi dello sviluppo di ragionamenti contenuti in una sentenza della Corte di Giustizia dell’Aja del 1996 potremmo considerare la “deterrenza” in sé un “genocidio programmato”.

Adesso abbiamo questo trattato importante, la comunità internazionale deve fare tutto lo sforzo per attuarlo e deve essere tenuto in considerazione. Non basta aumentare solo il numero dei paesi firmatari, occorre una strategia complessa e articolata.

L’Italia è un membro della NATO. Con il nuclear sharing, qui in Italia ci sono le bombe nucleari, arsenali nucleari americani nelle basi. Anche i sommergibili con armi nucleari usano i nostri porti. Il nostro governo ci spiega, in ossequio al concetto strategico NATO, che la deterrenza nucleare è la suprema garanzia di sicurezza.

Però la maggioranza del popolo non vuole avere o mantenere gli arsenali nucleari nel territorio italiano. Poi nel parlamento, la Camera (630 seggi), più o meno 40 % dei parlamentari della scorsa legislatura, ha promesso di sostenere il TPAN?

La cosa importante adesso è far loro esprimere chiaramente la loro contrarietà alle armi nucleari e far loro promuovere la loro abolizione giuridica come primo passo. Perchè quando noi chiediamo la loro posizione sull’abolizione delle armi nucleari, ci dicono sempre “Si, Si, certo… noi siamo contro le armi nucleari”. Ma alle parole non seguono poi azioni concrete!

Allora parliamo della situazione del mondo attuale?

È un mondo in via di cambiamento, per esempio, in Germania il leader della SPD (la socialdemocrazia) chiede agli Stati Uniti di togliere le armi nucleari americane dal territorio tedesco. Il presidente francese Macron parla di difesa indipendente europea che non deve essere subordinata agli Stati Uniti.

Che significa questa situazione?

Una crepa nella Alleanza NATO. L’unità dei paesi atlantici è debole, dobbiamo usare questa contraddizione e farla crescere.

Adesso il mondo sta facendo una battaglia difficile contro il Covid19 e dobbiamo uscire dalla crisi. Abbiamo bisogno di un cambiamento grande. Il punto importante di questo cambiamento è creare una nuova società dove mettiamo più peso al welfare sociale, sanità, ecologia, e diciamo no al militarismo.

L’ottobre dell’anno scorso, quando è diventata chiara l’entrata in vigore di TPAN, abbiamo chiesto al nostro governo di fare alcune cose, per esempio, la firma e la ratifica del TPAN, farla finita con il nuclear sharing, smettere di comprare i costosi e pericolosi F35, volgere le risorse alla Sanità riducendo le risorse militari, e così via. Noi non possiamo tornare alla società pre-Covid19, perché la crisi della società prima del Covid ha creato la crisi attuale. Dobbiamo pensarci bene: continuare il modo di sviluppo attuale che dà priorità alla “avidità” di grande aziende multinazionali o cominciare una nuova strada?

su Rivista.eco, organo ufficiale della rete mondiale di educazione all’ambiente, diretta dal Professor Mario Salomone

https://rivistaeco.it/un-ponte-italia-giappone-sulla-proibizione-delle-armi-nucleari/

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