Massimo Sani: la Storia in Televisione 

Recensione

Massimo Sani: la Storia in Televisione

Quaderno n. 9 della serie «Inquadrature» a cura di Paolo Micalizzi. Comune di Ferrara – Servizio Manifestazioni Culturali e Turismo. Con il patrocinio del Comune di Ferrara: città patrimonio dell’umanità. Pubblicazione a cura della casa editrice Este Edition, aprile 2019
Laura Tussi

Laura Tussi e Fabrizio Cracolici

Massimo Sani

Massimo Sani: la Storia in Televisione 

Recensione di Laura Tussi e Fabrizio Cracolici

 

Nel quaderno n. 9 della serie «Inquadrature» a cura del critico cinematografico Paolo Micalizzi è ampiamente trattata la sterminata produzione e l’importante personalità di Massimo Sani – nato a Ferrara il 21 agosto 1929 e scomparso a Roma il 21 luglio 2018 – nella sua complessità poliedrica e eclettica, che ha fatto della televisione e del cinema gli strumenti attivi della grande ricerca storica del Novecento.

La città degli Estensi, Ferrara, nell’immaginario collettivo è sempre collegata e riconducibile a una perenne dimensione creativa rinascimentale, per le tante iniziative che pullulano al suo interno e l’implicita creatività artistica in tutti i suoi ambiti culturali. La città rappresenta il luogo emblematico e esemplare del cinema italiano che ha visto nascere e operare importanti registi tra cui Visconti, Antonioni, Vancini e lo stesso Massimo Sani: un’autentica fucina non solo di artisti, ma di registi impegnati a trasporre la vita e la storia nella pellicola cinematografica. Massimo Sani è stato uno dei più illustri rappresentanti della scuola cinematografica ferrarese perché da artista, chimico, appassionato musicofilo e inesausto esploratore di archivi quale fu, si è contraddistinto con opere che, insieme ai documentari di inchiesta e non solo di Antonioni, Vancini, Ragazzi, Pecora e molti altri, contribuiscono alla creazione e composizione del mosaico artistico fornito dalla città di Ferrara come tributo al cinema italiano della seconda parte del Novecento.

Massimo Sani nel 1958 viene incaricato dall’editore Arnoldo Mondadori – e in particolare dall’allora direttore del settimanale «Epoca», Enzo Biagi – di stabilirsi nella Germania Federale (prima a Francoforte, poi a Monaco di Baviera) per fare da corrispondente del noto gruppo editoriale milanese. Contemporaneamente, in questo periodo realizza molteplici opere per la Rai e la Televisione tedesca, tra cui Berlino 1937: arte al rogo (1965 edizione tedesca, 1967 edizione italiana) e La giustizia tedesca di fronte al nazismo (1964), inchiesta filmata sugli efferati crimini nazisti, fino alla realizzazione del documentario in due puntate L’ineffabile realtà (1969), inerente la letteratura italiana contemporanea con interviste a scrittori e autori operanti nell’ambito della cultura del nostro Paese, dal Neorealismo alla Neoavanguardia fino al «Gruppo 63» con Edoardo Sanguineti.

Con la collaborazione tedesca, Massimo Sani riesce a fornire un prezioso contributo e un apporto di prestigio e di alto livello alla difesa delle relazioni tra Italia e Germania dopo la seconda guerra mondiale. Proprio per questo suo intenso e costante impegno a favore dell’incremento delle relazioni culturali e artistiche tra i due paesi, nel febbraio del 2015 Massimo Sani è stato insignito, dall’allora Presidente della Repubblica Federale Tedesca Joachim Gauch, della «Verdienstkreuz am Bande», massimo riconoscimento al merito.

Molti sono stati, dopo gli anni tedeschi, i lavori televisivi per la Rai, tra cui lo sceneggiato sulle conferenze di pace della seconda guerra mondiale La guerra al tavolo della pace (1975, originale TV in 4 puntate con la collaborazione alla sceneggiatura di Italo Alighiero Chiusano e alla regia di Paolo Gazzara e la partecipazione, nelle vesti di attori, di Warner Bentivegna, Gianni Bonagura e Renzo Montagnani) e i film-inchiesta Testimoni del terrore (1980, riguardante la terribile persecuzione politica in Italia da parte della dittatura nazifascista), L’Italia in guerra (1983), Prigionieri (1987) – con Renzo Ragazzi e l’allora giovanissimo collaboratore Fabrizio Berruti, oggi giornalista e autore televisivo per la Rai -, Ieri la guerra, oggi la pace (1990), Quell’Italia del ’43 (1993), fino ad arrivare a Roma 1944: l’eccidio alle Cave Ardeatine (1994, nelle vesti di coordinatore di un gruppo di giovani registi del «Circolo Romano del Cinema Riccardo Napolitano»: Vincenzo Bianchi, Paolo Conti, Lucrezia Lo Bianco, Rita Montanari, Cristina Pasqua, Luigi Pompili e Luigi Rinaldi) e La guerra dimenticata. Viaggio tra i partigiani d’Abruzzo dal Sandro alla libertà, 1943-1945 (1995). Per molti dei suoi lavori Sani si servì della collaborazione di autorevoli storici come Angelo Del Boca, Claudio Pavone e Giorgio Rochat. Quest’ultimo sottolineò e valorizzò sempre il ruolo innovatore e di importante alternativa culturale e storica assolto dai film-inchiesta di Massimo Sani.

Angelo Del Boca, dal canto suo, considerava Massimo Sani un abile, poliedrico e eclettico perfezionista e professionista, ricordando il celebre teatro-inchiesta L’impero: un’avventura africana (1985), che realizzò – sempre per la Rai – in modo encomiabile con l’impareggiabile contributo dello stesso Del Boca.

Massimo Sani è un autore che non dichiara a tutti i costi la neutralità e l’obiettività ma rispetta altamente e sopra ogni evento il pluralismo ideologico, scegliendo le competenze, le conoscenze, le qualità e le abilità di autori, scrittori, storici più autorevoli, equilibrate e capaci di illuminare i temi e gli argomenti trattati da molteplici sfaccettature, angolature, punti di vista. Queste dichiarazioni, considerazioni e testimonianze si ricavano dalla pubblicazione a cura di Massimo Marchetti dal titolo Massimo Sani: un regista ferrarese di fronte alla storia, edita in occasione di una rassegna filmata e di una mostra per i suoi ottant’anni svoltasi a Ferrara nel 2009.

La Storia per Massimo Sani è stata alla base della maggior parte dei programmi realizzati per la Televisione e dalla grande passione per la musica che seppe fondere con le immagini in un unico grande esemplare progetto didattico e di comunicazione audiovisiva insieme al figlio Nicola Sani.

Massimo Sani ebbe un rapporto con la città di origine, Ferrara, sempre vivo, come testimoniato dal fatto che nel maggio 2016, ancora in vita, ha donato la sua intera opera all’Istituto di Storia Contemporanea, presieduto da Anna Quarzi, per un fondo a lui dedicato – il «Fondo Massimo Sani» -, curato da Massimo Marchetti e nato su iniziativa dei suoi figli Valentino, Nicola e Benedetto e della moglie Antonia Baraldi Sani e per volontà del Comune di Ferrara nella persona dell’allora vicesindaco e assessore alla cultura Massimo Maisto: un autentico patrimonio artistico e culturale in cui si intersecano cultura cinematografica e televisiva e giornalistica.

La ricerca scientifica come chimico, per Massimo Sani è stata importante, come ha dichiarato in un’intervista pubblicata sull’edizione ferrarese del quotidiano “Il Resto del Carlino” nel 1969. Infatti nell’intervista affermava che il fondamento scientifico della cultura è stato importante in quanto gli ha procurato un metodo di ricerca analitica sulla realtà, che applica sempre nella sua attività professionale, sia come giornalista sia come regista televisivo e cinematografico. Per Massimo Sani certamente l’influenza del Neorealismo è stata proficua e fondamentale, in quanto costituiva il contenuto portante della sua idea di fare cinema, non solo per la pura rappresentazione, ma perché presentava la verità della vita in tutti i suoi aspetti, come doveva essere mostrata, ma soprattutto perché avvicinava alla Storia e ai grandi temi storici del Novecento.

I parenti, gli amici, gli incaricati, gli attivisti che si dedicano a divulgare e a far conoscere la personalità e la professionalità di Massimo Sani e tutto ciò che rappresenta hanno molto a cuore e sposano la causa del cinema d’inchiesta, della Resistenza storica e della resistenza quotidiana, della televisione e del cinema d’autore, della sua grande passione politica, dell’amore per la verità, per la libertà e per l’onestà intellettuale che lo hanno sempre contraddistinto.

Articoli correlati

Libro – David Maria Turoldo, il Resistente

Anteprima del libro “David Maria Turoldo, il Resistente”: a gennaio in tutte le librerie

Libro – David Maria Turoldo, il Resistente

Un trattato di Guerino Dalola sulla vita di Turoldo frate eclettico, Resistente nella lotta partigiana antifascista. Prefazione della giornalista Laura Tussi – PeaceLink e campagna “Siamo tutti Premi Nobel per la pace con Ican” e di Fabrizio Cracolici, Presidente ANPI Nova Milanese.

David Maria Turoldo, il Resistente

“David Maria Turoldo, il Resistente”: un trattato di ampio respiro dell’autore Guerino Dalola sulla vita di questo frate eclettico che fu poeta, filosofo, sacerdote, autore, traduttore, fondatore di riviste e giornali, e Resistente nella lotta partigiana antifascista, come si può leggere nella prefazione della giornalista Laura Tussi – PeaceLink e campagna “Siamo tutti Premi Nobel per la pace con Ican “ e di Fabrizio Cracolici, Presidente ANPI sezione Emilio Bacio Capuzzo Nova Milanese (Monza e Brianza). Diversi e tutti conoscenti di padre David Maria Turoldo i collaboratori di questo trattato nato nell’ambito di ANPI Franciacorta Brescia. Il libro nasce dall’incontro assiduo tra questi grandi estimatori e conoscitori di padre David Maria Turoldo: Donatella Rocco, Antonio Santini, Mino Facchetti, Pierino Massetti, Gian Franco Campodonico. Il saggio è stato realizzato con il patrocinio di vari enti e associazioni tra cui la Città di Chiari, il Comune di Coccaglio, il Comune di Cologne , i Servi di Maria – Provincia di Lombardia e Veneto e l’associazione Gervasio Pagani. Una versione di notevole successo negli ambienti ANPI (Associazione Nazionale Partigiani d’Italia) che vede una sua continuità letteraria e una realizzazione di impegno militante con Mimesis Edizioni.

Il libro è una nuova edizione Mimesis completamente rieditata e nata dalla prima versione autoprodotta da ANPI Franciacorta-Brescia

Il Libro “David Maria Turoldo, il Resistente” è disponibile da gennaio in tutte le librerie

Note: https://www.peacelink.it/cultura/a/46776.html

https://www.peacelink.it/cultura/a/46677.html

Articoli correlati

  • ARENGARIO - David Maria Turoldo, il Resistente

    CULTURA
    La Rivista ARENGARIO, giornale di Monza, Direttore Franco Isman, presenta:

    ARENGARIO – David Maria Turoldo, il Resistente

    Sulla Rivista di Monza Arengario, Direttore Franco Isman, Recensione al Libro autoprodotto “David Maria Turoldo, il Resistente” di Laura Tussi e Fabrizio Cracolici, che vedrà una sua continuità letteraria e una ulteriore realizzazione di impegno militante con Mimesis Edizioni
    28 agosto 2019 – Laura Tussi
  • Cosa e' l'antifascismo

    SOCIALE
    Tutte le vittime vanno salvate

    Cosa e’ l’antifascismo

    L’antifascismo e’ la nonviolenza, non altro che la nonviolenza. L’antifascismo e’ l’affermazione che ogni essere umano ha diritto alla vita, alla dignita’, alla solidarieta’ e che ogni persona bisognosa di aiuto tu devi soccorrerla, accoglierla, assisterla.
    18 agosto 2019 – Peppe Sini
  • "Con tutta l'angoscia del mio cuore di sposa" - Recensione

    CULTURA
    Epistolario tra Maria Marchesi e Odoardo Focherini

    “Con tutta l’angoscia del mio cuore di sposa” – Recensione

    Lettere inedite a Odoardo Focherini, con annotazioni del nipote Odoardo Semellini. Introduzione di Brunetto Salvarani. Recensione di Laura Tussi. Edizioni Dehoniane Bologna. Collana Lampi
    18 luglio 2019 – Laura Tussi
  • David Maria Turoldo, il Resistente

    CULTURA
    Recensione

    David Maria Turoldo, il Resistente

    a cura di Guerino Dalola e ANPI Franciacorta
    13 luglio 2019 – Laura Tussi e Fabrizio Cracolici