A Vienna con il TPAN. Per la ratifica del trattato da tutti i paesi Nato

A Vienna con il TPAN. Per la ratifica del trattato da tutti i paesi Nato

Immagine: Vienna.icanw.org

A margine di un evento con Alex Zanotelli, Vittorio Agnoletto, Chiara Castellani e altri si vuole indagare sulle analogie e differenze tra l’Ucraina e la Repubblica democratica del Congo e le situazioni e condizioni in atto rispettivamente interagenti. Il mio intervento vuole individuare che un fattore di analogia tra i due paesi è proprio il nucleare. Infatti in Congo dalle miniere viene estratto l’uranio che è servito anche per costruire le bombe nucleari di Hiroshima e Nagasaki. Mentre in Ucraina esistono centrali nucleari attive che, come accaduto vicino a Kiev, all’inizio dell’attuale conflitto, possono diventare bersaglio per atti terroristici e azioni militari in tempo di guerra come quello attuale.

Il summit di Vienna e il controvertice Nato a Madrid

Il 20 giugno 2022 è la data in cui a Vienna si tiene la conferenza delle parti per la revisione del trattato di proibizione delle armi nucleari – TPAN dove si farà il punto della situazione con gli Stati firmatari del TPAN e dove Ican, la rete internazionale per l’abolizione degli ordigni di distruzione di massa nucleari partecipa come osservatore.

A Vienna, avranno luogo tre eventi a formare una unica NUCLEAR BAN WEEK.

La prima sessione di revisione del Trattato di proibizione delle armi nucleari si svolgerà presso l’Austria Center di Vienna, in Austria, dal 21 al 23 giugno 2022.

Il 20 giugno 2022 l’Austria ospiterà una conferenza internazionale sull’impatto umanitario delle armi nucleari. Il 18 e il 19 giugno la rete Ican riunisce il suo Forum.

Vi saranno una serie di iniziative per convincere tutti gli Stati a ratificare il TPAN. Anche le nazioni più forti sotto l’egida della Nato, che non hanno certamente interesse ad abolire le armi nucleari.

Nello stesso tempo si terrà il controvertice Nato a Madrid, dove, in opposizione, il vertice Nato ratificherà l’adesione della Svezia e della Finlandia alla Nato. All’alleanza atlantica. Anche se buona parte dell’opinione pubblica svedese è contraria a entrare nella Nato.

Il Premio Nobel per la pace contro le armi nucleari.

Ricordiamo che il premio Nobel per la pace è stato assegnato nel 2017 a Ican per il disarmo nucleare universale e per l’abolizione degli ordigni di distruzione di massa nucleari e questo premio è stato attribuito al trattato TPAN, il trattato ONU votato nel luglio 2017 a New York a palazzo di Vetro, la sede delle Nazioni Unite, con 122 nazioni organizzate in Ican e la società civile che ha votato. Ma il TPAN non è stato ancora ratificato in tutti quei paesi sotto l’ombrello dell’alleanza atlantica. Fino adesso sono 61 gli Stati con la Costa d’Avorio che hanno firmato il TPAN.

Il TPAN è in vigore dal gennaio del 2021, ma prima, per il processo di ratifica, deve passare dalle norme legislative dei parlamenti e dei governi per la ratifica e per essere posto in atto. Questo Premio Nobel per la pace è un riconoscimento collettivo di cui facciamo parte tutte noi associazioni ecopacifiste affiliate a Ican: circa 500 realtà associative, Ong, Onlus in tutto il mondo e una decina Italia.

Il coordinamento antinucleare europeo

Gli Stati Uniti vogliono stoccare le B 61-12 armi e bombe potentissime e sofisticatissime di carattere nucleare nelle basi Nato di Ghedi e Aviano e di Buchel in Germania come sono stati stoccati gli euromissili negli anni ’80 a Comiso in piena guerra fredda.

Noi Ecopacifisti alterglocalisti siamo dalla parte della terra contro il flagello della guerra e è per questo che come rete stiamo cercando di organizzare un coordinamento antinucleare europeo con diversi esponenti di vari paesi europei.

L’Europa di Pace

Ci stiamo mobilitando per un’Europa di pace, come l’Europa di Ventotene in base al diritto internazionale, all’ONU, alla dichiarazione universale dei diritti umani del 1948, con Agenda ONU 2030, con le varie Cop per il clima, con lo stesso TPAN.

Un’Europa di questo tipo è un disturbo per la narrativa di guerra e per la propaganda di paura dove tutti minacciano la guerra nucleare.

Il gioco sporco della Nato

La Nato impone all’Unione Europea l’innalzamento delle spese militari. Sono tutti fondi tolti alla transizione ecologica e alla conversione energetica. La Germania  per questo motivo rallenta la rivoluzione Green e di questo passo si adeguano tutte le nazioni Nato. Ogni paese deve per forza contribuire al settore militare. Questi fondi sono tolti alle spese di bilancio come la spesa sanitaria, l’istruzione e l’università e la ricerca, lo Stato sociale. La corsa agli armamenti e l’incremento delle spese militari sottraggono risorse alla cooperazione internazionale e sempre maggiore è l’impoverimento e sempre più sono le vittime dei paesi più poveri del mondo come l’Africa e l’America latina.

In nuce un dialogo tra est e ovest sui trattati antinucleari

È in nuce un coordinamento antinucleare europeo. Podemos si è già incontrato con ManifestA, il nuovo progetto e soggetto politico di ispirazione pacifista per costituire una rete ecopacifista che porti a un dialogo tra est e ovest del mondo dove vengano risolti i problemi dei trattati non solo il TPAN, ma anche il Trattato INF per il disarmo nucleare che è saltato sotto l’amministrazione Trump. L’obiettivo è quello di far esprimere la cittadinanza europea sulla presenza delle armi nucleari sul territorio e sulla denuclearizzazione anche civile. È un’espressione per dire basta alla tassonomia nucleare e del gas.

La società civile va sensibilizzata su un orizzonte più vasto di quello della guerra in Ucraina.

Ad esempio deve essere sensibilizzata sul fatto che mancano i trattati antinucleari per cui vi è un ritorno degli euromissili ipersonici a medio raggio in una guerra limitata al teatro europeo.

La narrativa di guerra e la propaganda di paura

Stiamo vivendo un momento pericoloso perché aumenta la narrativa di guerra e di paura. Biden e Putin minacciano la guerra nucleare costantemente e quindi è necessario, in opposizione alternativa, diffondere e creare tutti insieme pensieri di pace e trovare soluzioni e costruire azioni contro la guerra in atto. E’ necessario dire no alla tassonomia che prevede il nucleare nelle fonti energetiche sostenibili e dire no e dire basta all’atto delegato in Europa che vuole inserire nelle fonti sostenibili il gas oltre che al nucleare.

Costruiamo ponti di memoria e reti di dialogo

Dobbiamo lavorare per un terreno di collaborazione in comune con la pace e con la natura e con la conversione ecologica e la transizione energetica e per questo è necessario costruire in collaborazione ponti di memoria, ponti di dialogo, reti di relazioni, legami di pace per contrastare la supremazia dei potentati dei signori dell’atomo, della guerra, del petrolio, dell’acciaio che detengono ancora il rischio della guerra e della terza guerra mondiale e di conseguenza della guerra nucleare.

Non dobbiamo mai separare la questione e l’aspetto ambientalista, antimilitarista, energetico e pacifista.

Laura Tussi

Docente, giornalista e scrittrice, si occupa di pedagogia nonviolenta e interculturale. Ha conseguito cinque lauree specialistiche in formazione degli adulti e consulenza pedagogica nell’ambito delle scienze della formazione e dell’educazione. Coordinamento Italia Campagna Internazionale ICAN – Premio Nobel per la Pace 2017 per il disarmo nucleare universale, collabora con diverse riviste telematiche tra cui PressenzaPeacelinkIldialogoUnimondoAgoraVox ed ha ricevuto il premio per l’impegno civile nel 70esimo Anniversario della Liberazione M.E.I. – Meeting Etichette Indipendenti, Associazione Arci Ponti di Memoria e Comune di Milano. Autrice dei libri: Sacro (EMI 2009), Memorie e Olocausto (Aracne 2009), Il dovere di ricordare (Aracne 2009), Il pensiero delle differenze(Aracne 2011), Educazione e pace (Mimesis 2012), Un racconto di vita partigiana – con Fabrizio Cracolici, presidente ANPI Nova Milanese (Mimesis 2012), Dare senso al tempo-Il Decalogo oggi. Un cammino di libertà (Paoline 2012), Il dialogo per la pace. Pedagogia della Resistenza contro ogni razzismo (Mimesis 2014), Giovanni Pesce. Per non dimenticare (Mimesis 2015) con i contributi di Vittorio Agnoletto, Daniele Biacchessi, Moni Ovadia, Tiziana Pesce, Ketty Carraffa, Antifascismo e Nonviolenza (Mimesis 2017), con Alfonso Navarra, Adelmo Cervi, Alessandro Marescotti.  Collabora con diverse riviste di settore, tra cui: “Scuola e didattica” – Editrice La Scuola, “Mosaico di Pace”, “GAIA” – Ecoistituto del Veneto Alex Langer, “Rivista Anarchica”. Promotrice del progetto per non dimenticare delle Città di Nova Milanese e Bolzano www.lageredeportazione.org e del progetto Arci Ponti di memoria www.pontidimemoria.it. Qui il suo canale video.

L’impegno dell’umanità nell’era nucleare

L’impegno dell’umanità nell’era nucleare

Foto: Unsplash.com

Una possibile catastrofe, valutata tra le 6-10 volte più grave di quella di Chernobyl, è stata evitata con un intervento pur tardivo dei pompieri dell’impianto. Ad oggi pare incerta l’attribuzione dell’attacco attribuiti ora ai russi ora agli ucraini. Tuttavia, l’attribuzione di questo atto non ha rilevanza su quanto si vuole qui discutere sull’impegno dell’umanità nell’era nucleare, soprattutto perché non è nostra intenzione alimentare la frenesia bellica accreditando notizie sul nucleare che già in tempi di pace dovrebbero essere trattate con il massimo rigore informativo.

Il punto cardine è determinato dal fatto che è stata la prima volta che un impianto nucleare è stato preso di mira come elemento strategico di una guerra, fatto inaudito per le conseguenze terribili di morti e di impossibilità di vero controllo umano dopo l’innesco della fusione incontrollata. Una svolta cinica della guerra, da qualsiasi parte la si voglia leggere, che si aggiunge alle consuete informazioni propagandistiche delle nazioni belligeranti.

I fatti accaduti a Zaporizhzhia sembrano fortunosamente escludere un pericolo immediato, ma certo per calcolo o per errore umano si è sfiorata una catastrofe inimmaginabile. Il solo pensiero poi che le altre centrali nucleari ucraine possano essere obiettivi strategici del conflitto, pone il mondo intero in una condizione di ansia ed incredulità che condizionano qualsiasi intervento esterno non condiviso. Bisogna giungere ad un ragionamento differente e rispolverare il senso della pace globale o almeno del rispetto di smilitarizzazione delle zone a forte rischio atomico e radioattivo.

Emblematicamente vale la pena ricordare che Chernobyl ancora oggi è motivo di preoccupazione. Nel 2017 è stato installato un nuovo sarcofago protettivo sopra quello vecchio. Si tratta della più grande struttura mobile mai realizzata al mondo e di un’opera ingegneristica unica nel suo genere, ma che ha un ciclo vitale di 100 anni con interventi economici non piccoli e a cui dovranno partecipare molti Stati. Si ricorda, inoltre, che lo smaltimento di centrali nucleari dismesse è faccenda assai complessa e sostanzialmente irrisolta. Anche per gli Stati Uniti dove, giusto per fare un esempio, i piccoli reattori dei sottomarini nucleari dismessi sono ammassati nel deserto in attesa da anni di una collocazione definitiva (quando non sono stati fatti affondare in profonde fosse atlantiche).

Crisi Ucraina tra guerra e pace

Secondo la ferma posizione di Alex Zanotelli dobbiamo capire e leggere la realtà con gli occhi dell’altro. Non solo per Russia e Ucraina, ma per gli Stati di tutti i continenti perché essi stessi sono una parte non piccola del problema. È un invito a non leggere la realtà per noi stessi, ma cercare di capire l’altro.

Leggere la verità e la realtà non è facile, soprattutto non è facile leggerla con altri occhi a causa di elementi che offuscano il bene umano dal prevalere degli interessi di potere, da quelli militari a quelli del denaro. È una situazione tanto complessa e globale che non può che risolversi con la volontà di dialogo e di negoziato condotta in una tregua delle armi riconoscendo anche agli altri la loro verità purché non annulli la nostra.

Il punto importante consiste nell’allertare tutto il mondo per il dialogo e per la pace. Davanti al conflitto tutti i gruppi pacifisti e nonviolenti devono mettersi insieme: bisogna ritrovare l’unità tra gruppi pacifisti perché è il momento di agire per il dialogo.

Viviamo un drammatico momento della storia umana. Siamo fra due micidiali pericoli: davanti alla crisi ecologica che ci potrebbe portare all’estinzione tra un’estate incandescente per il clima e un inverno nucleare per la guerra nucleare. E’ in questione la sopravvivenza dell’umanità su questo pianeta. Ecco perché è fondamentale un lavoro di informazione per far conoscere a tutti la gravità del momento. Siamo sull’orlo oggi del baratro in particolare per la questione dell’Ucraina. Ma tra qualche mese arriverà l’altra grande questione fra Usa e Cina sull’isola di Taiwan. E avanti così. Basta nulla. Basta un incidente. Il problema è che le grandi potenze sono armate ad un livello straordinariamente e incomprensibilmente distruttivo.

Gli Stati Uniti hanno almeno 3000 bombe nucleari pronte al lancio. La Cina ne ha 200, ma entro il 2030 vuole arrivare almeno al migliaio. La Russia ne ha tante, ben oltre le 500 promesse in caso di guerra verso L’Europa. E vari altri Paesi che vogliono continuare a incrementare il loro armamentario nucleare. In Italia abbiamo una settantina di bombe atomiche a Ghedi vicino a Brescia e ad Aviano in provincia di Udine le quali verranno prossimamente rimpiazzate dalle nuove e sofisticate B 61-12.

E’ assurdo quello che sta avvenendo, perché è chiaro che basta un minimo incidente e salta ogni illusione di pace. É importante uscire da questo macabro gioco, basato sulla difesa per deterrenza del numero di armi nucleari, quando ne basterebbe una per scatenare una ritorsione fuori controllo. Oggi, purtroppo, sulla deterrenza atomica si basa gran parte dell’equilibrio mondiale: una deterrenza brutale che rifugge da qualsiasi negoziato e che viene consumata nello stretto riserbo dei ministeri per la difesa degli Stati con armi atomiche. Questo è un male al quale con terrore ci siamo abituati e non pensiamo che anche ogni centrale nucleare civile costruita nel mondo per la fornitura energetica sia di fatto un obiettivo militare strategico nello scatenarsi di qualsiasi guerra.

Se guardiamo ora all’Ucraina potremmo dire ottimisticamente che nessuno dei belligeranti sembra essere interessato a provocare danni agli impianti nucleari, ma la concatenazione di eventi potrebbe dar luogo a errori umani nell’ambito di lanci missilistici o di bombardamenti. Un rischio davvero fuori controllo che sta costringendo per necessità l’Europa a rivalutare il ruolo giocato dal nucleare civile.

Papa Francesco continua a dire che non solo l’uso della bomba atomica è immorale, ma anche il suo solo possesso. E questo tipo di informazione è fondamentale. E questo deve portare tutti a reagire. Per dire basta.

Purtroppo ancora oggi parlando di pace e pacifismo si finisce con l’essere intesi come idealisti e utopisti lontani dalla realtà. La guerra in Ucraina ha fatto capire quanto ci fossimo illusi chiudendo gli occhi ad un processo di potere che più o meno sottilmente ha coinvolto Russia e Europa su questo crinale. Per questo dobbiamo cercare di comunicare il significato della pace in modo attivo, capovolgendo il senso delle cose così come sino ad oggi sono state intese.

Oggi deve essere ben chiaro dai fatti dell’Ucraina, che costruire una centrale nucleare, ammesso che abbia senso ambientale, deve comprendere la consapevolezza che si sta costruendo un obiettivo strategico militare e un luogo di controllo manutentivo che costituirà un pericolo per molti decenni.

Il nucleare civile e il nucleare militare devono essere cancellati dalla storia dell’umanità.

Laura Tussi

Docente, giornalista e scrittrice, si occupa di pedagogia nonviolenta e interculturale. Ha conseguito cinque lauree specialistiche in formazione degli adulti e consulenza pedagogica nell’ambito delle scienze della formazione e dell’educazione. Coordinamento Italia Campagna Internazionale ICAN – Premio Nobel per la Pace 2017 per il disarmo nucleare universale, collabora con diverse riviste telematiche tra cui PressenzaPeacelinkIldialogoUnimondoAgoraVox ed ha ricevuto il premio per l’impegno civile nel 70esimo Anniversario della Liberazione M.E.I. – Meeting Etichette Indipendenti, Associazione Arci Ponti di Memoria e Comune di Milano. Autrice dei libri: Sacro (EMI 2009), Memorie e Olocausto (Aracne 2009), Il dovere di ricordare (Aracne 2009), Il pensiero delle differenze(Aracne 2011), Educazione e pace (Mimesis 2012), Un racconto di vita partigiana – con Fabrizio Cracolici, presidente ANPI Nova Milanese (Mimesis 2012), Dare senso al tempo-Il Decalogo oggi. Un cammino di libertà (Paoline 2012), Il dialogo per la pace. Pedagogia della Resistenza contro ogni razzismo (Mimesis 2014), Giovanni Pesce. Per non dimenticare (Mimesis 2015) con i contributi di Vittorio Agnoletto, Daniele Biacchessi, Moni Ovadia, Tiziana Pesce, Ketty Carraffa, Antifascismo e Nonviolenza (Mimesis 2017), con Alfonso Navarra, Adelmo Cervi, Alessandro Marescotti.  Collabora con diverse riviste di settore, tra cui: “Scuola e didattica” – Editrice La Scuola, “Mosaico di Pace”, “GAIA” – Ecoistituto del Veneto Alex Langer, “Rivista Anarchica”. Promotrice del progetto per non dimenticare delle Città di Nova Milanese e Bolzano www.lageredeportazione.org e del progetto Arci Ponti di memoria www.pontidimemoria.it. Qui il suo canale video.

Noi non ci arruoliamo. Voci contro la guerra

Noi non ci arruoliamo. Voci contro la guerra

NOI NON CI ARRUOLIAMO Trasmissione Televisiva
Noi non ci arruoliamo. Voci contro la guerra
Report/sintesi di Laura Tussi
La società civile si sta mobilitando con tutti i mezzi per creare un tessuto sociale consapevole dei rischi che tutti noi stiamo attraversando.
Migliaia di persone scendono in piazza per dire NO a possibili escalations militari e quindi è importante discutere su cause e alternative a questa situazione di paura globale.
Questo di Contropiano uno dei tanti incontri online che stanno lavorando in tal senso per costruire la pace e quindi è importante darne massima evidenza.
Alessio Ramaccioni presenta il titolo del tema dello spazio di Contropiano sulla guerra analizzata dal punto di vista politico e dell’informazione e dell’economia da quando si respira un clima da interventismo sdoganato dai mezzi di comunicazione di massa.
Giorgio Cremaschi dice che siamo di fronte a una propaganda di guerra violenta per cui chi non è disposto a fare la guerra è schiavo del nuovo Hitler ossia Putin.
Ma la grande maggioranza del paese chiede misure politiche e compromessi di pace con Putin per fermare la guerra.
La nostra posizione è una spiegazione perché noi non siamo filo Putin.
Ma neanche con la Nato.
Questa invasione di Putin è l’ultimo capitolo di aggressione di Stati Uniti e Nato nei confronti di tutto il mondo.
Non ci sono buoni e cattivi nelle relazioni mondiali, ma il diritto e la legalità internazionali.
Tutte queste guerre imposte dalla Nato sono inaccettabili e la guerra dovrebbe essere cancellata come strumento delle relazioni internazionali.
Ci vorrebbe una corte internazionale contro i crimini di guerra.
Siamo di fronte al fatto che per la prima volta non è la Nato che decide i buoni e i cattivi, ma la Russia.
Adesso anche il governo russo ha sconvolto tutti questi equilibri. L’Italia è in una guerra che non impegna direttamente i nostri soldati, ma i mercenari, i volontari eccetera.
Un coinvolgimento anche perché mandiamo le armi e siamo coinvolti per una serie di escalations.
Il primo paese europeo che perseguita gli Lgbt ed è contro l’aborto è la Polonia che sta trascinando i paesi più riluttanti verso impegni militari più forti in alleanza con la Nato.
La Polonia è il primo stato violatore dei diritti umani in Europa.
È uno Stato fascista. Noi siamo contro le logiche di guerra, mentre tutte le autorità ci portano verso un’escalation militare. Vi è un modo per fermare la guerra? La sensazione è che le nostre autorità vanno verso la terza guerra mondiale.
Per fermare la violenza, occorre fermare le armi con trattative e negoziati di pace. La guerra genera guerra. Occorrono compromessi di pace.
Costantino Saporito: ho vissuto la guerra in Jugoslavia e noi abbiamo deciso di partire per dare assistenza ai profughi. Noi portiamo in salvo i profughi verso i luoghi sicuri e sempre per portarli fuori dalla guerra perché diciamo basta guerra: è tutto assurdo. A tutti chiediamo cosa volete e loro rispondono: la pace. La mia testimonianza di persona normale è quella di prendere i profughi, gli ultimi della terra e di un processo che è quello di distruzione che produce tanti profughi che hanno bisogno.
Bisogno di tutto.
Occorre un nuovo inizio di integrazione totale.
La mia è una testimonianza di viaggi per salvare i profughi.
Mi devo occupare di questo viaggio di salvezza.
Per salvare i profughi. Apriamo le porte delle case e del cuore a chi scappa dalla guerra in maniera totale globale.
Giorgio Beretta: l’Unione Europea vuole inviare armi in Ucraina che finiscono nelle mani del battaglione Azov di dichiarata ispirazione nazista.
Al contrario occorre portare le due parti al tavolo delle trattative. I nostri politici hanno abdicato al proprio ruolo diplomatico.
La richiesta di cessate il fuoco, di ritiro delle truppe dalla Russia e risarcimento all’Ucraina, il ritiro dei contingenti nato in est Europa che stanno continuando aumentare: questo noi chiediamo.
Altrimenti è una logica sbagliata. Chiediamo l’autonomia della Repubblica del DonBass sul modello del sud Tirolo e dell’Alto Adige.
L’Ucraina decide il proprio corso politico, ma deve dare autonomia a queste regioni.
L’autodeterminazione di un popolo non deve essere a discapito del popolo stesso né della sicurezza internazionale, ma la possibilità all’Ucraina di fare accordi commerciali con l’Europa bisogna darla. La questione commerciale bisogna tenerla aperta. L’altra questione dirimente è quella che occorre pensare a un modello di difesa europeo alternativo rispetto alla Nato che va sciolta. La Nato sta diventando un motivo di insicurezza a livello mondiale.
Vi sono molti interessi di lobby e di politici nell’industria militare.
È sempre più necessario un diverso modello di difesa europeo di tipo difensivo e sostenibile che contempli la difesa civile non armata e non violenta. Alex Langer diceva che è venuto il momento di mettere in campo i corpi civili di pace e di intermediazione e interposizione.
Invece i paesi europei continuano la rincorsa al riarmo. Bisogna ripensare il modello di difesa e sicurezza innovativo e alternativo.
Nicoletta Dosio: in valle sappiamo cosa significa occupazione militare. La nostra valle è occupata militarmente dai militari dal 2011. Anche il nostro paese è strumento e attore di una guerra con l’Europa di Maastricht del 1991 con la prima guerra del Golfo. Noi stiamo dalla parte di tutti i popoli che subiscono la guerra.
Rosa Luxemburg diceva che il militarismo e la guerra sono uno spreco enorme che avvantaggia solo le classi capitaliste. Brecht diceva che la guerra che verrà non è la prima e fra i vinti la povera gente fa la fame e tra i vincitori la fame la fa sempre la povera gente.
Dalla nostra valle che è luogo su cui si applica lotta penale al nemico diciamo no alla guerra.
La nostra valle è percorsa dai profughi che fuggono da guerre e fame.
La Polonia e l’Ungheria non lasciano passare i profughi. Siamo dalla parte di chi è contro la guerra.
Attuiamo la lotta contro la Nato: no alla Nato.
Mio nonno morì al fronte nella prima guerra mondiale per polmonite fulminante. Lui era contro la guerra. Non sparava avanti, ma solo in alto, perché non vedeva nemici davanti a sé, ma solo esseri umani.
Sergio Cararo: in questi giorni si tiene il vertice tra Nato e consiglio europeo. Vi è un forte incremento delle spese militari e l’aumento di fondi per l’esercito e per il complesso militare industriale europeo.
Draghi ha detto che il primo problema è quello dei Balcani. Non vorrei che il primo test della bussola strategica europea siano ancora i Balcani. È qualcosa di inquietante. L’informazione di guerra è colta però in contropiede dalle manifestazioni per la pace.
Le manifestazioni sul territorio di questioni popolari hanno fatto saltare il solito schema sui pacifisti. I manifestanti di Roma come a Pisa dove sono stati bloccati i voli carichi di armi verso l’Ucraina. Due pezzi di società mobilitati contro la guerra.
La società italiana non coincide con le scelte del governo e del parlamento. Vi è una divaricazione tra la società reale e la società politica.
La società non vuole inviare armi.
Conclusione di Giorgio Cremaschi: noi siamo di fronte a una feroce propaganda di guerra che lascia un vuoto che il popolo sta riempiendo trattando e manifestando per la pace. Sconfiggere la Russia significa la terza guerra mondiale e il governo pensa che la società non sia in grado di capire questo.
Occorre combattere la guerra e lo spirito guerrafondaio ricominciando a discutere come si fa la pace.
Noi abbiamo un’élite politica ed economica che vuole la terza guerra mondiale contro la volontà della maggioranza della popolazione italiana.

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Tenda Antinucleare con Moni Ovadia e Alex Zanotelli

EVENTO

Tenda Antinucleare con Moni Ovadia e Alex Zanotelli

1 dicembre 2021

Esigiamo da Draghi e Cingolani il rispetto dei referendum sui beni comuni!

Organizzata per protesta contro l’eventualità che la UE consideri il nucleare, insieme a gas e CCS, tecnologia «verde» su cui investire. Davanti al MITE in via Cristoforo Colombo, organizzazione: Disarmisti esigenti, WILPF Italia, Missione Mediterraneo.
Con la collaborazione di Radio Nuova Resistenza

La settimana la concepiamo anche come una sorta di festival delle idee trasmissibili attraverso Radio Nuova Resistenza.
Ogni giorno un tema da sviluppare: a) come dibattiti attuati in trasmissioni radio; b) con eventi proposti tramite facebook.

1 dicembre (mercoledi) – la giustizia sociale e ambientale: il bilancio della COP26

Ore 17.00 – Un appello ai giovani dei Fridays e di XR – colloquio trasmesso per radio con Moni Ovadia. Introducono Alfonso Navarra, Patrizia Sterpetti e Ennio La Malfa, Ennio Cabiddu relaziona su Glasgow

Ore 18.00 – I rapporti tra nucleare civile e militare con Luigi Mosca da Parigi, coadiuvato da Alfonso Navarra. Antonia Sani relaziona sul TPAN. Elio Pagani sullo studio relativo alla legalità delle armi nucleari in Italia – Evento Fb

2 dicembre (giovedi)

Ore 17.00 –Una lotta unitaria sui referendum per i beni comuni- Interviene su banche armate e fossili Antonio De Lellis (ATTAC)

Ore 18.00 – l’impatto ambientale e territoriale delle attività militari – evento fb

3 dicembre (venerdi) – la lotta antimilitarista e nonviolenta delle donne

4 dicembre (sabato) – la tassonomia verde

Ore 17.00 – colloquio radiofonico con Fabio Amato della Sinistra al Parlamento Europeo: la partita è ancora aperta

Ore 18.00 – l’acqua è vita ed i referendum sui beni comuni vanno rispettati con Alex Zanotelli– evento fb

5 dicembre domenica – legge di bilancio e PNRR

Ore 17.00 – colloquio radiofonico con Massimo Scalia, Vittorio Bardi

 

Ore 18.00 – uno studio per un PNIEC alternativo illustrato da Keivan Motavalli – evento fb

6 dicembre (lunedi) – 100 per 100 rinnovabili anche nella tassonomia

Ore 17.00 – colloquio radiofonico con Giuseppe Farinella sulla situazione delle FER in Italia

Ore 18.00/19.30 – energia di pace e cultura della terrestrità – intervengono Antonella Nappi, Fabrizio Cracolici, Laura Tussi

7 dicembre martedi – per il clima fuori dal fossile (e dal nucleare anch’esso fossile)

Ore 17.00 – colloquio radiofonico con Mario Agostinelli ed esponenti di «PER IL CLIMA FUORI DAL FOSSILE»

Ore 18.00 – IL COORDINAMENTO ANTINUCLEARE EUROPEO evento fb Roma – Bruxelles – Parigi – Treviri (Luigi Mosca – Daniele Barbi – Alfonso Navarra, altri…)

CHI SIAMO

Siamo qui sotto il Ministero della transizione ecologica – MITE quali associazioni membre della Campagna ICAN (per la proibizione delle armi nucleari) nel mondo e in Europa, ma anche personalità (Moni OvadiaAlex Zanotelli) e organizzazioni ecopacifiste coerenti e conseguenti, consapevoli del legame indissolubile esistente tra nucleare civile e nucleare militare, interpreti della volontà antinucleare dei popoli: in modo inequivocabile di quello italiano che si è espresso in due voti referendari nel 1987 e nel 2011.

PER COSA PROTESTIAMO IN MODO PACIFICO

Siamo qui a protestare e digiunare: diciamo NO a ogni forma di “tassonomia” (le regole per classificare, una parola che dovremo abituarci ad usare perché tira in ballo migliaia di miliardi di dollari) che, tendendo all’obiettivo della decarbonizzazione contro il riscaldamento globale del Pianeta, includa la tecnologia “atomica”, comunque declinata, tra le energie “verdi”, o quasi “verdi” (“transizionali”, nella formula di compromesso che si sta prospettando tra Francia e Germania).

COSA VOGLIAMO DAL GOVERNO ITALIANO IN NOME DEI REFERENDUM

Cittadine/i che non amiamo essere prese/i per i fondelli, siamo indignati perché osserviamo il governo italiano non rispettare il mandato popolare e non darsi da fare affinché la Commissione Ue, in qualità di custode dei trattati e di promotore delle politiche di Green New Deal, si astenga il 7 dicembre dall’approvare un regolamento che giudichiamo funzionale ad un green washing di proporzioni colossali.

Cingolani dovrebbe incontrare una nostra delegazione e convenire con noi che non deve essere avallato un mistificatorio timbro di sostenibilità a fonti e tecnologie antiecologiche (non solo il nucleare, ma anche il gas e il CCS), permettendo che enormi flussi finanziari si indirizzino verso di esse con garanzia e sovvenzioni pubbliche, cioè con i nostri soldi di contribuenti.

Auspichiamo che, anche attraverso la pressione decisiva dell’opinione pubblica risvegliata, la transizione ecologica della UE, e con essa quella italiana, segua una strada coerente per la giustizia sociale e ambientale sulla base di una Pace effettiva con la Natura!

 

ADESIONI E INFO

Unitevi a Disarmisti esigenti, WILPF ItaliaMissione MediterraneoLaudato si’ & partners per il no al nucleare, sì al disarmo negli accordi di Parigi sul clima, sì alle rinnovabili:

https://www.petizioni.com/rispettarereferendum   – cell. 340-0736871

Per maggiori informazioni:
Alfonso Navarra

Dalla Memoria a un nuovo futuro possibile

Presentazione libro Memoria e futuro, Mimesis Edizioni

Dalla Memoria a un nuovo futuro possibile

In occasione dell’entrata in vigore del Trattato per la proibizione delle armi nucleari, un libro, ispirato alla scienza della complessità, per la cultura della pace nel XXI secolo, a opera dei membri di ICAN, la campagna per il disarmo nucleare, Premio Nobel per la Pace nel 2017

Memoria e futuro, Mimesis Edizioni

Presentazione libro Memoria e futuro, Mimesis Edizioni

In occasione dell’entrata in vigore del Trattato per la proibizione delle armi nucleari, un libro, ispirato alla scienza della complessità, per la cultura della pace nel XXI secolo, a opera dei membri di ICAN, la campagna per il disarmo nucleare, Premio Nobel per la Pace nel 2017

 

Dalla Memoria a un nuovo futuro possibile

Evento online con

Autori: Alfonso Navarra, Laura Tussi, Fabrizio Cracolici

Protagonisti: Maurizio Acerbo, Vittorio Agnoletto, Adelmo Cervi, Giorgio Cremaschi, Paolo Ferrero, Milly Moratti

Musica: Marco Chiavistrelli, Renato Franchi

 

venerdì 19 Novembre 2021 ore 18.00

in diretta Facebook su BookCity e ChiAmaMilano

Link all’evento:

https://www.facebook.com/events/409571730700205/?ref=newsfeed

È un’opera di notevole interesse, quella curata da Alfonso Navarra, Laura Tussi e Fabrizio Cracolici, dal titolo Memoria e futuro, Mimesis Edizioni 2021, recentissima pubblicazione che raccoglie contributi di autori quali Vittorio Agnoletto, Moni Ovadia, Alex Zanotelli e altri. In occasione dell’entrata in vigore del Trattato per la proibizione delle armi nucleari, un libro, ispirato alla scienza della complessità, per la cultura della pace nel XXI secolo, a opera dei membri di ICAN, la campagna per il disarmo nucleare, Premio Nobel per la Pace nel 2017. Memoria e futuro è un’ opera collettiva dei Disarmisti esigenti nati dall’appello Esigete! Un disarmo nucleare totale di Stéphane Hessel per la Campagna Internazionale di messa al bando delle Armi Nucleari.

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    20 ottobre 2021 – Laura Tussi

PeaceLink: disarmo nucleare e inquinamento atmosferico

È necessario più che mai disincentivare le spese militari e investire sulla pace

PeaceLink: disarmo nucleare e inquinamento atmosferico

I poteri forti attuano investimenti negli armamenti come gli F 35, le bombe nucleari nato B 61-12, i droni e nelle grandi opere inutili come la TAV e le opere militari come il Muos. I poteri forti incentivano le grandi opere colossali e militari per incrementare la domanda di acciaio

Il riarmo nucleare e l'inquinamento atmosferico sono dettati da un sistema malato: da poteri forti distinti e separati, ma comunque poteri forti

È necessario più che mai disincentivare le spese militari e investire sulla pace.

I poteri forti attuano investimenti negli armamenti come gli F35, le bombe nucleari nato B 61-12, i droni e nelle grandi opere inutili come la TAV e le opere militari come il Muos.

La richiesta di acciaio ormai scarseggia sul mercato globale. Invece i poteri forti incentivano le grandi opere colossali e militari per incrementare la domanda di acciaio in un sistema e in un mercato che sono in realtà al tracollo e al collasso.

Le politiche globali devono al contrario investire sulla pace cioè la riqualificazione ambientale e le bonifiche delle città e dei siti contaminati e inquinati come Taranto che subisce politiche scellerate e corrotte altamente inquinanti.

Le politiche globali con l’impatto negativo sull’ambiente non rispettano la tutela e la salvaguardia del patrimonio culturale e ambientale e la tutela della sicurezza sul lavoro e non rispettano, costituzionalmente parlando, la salute e la vita di operai, lavoratori e cittadini.

Il caso Taranto propone il diritto alla salute e alla vita soppiantato dalle logiche politiche bieche di profitto, dalla ricerca del massimo profitto dei padroni, dei poteri forti votati alla tirannia del capitalismo neoliberista e finanziario e votati al becero ricatto capitalista che vede contrapposti lavoro o salute e lavoro o vita.

I sistemi forti dettano legge. A Taranto la società civile organizzata in cittadinanza attiva è contro il mostro dell’acciaio, la fabbrica della morte, il siderurgico infernale.

L’Associazione PeaceLink – Telematica per la pace è inoltre affiliata dal 2006 alla Rete internazionale ICAN – Campagna internazionale per l’abolizione delle armi nucleari e per il disarmo nucleare, insignita del Premio Nobel per la Pace nel 2017. PeaceLink è membro ICAN assieme a altre associazioni, come Disarmisti Esigenti e Wilpf, operanti sul territorio nazionale e assieme a oltre 500 ONG, realtà associative, Onlus operanti in tutto il mondo per la messa al bando degli ordigni nucleari. PeaceLink porta avanti, con varie attività e iniziative a livello nazionale e internazionale, l’importante testimone del Premio Nobel per la pace a ICAN per il disarmo nucleare.

Per quanto riguarda l’ambito della siderurgia, a Taranto vi è un alto tasso epidemiologico di incidenza tumorale per vari agenti inquinanti emessi dall’impianto siderurgico più grande d’Europa. Nel quartiere tamburi molte persone sono affette da malattie cancerogene, tre persone su 18.

PeaceLink ha sollevato un terremoto politico e giudiziario, una contrapposizione netta tra politica partitica e magistratura.

Il 26 luglio 2012 il Gip – Giudice per le Indagini Preliminari Patrizia Todisco emette la sentenza “con la salute e la vita non si può mercanteggiare”.

I deputati alla camera e al Senato hanno votato decreti legge salva Ilva e ammazza Taranto.

I poteri forti, i partiti, le autorità ecclesiastiche hanno un atteggiamento omertoso e hanno nascosto la verità con l’omertà e il silenzio, occultando la verità di inquinamento e malattie e morte.

Da indagini su Taranto emerge una equazione tra le lobby dell’acciaio e i poteri forti per tenere nascosti i dati sull’inquinamento: è una verità amara e tragica, ma è la verità.

Note: Il riarmo nucleare e l’inquinamento atmosferico sono dettati e imposti da un sistema malato: da poteri forti distinti e separati, ma comunque poteri forti

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  • L'evoluzione del pacifismo

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Pace, nonviolenza, pacifismo, ambiente su Tempi di Fraternità

Sul sito di Tempi di Fraternità

Pace, nonviolenza, pacifismo, ambiente su Tempi di Fraternità

Un particolare riguardo al nucleare, alla luce dell’entrata in vigore del trattato ONU di proibizione delle armi nucleari e ampio spazio dedicato all’educazione alla pace, alla nonviolenza, al pacifismo e altro ancora

Tempi di Fraternità: Pace per l'umanità

Sul sito di Tempi di Fraternità

Sul sito della rivista Tempi di Fraternità, nella sezione “Pace per l’umanità”, curata dalla nostra collaboratrice Laura Tussi, si possono trovare articoli riguardanti argomenti che sono legati al grande tema della pace oltre ad affrontare la questione degli armamenti, con particolare riguardo al nucleare, alla luce dell’entrata in vigore del trattato ONU di proibizione delle armi nucleari. Inoltre ampio spazio viene dedicato all’educazione alla pace, alla nonviolenza e al pacifismo, in tutti i possibili ambiti di intervento dalla scuola ai settori associativi territoriali.

I temi ambientali sono affrontati con particolare attenzione e compaiono inoltre numerose e interessanti interviste. Insomma, consultare i seguenti link può essere una interessante scoperta.

Buona lettura ! 

 

PACE per l’umanità

Campagna Guantanamo [31 Agosto 2021]

Firma anche tu la lettera al presidente del Consiglio Mario Draghi. L’Italia chieda agli Stati Uniti la chiusura della prigione americana di Guantanamo dove si torturano i prigionieri e dove vengono violati sistematicamente i diritti umani. La tua firma apparirà pubblicamente sul sito web di PeaceLink sotto la lettera a Draghi

Contro l’intolleranza [31 Agosto 2021]

Nella Spagna del Settecento, i resoconti dei viaggiatori concordano nella descrizione di una chiesa intollerante, caratterizzata dalla persistenza di forme di religiosità barocche e da una forte presenza dell’inquisizione

Giustizia climatica [31 Agosto 2021]

Casacomune propone la seconda edizione di una formazione per insegnanti ed educatori su cambiamenti climatici, biodiversità, conflitti ambientali. Il titolo del corso è “La scuola per il futuro”. Qui si riportano le slides di Alessandro Marescotti sulla giustizia climatica

Pace a colori [31 Agosto 2021]

Proprio nel poter confrontare le innumerevoli soluzioni grafiche proposte nei vari dossier che trattano di conflitti e pace e guerre nel mondo è facile osservare subito alcuni fattori dominanti come il ricorso massiccio a simboli universalmente riconosciuti

Giochi senza frontiere didattiche [31 Agosto 2021]

Il progetto, prodotto da GiocOvunque e da Reservoir film, con la collaborazione del compositore Tiziano Fantappiè, nel settembre 2020, è uscito con il primo episodio UNA GIORNATA DA BIMBISVEGLI, dedicato al progetto omonimo del maestro di Serravalle d’Asti, Giampiero Monaca

I giorni della libertà: l’Aprile del 1945. E l’Afghanistan? [31 Agosto 2021]

Una sentita riflessione va alle vicende attuali che si svolgono in Afghanistan e al dramma di un popolo perennemente occupato dagli Stati Uniti e da altri invasori e che lotta per l’emancipazione, l’indipendenza e l’autodeterminazione

“Il cortile degli oleandri” – Racconto [31 Agosto 2021]

Questo è il nuovo racconto di Rosaria Longoni tratto dal suo ultimo romanzo Il cortile degli oleandri, che narra la storia di una famiglia, immigrata in Brianza durante la seconda guerra mondiale, solidale con Resistenti, Renitenti e Partigiani nel periodo nefasto dell’incubo nazifascista

Rivista.eco: Raccontarsi è bello [31 Agosto 2021]

Scrivere per sé, di sé e per gli altri è un atto bello che apre la mente. È un’azione liberatoria che comporta un’analisi interiore e introspettiva attenta a far emergere dall’interiorità i nostri traumi, i tasti dolenti, le difficoltà, ma soprattutto la scrittura fa emergere il bello dell’esistenza

Moni Ovadia in Rai per la strage di Bologna [16 Agosto 2021]

La Rai ha realizzato un filmato nel 2011 incentrato sullo straziante monologo di Moni Ovadia in ricordo delle vittime innocenti del terrorismo per la strage alla stazione di Bologna di comprovata matrice fascista

Renato Accorinti per Bimbisvegli [16 Agosto 2021]

Messaggio di Renato Accorinti, insegnante, già Sindaco di Messina in solidarietà con il metodo pedagogico Bimbisvegli del maestro Giampiero Monaca

PeaceLink: riarmo nucleare e inquinamento atmosferico [16 Agosto 2021]

I poteri forti attuano investimenti negli armamenti come gli F35, le bombe nucleari nato B 61-12, i droni e nelle grandi opere inutili come la TAV e le opere militari come il Muos. I poteri forti incentivano le grandi opere colossali e militari per incrementare la domanda di acciaio

Armi nucleari. Agiamo subito! [16 Agosto 2021]

Vogliono farci credere che costruire armi sia necessario per la Pace nel mondo. Vogliono farci credere nello sviluppo e nella crescita per sfruttare il pianeta. “Se volete dare di nuovo un messaggio all’Occidente, deve essere un messaggio di Amore, un messaggio di Verità”, disse il Mahatma Gandhi

San Vittore: confronto con i detenuti sul libro ‘Riace. Musica per l’Umanità’ [16 Agosto 2021]

Gnews – giustizia news online quotidiano online Ministero della Giustizia presenta l’iniziativa a cui sono presenti, oltre ai curatori del libro, il medico e attivista Vittorio Agnoletto e la consigliera comunale Milly Moratti

Libro: Di terra e di pietra [15 Agosto 2021]

Recensione al volume di Gianmarco Pisa, Di terra e di pietra. Forme estetiche negli spazi del conflitto, dalla Jugoslavia al presente, Multimage, Firenze 2021

Pressenza – Memoria e Futuro, una prospettiva di giustizia sociale e ambientale [15 Agosto 2021]

È un lavoro di notevole interesse, quello curato da Alfonso Navarra, Laura Tussi e Fabrizio Cracolici, dal titolo Memoria e futuro (Mimesis Edizioni, Milano – Udine, 2021), recentissima pubblicazione che raccoglie contributi di autori quali Vittorio Agnoletto, Moni Ovadia, Alex Zanotelli e altri

Pace, nonviolenza, pacifismo, ambiente su Tempi di Fraternità [15 Agosto 2021]

Un particolare riguardo al nucleare, alla luce dell’entrata in vigore del trattato ONU di proibizione delle armi nucleari e ampio spazio dedicato all’educazione alla pace, alla nonviolenza, al pacifismo e altro ancora

La bicicletta di Giulio Regeni [15 Agosto 2021]

Testo e musica di Marco Chiavistrelli noto compositore e cantautore che ha cantato con varie personalità del mondo dello spettacolo da Battiato a De Gregori, dai Nomadi agli Area, da Guccini a Bennato e è impegnato in movimenti alternativi con importanti lotte sociali

L’informazione della libertà [15 Agosto 2021]

I manifesti, i volantini, i giornali murali, hanno svolto e svolgono una funzione propagandistica, informativa e organizzativa molto importante. Si pensi al ruolo durante la prima guerra e la seconda guerra mondiale e nella lotta della Resistenza

Anna Frank e la felicità [15 Agosto 2021]

Anna si ritrovava reclusa con una fanciullezza spezzata dalla guerra. La seconda guerra mondiale: la più spietata delle atrocità del cosiddetto secolo breve. Dai Lager, ai bombardamenti fino all’altrettanto crudele epilogo di Hiroshima e Nagasaki

Rivista.eco – Educazione e Antifascismo sociale [12 Agosto 2021]

Dal mondo dei movimenti per la pace e il disarmo la proposta di una “educazione alla terrestrità”. Raccogliendo l’eredità di partigiani come Stéphane Hessel ed Edgar Morin, guarda a un futuro possibile, costruito grazie ai temi della pace, dell’ambiente, del disarmo e della giustizia sociale

Luciano Marescotti racconta la sua vita [12 Agosto 2021]

Nato nel 1921 a Voltana, una frazione di Lugo di Romagna, partecipa alla Resistenza nelle Brigate Garibaldi. In questo video ha 94 anni e traccia i momenti essenziali della sua vita ricordando l’impegno e il sacrificio di chi ha lottato per un mondo migliore

Gaia: Riace. Musica per l’umanità [11 Agosto 2021]

Nel novembre 2019, Fabio Fazio ha intervistato l’indiscusso protagonista della vicenda Riace, Mimmo Lucano su Rai2 a “Che tempo che fa” menzionando e presentando il libro Riace, musica per l’umanità e padre Alex Zanotelli che ha collaborato con altre 15 personalità alla sua stesura

Il Manifesto: Ecopacifismo e Terrestrità [11 Agosto 2021]

Nostro dovere è tutelare e salvaguardare l’intera storia dell’umanità, i suoi progressi, le sue fasi storiche perché l’essere umano probabilmente è l’unico essere raziocinante che è ospitato dalle infinite galassie del cosmo e di questo trattava anche l’astrofisica Margherita Hack

Il cortile degli oleandri [28 Luglio 2021]

È stata per noi una grande sorpresa e un immenso piacere, poter leggere “Il cortile degli oleandri”, opera della cara amica Rosaria Longoni. Un libro intenso, scritto con il cuore e con la consapevole volontà di tramandare una memoria importante: una memoria capace di trasmettere emozioni e valori

Alex Zanotelli sostiene Giampiero Monaca [22 Luglio 2021]

Messaggio di Alex Zanotelli in solidarietà con il Maestro Giampiero Monaca per sostenere il diritto al metodo pedagogico “Bimbisvegli” e appello al digiuno di solidarietà

Scuola: Giampiero Monaca in digiuno per il diritto al metodo “Bimbisvegli” [17 Luglio 2021]

Da più di un mese il caro amico Giampiero Monaca è in digiuno, un digiuno di giustizia per affermare prima di tutto il diritto e dovere che ha un maestro di educare i suoi alunni secondo un metodo che pone le basi sull’insegnamento dei grandi maestri della pedagogia nonviolenta

Tiziana rinasce! [14 Luglio 2021]

La violenza: un dramma che si consuma per molte, troppe donne in Italia e nel mondo

Le biblioteche tra memoria e futuro [14 Luglio 2021]

Le biblioteche scolastiche purtroppo sono poco valorizzate e i progetti su di esse scarseggiano di risorse con i tagli economici da parte del ministero e con la politica sempre più lontana dalla possibilità di un loro potenziamento

Raccontarsi è bello [14 Luglio 2021]

Un tema che mi sta a cuore è la pace, perché da piccola sentivo in famiglia la storia di mio nonno che ha contribuito alla Resistenza antifascista, come personalità libertaria, come resistente, compiendo sabotaggi e partecipando in qualità di operaio della Breda agli scioperi del 1943 e 44

Congo: l’emblema dello sfruttamento del pianeta. Prospettive per l’umanità [09 Luglio 2021]

Evento Facebook in collaborazione con ChiAmaMilano

Chiara Castellani incontra Papa Francesco [05 Luglio 2021]

“La nonviolenza è il solo metodo di lotta per costruire una reale democrazia” Intervista di Laura Tussi a Chiara Castellani

Taranto, cronaca di un disastro ambientale [17 Giugno 2021]

Di fronte all’inquinamento del polo industriale e in particolare dello stabilimento siderurgico vi è stata, dal 2008 in poi, una crescita della cittadinanza attiva. La società civile organizzata, supportata dai dati scientifici dell’Arpa Puglia, ha saputo contrastare lo strapotere dei Riva

Vittorio Agnoletto: il costituzionalismo terrestre [17 Giugno 2021]

La nostra comune umanità e il sentimento e il sentire umano della nostra specie sono chiamate a affrontare e risolvere le gravi sfide globali, l’intreccio tra minaccia nucleare e militare, ecologica e climatica e della disuguaglianza e delle oppressioni sociali

Agenda ONU per il disarmo nucleare [17 Giugno 2021]

Le armi nucleari sono le armi più pericolose sulla terra. Una piccola ogiva può distruggere un’intera città, ma qui parliamo di arsenali che possono sterminare centinaia di milioni di persone, mettendo a repentaglio l’ambiente naturale e la vita delle generazioni future

La comune e futura umanità [17 Giugno 2021]

Proposta di collaborare a una sezione televisiva di formazione dei formatori per la rete ICAN, connessa alla Carta della Terra

Antonia Sani: riflessioni sul pacifismo [17 Giugno 2021]

La cara amica Antonia Baraldi Sani, già presidente di Wilpf – Women’s International League For Peace and Freedom Italia, in una nostra conversazione telefonica, riflette sul concetto di pace e di pacifismo

“Memoria e futuro” con interventi di Vittorio Agnoletto, Moni Ovadia, Alex Zanotelli [31 Maggio 2021]

Presentazione Libro: Memoria e futuro, Mimesis Edizioni è un lavoro collettivo dei Disarmisti esigenti nati dall’appello Esigete! Un disarmo nucleare totale di Stéphane Hessel e Albert Jacquard per la Campagna Internazionale per la messa al bando delle Armi Nucleari, Premio Nobel per la Pace nel 2017

Rivista.eco: un ponte Tokyo-Milano per l’impegno antinuclearista [30 Maggio 2021]

Nessun continente è indenne da conflitti gestiti direttamente o indirettamente da potenze nucleari. Il disarmo e la proibizione della bomba atomica sono insomma sempre attuali e urgenti. Un ponte Tokyo-Milano per portare avanti l’impegno antinuclearista

Rivista.eco: il Premio Nobel per la Pace [30 Maggio 2021]

Assicurarsi un mondo giusto e sicuro, fondato sulla forza del diritto e non sul diritto della forza. ICAN è stata insignita del Premio Nobel per la pace 2017 per il suo contributo alla causa della proibizione delle armi nucleari

Per una nuova cultura di pace [30 Maggio 2021]

Noi tutti amici della nonviolenza e del disarmo ci rendiamo sempre più conto di appartenere a un’unica razza e famiglia umana come sostenevano Einstein e il pacifista nonviolento Vittorio Arrigoni, barbaramente assassinato a Gaza in Palestina

Il Premio Nobel per la pace e il futuro dell’umanità [30 Maggio 2021]

ICAN, una campagna per rafforzare l’impegno antinucleare, oggi sottovalutato e tralasciato, che è impegno per un mondo fondato sulla forza dei diritti umani e dell’umanità

La nonviolenza efficace: nuova prassi educativa [30 Maggio 2021]

La nonviolenza efficace è capace di risolvere in modo determinante i conflitti politici reali secondo una strategia che sa trasformare i gruppi umani “nemici” in gruppi umani “amici”

Un’agenda per il disarmo [30 Maggio 2021]

Il portoghese António Guterres, nono Segretario Generale delle Nazioni Unite, ha assunto l’incarico il 1º gennaio 2017 e ha scritto un importante documento, l’Agenda ONU per il disarmo, di cui qui riassumiamo alcuni punti salienti

Dinamiche relazionali nei gruppi e interventi educativi [30 Maggio 2021]

M@GM@ Rivista Internazionale di Scienze Umane e Sociali – Osservatorio Processi Comunicativi Associazione Culturale Scientifica propone vari interventi psicopedagogici inerenti le dinamiche relazionali nei gruppi e interventi educativi

In memoria di un sognatore: Franco Battiato [19 Maggio 2021]

Una fortuna, una grande opportunità avere conosciuto Franco Battiato tramite i suoi amici musicisti Renato Franchi e Gianfranco D’Adda

Italia da morire [18 Maggio 2021]

Adele Marini sostiene che il suo libro è profondamente antifascista. Infatti il 25 Aprile è una ricorrenza molto sentita da quella parte di sinistra politica che esiste ancora, ma purtroppo assistiamo al ritorno del fascismo e al revanchismo dell’estrema destra

ChiAmaMilano – La violenza non è il mio destino [17 Maggio 2021]

Tiziana Di Ruscio vive la violenza in un incubo tra vita e speranza, tra disagio e volontà di riscatto. Il riscatto dato dall’essere riuscita a denunciare. E soprattutto una emancipazione, una liberazione morale nello scrivere questo fondamentale libello per la sua esistenza

ChiAmaMilano – La violenza non è il mio destino [15 Maggio 2021]

Laura Tussi e Fabrizio Cracolici presentano il libro “La violenza non è il mio destino”

Maria Montessori e il pacifismo [28 Aprile 2021]

Maria Montessori continuò, durante l’esilio imposto dal fascismo, nelle sue conferenze a esprimere messaggi di pace e lanciare moniti per la nonviolenza, mentre in tutta Europa e nel mondo divampavano l’odio, la violenza e la seconda guerra mondiale, provocati dai regimi nazifascisti

Donna: l’impegno pacifista [28 Aprile 2021]

L’asprezza del misoginismo ottocentesco si scontra con l’esperienza dei primi gruppi emancipazionisti. La donna emancipata e pacifista diviene allora il bersaglio da colpire, l’emblema di disordine e della sregolatezza morale

Il Pacifismo rivoluzionario [28 Aprile 2021]

L’antimilitarismo da Rosa Luxemburg alle incertezze che riflettevano le divisioni non solo all’interno della socialdemocrazia, ma anche tra i partiti dell’Internazionale

Il Fatto Quotidiano – David Maria Turoldo, il Resistente [28 Aprile 2021]

Di Turoldo si è parlato e scritto parecchio dando lustro al suo spirito innovatore all’interno della Chiesa, alle sue opere poetiche, al suo sostegno alla cultura, ma non si mai detto più di tanto della sua partecipazione alla battaglia per la Liberazione.

Memoria e futuro. In tutte le librerie dal 6 maggio 2021 [27 Aprile 2021]

Il libro Memoria e futuro di Alfonso Navarra, Luigi Mosca, Laura Tussi, Fabrizio Cracolici è frutto di un impegno collettivo portato avanti dai Disarmisti Esigenti con i contributi di Vittorio Agnoletto, Moni Ovadia, Alex Zanotelli e molti altri

Rivista.eco – Dalla memoria alla terrestrità [27 Aprile 2021]

Come una ricercatrice sui problemi educativi, lavorando con i Disarmisti esigenti, è pervenuta, partendo dalla “Pedagogia della Resistenza”, ad affrontare i temi intrecciati del razzismo, dell’ecologia e della pace. Educazione alla pace e educazione ecologica sono intrecciate e interdipendenti

Alex Zanotelli con Riace, musica per l’umanità [27 Aprile 2021]

La Trasmissione “Dieci minuti al Massimo” di Radio Barrio con Massimo Laganà e Fabio Riganello presentano il libro Riace, musica per l’umanità nell’incontro con Alfonso Navarra e Renato Franchi

La violenza non è il mio destino: il posto delle parole [27 Aprile 2021]

Tiziana Di Ruscio, bambina, ragazza e adesso donna e madre. La sua storia di vita, narrata in questo libro di drammatica verità, è un susseguirsi di eventi di violenza psicologica, fisica, sessuale che accomuna molte donne nel mondo e nella storia dell’umanità

Tempi di Fraternità – Il Trattato di Proibizione delle Armi Nucleari [27 Aprile 2021]

Il TPAN è valso il Premio Nobel per la Pace a ICAN – Campagna internazionale per l’abolizione delle armi nucleari nel 2017: uno dei tanti tasselli del lavoro e del percorso per la pace del XXI secolo, il diritto alla pace

Il 25 Aprile con i libri [22 Aprile 2021]

Da Hessel a Giovanni Pesce, da Pinelli a Turoldo, dal nostro amico e concittadino Emilio Bacio Capuzzo a Luciano Marescotti di cui parliamo nel libro Antifascismo e Nonviolenza. I nostri libri sono dedicati a tutti loro

Renoir: un viaggio intorno all’amore [20 Aprile 2021]

Il nuovo avvincente libro di Massimo Laganà, narra accattivanti racconti di donne e uomini che emozionano, perché in essi trapelano le nevrosi del quotidiano. Nei vari racconti pone in risalto l’amore e la passione facendo emergere la condizione umana in tutte le sue sfaccettature psicologiche.

Evento con padre Alex Zanotelli [15 Aprile 2021]

“Riace. Musica per l’umanità”. Un nuovo umanesimo integrale contro ogni legge ingiusta

In memoria di Giovanni Sarubbi [08 Aprile 2021]

Leggere e comprendere i suoi editoriali significa tradurre nella pratica quotidiana la tanto amata frase di Don Milani “I care”. Sì, perché a differenza del pensiero fascista del “Me ne frego”, Giovanni contrappone il pensiero dell’amore, della vita, della nonviolenza e della lotta.

No euromissili Si ospedali – 7 aprile 2021 [05 Aprile 2021]

7 aprile: giornata mondiale onu della salute. NO euromissili SI ospedali – solidarieta’ con buchel, la nuova comiso. In dialogo con papa Francesco (“il nucleare è immorale!”), usciamo dalla pandemia della guerra contro la natura e quindi delle guerre fratricide tra gli umani

Boicottaggio, disinvestimento e sanzioni contro Israele [31 Marzo 2021]

Embargo contro Israele, un dossier a cura di BDS Italia. Con il sostegno di PeaceLink e con la collaborazione del collettivo A Foras. Israele applica un regime di apartheid nei confronti della popolazione palestinese, violandone i diritti umani e politici.

Padre Turoldo, il Partigiano [28 Marzo 2021]

Guerino Dalola ha raccolto una serie di ricordi di chi ha lavorato con il religioso durante la Resistenza. Resoconto della Presentazione del Libro “Turoldo, Il Resistente” presso la Libreria Il Mosaico di Tirano, su La Provincia di Sondrio.

Evento Libreria Il Mosaico – La violenza non è il mio destino [23 Marzo 2021]

Tiziana Di Ruscio ha vissuto la violenza in un incubo tra vita e speranza, tra disagio e volontà di riscatto. Il riscatto l’ha ottenuto riuscendo a denunciare. E, soprattutto, ha raggiunto una emancipazione, una liberazione morale scrivendo questo libello fondamentale per la sua esistenza.

Il giornale La Voce presenta: Voci dal Congo. Chiara Castellani racconta Luca Attanasio [20 Marzo 2021]

Luca era dalla nostra parte: documentava, fotografava, denunciava. Come si può fermare tutta questa mostruosità? Smettendo di vendere le armi, anzi smettendo di scambiare armi con minerali preziosi

La Voce: i libri di Tiziana Di Ruscio [16 Marzo 2021]

La violenza non è il mio destino e Bruco blu sono libri/testimonianza scritti per contrastare ogni violenza e trasmettere gli ideali della nonviolenza alle nuove generazioni

Chiara Castellani racconta Luca Attanasio [07 Marzo 2021]

Luca era dalla nostra parte: documentava, fotografava, denunciava. Come si può fermare tutta questa mostruosità? Smettendo di vendere le armi, anzi smettendo di scambiare armi con minerali preziosi

Evento – La violenza non è il mio destino [06 Marzo 2021]

Evento organizzato da Un’altra Storia Varese. Evento online

Un canale video per la cultura della pace del XXI secolo – Rivista. eco [04 Marzo 2021]

Rivista .eco, l’educazione sostenibile:Il canale YouTube Siamo tutti Premi Nobel per la Pace con ICAN – Campagna internazionale per l’abolizione delle armi nucleari, premio Nobel per la pace 2017

Una sanità per tutti in epoca di covid 19. Colloquio a più voci con Vittorio Agoletto [24 Febbraio 2021]

Presentazione con Vittorio Agnoletto

La violenza non è il mio destino [21 Febbraio 2021]

La storia di vita di Tiziana Di Ruscio, vittima di violenza, sopravvissuta al femminicidio, narrata in questo libro di drammatica verità, rasenta però l’incredibile e l’indicibile. Libro in tutte le librerie dal 4 Marzo 2021

“David Maria Turoldo, il resistente”: i testimoni raccontano [06 Febbraio 2021]

In questo libro Guerino Dalola propone un trattato di ampio respiro sulla vita di David Maria Turoldo, poeta, filosofo, sacerdote, autore, traduttore, fondatore di riviste e giornali. Evento Facebook live

Bruco blu: una favola contro la violenza [05 Febbraio 2021]

L’autrice è sopravvissuta al femminicidio e in questa favola racconta una storia semplice ma didascalica per trasmettere alle nuove generazioni un messaggio contro la violenza in tutte le sue forme

Trattato Proibizione Armi Nucleari: webinar [03 Febbraio 2021]

La finalità del webinar di PeaceLink è quella di far conoscere il trattato ONU TPAN inserito in un percorso di educazione civica e di cittadinanza globale. L’educazione alla pace deve essere inserita nell’educazione civica, partendo dal fatto che in una democrazia le regole evitano la guerra.

Libro “E anche questa è la mia vita” [03 Febbraio 2021]

Libro di Rita Trinchieri. Recensione di Laura Tussi. Hatria Edizioni

Un progetto per cambiare il mondo [25 Gennaio 2021]

Il progetto Memoria e Futuro, all’interno della Rete per l’educazione alla “Terrestrità”, è formalmente un “settore” dell’associazione Kronos Pro Natura, la quale fa appunto parte della coalizione dei Disarmisti Esigenti.

In vigore il TPAN: che fare adesso? [21 Gennaio 2021]

Il 22 gennaio 2021 entra in vigore il Trattato ONU di proibizione delle armi nucleari. Siamo su Il Manifesto

Arrigo Boldrini: il comandante Partigiano Bulow [19 Gennaio 2021]

22 Gennaio 2008 – ci lascia il Partigiano Bulow. 22 Gennaio 2021 – è in vigore il TPAN, Trattato Onu di proibizione delle armi nucleari. Partigiani per la Pace.

TPAN: una data storica per l’umanità [14 Gennaio 2021]

Il 22 gennaio 2021 entra in vigore a livello mondiale il TPAN- Trattato di Proibizione delle Armi Nucleari, uno dei tanti tasselli del lavoro e del percorso per la pace del XXI secolo (il diritto alla pace)

Scuola. Il viaggio senza fine [11 Gennaio 2021]

A scuola è necessario imparare a riconoscere e gestire anche la parte emotiva dell’apprendimento: stati d’animo, insicurezza, esigenza di supporto da parte dell’adulto, sofferenza psichica, disagio emotivo

Intervista: la necessità di consumare meno [07 Gennaio 2021]

In questa dimensione, realmente interculturale, da anni si realizzano progetti anche di vasta portata che hanno come obiettivo l’educazione per la cittadinanza attiva e globale e per l’ambiente

AltroNovecento: ricordando Virginio Bettini [07 Gennaio 2021]

Vir come volevi che ti chiamassimo noi. Quanti insegnamenti e quanta voglia di lottare per un mondo migliore ci hai trasmesso. Cittadino del mondo, ci lasci per l’ultimo viaggio al rientro nella tua città natìa

Il sale e gli alberi: recensione [06 Gennaio 2021]

Basaglia, l’antipsichiatria, la chiusura dell’ospedale psichiatrico di Imola negli anni Ottanta. Di questo, e di molto altro, tratta “Il sale e gli alberi” di Ernesto Venturini: una piccola storia nella grande storia del processo di liberazione dell’essere umano, tra successi e contraddizioni.

Storia di una bambina farfalla di Gaza: recensione [03 Gennaio 2021]

I bambini ci insegnano a volare! Recensione di Laura Tussi e Fabrizio Cracolici. Libro a cura di Gianna Pasini, con illustrazioni di Fogliazza e postfazione di Wasim Dahmash. Edito da Edizioni Q

PeaceLink e Unimondo – Intervista a Vittorio Agnoletto [30 Dicembre 2020]

Intervista a Vittorio Agnoletto sul suo ultimo Libro “Senza Respiro” con prefazione dell’ex Presidente brasiliano Luiz Inácio Lula da Silva. Intervista di Laura Tussi a Vittorio Agnoletto. Video di Fabrizio Cracolici.

La scuola come spazio di dialogo [30 Dicembre 2020]

Un viaggio di speranza nella scuola del dialogo con Odissea, blog di Angelo Gaccione, compagno di Carlo Cassola nell’attivismo pacifista

Riflessioni di un obiettore di coscienza e di una attivista [22 Dicembre 2020]

Dalla Seconda Guerra Mondiale, al processo di Norimberga, dai movimenti per la nonviolenza e il disarmo, fino a arrivare alle Università per la Pace

Collegare culture [19 Dicembre 2020]

Garantire una dimensione globale all’educazione alla cittadinanza: un approccio cooperativo all’apprendimento degli studenti all’interno di Agenda ONU 2030

L’orto a scuola [19 Dicembre 2020]

Gli studenti imparano a scuola a salvare il pianeta. Il parco ludico e pedagogico e l’orto biologico e didattico a scuola con Agenda ONU 2030

Educazione e Ambiente [10 Dicembre 2020]

L’amore e l’interesse per la natura sono stati la forza motrice del progetto “Educazione e ambiente”, un viaggio nel quale i miei colleghi e io ci siamo confrontati all’unisono. È servito a stimolare numerose discussioni pedagogiche e ha incoraggiato l’applicazione di diverse teorie educative.

L’Agenda delle idee [10 Dicembre 2020]

Progetti di sviluppo dell’educazione all’attivismo partecipativo in base agli obiettivi di Agenda Onu 2030

Teoremi di Pace [04 Dicembre 2020]

Con i miei scritti, imparo la relazione nell’azione educativa e di attivismo e di impegno civile, in rapporto con l’altro da me

EquAgenda per la Pace e la Solidarietà [30 Novembre 2020]

Una produzione dell’associazione Ita-Nica e della cooperativa EquAzione della Comunità di base “le Piagge”

Intervista a Vittorio Agnoletto: la democrazia necessita di umanità [27 Novembre 2020]

Intervista a Vittorio Agnoletto sul suo ultimo Libro “Senza Respiro” con prefazione del Presidente brasiliano Luiz Inácio Lula da Silva. Intervista di Laura Tussi a Vittorio Agnoletto. Video di Fabrizio Cracolici

Tempi di fraternità: pace per l’umanità [25 Novembre 2020]

Un innovativo spazio di accoglienza all’interno del sito della rivista Tempi di Fraternità dal titolo emblematico Pace per l’umanità

“Conosci il tuo patrimonio religioso” – Progetto Unesco [24 Novembre 2020]

Progetto di Nadia Scardeoni che ha la Mission di avvicinare le giovani generazioni all’arte sacra e liturgica delle confessioni religiose presenti nel territorio, di educare nelle classi multiculturali e tracciare sentieri di condivisione pacifica, favorendo incontri rispettosi tra diverse culture.Laura TUSSI è partner culturale del programma: https://apdvision.blogspot.com/2020/11/tussi.html

Esperienze di attivismo: dialoghi con Laura Tussi [15 Novembre 2020]

Lavorare in rete, tessere complicità e punti di forza con tutti i compagni di viaggio in cammino verso la pace e la nonviolenza

Arrivederci Piergiorgio! Arrivederci Direttore! [11 Novembre 2020]

Viviamo un misto di dolore per la tua improvvisa partenza e di gratitudine per aver camminato insieme per tanti anni godendo della tua amicizia, competenza e insaziabile amore per la vita. Siamo vicini alla tua famiglia, ai tanti che ti hanno voluto bene.

BookCity 2020 – La cultura salverà il mondo [09 Novembre 2020]

L’edizione BookCity 2020 vedrà, tra gli altri, come ospiti, Vittorio Agnoletto, Fabrizio Cracolici, Alfonso Navarra, Laura Tussi, con Musica di Renato Franchi & Orchestrina del Suonatore Jones

Cittadinanza globale a partire da Taranto [29 Ottobre 2020]

A Cortona nel 2008 l’esperienza fondante di un summit sulla cittadinanza attiva e globale

Gianni Rodari a cento anni dalla nascita [29 Ottobre 2020]

Nella biografia di Rodari, emerge l’amore per la vita, diventando prima insegnante e poi giornalista e ponendosi sempre in una posizione di anticonformismo nei confronti della realtà. Infatti metteva in ridicolo il militarismo con garbo e fantasia

Educazione e relazioni di potere [29 Ottobre 2020]

Le relazioni di potere compongono una trama plurale, diffusa, trasversale a tutte le relazioni umane e sono direttamente collegate alle possibilità di costruirci in soggetti sociali e storici in trasformazione

Il Trattato di Proibizione delle armi nucleari è in vigore ! [29 Ottobre 2020]

Con 50 ratifiche di Stati, grazie all’ultimissima – proprio ieri 24 ottobre – proveniente dall’Honduras,il Trattato delle Nazioni Unite sulla proibizione delle armi nucleari (TPAN) raggiunge un traguardo cruciale: l’entrata in vigore quale strumento riconosciuto dalla normativa internazionale

Educazione: tra etica e politica [29 Ottobre 2020]

L’etica dà sostegno a quell’impulso di trasformazione proprio della permanente ricerca del senso della vita

Intervista a Fiorella Gazzetta, medico in soccorso degli ultimi [29 Ottobre 2020]

Nel marzo 2009 con alcuni volontari ha dato vita ad un Ambulatorio per Cittadini senza permesso di soggiorno e senza fissa dimora. Da agosto 2020 si sono costituiti in Associazione di Volontariato

Il mondo del Terzo Millennio [19 Ottobre 2020]

Un nuovo modello di sviluppo che a partire dall’educazione alla pace, da fattori locali, nazionali, internazionali, planetari, abbia come punto di riferimento le persone, gli ideali, i bisogni, i loro sogni, le speranze, i loro diritti

Nonviolenza: la forza della verità [19 Ottobre 2020]

Dal principio del dire la verità ai potenti alla legge dell’amore

PeaceLink: liberiamoci dalla guerra ovunque [16 Ottobre 2020]

Dal collettivo studentesco alla fabbrica. Rossana De Simone racconta la sua esperienza di giovane lavoratrice e delegata sindacale

La nonviolenza efficace come strategia educativa [15 Ottobre 2020]

I giovani e la piena consapevolezza delle sfide del terzo millennio dalla diseguaglianza globale, ai dissesti climatici, alla potenziale, ma quanto mai imminente e irreversibile, guerra nucleare

Il Monte della Pace [14 Ottobre 2020]

Il Primo Albero della Pace sulla cima più alta dei Monti del Matese: il Monte Miletto, “Monte della Pace”

Educazione e cambiamento [13 Ottobre 2020]

In un contesto segnato dalla globalizzazione neoliberista, i popoli si agitano tra l’angoscia e la speranza, senza aver ottenuto una risposta alle aspirazioni suscitate dalla modernità occidentale

Egidia Beretta Arrigoni: in Viaggio con Vittorio [11 Ottobre 2020]

“Questo figlio perduto, ma vivo come forse non lo è stato mai, che, come il seme che nella terra marcisce e muore, darà frutti rigogliosi”

La ricerca dell’altro [03 Ottobre 2020]

I nazionalismi, i regionalismi, i fondamentalismi, i sovranismi, le imprese di purificazione etnica sono processi che generano intolleranza e sfociano in razzismo e in altre ideologie criminali

Un angelo in cammino per il mondo [02 Ottobre 2020]

Il viaggio come esperienza di vita, di impegno, di attivismo. “Sono convinta che il modo migliore per valorizzare questa mia vita sia esplorare il mondo, che sia il paese vicino o l’altro capo del pianeta”.

Noi abbiamo un sogno [02 Ottobre 2020]

Vogliamo recuperare l’immaginazione e la creatività di cui abbiamo tanto bisogno a scuola. Occorre tornare a essere importanti per il futuro di coloro che erediteranno madre terra.

Chiara Castellani: “Pensare al proprio prossimo” [25 Settembre 2020]

“O si entra in questa dimensione di voler pensare agli altri e ciascuno di noi entra in questa prospettiva anche di globalizzazione della solidarietà con gli altri, o non riusciremo a salvarci tutti assieme, in questo dovremmo imparare anche dall’Africa”.

E’ morto Virginio Bettini [22 Settembre 2020]

Ha collaborato con Barry Commoner e con lui pubblicò a doppia firma “Ecologia e lotte sociali” nel 1976. Insieme andarono in Vietnam per denunciare i disastri causati dalla diossina lanciata dagli USA nella guerra chimica. E’ stato europarlamentare verde.

Intervista a una giovane attivista per la Palestina: Vane Marinello [17 Settembre 2020]

“Sono arrivata ad un punto in cui non riuscivo più a stare zitta. Continuavo a pensarci e mi sono detta bisogna cogliere l’opportunità di cambiare qualcosa. Così ho cominciato a studiare, a leggere e informarmi, ad usare i social per comunicare, per far capire e informare le persone

Il dialogo è accoglienza [11 Settembre 2020]

Nel termine dialogo, il prefisso ‘dia’ suggerisce l’atto dell’attraversare. Si tratta di andare oltre le parole, le apparenze, superando gli ostacoli posti da lui, da me, dagli altri

Educare a una cittadinanza globale nella scuola [04 Settembre 2020]

La cittadinanza globale crea ponti per l’uomo planetario – come diceva Ernesto Balducci – e fa valere soprattutto l’umanità comune ai diversi popoli, che crea tra loro dialoghi, accordo, scambi, convergenze, sia pure dentro un processo difficile, non lineare e complesso

Amore & Resistenza [29 Agosto 2020]

Piccola recensione ritmica di Renato Franchi & Gianfranco D’Adda, Musicisti, per il Libro “David Maria Turoldo. Il Resistente” di Guerino Dalola, con prefazione di Laura Tussi e Fabrizio Cracolici

Per un’educazione trasformatrice [29 Agosto 2020]

Per formare le nuove generazioni alla cittadinanza attiva e globale e planetaria è necessaria la formazione di educatori che siano animati non da una cultura della trincea e dell’arroccamento, ma da una cultura degli avamposti e dunque del rischio, del cambiamento e della trasformazione.

La scuola al centro del cambiamento [22 Agosto 2020]

L’insegnante e l’educazione al cambiamento per una cittadinanza attiva, globale e universale nell’ottica di una innovativa cultura della Terrestrità

“L’onda nera nel Lambro” [17 Agosto 2020]

Il caso Lombarda Petroli e lo sversamento di idrocarburi del 2010 nel fiume Lambro. Prefazione di Vittorio Agnoletto. Mimesis Edizioni, collana Eterotopie. Recensione di Laura Tussi

NO arsenali SI ospedali: l’iniziativa che vuole incidere sulla legge di bilancio [24 Luglio 2020]

L’appello NO ARSENALI SI OSPEDALI con i Disarmisti esigenti, WILPF Italia e XR PACE, primi firmatari Alex Zanotelli, Moni Ovadia, Vittorio Agnoletto e Alessandro Marescotti, ha raccolto oltre 1000 firme e raggiunto migliaia di visualizzazioni e condivisioni sui social

Riace universale [19 Giugno 2020]

Un messaggio politico antirazzista che trova sostegno nella legge e nelle decisioni del Consiglio di Stato

Massimo Sani: la Storia in Televisione [17 Giugno 2020]

Quaderno n. 9 della serie «Inquadrature» a cura di Paolo Micalizzi. Comune di Ferrara – Servizio Manifestazioni Culturali e Turismo. Con il patrocinio del Comune di Ferrara: città patrimonio dell’umanità. Pubblicazione a cura della casa editrice Este Edition, aprile 2019

Riace universale [16 Giugno 2020]

Un messaggio politico antirazzista che trova sostegno nella legge e nelle decisioni del Consiglio di Stato

Medicina Democratica diffida la Regione Lombardia [09 Giugno 2020]

Basta con i ritardi per migliaia di cittadini “prigionieri” a casa in attesa di test e tamponi!

Peppino Impastato vive! [04 Giugno 2020]

Il 9 maggio 1978 fu assassinato Peppino Impastato e nello stesso giorno venne ritrovato il corpo senza vita di Aldo Moro

In memoria di Petrov: l’impegno ecopacifista mondiale [04 Giugno 2020]

La conferenza digitale, organizzata dai Disarmisti esigenti, in preparazione della giornata ONU contro le armi nucleari del 26 settembre, ha messo in luce i temi emergenti e di pressante attualità del dibattito ecopacifista nel nostro Paese e nel mondo

Vittorio Agnoletto: “Senza Respiro” [04 Giugno 2020]

“Senza Respiro” sarà un’inchiesta indipendente sull’epidemia Coronavirus in Lombardia, Italia e Europa, che Vittorio Agnoletto coordinerà con l’aiuto dell’equipe dell’ “Osservatorio Coronavirus”. “Altreconomia” sarà l’editore di questo libro

L’attivismo per la Palestina [03 Giugno 2020]

Gaza vive ancora grazie a questo Mosaico di Pace attivista e alle tante associazioni filopalestinesi che spendono e dedicano la vita a una causa nobile come è la sopravvivenza ed esistenza del popolo palestinese e di tutti i popoli del mondo, nel filo rosso dell’amore per l’umanità intera

Invicta Palestina – Moni Ovadia: il dialogo per la pace [20 Maggio 2020]

Intervista a Moni Ovadia di Laura Tussi su Invicta Palestina

Il 18 maggio 1944 moriva il partigiano Dante di Nanni [19 Maggio 2020]

In momenti cupi come quello del periodo nazifascista, molti giovani hanno sacrificato la propria vita per il raggiungimento della Pace e della Libertà, per porre fine a una feroce guerra. Vogliamo mantenere viva la Memoria.

Il principio speranza [17 Maggio 2020]

Il principio speranza di Ernst Bloch e il principio responsabilità di Hans Jonas sono importanti moniti per la pace. La biblioteca civica popolare di Nova Milanese e l’archivio storico della città di Bolzano hanno raccolto più di 200 videotestimonianze

Agenda Onu 2030: ripartiamo dalla pace [16 Maggio 2020]

L’essere umano dovrebbe praticare il senso e il sentire di un comune rispetto per ogni forma di vita sul pianeta e di tutela di tutti gli ecosistemi terrestri

Agenda ONU 2030: la pace vive! [13 Maggio 2020]

Pedagogia della pace, didattica della storia, narrativa della memoria, ecodidattica sono locuzioni di senso e significato che implicano un interesse nei confronti della storia passata, della tutela dei grandi beni comuni della pace, della memoria e dell’ambiente

Vittorio Agnoletto: il costituzionalismo terrestre

Intervista: Dal profitto a una società della cura e della pace

Vittorio Agnoletto: il costituzionalismo terrestre

La nostra comune umanità e il sentimento e il sentire umano della nostra specie sono chiamate a affrontare e risolvere le gravi sfide globali, l’intreccio tra minaccia nucleare e militare, ecologica e climatica e della disuguaglianza e delle oppressioni sociali

Dal profitto a una società della cura e della pace

Intervista a Vittorio Agnoletto

di Laura Tussi in collaborazione con Fabrizio Cracolici

Introduzione di Alfonso Navarra

Link al filmato

L’esigenza di una convergenza tra i movimenti per costruire un’alternativa al sistema della potenza del profitto e una società della cura e della Pace: va in questo senso il nostro contributo con il libro Memoria e futuro (Mimesis Edizioni, 2021) che può essere molto utile e è opportuno perché questa convergenza ha come sbocco possibile anche un nuovo costituzionalismo globale. Sarebbe necessario che i vari movimenti che lottano per i diritti umani e il diritto internazionale per la pace e il disarmo e l’ambiente, la sanità e la giustizia sociale si mettessero insieme anche per cercare di creare degli avanzamenti del diritto internazionale: la nonviolenza efficace. Da questo punto di vista credo che sia importante avere il concetto di una Costituente per una “costituzione della terra”: è un’iniziativa che in questo momento sta andando avanti promossa da un importante gruppo di giuristi.  Personalmente ritengo che sia meglio avere la capacità tattica di fare convergere le lotte in corso se dobbiamo cambiare nel senso di avere un diritto e un ordinamento internazionale che affermi la pace e la giustizia fra le nazioni. E, secondo quanto dice il nostro articolo 11  riguardo appunto l’ordinamento internazionale, per esempio, sarebbe importantissimo che anche a livello di normativa internazionale gli stati che hanno ratificato il bando per la proibizione delle armi nucleari si facciano soggetto attivo di questo discorso insieme ai vari movimenti sulle altre campagne globali che hanno implicazioni sulle norme internazionali. Per esempio quella sul clima globale, anch’essa costitutiva di accordi giuridici, cercando di coinvolgere non solo i soggetti e la società civile, ma anche, a livello di Stati, questi nuovi avanzamenti importanti del diritto internazionale. Antonio Papisca parlava di un nuovo ordine internazionale democratico da ottenere con l’incuneamento negli spazi già aperti, più che proporre una specie di Stati Generali, una San Francisco 2.

Il problema non è allora scrivere tutti una nuova carta della terra, perché per esempio la nostra letteratura fa già riferimento a una carta della terra che sostanzialmente è stata promossa da Gorbaciov e adottata dall’Unesco. Più che questo sarebbe importante trovare le sinergie e le convergenze tra queste grandi campagne globali per i diritti umani dell’umanità e della natura (il TPAN, Parigi sul clima…) e sui beni comuni. La Terra  va considerato il bene comune non dico per eccellenza perché come beni comuni potremmo fare l’elenco dei quattro elementi fondamentali della cultura antica (anche il fuoco, l’aria e l’acqua). Poi ci sono i beni pubblici che riguardano la capacità della società di costruire delle condizioni collettive e strutturali per il progresso e per i diritti. Quello che poi vogliamo sottolineare in questo libro è una metafora particolare che vorremmo proporre dal punto di vista culturale. Cioè non rifacendoci al pensiero magico, ma al pensiero scientifico vediamo questo concetto della vita della Terra più legato alla metafora non della casa comune per ora abbastanza corrente, ma a quella che propongono gli indios sulla foresta cui apparterremmo come le foglie appartengono agli alberi,  che esprime meglio la realtà che come umani siamo parte integrante della natura. Ecco questa visione organica la poggiamo su basi scientifiche, non su basi mitologiche; ed è importante proporre questo concetto: anche Vittorio Agnoletto nel suo contributo al libro si rifà al concetto di corpo vivente unico del Pianeta;  lo recepisce e lo ripropone perché propone un nuovo ruolo dell’essere umano nel mondo…ovviamente non abbiamo le soluzioni, ma sicuramente lo vediamo come parte integrante.

Questa è l’intervista di lancio del libro Memoria e futuro intervista di Laura Tussi e Fabrizio Cracolici a Vittorio Agnoletto con introduzione di Alfonso Navarra: il libro Memoria e futuro vuole essere lo strumento e il mezzo per rilanciare la Rete di Educazione alla Terrestrità.

1-La crisi planetaria è alimentata dai dettami di potere del capitalismo neoliberista, nelle sue varie declinazioni, dagli squilibri tra ecosistemi ambientali che ormai arrancano sotto le pressioni e i misfatti della società che ha smarrito ogni senso del limite, e dal mancato controllo popolare sulla sanità dominata da Big Pharma, le multinazionali farmaceutiche. La nostra comune umanità e il sentimento e il sentire umano della nostra specie sono chiamate a affrontare e risolvere le gravi sfide globali, l’intreccio tra minaccia nucleare-militare, ecologica-climatica e della disuguaglianza e delle oppressioni sociali. La pandemia da covid19  come si inserisce in questo quadro?  Possiamo paragonare il virus pandemico globale a una “bomba nucleare prevedibile”?

Grazie per questa domanda perché mi permette proprio di partire da una considerazione fondamentale, cioè che questa pandemia ci lascia dei messaggi importantissimi.

Siamo di fronte a qualcosa che era tutt’altro che imprevedibile. Noi stiamo assistendo a una zoonosi, cioè ad un salto di specie da parte di un agente infettivo che finora era vissuto all’interno di alcuni animali separati da altre specie e in particolare da quella umana. Le conseguenze dell’attuale modello di sviluppo hanno favorito il salto di specie.

Questa è la causa fondamentale della situazione che stiamo vivendo. Sfruttando ogni centimetro quadrato del pianeta, attraverso meccanismi quali la deforestazione, gli allevamenti intensivi, stiamo provocando i cambiamenti climatici e l’abbattimento delle barriere che separano una specie dall’altra. Questi processi hanno provocato la situazione attuale. Se noi vogliamo evitare nel futuro di doverci confrontare con altre pandemie e con le loro conseguenze, è arrivato il momento di prendere coscienza dell’assoluta necessità di cambiare questo modello di sviluppo.

Lo sfruttamento senza limiti della Terra porta alla distruzione del pianeta stesso e di tutti gli esseri viventi. Non si può pensare di uscirne tornando alla situazione precedente perché proprio quel modello è la causa del disastro attuale. Dobbiamo uscirne guardando in avanti e trovando una modalità completamente diversa di coesistenza e convivenza tra gli esseri umani e le varie specie; da questa situazione o ne usciamo insieme o non ne usciamo.

Pensiamo all’aspetto più banale e più semplice; attraverso l’uso della mascherina inviamo un messaggio preciso: salviamo la nostra vita e quella di chi ci sta vicino.

Ma da tutto ciò ne deriva anche una valutazione politica. Noi vent’anni fa dicevamo: voi G8 noi 6 miliardi. Adesso noi possiamo dire: noi 7 miliardi 800 milioni, voi poche centinaia o forse decine di migliaia di persone.

Un ristrettissimo gruppo di individui – gli azionisti delle grandi aziende farmaceutiche che stabiliscono prezzi estremamente alti e rivendicano per vent’anni il monopolio dei brevetti sui farmacie sui vaccini – sta condannando a morte milioni di persone.

Questa pandemia ha esplicitato questo scontro, ma ha reso evidente anche l’esistenza di due logiche fra loro totalmente diverse e alternative.  Da una parte il ‘tutti contro tutti,’ per esempio la concorrenza tra un Paese e l’altro per procurarsi i vaccini e dall’altra parte invece la collaborazione internazionale. Pensiamo solo ai medici cubani, venezuelani, cinesi, rumeni, albanesi che sono venuti volontariamente a lavorare in Italia per darci una mano nella lotta contro la pandemia.

Sono culture inconciliabili che si scontrano in modo estremamente duro e ognuno di noi ha la responsabilità di decidere da che parte stare.

Intervista a Vittorio Agnoletto di Laura Tussi e Fabrizio Cracolici con introduzione di Alfonso Navarra

2-La possibilità di restare soffocati, di rimanere “senza respiro”, non è solo un sintomo del virus pandemico, ma è una metafora dei nostri tempi affannosi e tribolati, alla ricerca di soluzioni globali, di radicali svolte a livello planetario. Come può, secondo voi, e in particolare secondo te, Vittorio, che sei stato portavoce del Social Forum globale, avvenire tutto questo grandioso processo umano, che aveva mosso i suoi primi passi con il movimento alter-global, arrestato con la brutale repressione degli attivisti ecopacifisti che manifestavano contro il G8 di Genova 2001?

Il movimento altermondialista aveva capito dove stava andando il nostro pianeta; dove ci stava portando questo modello di sviluppo. Allora, negli anni a cavallo tra i due millenni, noi avevamo lanciato un grido d’allarme: “Questo modello di sviluppo rischia di provocare una crisi economica e sociale catastrofica attraverso la finanziarizzazione dell’economia e rischia di creare degli sconvolgimenti nella natura, che potranno condurre anche alla scomparsa di alcune aree del pianeta e di interi popoli.” Abbiamo lanciato questi allarmi indicando quali erano le strade alternative da percorrere. Non ci hanno creduto. Hanno attivato una repressione durissima cercando di screditare quel movimento e le conseguenze le abbiamo davanti agli occhi.

Ma le ragioni di quel movimento non sono scomparse.

Ricordiamoci che 10 anni dopo il 2001, l’anno del primo Forum Sociale Mondiale di Porto Alegre e del Forum di Genova, in Italia una grande coalizione riuscì ad unire le stesse realtà che avevano costruito il Genoa Social Forum vincendo i referendum per la difesa dell’acqua come bene pubblico e quello contro il nucleare. Sono i semi del grande movimento che si è sviluppato a cavallo tra i due secoli e che ritroveremo anche in Fridays For Future, con una spinta proveniente soprattutto dalle giovani generazioni che rivendicano l’unicità del pianeta e affermano a gran voce: non abbiamo una Terra di riserva!

E’ un messaggio molto forte, che ci ammonisce sulla responsabilità delle generazioni attuali rispetto alle generazioni future. Mai come in questo momento le scelte che gli esseri umani possono compiere, avranno una capacità così forte di impattare il destino delle generazioni future.

“Io non respiro, non respiro…Voglio respirare, respirare”. Quando ripensiamo al grido di George Floyd in quel momento di disperazione nella lotta per la sopravvivenza, udiamo il grido che viene da tutta l’umanità, dalla natura, dal pianeta, perché siamo noi esseri umani che rischiamo di non poter più respirare.

Nel dicembre 2020 abbiamo assistito al primo tentativo di trasformare l’acqua in un prodotto da collocare sui mercati finanziari internazionali, come una merce qualunque, aprendo la strada alla possibilità che, in un futuro forse non troppo lontano, un pugno di multinazionali possano diventare proprietarie di una parte significativa delle riserve idriche del pianeta. Di questo passo prima o poi qualcuno penserà di privatizzare anche l’aria!

In questa situazione la risposta non può altro che essere globale. Dobbiamo puntare sullo sviluppo di reti internazionali, costruire la rete delle reti per cambiare il destino del pianeta. Venti anni fa dicevamo ‘un altro mondo è possibile’: oggi dobbiamo dire ‘un altro mondo è urgentemente necessario’. E’ una corsa contro il tempo.

3 – Come considerate l’entrata in vigore del TPAN – Trattato Proibizione Armi Nucleari, se per “nonviolenza efficace”, come fa anche Papa Francesco nella Laudato si’, intendiamo i progressi del diritto internazionale? Ritenete che “l’ordinamento che assicuri la pace e la giustizia tra le Nazioni” (art. 11 della Costituzione italiana, secondo comma) sia componente imprescindibile del movimento internazionale della società civile che scommette sul futuro sostenibile di una unica comunità planetaria di destino?  

Credo che sia stata questa una tappa molto importante nella storia del genere umano. Però purtroppo, come accade molte volte, quello che viene sancito nelle dichiarazioni e nei trattati internazionali non si trasforma automaticamente in una pratica reale e condivisa. Ci siamo battuti per arrivare a questo trattato: il TPAN. Adesso l’impegno più importante è che venga rispettato e che il maggior numero possibile di Paesi lo sottoscriva e lo ratifichi. Mentre noi stiamo discutendo di questi argomenti, la corsa al nucleare prosegue non solo nell’ambito civile, ma anche nell’ambito militare. Assistiamo ad una farsa, secondo la quale esiste la possibilità di un nucleare verde, pulitissimo, non rischioso. Su questo dobbiamo avere una posizione netta e precisa.

Hai fatto bene Laura ad accennare alla necessità di iniziative finalizzate a riscrivere l’architettura istituzionale che dovrebbe regolare la convivenza tra gli esseri umani; questo è un punto fondamentale. Abbiamo bisogno di una Costituzione globale. Oggi, per fare un esempio, una nazione può decidere di costruire una grande diga modificando il percorso di un fiume, provocando conseguenze pesantissime su altri Paesi; in casi simili le legislazioni nazionali sono totalmente impotenti e le dichiarazioni e i trattati internazionali non hanno forza cogente e non vi è nessuna autorità in grado di esigerne il rispetto.

Dobbiamo operare per arrivare ad una Costituzione mondiale; apprezzo molto, ad esempio, le elaborazioni in questo campo di Riccardo Petrella e di Luigi Ferrajoli.

4 – In quale modo pensate che  il concetto di educazione alla cittadinanza planetaria possa trovarsi in rapporto alla cultura della pace che i Disarmisti esigenti hanno declinato come cultura della terrestrità nel libro “Memoria e futuro”? Stimate essenziale che il cittadino del mondo sia anche un soggetto dotato di responsabilità ecologica verso la Terra come “unico corpo vivente” ben oltre la metafora della “casa comune”? 

Credo che non ci siano dubbi che ogni soggetto vivente abbia una sua responsabilità rispetto al presente e al futuro; per poter gestire in modo consapevole tale responsabilità è necessario avere memoria del passato e delle conseguenze che certe scelte hanno prodotto. Senza memoria è impossibile sviluppare una credibile progettualità futura; per questo “Memoria e futuro” (Mimesis Edizioni, 2021) è un titolo “azzeccato”. Non si può parlare di futuro senza mettere al centro il ruolo delle istituzioni pedagogiche e formative; ma questo è un altro tallone d’Achille della nostra società, come abbiamo potuto purtroppo verificare anche durante la pandemia, con il grande disinteresse per il presente e il futuro dei nostri giovani.

Tornando al dibattito sulla necessità di una Costituzione mondiale, è importante sottolineare come tale progetto debba partire, prima di tutto, dalla piena attuazione di quelle dichiarazioni universali, di quei trattati, di quegli accordi internazionali firmati e sottoscritti e che rischiano di rimanere inattuati, di rimanere solo vuoti esercizi lessicali. Sta a noi richiamare gli Stati e le istituzioni alle loro responsabilità.

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La comune e futura umanità

Noi, figli di Madre Terra

La comune e futura umanità

Proposta di collaborare a una sezione televisiva di formazione dei formatori per la rete ICAN, connessa alla Carta della Terra

Pace per l'umanità

Proposta di collaborare a una sezione televisiva di formazione dei formatori per la rete ICAN, connessa alla Carta della Terra  

Siamo tutti Premi Nobel per la Pace con ICAN

https://www.youtube.com/channel/UCFWikKgRr7k21bXHX3GzE9A

 

Come prima cosa dobbiamo fare chiarezza su un concetto fondamentale.

Facciamo parte, noi esseri umani, di un ecosistema terrestre come frutti di una evoluzione naturale, rami e foglie di un albero che costituiamo e che ci ha costituito, o ne siamo i dominatori in quanto abitanti estranei di un edificio che stiamo occupando?

Il concetto secondo cui siamo figli di Madre Terra evidenzia il fatto che è l’essere umano organizzato in società a trovarsi inserito in un organismo vivente più esteso e complesso e non relegabile alla sua unica, autonoma e separata presenza decisionale.

L’uomo, l’essere umano, fa parte di un complesso sistema mondo, una comunità di viventi ma anche di non viventi, e da tempi molto lontani si arroga però il diritto di dominarlo e decidere come attore unico e indipendente.

Questo è il punto di partenza per un ragionamento molto ampio su come agire partendo da alcuni principi cardine scritti in trattati e convenzioni mondiali.

L’essere umano “terrestre”, membro della comunità della vita, si deve fare artefice di un processo di riequilibrio del pianeta.

Forme viventi come piante e animali, che stanno in delicato equilibrio evolutivo, si trovano sempre più in pericolo a causa della società umana accumulatoria e predatoria, che le sfrutta per trarne un profitto.

Ma questo processo, di cui una ristretta élite dell’1% è più responsabile della massa passiva ad essa assoggettata, porta a segare il ramo su cui siamo seduti dall’albero della vita, essendo noi stessi foglie di quel ramo e di quell’albero!

Ragionare con in mente il concetto di essere figli di Madre Terra significa proiettare azioni concrete come tasselli in un mosaico che raccoglie le istanze globali, azioni rivoluzionarie che guardino a un’ecologia nuova, base di un’economia nuova, di una società che fa pace con la Natura, la società del nuovo millennio che porterà anche vera libertà e vera giustizia.

Da quando l’essere umano, organizzato gerarchicamente nell’esaltazione degli antagonismi sociali, si è reso attore unico e decisionale del pianeta si sono avviati processi che hanno portato ad uno sconvolgimento inesorabile dell’equilibrio naturale.

Di questo sconvolgimento ne è prova il fatto che da molti secoli l’élite al potere promuove guerre e è pronta a distruggere l’intera umanità per detenere il controllo del pianeta.

Quale strada allora percorrere?

Dopo momenti che hanno visto seriamente il rischio della morte dell’umanità (due guerre mondiali), abbiamo avuto un afflato di dignità che ci ha permesso di scrivere carte del diritto internazionale, ma anche costituzioni nazionali, che contengono principi imprescindibili in grado di ricondurci su strade di Pace: la pace tra noi esseri umani e con il pianeta tutto che ha diritto di vivere a prescindere dalla nostra stessa esistenza.

Altri processi si sono avviati nella storia e, anche se in modalità ridotta, hanno stabilito presupposti praticabili, strade da percorrere per arrivare a un cambiamento vero e duraturo nel rapporto tra l’uomo e la Natura all’insegna della cultura di Madre Terra.

Spesso vengono messe in discussione le agenzie mondiali (ONU, UNESCO) perché non incisive, ma questo è un limite che va superato con passi in avanti nella governance globale, sicuramente non facendo il passo del gambero.

Lo troviamo già scritto in “Antifascismo e nonviolenza”, che vede tra gli autori alcuni di noi, tra cui Alfonso Navarra e Laura Tussi: una cattiva legge è meglio di nessuna legge, a maggior ragione a livello giuridico internazionale, perché lavoriamo alla forza del diritto che deve subentrare al diritto della forza armata.

Questa è la nonviolenza efficace.

Stabilire a livello globale l’illegalità e l’immoralità di un agire, ad esempio la proibizione giuridica delle armi nucleari, oggi sul punto di essere incardinata può e deve essere un passo che può condurci ad un cambiamento rivoluzionario: spetta ai grandi movimenti globali lottare per la sua attuazione.

Se nel mondo esistono ancora ingiustizie, guerre e sfruttamento, se una oligarchia di 10.000 persone riesce a schiacciarne oltre 7 miliardi, se il nostro modo di produrre e consumare sta erodendo le basi stesse della vita, questo non vuole dire che la carta internazionale dei diritti umani, da estendere ai diritti dell’umanità e ai diritti della Natura, debba essere stracciata perché non rispettata.

Il nuovo trattato TPAN per la proibizione giuridica delle armi nucleari rappresenta un passo in avanti del pacifismo mondiale, della pace tra umanità e natura, anche se non sarà una soluzione definitiva al problema della deterrenza nucleare, che costituisce una emergenza mortale al pari di quella climatica ad essa intrecciata.

L’essere umano organizzato nel sistema gerarchico e patriarcale deve smettere di essere antropocentrico e deve stabilire un “patto biocentrico del Nuovo Millennio”: cessare la guerra contro il pianeta, quindi contro sé stesso.

Vi proponiamo, con la educazione alla cultura di Madre Terra un cammino di formazione e interazione tra associazioni, attivisti e cittadini al fine di condurre percorsi condivisi che abbiano come comune denominatore la vita da difendere, rispettare e valorizzare. Questo percorso prevede, con la collaborazione di soggetti impegnati in progetti analoghi, la realizzazione, nell’immediato, di un canale televisivo specializzato su YouTube; e nel medio e lungo periodo, la collaborazione con la scuola di Pace a livello globale già promossa dall’Iniziativa della Carta della Terra, che ha il suo segretariato nell’Università della Pace in Costa Rica.

Noi vorremmo essere l’aggiunta che indirizza con più decisione il lavoro dei già formatori ed educatori interessati ad approfondire la ricerca culturale della terrestrità nei suoi vari aspetti, e su come tradurla nei percorsi formativi delle scuole e del mondo culturale e sociale.

Testimonianze, contributi e dibattiti, provenienti da varie fonti, verranno messi su YouTube in una cornice adeguatamente predisposta come materiale fruibile liberamente dalla rete per una condivisione e una riflessione globale.

Intendiamo, ripetiamolo ancora, collaborare con analoghe iniziative in corso focalizzandoci, da parte nostra su questo problema, più consono al tipo di attività che stiamo svolgendo: come costruire le categorie giuridiche e culturali che esprimano l’appartenenza dell’essere umano alla Terra, e non della Terra all’uomo?

 

Siamo tutti Premi Nobel per la Pace con ICAN

https://www.youtube.com/channel/UCFWikKgRr7k21bXHX3GzE9A

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Per una nuova cultura di pace

La cultura di pace del XXI secolo si riassume nel motto “Prima l’umanità, prima le persone”

Per una nuova cultura di pace

Noi tutti amici della nonviolenza e del disarmo ci rendiamo sempre più conto di appartenere a un’unica razza e famiglia umana come sostenevano Einstein e il pacifista nonviolento Vittorio Arrigoni, barbaramente assassinato a Gaza in Palestina

Prima l'umanità, prima le persone !

La cultura di pace del XXI secolo si riassume nel motto “Prima l’umanità, prima le persone”

Lo slogan positivo della cultura di pace del XXI secolo si riassume nel motto “Prima l’umanità, prima le persone”. Questo adagio, nella nostra interpretazione, applicata specialmente all’Italia, ma con un’ottica globale, contrappone la nuova cultura della pace del XXI secolo al rischio di una subcultura parafascista, suprematista e sovranista, dove i parafascisti, a partire dall’ex presidente americano Trump, impongono uno slogan negativo e contrapposto al nostro: prima gli americani, prima i francesi, prima gli italiani, prima i padani, eccetera. Invece nel comune villaggio globale, nel nostro sistema mondo, nell’universale afflato di mondialità che accomuna tutti noi, i popoli e l’umanità comune e solidale, ci rendiamo sempre più conto di appartenere a un’unica razza e famiglia umana come sostenevano Einstein e il pacifista nonviolento Vittorio Arrigoni, barbaramente assassinato a Gaza dai poteri forti.

Una comune umanità che è minacciata da “bombe”, che incombono come una spada di Damocle sulla sua incolumità. Le minacce di cui tratta anche il comboniano padre Alex Zanotelli:

– l’attività militare che trova la sua massima espressione nella guerra nucleare;

– la bomba climatica che comporta quotidiani disastri e dissesti climatici per le emissioni eccessive di gas serra di origine antropica nell’atmosfera;

– la bomba dell’ingiustizia sociale e della disuguaglianza globale dove l’1% dei ricchi detiene risorse pari a quelle controllate dal restante 99% dell’umanità.

– La minaccia della violenza contro i più fragili della terra come i migranti e la violenza di genere contro i “diversi” e le donne

Per questo facciamo nostri i moniti e gli appelli del partigiano Stéphane Hessel, deportato a Buchenwald, padre costituente della Dichiarazione universale dei diritti umani del 1948, presidente del tribunale Russell sulla Palestina. Il suo saggio Indignatevi! ha venduto milioni di copie in tutto il mondo e ha ispirato il movimento degli indignati e di Occupy Wall Street. Un autentico uomo di pace: una speranza di futuro, un ponte intergenerazionale tra il passato antifascista e le alternative per il futuro, per le nuove generazioni, per una rivoluzione ecologista, pacifista, disarmista e femminista. Per un’utopia realizzabile di pace e solidarietà, perché per dare risposte di sinistra alla crisi strutturale e al revanscismo delle nuove destre estreme e dei populismi occorrono soluzioni democratiche e civili. Stéphane Hessel, nell’appello scritto con i resistenti francesi nel 1944 e pubblicato nel saggio Indignatevi!, suggerisce delle soluzioni alla crisi economica e di valori che attualmente sta stritolando e destrutturando il pianeta. La soluzione prevede la nazionalizzazione delle banche e delle industrie strategiche con un’economia al servizio delle persone, tramite investimenti pubblici per creare lavoro e per livellare la disuguaglianza globale e sociale per evitare la miseria dei ceti più deboli che ingenera risposte razziste e capri espiatori.

 

La campagna ONU per il disarmo nucleare universale con la rete ICAN e le COP ONU per il clima costituisce un impegno globale tramite cui costruire una nuova internazionale dei diritti, delle persone, dei popoli, dell’umanità. Infatti la dipendenza dai combustibili fossili e dal nucleare è alla base di un modello sociale predatorio di accumulazione insostenibile che è causa principale di guerre e conflitti nel mondo. Per questo motivo il nostro attivismo, l’impegno di noi “alter-glocalisti” è volto a salvare il clima e la pace, per costruire una conversione ecologica fondata su un nuovo e alternativo modello energetico, decarbonizzato, denuclearizzato, rinnovabile al 100%, ossia pulito, democratico e socialmente giusto.

La divisione dell’umanità in tutte le sue forme, dal razzismo al fascismo, dalla xenofobia ai nazionalismi e agli etnicismi, contrasta nettamente con il concetto culturale e giuridico di unica famiglia umana proclamato dalla dichiarazione ONU del 1948, che deriva dall’immane tragedia della Seconda guerra mondiale con 65 milioni di morti: interi paesi in macerie, bombardamenti a tappeto e poi i drammi di Dresda, Auschwitz e Hiroshima. Da questo immane trauma nasce un sussulto positivo come la dichiarazione ONU e le costituzioni antifasciste nate dalla Resistenza partigiana. La banca d’affari mondiali J.P. Morgan di recente ha attaccato pesantemente le costituzioni antifasciste e le dichiarazioni a favore dello sviluppo dell’umanità e della tutela dei diritti umani, perché considerate troppo democratiche e ostacolo al progresso e alla risoluzione della crisi strutturale, in quanto volte alla tutela della dignità umana. Il nostro slogan positivo “Prima l’umanità, prima le persone” vuole contrastare la disuguaglianza globale strutturata con muri, frontiere, ghetti nazionalistici, etnicismi. Con questi presupposti, le nazioni europee sbarrano le porte ai migranti: vecchi, giovani, donne, bambini, che fuggono da guerre, persecuzioni, terrorismo, disastri ambientali, manovre economiche, sfruttamento e che vorrebbero trovare, in modo legale e sicuro, solidarietà, assistenza, accoglienza sulle nostre sponde, nei nostri territori. Invece l’Occidente risponde con una politica guerrafondaia di riarmo, per cui le spese militari nel mondo sono in continuo incremento e provocano pericoli e miserie per l’umanità, come il rischio di un inverno e di un’apocalisse nucleare: così i diritti e la dignità umana vengono sempre negati e calpestati. Nelle congiunture attuali assistiamo al precipitare di ampi settori della popolazione italiana e non solo, sotto l’influenza di ideologie xenofobe, razziste, fasciste, che esaltano il cattivismo e il qualunquismo antiegualitario e contrastano nettamente con i principi della nostra Costituzione. Per far fronte a questa deriva anche l’ANPI nazionale potrebbe aderire alla rete ICAN, Premio Nobel per la Pace 2017 per il disarmo nucleare universale, e alla coalizione per il clima e per la conversione ecologica e rinnovabile della nostra economia e del nostro modo di vivere e di pensare.

Occorre creare ponti di memoria, ponti di dialogo, reti di relazioni, legami di pace per evitare la supremazia dei potentati dei signori dell’atomo, del petrolio, della guerra e dell’acciaio, detentori del rischio dell’apocalisse nucleare. La forza della nonviolenza e della disobbedienza civile consiste nella volontà di far prevalere la verità, il confronto politico, la pace nei contesti plurali e multiculturali. La democrazia e la forza della verità devono prevalere sull’egoismo, sulla logica del neoliberismo finanziario, sul potere che impone di mercificare tutto con le lobby e le multinazionali del libero mercato che disprezzano l’ambiente, la persona, i diritti umani e travalicano il significato di bene comune. Occorre riappropriarci dei beni comuni per tutelarli dalla privatizzazione mercificatoria in favore della vita e dell’appartenenza a molteplici culture.

I nostri beni comuni come la pace, l’antifascismo, il disarmo nucleare, per superare i pregiudizi, per prevenire, gestire e trascendere i conflitti, per stemperare paure e ostilità, per una laicità aperta, inclusiva, relazionale, per il diritto alla pace e a vivere senza la paura dello sterminio nucleare. Questo il messaggio profondo dei nostri libri che è nella matrice, nel DNA delle culture antifasciste, antitotalitarie, antidogmatiche, oggi delle culture nonviolente.

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