Mimmo Lucano a Palazzo Reale di Milano

L’evento ha visto il coordinamento di Vittorio Agnoletto e la partecipazione di Moni Ovadia

Mimmo Lucano a Palazzo Reale di Milano

La presentazione del libro “Riace. Musica per l’Umanità” è stata per Milano un evento molto partecipato e la città ha dato una risposta positiva all’iniziativa: più di 700 persone in sala

L’evento ha visto il coordinamento di Vittorio Agnoletto e la partecipazione di Moni Ovadia

Con Mimmo Lucano, Moni Ovadia, Vittorio Agnoletto e tutti noi a Milano a Palazzo Reale

Mimmo Lucano a Palazzo Reale di Milano 

 

La presentazione del libro Riace musica per l’umanità è stata per Milano un evento molto partecipato e la città ha dato una risposta positiva all’incontro: più di 700 persone in sala. L’evento ha visto il coordinamento di Vittorio Agnoletto che sapientemente ha saputo gestire tutte le testimonianze.

Dopo i saluti istituzionali del consigliere Basilio Rizzo di Milano in Comune, è intervenuto Fabrizio Cracolici, spiegando le motivazioni della realizzazione di questo libro. Ha portato un appello alla comune umanità partendo dall’esempio dei nostri grandi maestri di vita.

Successivamente Laura Tussi ha esaminato e sviluppato il contenuto del libro contestualizzandolo nell’ambito delle comuni lotte sociali.

Giovanna Procacci Presidente del Comitato 11 giugno di Milano, che segue personalmente le fasi del processo a Mimmo Lucano, ha spiegato cosa sta succedendo.

Con Mimmo Lucano a Milano

Successivamente Alfonso Navarra ha spiegato l’importanza di unire le lotte sui diritti umani a quelle per la salvaguardia dell’ambiente, del clima e per la sicurezza del pianeta contro il rischio di guerre nucleari.

Vittorio Agnoletto ha fatto un Excursus storico sul diritto alla mobilità dell’uomo.

E poi è stato il momento della testimonianza di Mimmo lucano.

È stato un fiume in piena: con grande umanità e grande trasparenza da una persona che sta dedicando la sua esistenza a una causa comune come quella del diritto alla vita di chi fugge dalle guerre per cercare un riscatto.

L’iniziativa è stata chiusa dall’intervento di Moni Ovadia che ha stimolato tutti ad un impegno collettivo.

Gli interventi sono stati intervallati dalla musica d’impegno di Renato Franchi, Gianfranco D’Adda e Dan Shim Sara Galasso – Orchestrina del suonatore Jones.

Mimmo Lucano è con noi a Milano

Per l’intera durata dell’incontro Giulio Peranzoni ha disegnato in live i temi affrontati in questa presentazione.

Possiamo dire che questo evento di Milano inaugura e presenta in prima assoluta un libro che sarà un mezzo a sostegno di una causa e per il bene comune.

Durante questo incontro Mimesis Edizioni ha aperto una sottoscrizione a sostegno della fondazione Riace – è stato il vento e ha donato a tutti i contribuenti il libro.

Diretta streaming:

https://www.facebook.com/MilanoInComuneSinistraCostituzione/videos/527369151147577/

 

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Vittorio Agnoletto presenta “Riace. Musica per l’Umanità” con Mimmo Lucano

RADIO POPOLARE è un’emittente indipendente, imperniata su una cooperativa

Vittorio Agnoletto presenta “Riace. Musica per l’Umanità” con Mimmo Lucano

Radio Popolare: trasmissione Sidecar con Vittorio Agnoletto. Presentazione Libro “Riace. Musica per l’Umanità”: evento con Mimmo Lucano a Palazzo Reale di Milano sabato 19 ottobre 2019

Vittorio Agnoletto su Radio Popolare per il Libro "Riace. Musica per l'Umanità" presentato da Mimmo Lucano a Palazzo Reale di Milano, sabato 19 ottobre 2019, in un evento con oltre 900 persone

Radio Popolare: trasmissione Sidecar con Vittorio Agnoletto. Presentazione Libro “Riace. Musica per l’Umanità”: evento con Mimmo Lucano a Palazzo Reale di Milano sabato 19 ottobre 2019

RADIO POPOLARE è un’emittente indipendente, imperniata su una cooperativa formata da lavoratori e collaboratori, con la partecipazione di rappresentanti di forze politiche e sindacali che storicamente hanno sostenuto l’esperienza.

La cooperativa è azionista di riferimento della ERREPI SPA. Le azioni della SPA, oltre che dalla cooperativa sono detenute da un vasto numero di ascoltatori e da organizzazioni, società, gruppi di uomini e donne cui è stato proposto di partecipare sostenendo l’ispirazione e i fini perseguiti da Radio Popolare.

https://www.radiopopolare.it/dichiarazione-di-intenti/

 

Raccontare il significato di un Libro collettivo che vuole sostenere il modello virtuoso, pacifico, nonviolento e internazionale di Riace, con il sostegno alla fondazione Riace – E’ stato il vento.

Tutti noi di ICAN – Premio Nobel per la Pace 2017 vogliamo sostenere la Campagna Premio Nobel per la Pace a Riace e a Mimmo Lucano, perchè sia un esempio universale

 

Recensione di Sonia Bellin, giornalista e critica musicale

“Riace. Musica per l’Umanità” con Mimmo Lucano – Recensione di Sonia Bellin

“Mimmo Lucano è prima di tutto, soprattutto un mentsch. E’ un giusto che arriva a sfidare la ‘legalità’ se essa si pone a servizio dell’ingiustizia.” Moni Ovadia

 

Edito da Mimesis, RIACE, MUSICA PER L’UMANITA’ è un saggio che partendo da un caso singolare, tenta di espandersi e di farsi portavoce di un bisogno universale: quello dell’umanità appunto, che non a caso, fa rima con solidarietà, attitudini e atteggiamenti che nella società attuale non trovano il loro habitat naturale, spesso in contraddizione con un’inclinazione di tanti esseri umani che vorrebbero perpetuare sentimenti autentici ed emozioni pure. Tuttavia, per quanti ancora sono disposti ad ascoltare, tali sentimenti e tali emozioni, hanno trovato nell’arte la loro più coerente espressività, dove la musica occupa un posto di rilievo, facendosi portavoce di un’esistenza troppo vincolata al sé, e poco aperta all’interazione. Se il caso singolo di Riace è divenuto esemplare per una pluralità di vicende, questo dimostra quanto la singolarità non deve essere un punto fermo in cui ognuno si focalizza su se stesso: il singolo dovrebbe altresì porsi come punto di partenza per una riflessione che interessi la globalità del sistema e quindi la società nel suo complesso. Ecco il motivo dell’appello alla musica, come forma artistica al servizio dell’umanità: l’accostamento dell’essere umano alla naturalezza della sua identità, ma anche la consapevolezza di ciò che “una musica può fare“ come intonava Max Gazzè diversi anni fa.

Il saggio è stato curato da Laura Tussi e Fabrizio Cracolici presidente Anpi (associazione nazionale partigiani d’Italia), cercando di porre rilievo al Premio Nobel ICAN per la campagna contro le armi nucleari, legando questo alla Campagna Premio Nobel per il sindaco di Riace Domenico Mimmo Lucano.

Scopo principale di questo lavoro di squadra, che ha portato una schiera di intellettuali e artisti a discutere di umanità e di senso del dovere è contrapporre una convivenza pacifica e una presa di coscienza dell’urgenza di questa, al rischio di una piega autoritaria e totalitaria, dove la politica e i governi dei paesi più potenti, impartiscono una cultura  orientata all’individualismo, annullando il senso della pluralità, orientando le nostre menti a dissimulare i sentimenti di legame umanitario. Vi è la necessità insomma, di estinguere concezioni razziste e discriminatorie, avvicinandosi invece ad una lettura integrativa e quindi pacifista, procurando nella gente arricchimenti interiori che nessun cataclisma può neutralizzare, ma che si pongono come ausilio per cercare una soluzione e contemplarla al meglio. Di fatto ci troviamo in un‘ epoca devastata non soltanto da un’emergenza climatica che richiama la sua attenzione su alcuni provvedimenti che i vari paesi dovrebbero assumere: questo è soltanto un aspetto – certo da non sottovalutare- che andrebbe approfondito ricordando che siamo ospiti in questo pianeta e che abbiamo il dovere di proteggerlo, oltre che di prenderci le nostre responsabilità. Ci sono però altri aspetti ancora più urgenti o che, per lo meno, se affrontati andrebbero a risvegliare la sensibilità per risolvere ogni altra questione: trattasi della nonviolenza e di quel senso di giustizia sociale che ne deriva; sembra infatti pura retorica, ma da un banale gesto scaturito dal rancore, possono dispiegarsi sentimenti e comportamenti molto vicini alla violenza, anche solo psicologica,  che pretendono di divenire la nostra arma migliore per essere più forti e meno immuni alle battaglie, quando in realtà, proprio le armi, anche proverbialmente parlando, sono sempre a doppio taglio: pensiamo di avere il coltello dalla parte del manico nel momento in cui possiamo dimostrare la nostra autorità, invece, stiamo solo estromettendo il bene e la pace dal nostro modo di porci verso gli altri. Per quanti non sono più capaci di riconoscere queste pieghe che anche l’essere umano può prendere, per quanti ancora sono presi da un senso di rabbia e di vendetta, di risentimento, c’è chi lotta contro le ingiustizie, chi sta dalla parte dei più deboli, chi prende le difese del più piccolo contro il più grande, spesso a costo della vita; anche questa è giustizia sociale, un’espressione che dovrebbe entrare nella routine del nostro linguaggio, specie in questo momento storico, dove l’unione, come si suol dire, crea la forza. Ecco che anche l’indifferenza, direttamente collegata a tutte queste dinamiche,  si ritorcerebbe contro quanti ne fanno un uso abituale e questioni come l’importanza del disarmo nucleare e il tentativo di evitare une guerra mondiale di entità devastanti, verrebbero prese in esame con la dovuta attenzione.

Ecco quindi l’invito a riflettere su  Riace  e sull’esempio di cittadinanza attiva e globale, che da caso singolo diventa educazione alla cittadinanza attiva, capace di proiettarsi oltre confine, facendosi carico delle sfide che la società attuale ci propone. Non mancano come sempre le contraddizioni e i malintesi di chi, operando per un senso civico e umanitario, viene incriminato di ciò per cui egli stesso vuole abbattere: quello del sindaco di Riace è stato infatti un progetto volto all’integrazione, ma accusato di collaborazioni mafiose:

 

La vicenda di Riace ha portato all’attenzione dell’opinione pubblica alcuni interrogativi che, in un periodo come quello che stiamo vivendo, non possono più essere ignorati. Le leggi devono sempre essere rispettate, anche quando ingiuste, oppure  la disobbedienza civile può ancora incidere sulla nostra società? Riace e il suo sindaco hanno offerto un modello di convivenza pacifica e plurale, oltre che virtuosa per il territorio.

 

E’ quanto si legge nel retro di copertina del saggio, a dimostrazione di come – contro ogni scetticismo ed ipocrisia- il sindaco Mimmo Lucano sia un vero modello di educazione alla libertà di porre in atto piani di salvaguardia umanitaria, troppo spesso divulgati ma non realizzati. Ecco perché Laura Tussi e Fabrizio Cracolici, hanno qui voluto raccogliere le testimonianze di figure che si sono contraddistinte per il loro impegno civile (Moni Ovadia, Vittorio Agnoletto, Alex Zanotelli e altri)  occorre conoscere e capire. Ma come già anticipato dal titolo, il saggio si lega alla musica, una musica che vuole abbattere ogni barriera e prima ancora l’indifferenza di cui abbiamo trattato in precedenza. Arriviamo quindi all’interessante intervista dove protagonisti sono Gianfranco D’Adda (batterista di Franco Battiato) e  il cantautore Renato Franchi: l’impegno musicale, il recupero di valori e la resistenza partigiana, tematiche che i due, collaborando assieme, hanno saputo raccontare senza alcuna pretesa se non quella di sensibilizzare le coscienze, educando all’etica umanitaria. Cultura e tradizione che si fondono dunque con la solidarietà e  l’impegno civile, con una politica lontana dagli interessi di partito, quanto vicina alle persone e al popolo. E proprio l’involuzione del ceto politico, il degrado della classe dirigente, sono il punto di partenza per una domanda, posta ai due musicisti, sulla missione formativa scolastica, oltreché informativa inerente alle attuali emergenze umanitarie e riguardanti la conoscenza della costituzione, un esempio di giustizia sociale e di ottemperanza al senso civico e di convivenza sociale. Nello specifico ci chiede quale strumento sia utile, per i giovani, in modo da far comprendere loro la Storia, ed ecco che appare naturale il riferimento a Franco Battiato e del brano “Povera Patria”, passando nuovamente per la costituzione e al frequente travisarne il testo; una questione che mette in luce ancora una volta le difficoltà non solo di interpretare, ma anche di concretizzare idee guida e soluzioni efficaci. Un’altra chiave di libero accesso a quel disimpegno che sfida di continuo l’indifferenza mettendola talvolta in risalto; a questo proposito, il rimando alla famosa “Eppure soffia “ di Bertoli, canzone come ricordato nel saggio, sempre presente nei concerti di Renato Franchi e compagni, diventa un monito ad osservare la storia dell’uomo e della resistenza partigiana, cogliendo quanto il senso del dovere diviene un diritto di essere, atto a realizzare.  Si comprende quindi quanto il valore della canzone d’autore e sia parte integrante della cultura popolare, un vero e proprio “patrimonio artistico”, riportando le parole di Gianfranco D’Adda , “che passa dalle canzoni dei Gang, di De Gregori, Bubola, Battiato, Fossati e De André, e si sposa con Dylan, i Beatles, Rolling Stones, Cohen, il soul, il blues, ha il profumo di un fiore culturale fuggito dalle serre dello show business del mercato”. Questo- continua  Gianfranco- è per me e per Renato il vero rock d’autore, ovvero la ragione per cui vale la pena, anzi diventa un piacevole dovere, rivendicare il diritto di suonare, per vivere intensamente, come dice la bella canzone di Renato i nostri “Giorni Cantati”.

 

Allegati

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Voci dall’attivismo mondiale di pace

Trailer della Campagna “Siamo tutti premi nobel per la pace con Ican”

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Appello congiunto di Moni Ovadia, Alfonso Navarra, Alex Zanotelli, Laura Tussi, Luigi Ciotti, Fabrizio Cracolici, Vittorio Agnoletto

Voci dall’attivismo globale di pace

Appello congiunto di Moni Ovadia, Alfonso Navarra, Alex Zanotelli, Laura Tussi, Luigi Ciotti, Fabrizio Cracolici, Vittorio Agnoletto.

Trailer della Campagna “Siamo tutti premi nobel per la pace con Ican”: interventi dei relatori in ordine di comparizione nel filmato

 

A cura di Fabrizio Cracolici, Alfonso Navarra, Laura Tussi

 

Sono Moni Ovadia e sostengo ICAN (International Campaign to abolish nuclear weapons) campagna internazionale per l’abolizione delle armi nucleari. A ICAN è stato conferito il premio Nobel per l’importanza del suo magistero di pace. Premio Nobel per la pace. Diventiamo tutti insieme a ICAN attivisti di pace, donne e uomini di pace. La questione in campo è assoluta: è la questione della vita. La differenza fra chi combatte per l’abolizione delle armi nucleari e chi invece non fa nulla e è indifferente, è il discrimine per chi vuole stare dalla parte della vita e chi invece accetta l’abbraccio della morte come condizione di esistenza. Dunque sostenete questa campagna: diventate attivisti della vita e non è difficile capire che cosa è in gioco. Siamo in gioco noi, ma sono in gioco i nostri figli, i nostri nipoti e i nostri pronipoti. Cominciamo dall’abolizione delle armi nucleari perché un giorno ci sia l’abolizione totale delle armi. di Moni Ovadia

 

Sono Alfonso Navarra dell’associazione Disarmisti Esigenti. “Svuotiamo gli arsenali, riempiamo i granai” questo motto lo dobbiamo al nostro grande presidente partigiano Sandro Pertini che, sicuramente, fosse ancora vivo, avrebbe gioito della notizia che il mondo sta per proibire le armi nucleari: con l’adozione di un trattato di proibizione delle armi nucleari nella conferenza Onu del 7 luglio 2017. Questo voto di 122 nazioni richiede un processo di ratifica. Questo trattato entrerà in vigore il giorno in cui il cinquantesimo stato avrà ratificato il testo del trattato Onu che è stato dovuto soprattutto alla spinta organizzativa della società civile internazionale che si è aggregata intorno alla campagna internazionale per l’abolizione degli armi necleari ICAN. ICAN in virtù di questo contributo nel 2017 ha ricevuto il Premio Nobel per la Pace. Quando questo premio Nobel per la Pace è stato ritirato a Oslo, la direttrice esecutiva della campagna ha riconosciuto che si tratta di un riconoscimento dovuto all’impegno antinucleare di tutti gli attivisti del mondo. E è stato fatto un invito a unire e allargare le forze per passare da questa proibizione delle armi nucleari con cui l’Italia deve essere tra i promotori che hanno già ratificato il trattato ONU. di Alfonso Navarra

Voci dall'attivismo globale di pace

Sono padre Alex Zanotelli missionario comboniano. Sono profondamente solidale con ICAN che ha ricevuto il premio Nobel per la pace per questa campagna per l’abolizione delle armi nucleari. Sono contro tutte le armi nucleari prima di tutto come credente nel Dio della vita che mi porta a impegnarmi contro ogni forma di morte e l’atomica è uno strumento di morte: di morte globale. Inoltre come missionario sono contro le armi nucleari, perché le armi nucleari proteggono la profonda ingiustizia, proteggono quel 10 per cento della popolazione mondiale che oggi consuma il 90 per cento dei beni di questo mondo. Non posso sopportare e accettare un disordine del genere. Ecco perché ritengo fondamentale questa campagna e chiedo che l’Italia ratifichi finalmente il trattato ONU per l’abolizione delle armi nucleari. di Alex Zanotelli

 

Buonasera sono Laura Tussi faccio parte dell’associazione ecopacifista PeaceLink – telematica per la pace e sono promotrice e portavoce dell’associazione Disarmisti Esigenti – associazioni affiliate a ICAN – e per questo faccio parte della rete internazionale ICAN per il disarmo nucleare universale che è stata insignita Premio Nobel per la Pace 2017 per promuovere il progetto storico del diritto internazionale: l’abolizione degli ordini di distruzione di massa nucleari. Il governo italiano non ho ancora approvato e ratificato il trattato ONU del 7 luglio 2017 che è valso il Premio Nobel per la Pace e che è stato approvato a New York a palazzo di vetro con 122 nazioni e con la società civile organizzata in ICAN. Il trattato ONU del 7 luglio 2017 supera il vecchio TNP trattato di non proliferazione delle armi nucleari che legittima il nucleare per alcuni Stati e superpotenze e approva invece l’innovativo TPAN il trattato per l’abolizione degli ordigni nucleari. di Laura Tussi

 

Ciao sono Luigi Ciotti di Libera e del Gruppo Abele e sostengo anch’io la campagna “Siamo tutti premi Nobel per la Pace con ICAN” per l’abolizione delle armi nucleari e la sostengo con convinzione oggi più che mai perchè tocchiamo con mano tanti conflitti e tante guerre. Sono 47 ufficialmente i Paesi coinvolti in questi conflitti. Sono migliaia le armi nucleari operative. Sono milioni i profughi: si parla del 90/95% la percentuale di civili fra le vittime. Il doppio delle precedenti guerre mondiali. Sono circa 357 milioni i bambini – uno su sei – che vivono attualmente in zone colpite da conflitti, esattamente 75% in più rispetto a 25 anni fa. Allora perché l’Occidente continua ad ignorare, quando non a favorire, guerre feroci che trasformano tanti Paesi in un mattatoio e in uno scenario niente affatto di Pace e poi in gran parte taciuto e ignorato e censurato data l’enormità degli interessi in gioco? Credo che si debba dire vergogna alla spesa militare mondiale. L’anno scorso ha toccato una cifra impressionante: 1.739 – dato ufficiale – miliardi di dollari. E’ una vergogna. L’Italia occupa l’ottavo posto nell’esportazione di armi. Armi che vende anche a Paesi colpevoli di gravi violazioni dei diritti umani in deroga ha una legge che metteva i paletti: la legge 185 del 1990. Aspetto più indecente del problema allora la commistione tra le guerre e l’economia del profitto. Guerre combattute con armi, ma anche con armi economiche: per questo l’abolizione delle guerre e delle armi deve passare per la costruzione di giustizia, di un nuovo rinnovamento culturale, ma deve tutto questo calarsi in un più ampio discorso di promozione dei diritti umani, sociali e civili e nell’impegno per la dignità e la libertà delle persone. Dobbiamo ripartire per costruire la pace, consapevoli di dover procedere uniti, perché solo insieme, il desiderio di cambiamento diventa forza di cambiamento. di Luigi Ciotti

 

Sono Fabrizio Cracolici, Presidente ANPI Associazione Nazionale Partigiani d’Italia della sezione Emilio Bacio Capuzzo di Nova Milanese. Anch’io sostengo ICAN campagna per il disarmo nucleare universale che ha ottenuto il Premio Nobel per la Pace per il suo impegno sul grande tema di importanza fondamentale che è quello dell’abolizione degli ordigni nucleari e del disarmo nucleare universale. Oggi assistiamo a un imbarbarimento e a una continua presa di forza nei confronti dei più deboli, dei più diseredati e la prepotenza del potere sta sempre più contrastando i diritti di ogni cittadino. Per questo noi oggi siamo qui a testimoniare a sostegno di una campagna internazionale per il disarmo nucleare. Noi facciamo questo perché non vogliamo più che avvengano quegli eventi orribili avvenuti in passato e prima fra tutti la seconda guerra mondiale e poi il fascismo e il nazismo che hanno portato all’umanità odio, distruzione e morte e proprio per questo noi oggi contrastiamo chi vuole, con la deterrenza delle armi nucleari, imporre il terrore nel mondo. di Fabrizio Cracolici

 

Sono Vittorio Agnoletto e sostengo la campagna ICAN contro le armi nucleari. Credo che aver ottenuto il Premio Nobel per la Pace sia stato un risultato importantissimo, intanto perché si è dimostrato che anche nell’epoca della globalizzazione grandi movimenti sociali universali organizzati in tutto il mondo possono ottenere un risultato. Un risultato importante perché è in discussione il futuro dell’umanità. E noi italiani abbiamo anche obiettivi molto concreti. Primo: far si’ che l’Italia ratifica il trattato ONU. Secondo: ottenere che sul nostro territorio non vi sia più nessun ordigno nucleare e invece abbiamo ordigni nucleari della NATO e degli Stati Uniti. Terzo: uscire dalla Nato che è un’alleanza puramente offensiva.

Ma essere contro le armi nucleari significa anche prima di tutto battersi per la pace e noi sappiamo che non ci può essere pace senza giustizia sociale e sappiamo che si comincia a costruire la pace lavorando con i bambini, con i ragazzi, facendo formazione e educazione nelle scuole, formazione alla multiculturalità, formazione alla solidarietà e formazione ai grandi valori della vita, perché non dimentichiamo che la terra è il più grande bene comune di cui noi disponiamo. di Vittorio Agnoletto