Il Dialogo per la Pace. Pedagogia della Resistenza contro ogni razzismo

Mimesis Edizioni: http://mimesisedizioni.it/libri/fuori-collana/mimesis/il-dialogo-per-la-pace.html

IL DIALOGO PER LA PACE

Il Dialogo per la Pace richiama a un impegno all’interno degli ambienti A.N.P.I. (Associazione Nazionale Partigiani d’Italia), nella Scuola e nell’Associazionismo sociale e culturale, per attualizzare e realizzare il monito del Partigiano, Deportato e Padre Costituente dell’ONU Stéphane Hessel :”La nonviolenza è il cammino che dobbiamo imparare a percorrere”. Il nostro contributo si focalizza su una innovativa “Pedagogia della Resistenza” (“Creare è resistere, resistere è creare”, sempre Stéphane Hessel) che porti a riconoscere l’Essere Umano quale appartenente a un’unica razza: la razza umana. Per questo motivo il libro rievoca il motto di Vittorio Arrigoni “Restiamo Umani”, nel continuare a credere convintamente in un mondo senza bandiere, barriere, limiti, confini. La “coscienza planetaria” realizza un’appartenenza culturale e cosmopolita della donna e dell’uomo contemporanei, sempre uguali nei diritti e diversi nei propri caratteri, indipendentemente da ogni longitudine e latitudine, “contro ogni razzismo”.

Con i contributi culturali di: Daniele Biacchessi, Giulio Giorello, Alberto L’Abate, Alessandro Marescotti, Alfonso Navarra, Daniele Novara, Nanni Salio, Brunetto Salvarani, Giovanni Sarubbi, Olivier Turquet.

Laura Tussi, docente, giornalista e scrittrice, si occupa di pedagogia nonviolenta e interculturale. Ha conseguito cinque lauree specialistiche in formazione degli adulti e consulenza pedagogica nell’ambito delle scienze della formazione e dell’educazione. Collabora con diverse riviste telematiche come www.pressenza.com/it/www.peacelink.itwww.ildialogo.org. Autrice dei libri: Sacro (2009), Memorie e Olocausto (2009), Il Dovere di ricordare (2009), Il Pensiero delle Differenze (2011), Educazione e Pace (Mimesis 2012), Un racconto di vita partigiana – con Fabrizio Cracolici, Presidente ANPI Nova Milanese (Mimesis 2012), Dare senso al tempo – Il Decalogo Oggi. Un cammino di Libertà (2012). Collabora con con diverse riviste di settore, tra cui: “Rassegna dell’Istruzione”, “Scuola e Didattica”, “CEM Mondialità Rivista Anarchica”. Promotrice del Progetto “Per Non Dimenticare” della Città di Nova Milanese e Bolzano e del Progetto Arci Ponti di Memoria (www.lageredeportazione. org e www.pontidimemoria.it). www.youtube.com/lauratussi

Fabrizio Cracolici è tecnico nel settore ferroviario. Si occupa di ricerca storica contemporanea ed è nipote di Ignazio Cracolici, capostazione ferroviario, inviato al confino in Istria/Dalmazia durante il ventennio, per avere ripudiato il fascismo. È Presidente della sezione ANPI di Nova Milanese. È autore del libro Un racconto di vita partigiana. Il ventennio fascista e la vicenda del Partigiano Emilio Bacio Capuzzo (Mimesis 2012), con Laura Tussi.

Padre Turoldo, il Partigiano

Su La Provincia di Sondrio.
Un saggio indaga attraverso testimonianze questo aspetto del sacerdote

Padre Turoldo, il Partigiano

Guerino Dalola ha raccolto una serie di ricordi di chi ha lavorato con il religioso durante la Resistenza. Resoconto della Presentazione del Libro “Turoldo, Il Resistente” presso la Libreria Il Mosaico di Tirano

Libro Mimesis "David Maria Turoldo, il Resistente"

David Maria Turoldo, il Resistente (Mimesis Edizioni). È stato poeta, filosofo, sacerdote, autore, traduttore, fondatore di riviste e giornali.

La convinzione cristiana della dignità insopprimibile di ogni uomo ha fatto di lui anche un resistente antifascista – come osservano nella prefazione la giornalista Laura Tussi e Fabrizio Cracolici – e lo ha spinto a combattere tutta la vita contro ogni forma di oppressione politica, sociale e culturale. Di questo tratto di padre Turoldo si è parlato nell’incontro online promosso dalla Libreria Il Mosaico di Tirano e che è il centro del libro, scritto da Guerino Dalola nell’ambito di Anpi Franciacorta Brescia.

David Maria Turoldo, il Resistente.

Il saggio è la naturale elaborazione delle testimonianze di chi ha avuto frequentazioni assidue con Turoldo: Donatella Rocco, Antonio Santini, Mino Facchetti, Pierino Massetti, Gianfranco Campodonico.

Durante il pomeriggio il primo ricordo è andato a Bruno Ciapponi Landi, che ha perpetuato la memoria dell’amico Turoldo e di padre Camillo De Piaz.

Fra i due religiosi entrambi legatissimi alla madonna di Tirano c’era una Fratellanza cristiana.

“L’eredità ideale e valoriale di padre Turoldo è universale e tocca tutti noi” ha esordito il libraio Alberto Gobetti.

L’idea di lottare, per cui dal disumano si conquisti l’umano, è un tema destinato a interrogarci sempre.

Pensiero condiviso dall’assessore alla cultura Sonia Bombardieri, secondo cui il pensiero dei serviti è attuale anche oggi per tante ragioni.

Anche a Tirano abbiamo chiamato il programma culturale su Turoldo, “Il resistente uomo”, identificando la resistenza di padre David non solo come quella legata al periodo bellico, ma anche la resistenza come forma di vita.

A Tirano ci siamo presi un impegno portare avanti una scuola di padre Camillo De Piaz che sia anche scuola di padre David, un momento annuale, speriamo di iniziare presto, un percorso di riflessione sui punti fondamentali che sono l’eredità culturale, storica, religiosa e laica che entrambi ci hanno lasciato.

Pierino Massetti di Anpi ha ricordato come padre Turoldo sia stato riconosciuto come partigiano – la sua è stata una resistenza non armata – ma nessuno ne ha mai parlato.

Guerino Dalola, che ha conosciuto Turoldo, ha rimarcato: Partigiano non è una parolaccia.

La resistenza è per tutti, per sempre.

Donatella Rocco, d’altro canto, ha ricordato una virtù di padre David: la coerenza come traduzione in pratiche del pensiero. Uno dei suoi fondamentali insegnamenti è stato il martellare in noi giovani questi concetti: studia, preparati alla vita, impara bene il lavoro che sceglierai.

Ricordo la sua capacità di ascolto, un ascolto con estrema attenzione e curiosità.

Sia lui sia Camillo De Piaz ascoltavano chiunque, intuivamo che avevano una conoscenza e una preparazione grande, ma si mettevano dal punto di vista di chi ascoltava e questo ci dava un senso di rispetto, ci sentivamo tenuti in considerazione.

Ci hanno insegnato anche a prenderci le nostre responsabilità e dunque a fare delle scelte.

L’insegnamento era: quando sei in una situazione di dubbio, mettiti sempre dalla parte dell’ultimo, in ogni senso. Cosa rimane di queste grandi persone? se ognuno, nella sua misura e nel suo quotidiano, può fare riferimento a queste domande, allora forse può avvicinarsi in un filone di speranza.

In fondo questi sono personaggi che sapevano credere nell’uomo: prima sii uomo, poi vedi di essere cristiano, dicevano.

Fabrizio Cracolici ha parlato della Resistenza come messaggio per i giovani del futuro, mentre Laura Tussi ha ricordato l’impegno di Turoldo per porre fine a qualsiasi tipo di guerra, il suo attivismo politico in difesa degli ultimi e degli oppressi: nel 1978 è stato invitato ad un congresso sul disarmo, ha spiegato Tussi, dove ha conosciuto Carlo Cassola, grande scrittore degli ultimi che ha scritto la rivoluzione disarmista che lo ha messo ai margini dell’establishment.

Padre Antonio Santini dei Servi di Maria ha ricordato il concetto caro a padre Turoldo: la povertà placenta di tutti i valori. Nella mia vita non ho mai voluto abolire la povertà, ma la miseria – dice padre David – la povertà è la placenta di tutti i valori.

Oggi, in questo tempo così balordo e diseguale, in un tempo nel quale sempre più si concentrano ricchezze nelle mani di pochi….Vorrei che fossimo tutti convinti di quanto sia giusta la tesi condivisa oggi anche da scienziati, di rifarci alla povertà, quale valore ispirante la stessa economia. E ancora: la disgrazia sta nel negare la povertà, invece di accoglierla, sta nel volerne uscire da soli o nel pretendere di non appartenervi o di esserne usciti. La povertà è una dimensione essenziale all’uomo.

Clara Castoldi

Articoli correlati

  • Gli amici e l’accoglienza

    LABORATORIO DI SCRITTURA
    L’amicizia è un dono. Coltivare relazioni giova all’umanità

    Gli amici e l’accoglienza

    Le interazioni amicali si moltiplicano tramite i vari risvolti dell’impegno civile per la pace, la memoria, l’ambiente, il disarmo. Le amicizie vicine e lontane si consolidano nella solidarietà e nell’accoglienza
    4 marzo 2021 – Laura Tussi
  • La violenza non è il mio destino

    CULTURA
    La prima legge innovativa sulla violenza sessuale è la numero 66 del febbraio 1996

    La violenza non è il mio destino

    La storia di vita di Tiziana Di Ruscio, vittima di violenza, sopravvissuta al femminicidio, narrata in questo libro di drammatica verità, rasenta però l’incredibile e l’indicibile.
    Libro in tutte le librerie dal 4 Marzo 2021
    20 febbraio 2021 – Laura Tussi
  • Bruco blu: una favola contro la violenza

    CULTURA
    Recensione alla favola di Tiziana Di Ruscio

    Bruco blu: una favola contro la violenza

    L’autrice è sopravvissuta al femminicidio e in questa favola racconta una storia semplice ma didascalica per trasmettere alle nuove generazioni un messaggio contro la violenza in tutte le sue forme
    3 febbraio 2021 – Laura Tussi
  • 27 gennaio - Giorno della Memoria: lettera a Primo Levi

    PACE
    Il 27 gennaio 1945 l’Armata Rossa libera il campo di concentramento di Auschwitz

    27 gennaio – Giorno della Memoria: lettera a Primo Levi

    Ti rivolgi a noi che pratichiamo ancora oggi Antifascismo, ossia consideriamo i soprusi, le ingiustizie, e abbiamo a cuore la condizione di chi si trova nel bisogno e nell’indigenza, di chi vive le difficoltà e le ingiustizie sociali.
    27 gennaio 2021 – Laura Tussi

Libro “E anche questa è la mia vita”

Libro di Rita Trinchieri

Il libro dal titolo “…E anche questa è la mia vita…” di Rita Trinchieri è una profonda autobiografia di una giovane che vive il dopoguerra, il 1968, gli anni di piombo con il ricordo e le narrazioni del padre, un internato militare italiano, sopravvissuto all’orrore nazifascista, con le ferite che portava dentro per la deportazione e l’internamento in un Lager.

Rita è una vera amica e con lei abbiamo organizzato varie presentazioni del libro “Un racconto di vita Partigiana” con il Deportato Partigiano Emilio Bacio Capuzzo nostro grande e comune amico e maestro e padre mitico e storico. Per questo motivo, per questo profondo legame intellettuale e ideale che ci unisce, ho deciso di dedicare una mia recensione a questa profonda e vissuta opera autobiografica di Rita Trinchieri.

A questo ‘parto’ intellettuale e culturale ho deciso convintamente di dedicare questo mio scritto, perchè si tratta di una autobiografia travagliata che narra di una esistenza, di più esistenze, di persone che hanno vissuto i disagi e le sofferenze e le difficoltà di un passato tremendo e difficile da dimenticare: che anzi tutti noi dobbiamo costantemente contemplare e studiare, perchè esso è il nostro passato, la nostra Storia….per non dimenticare.

L’immagine di copertina del bellissimo e importante libro è tratta da sporadiche elucubrazioni pittoriche in cui Rita si è cimentata dopo essere andata in pensione.

È la sua prima tela e lei la considera un prodigioso evento creativo dal momento che prima non aveva mai preso in mano una matita e un colore per disegnare. Ha voluto rappresentare un percorso, un viaggio, il suo procedere affannato nella vita, l’avvicendarsi dell’esistenza attraverso spazi solitari che le permettessero di incontrare se stessa come ha cercato di mettere in evidenza in questa sua opera autobiografica: una storia nella Storia. Questo racconto molto intimo, personale e importante, che si evince anche dal dipinto nella copertina, mantiene fermo il contatto con la natura di cui Rita sente costantemente esigenza. Il libro come il dipinto rappresentano la sua vita colma di vuoti e di pieni, spazi affollati, silenzi solitari e vitali: tante presenze e assenze che riempiono i suoi pensieri, le sue giornate. Vivere oggi con l’insegnamento di ieri e andare avanti verso il domani con la voglia di esserci…

Su una cosa non aveva dubbi Rita quando era giovane: non sarebbe mai stata come lei, sua madre “una normale”, una che rispecchiava i canoni tradizionali che la società imponeva.

Rita voleva cambiare il mondo.

Aveva questa missione e nella sua testa di ventenne negli anni del 1968, gli anni di piombo, delle tensioni e rivendicazioni e lotte sociali, voleva fare grandi cose, lasciare un segno su questa terra.

Voleva fare la rivoluzione.

Lei puntava più in alto di sua madre: voleva diventare giornalista per far sapere in modo veritiero al mondo ciò che accadeva e che l’informazione del sistema teneva nascosto.

Voleva fare l’ambasciatrice. Voleva impegnarsi a portare cibo e acqua in quelle parti del mondo dove per mancanza di questi elementi si moriva soprattutto.

Era il sogno nel cassetto di milioni di giovani: chi più convinto, chi per moda o per noia, alla fine i giovani come Rita si ritrovavano sempre per parlare di ciò che non piaceva, che non funzionava e come fare per cambiare il sistema di potere e parlavano e disquisivano davvero tanto sul mondo che li circondava e su quello che poteva esistere forse solo nei pensieri, nei loro pensieri.

Rita in questa sua lunga autobiografia descrive le nonne Vittoria e Giulia; la vita in famiglia con il ricordo di un bombardamento del palazzo del sole durante la guerra e gli anni del dolore per la sua famiglia e per il padre internato militare in un campo di concentramento e di sterminio nazifascista. Descrive i segni del Lager, la tragica esperienza del padre; si sofferma sulla sua amica ansia, la sua amica curiosità, il suo bisogno di condivisione, la sua libertà e poi sostanzialmente i suoi viaggi e poi…c’è il mondo.

Articoli correlati

  • “Sono necessari cambiamenti strutturali”

    LATINA
    Guatemala

    “Sono necessari cambiamenti strutturali”

    Nuove e vecchie sfide per il Guatemala all’inizio del nuovo anno
    28 gennaio 2021 – Giorgio Trucchi
  • 27 gennaio - Giorno della Memoria: lettera a Primo Levi

    PACE
    Il 27 gennaio 1945 l’Armata Rossa libera il campo di concentramento di Auschwitz

    27 gennaio – Giorno della Memoria: lettera a Primo Levi

    Ti rivolgi a noi che pratichiamo ancora oggi Antifascismo, ossia consideriamo i soprusi, le ingiustizie, e abbiamo a cuore la condizione di chi si trova nel bisogno e nell’indigenza, di chi vive le difficoltà e le ingiustizie sociali.
    27 gennaio 2021 – Laura Tussi
  • Trattato Proibizione Armi Nucleari: webinar

    PACE
    TPAN e educazione civica

    Trattato Proibizione Armi Nucleari: webinar

    La finalità del webinar di PeaceLink è quella di far conoscere il trattato ONU TPAN inserito in un percorso di educazione civica e di cittadinanza globale. L’educazione alla pace deve essere inserita nell’educazione civica, partendo dal fatto che in una democrazia le regole evitano la guerra.
    25 gennaio 2021 – Laura Tussi
  • TPAN: che fare adesso

    PACE
    Trattato ONU di Proibizione Armi Nucleari

    TPAN: che fare adesso

    Comunicato stampa: incontro su Internet svoltosi il 22 gennaio 2021 – azione non celebrazione
    23 gennaio 2021 – Laura Tussi

Un progetto per cambiare il mondo

La “Terrestrità” è un neologismo creato da Alfonso Navarra, il portavoce dei Disarmisti esigenti

Un progetto per cambiare il mondo

Il progetto Memoria e Futuro, all’interno della Rete per l’educazione alla “Terrestrità”, è formalmente un “settore” dell’associazione Kronos Pro Natura, la quale fa appunto parte della coalizione dei Disarmisti Esigenti.

Memoria e Futuro

Il libro Memoria e futuro, in prossima uscita con Mimesis Edizioni, è strumento scientifico e culturale della promozione della Rete di educazione alla cultura della “Terrestrità”, progetto promosso dai Disarmisti esigenti.

La coalizione disarmista, nata rispondendo a un appello di Stéphane Hessel, il partigiano tra gli estensori della “Dichiarazione universale dei diritti dell’Uomo”,  è tra i membri italiani di ICAN, la Campagna internazionale per la proibizione delle armi nucleari, organizzazione insignita del premio Nobel per la pace nel 2017.

Il progetto Memoria e Futuro, all’interno della Rete per l’educazione alla “Terrestrità”, è formalmente un “settore” dell’associazione  Kronos Pro Natura, la quale fa appunto parte della coalizione dei Disarmisti Esigenti.

La “Terrestrità” è un neologismo creato da Alfonso Navarra, il portavoce dei Disarmisti esigenti, nonviolento “storico” che ha pagato con varie detenzioni il suo impegno per la pace, lo smantellamento degli euromissili, l’obiezione di coscienza antimilitarista e l’istituzione del servizio civile, la chiusura dei progetti nucleari in Italia.

“Terrestrità” è, in sostanza, un aggiornamento di una concezione ancestrale: la specie umana appartiene alla Terra, e non è il contrario, non può arrogarsi di essere “padrona” della Natura.

L’aggiornamento sta nel mettere insieme internazionalismo sociale (sfruttati e oppressi di tutti i Paesi unitevi!), responsabilità comune verso l’unico ecosistema planetario ed infine ordinamento internazionale come nonviolenza efficace: l’affermazione della forza del diritto e dei diritti a livello mondiale che deve prevalere sul diritto della forza armata.

La missione di Disarmisti Esigenti, con il progetto Memoria e futuro, consiste nella condivisione e nella valorizzazione del grande patrimonio inestimabile della memoria della resistenza al nazifascismo con uno sguardo rivolto a un futuro possibile, a “un altro mondo possibile”: all’insegna della Terrestrità collegata e correlata ai temi della pace, dell’ambiente e della giustizia sociale.

Il presupposto della cultura della Terrestrità è il pensiero ancestrale dei popoli indigeni, ossia quello per cui è l’essere umano che appartiene alla Terra e non è la Terra ad appartenere all’essere umano; questo non in base a una visione religiosa e mitologica, ma con presupposti scientifici correlati all’evoluzione dimostrata della specie umana, animale e vivente.

Le premesse della Terrestità vanno rintracciate anche negli scritti giovanili di Marx che parlava già di umanesimo naturalistico e il tutto è stato elaborato sul paradigma della complessità da Morin a Hessel.

Un punto importante, una delle premesse della cultura della Terrestrità, è l’antifascismo sociale, che è tutt’uno con l’internazionalismo per un’umanità unica che deve e ha l’obbligo di salvaguardare e tutelare la specie vivente e la “Madre Terra” in base a una coscienza ecologica planetaria.

Questi punti devono essere riconosciuti, e in parte già lo sono, dal diritto internazionale che coincide con la nostra prospettiva e visione di nonviolenza efficace: i progressi del diritto internazionale contro il sovranismo assoluto degli Stati.

Un principio già contenuto nell’articolo 11 della Costituzione italiana che afferma: “(l’Italia) consente alle limitazioni di sovranità necessarie ad un ordinamento che assicuri la pace e la giustizia fra le Nazioni”.

Tutte queste premesse e spunti e argomenti rientrano nel grande lavoro della pace del XXI secolo di cui il Trattato ONU di Proibizioni per le Armi Nucleari e le Cop per il clima – gli accordi di Parigi per la decarbonizzazione entro il 2050 – sono solo un tassello, insieme alle Costituzioni Nazionali nate dalla lotta al nazifascismo e alla dichiarazione universale dei diritti umani, alla Carta della terra e l’Agenda Onu 2030.

Come associazione Disarmisti Esigenti abbiamo una piattaforma web rivolta alle scuole, al mondo complesso dell’attivismo e dei ricercatori indipendenti e universitari con un canale video dal titolo: “Siamo tutti i premi Nobel per la pace con Ican”, creato dai Disarmisti Esigenti come strumento comunicativo che contiene testimonianze sul progetto storico del diritto internazionale ossia l’abolizione degli ordigni di distruzione di massa nucleari.

Il canale video siamo tutti premi Nobel per la pace con Ican è un progetto ambizioso per la didattica della memoria viva e articolata ed è in collaborazione con il bollettino telematico Il Sole di Parigi, organo di Kronos Pro Natura.

Tutto questo diventerà una web TV con canali tematici comprendenti temi riguardanti l’educazione e la cultura della Terrestrità, in cui comprendiamo anche il modello universale e sociale di Riace esportabile in tutto il mondo. Inoltre sono predisposti materiali e archivi storici dalla fondazione Massimo Sani, uno dei più grandi registi di storia contemporanea che ha collaborato moltissimo con la Rai, fino al progetto “Per non dimenticare” sulla deportazione politica con oltre 220 video testimonianze di deportati civili per motivazioni politiche nei campi di concentramento e di sterminio nazifascisti e un archivio su Genova 2001, che comprende materiali video sul movimento altermondialista in opposizione al summit del G8 svoltosi a Genova nel 2001, in collaborazione con Vittorio Agnoletto.

Abbiamo anche una sezione musica di impegno civile con cantautori per la pace e un archivio di pedagogia della memoria con centinaia di articoli pedagogici, libri, scritti e eventi e locandine di eventi delle innumerevoli presentazioni in pubblico dei libri prodotti.

Sono previsti anche corsi di formazione di didattica della memoria.

Il progetto Memoria e futuro che si ricollega alla rete di educazione alla cultura della Terrestrità propone e promuove anche l’appello No Arsenali, Si ospedali.

E’ un’iniziativa volta alla riduzione delle spese militari e nucleari e alla loro conversione in spese sociali, nell’ambiente, nell’istruzione, nella cultura.

Nel nostro progetto faremo confluire la parte vitale dell’esperienza del progetto “Per non dimenticare”, un importante archivio di materiale di testimonianze e di documentazione sulla memoria della deportazione politica – dovuto anche al lavoro decennale di Fabrizio Cracolici con la collaborazione della sottoscritta – e intendiamo ribadire la collaborazione con gli ambienti ANPI che continueranno a rappresentare un circuito importante per i nostri incontri culturali in pubblico.

Canale video “Siamo tutti Premi Nobel per la Pace con Ican”:

https://www.youtube.com/channel/UCFWikKgRr7k21bXHX3GzE9A

Tutti gli articoli di Laura Tussi sul sito PeaceLink.it in collaborazione con Fabrizio Cracolici.

https://www.peacelink.it/tools/author.php?u=437

https://www.peacelink.it/cerca/index.php?q=laura+tussi

Articoli correlati

  • Da oggi le armi nucleari diventano illegali

    EDITORIALE
    Svolta storica nel diritto internazionale

    Da oggi le armi nucleari diventano illegali

    Entra in vigore il TPNW (Treaty on the Prohibition of Nuclear Weapons), detto anche TPAN (Trattato di Proibizione della Armi Nucleari. Le armi nucleari vengono messe al bando in quanto armi indiscriminate. E’ una vittoria del movimento pacifista internazionale e della campagna ICAN.
    22 gennaio 2021 – Alessandro Marescotti
  • TPAN: una data storica per l’umanità

    PACE
    TPAN. Un’autentica svolta per l’umanità. Uno dei più grandi traguardi del pacifismo mondiale

    TPAN: una data storica per l’umanità

    Il 22 gennaio 2021 entra in vigore a livello mondiale il TPAN- Trattato di Proibizione delle Armi Nucleari, uno dei tanti tasselli del lavoro e del percorso per la pace del XXI secolo
    12 gennaio 2021 – Laura Tussi
  • Scuola. Il viaggio senza fine

    PACE
    Esperienze di educazione alla pace

    Scuola. Il viaggio senza fine

    A scuola è necessario imparare a riconoscere e gestire anche la parte emotiva dell’apprendimento: stati d’animo, insicurezza, esigenza di supporto da parte dell’adulto, sofferenza psichica, disagio emotivo.
    9 gennaio 2021 – Laura Tussi
  • Introduzione dell'insegnamento scolastico dell'educazione civica

    CITTADINANZA
    LEGGE 20 agosto 2019, n. 92

    Introduzione dell’insegnamento scolastico dell’educazione civica

    Entrata in vigore del provvedimento: 05/09/2019
    26 agosto 2019

Un progetto per cambiare il mondo

La “Terrestrità” è un neologismo creato da Alfonso Navarra, il portavoce dei Disarmisti esigenti

Un progetto per cambiare il mondo

Il progetto Memoria e Futuro, all’interno della Rete per l’educazione alla “Terrestrità”, è formalmente un “settore” dell’associazione Kronos Pro Natura, la quale fa appunto parte della coalizione dei Disarmisti Esigenti.

Memoria e Futuro

Il libro Memoria e futuro, in prossima uscita con Mimesis Edizioni, è strumento scientifico e culturale della promozione della Rete di educazione alla cultura della “Terrestrità”, progetto promosso dai Disarmisti esigenti.

La coalizione disarmista, nata rispondendo a un appello di Stéphane Hessel, il partigiano tra gli estensori della “Dichiarazione universale dei diritti dell’Uomo”,  è tra i membri italiani di ICAN, la Campagna internazionale per la proibizione delle armi nucleari, organizzazione insignita del premio Nobel per la pace nel 2017.

Il progetto Memoria e Futuro, all’interno della Rete per l’educazione alla “Terrestrità”, è formalmente un “settore” dell’associazione  Kronos Pro Natura, la quale fa appunto parte della coalizione dei Disarmisti Esigenti.

La “Terrestrità” è un neologismo creato da Alfonso Navarra, il portavoce dei Disarmisti esigenti, nonviolento “storico” che ha pagato con varie detenzioni il suo impegno per la pace, lo smantellamento degli euromissili, l’obiezione di coscienza antimilitarista e l’istituzione del servizio civile, la chiusura dei progetti nucleari in Italia.

“Terrestrità” è, in sostanza, un aggiornamento di una concezione ancestrale: la specie umana appartiene alla Terra, e non è il contrario, non può arrogarsi di essere “padrona” della Natura.

L’aggiornamento sta nel mettere insieme internazionalismo sociale (sfruttati e oppressi di tutti i Paesi unitevi!), responsabilità comune verso l’unico ecosistema planetario ed infine ordinamento internazionale come nonviolenza efficace: l’affermazione della forza del diritto e dei diritti a livello mondiale che deve prevalere sul diritto della forza armata.

La missione di Disarmisti Esigenti, con il progetto Memoria e futuro, consiste nella condivisione e nella valorizzazione del grande patrimonio inestimabile della memoria della resistenza al nazifascismo con uno sguardo rivolto a un futuro possibile, a “un altro mondo possibile”: all’insegna della Terrestrità collegata e correlata ai temi della pace, dell’ambiente e della giustizia sociale.

Il presupposto della cultura della Terrestrità è il pensiero ancestrale dei popoli indigeni, ossia quello per cui è l’essere umano che appartiene alla Terra e non è la Terra ad appartenere all’essere umano; questo non in base a una visione religiosa e mitologica, ma con presupposti scientifici correlati all’evoluzione dimostrata della specie umana, animale e vivente.

Le premesse della Terrestità vanno rintracciate anche negli scritti giovanili di Marx che parlava già di umanesimo naturalistico e il tutto è stato elaborato sul paradigma della complessità da Morin a Hessel.

Un punto importante, una delle premesse della cultura della Terrestrità, è l’antifascismo sociale, che è tutt’uno con l’internazionalismo per un’umanità unica che deve e ha l’obbligo di salvaguardare e tutelare la specie vivente e la “Madre Terra” in base a una coscienza ecologica planetaria.

Questi punti devono essere riconosciuti, e in parte già lo sono, dal diritto internazionale che coincide con la nostra prospettiva e visione di nonviolenza efficace: i progressi del diritto internazionale contro il sovranismo assoluto degli Stati.

Un principio già contenuto nell’articolo 11 della Costituzione italiana che afferma: “(l’Italia) consente alle limitazioni di sovranità necessarie ad un ordinamento che assicuri la pace e la giustizia fra le Nazioni”.

Tutte queste premesse e spunti e argomenti rientrano nel grande lavoro della pace del XXI secolo di cui il Trattato ONU di Proibizioni per le Armi Nucleari e le Cop per il clima – gli accordi di Parigi per la decarbonizzazione entro il 2050 – sono solo un tassello, insieme alle Costituzioni Nazionali nate dalla lotta al nazifascismo e alla dichiarazione universale dei diritti umani, alla Carta della terra e l’Agenda Onu 2030.

Come associazione Disarmisti Esigenti abbiamo una piattaforma web rivolta alle scuole, al mondo complesso dell’attivismo e dei ricercatori indipendenti e universitari con un canale video dal titolo: “Siamo tutti i premi Nobel per la pace con Ican”, creato dai Disarmisti Esigenti come strumento comunicativo che contiene testimonianze sul progetto storico del diritto internazionale ossia l’abolizione degli ordigni di distruzione di massa nucleari.

Il canale video siamo tutti premi Nobel per la pace con Ican è un progetto ambizioso per la didattica della memoria viva e articolata ed è in collaborazione con il bollettino telematico Il Sole di Parigi, organo di Kronos Pro Natura.

Tutto questo diventerà una web TV con canali tematici comprendenti temi riguardanti l’educazione e la cultura della Terrestrità, in cui comprendiamo anche il modello universale e sociale di Riace esportabile in tutto il mondo. Inoltre sono predisposti materiali e archivi storici dalla fondazione Massimo Sani, uno dei più grandi registi di storia contemporanea che ha collaborato moltissimo con la Rai, fino al progetto “Per non dimenticare” sulla deportazione politica con oltre 220 video testimonianze di deportati civili per motivazioni politiche nei campi di concentramento e di sterminio nazifascisti e un archivio su Genova 2001, che comprende materiali video sul movimento altermondialista in opposizione al summit del G8 svoltosi a Genova nel 2001, in collaborazione con Vittorio Agnoletto.

Abbiamo anche una sezione musica di impegno civile con cantautori per la pace e un archivio di pedagogia della memoria con centinaia di articoli pedagogici, libri, scritti e eventi e locandine di eventi delle innumerevoli presentazioni in pubblico dei libri prodotti.

Sono previsti anche corsi di formazione di didattica della memoria.

Il progetto Memoria e futuro che si ricollega alla rete di educazione alla cultura della Terrestrità propone e promuove anche l’appello No Arsenali, Si ospedali.

E’ un’iniziativa volta alla riduzione delle spese militari e nucleari e alla loro conversione in spese sociali, nell’ambiente, nell’istruzione, nella cultura.

Nel nostro progetto faremo confluire la parte vitale dell’esperienza del progetto “Per non dimenticare”, un importante archivio di materiale di testimonianze e di documentazione sulla memoria della deportazione politica – dovuto anche al lavoro decennale di Fabrizio Cracolici con la collaborazione della sottoscritta – e intendiamo ribadire la collaborazione con gli ambienti ANPI che continueranno a rappresentare un circuito importante per i nostri incontri culturali in pubblico.

Canale video “Siamo tutti Premi Nobel per la Pace con Ican”:

https://www.youtube.com/channel/UCFWikKgRr7k21bXHX3GzE9A

Tutti gli articoli di Laura Tussi sul sito PeaceLink.it in collaborazione con Fabrizio Cracolici.

https://www.peacelink.it/tools/author.php?u=437

https://www.peacelink.it/cerca/index.php?q=laura+tussi

Articoli correlati

  • Da oggi le armi nucleari diventano illegali

    EDITORIALE
    Svolta storica nel diritto internazionale

    Da oggi le armi nucleari diventano illegali

    Entra in vigore il TPNW (Treaty on the Prohibition of Nuclear Weapons), detto anche TPAN (Trattato di Proibizione della Armi Nucleari. Le armi nucleari vengono messe al bando in quanto armi indiscriminate. E’ una vittoria del movimento pacifista internazionale e della campagna ICAN.
    22 gennaio 2021 – Alessandro Marescotti
  • TPAN: una data storica per l’umanità

    PACE
    TPAN. Un’autentica svolta per l’umanità. Uno dei più grandi traguardi del pacifismo mondiale

    TPAN: una data storica per l’umanità

    Il 22 gennaio 2021 entra in vigore a livello mondiale il TPAN- Trattato di Proibizione delle Armi Nucleari, uno dei tanti tasselli del lavoro e del percorso per la pace del XXI secolo
    12 gennaio 2021 – Laura Tussi
  • Scuola. Il viaggio senza fine

    PACE
    Esperienze di educazione alla pace

    Scuola. Il viaggio senza fine

    A scuola è necessario imparare a riconoscere e gestire anche la parte emotiva dell’apprendimento: stati d’animo, insicurezza, esigenza di supporto da parte dell’adulto, sofferenza psichica, disagio emotivo.
    9 gennaio 2021 – Laura Tussi
  • Introduzione dell'insegnamento scolastico dell'educazione civica

    CITTADINANZA
    LEGGE 20 agosto 2019, n. 92

    Introduzione dell’insegnamento scolastico dell’educazione civica

    Entrata in vigore del provvedimento: 05/09/2019
    26 agosto 2019

Arrigo Boldrini: il comandante Partigiano Bulow

22 Gennaio 2008 – ci lascia il Partigiano Bulow.
22 Gennaio 2021 – è in vigore il TPAN, Trattato Onu di proibizione delle armi nucleari.
Partigiani per la Pace.
Bulow nasce a Ravenna nel 1915 e muore a Ravenna il 22 gennaio 2008

Arrigo Boldrini: il comandante Partigiano Bulow

Arrigo Boldrini attuò la tesi della “pianurizzazione” nella lotta resistenziale: i partigiani si nascondevano in “buche” per poi compiere azioni dirette

Arrigo Boldrini - Partigiano Bulow

Articolo di Laura Tussi e Fabrizio Cracolici

Bulow muore nella stessa data (il 22 gennaio) in cui nel 2021 entra in vigore, a livello mondiale, il TPAN – Trattato Onu di proibizione delle armi nucleari, uno dei tanti tasselli del lungo lavoro e percorso della pace del XXI secolo che trova legittimazione nel grande periodo della lotta Resistenziale al più grande nemico dell’umanità: il nazifascismo.

Bulow muore in una data che quest’anno vedrà l’attuazione del grande progetto storico del diritto internazionale: l’abolizione degli ordigni di distruzione di massa nucleari.

Una autentica svolta per l’umanità, uno dei più grandi traguardi e successi del pacifismo mondiale.

Frutto di tutta quella lotta per la pace che i nostri grandi Partigiani hanno donato all’intera umanità con la Resistenza al nazifascismo e il loro importante impegno come partigiani per la pace durante il periodo postbellico e nella guerra fredda, impegno di cui tutti noi attivisti contro il nucleare, contro la guerra e per il disarmo siamo prosecutori e eredi.

Arrigo Boldrini al primo congresso ANPI:

“Noi vogliamo che questo primo congresso della resistenza dica all’Italia e a tutti i paesi che la battaglia antifascista deve continuare. Una battaglia contro chi minaccia le libertà individuali e collettive, chi discrimina i cittadini, chi sostituisce il diritto con la forza”.

Arrigo Boldrini, nome di battaglia “Bulow”, nato a Ravenna il 6 settembre 1915 è stato un partigiano e un politico italiano.

Nell’agosto 1943 aderì al clandestino Partito Comunista Italiano e, dopo l’8 settembre, fu tra i principali organizzatori della Resistenza in Romagna. L’11 settembre 1943, prese parte alla riunione fondativa della Resistenza romagnola, tenutasi all’Hotel Mare-Pineta di Milano Marittima dove propose per la prima volta la tesi della “pianurizzazione” della lotta armata.

La “pianurizzazione” si basava su una centrata analisi della società ravennate, secondo la quale i ceti contadini, operai, assieme ad alcuni ceti urbani, avrebbero potuto costituire una rete clandestina in grado di sostenere e proteggere i gruppi combattenti partigiani.

Bulow e i giovani

la Resistenza in pianura contrasta in parte con l’immagine tradizionale del partigiano in alta montagna che vive situazioni estreme derivante dai pericoli dell’ambiente e dei rastrellamenti. Una delle maggiori capacità di adattamento in un territorio – quello di pianura – che poteva rivelarsi una trappola furono le “buche”. Si trattava di vere e proprie grandi buche dove alcuni uomini si nascondevano durante il giorno – quando i partigiani erano maggiormente visibili – per uscire di notte e compiere attentati e sabotaggi.

Quindi la pianurizzazione fu una decisione all’inizio travagliata ma che alla fine si rivelò fondamentale nella vittoria finale quando la distanza dalle baite in alta montagna con l’insurrezione nelle città poteva essere eccessiva e causare ritardi pericolosi.

 

Il 12 settembre, un piccolo gruppo disarmato al comando di Boldrini attuò la prima azione partigiana nell’area ravennate, conosciuta come “la beffa di Savio”, riuscendo a trafugare un ingente quantitativo di armi travestendosi da militari.

Bulow, membro del gruppo di comando militare romagnolo del PCI, successivamente ufficiale di collegamento del CUMER (Comando Unico Militare Emilia-Romagna) e responsabile militare per il C.L.N. della zona di Ravenna, ebbe un ruolo di primo piano nel comando della 28ª Brigata Garibaldi “Mario Gordini”: le spiccate capacità di stratega e la sua teorizzazione della “pianurizzazione” della guerra partigiana (fino ad allora immaginata possibile solo sulle colline o sulle montagne) gli valsero il soprannome Bulow. Infatti, in una riunione, uno dei suoi compagni, Michele Pascoli, colpito da un suo piano strategico, esclamò in dialetto: “Mo’ chi sit, Bulow?” (“Ma chi sei, Bulow?”), alludendo al generale prussiano Friedrich von Bulow che sconfisse Napoleone a Waterloo.

Bulow partecipò in concorso con le forze alleate ed alle dipendenze del Gruppo di Combattimento “Cremona” del Regio Esercito al forzamento del fiume Senio ed alla conquista delle zone attorno al Delta del Po, fino alla definitiva capitolazione delle forze nazifasciste.

Arrigo Boldrini ha impersonificato i motivi etici e politici alla base della lotta della Resistenza italiana, costituendone uno dei più autorevoli e credibili rappresentanti a livello istituzionale: in questa veste, a partire dal 1947, rappresentò l’Associazione Nazionale Partigiani d’Italia, quale Presidente Nazionale, della quale era Segretario nazionale dal primo congresso (1947) e poi Presidente fino al quattordicesimo (2006), nel quale fu proclamato per acclamazione Presidente Onorario.

Bulow e la speranza: memoria e futuro

Muore a Ravenna il 22 gennaio 2008.

Bulow, riuscì a realizzare un’esperienza quasi unica di lotta partigiana in pianura conquistando con i suoi partigiani il sostegno di centinaia di famiglie contadine, di operai, braccianti, settori del ceto medio urbano, gruppi di studenti ed intellettuali, alcuni sacerdoti e tanti ex militari. Molte azioni furono condotte in modalità non violenta, senza l’utilizzo di armi. Uomo di provata moderazione, fu sempre impegnato a porre freni agli eccessi d’ogni genere in guerra e nella vicenda politica post-bellica. Reiteratamente accusato da ambigui detrattori di qualche responsabilità in una tragica vicenda di fine guerra, non venne mai soggetto ad alcun procedimento giudiziario perché estraneo a queste illazioni.

Bulow fu membro dell’Unione Europea Occidentale e pieno sostenitore della coesistenza pacifica, dell’integrazione europea oltre che dello sviluppo della democrazia e delle libertà in Italia, in tutta Europa ed in quei Paesi oppressi da regimi dittatoriali e coloniali. Convinto sostenitore dell’inscindibilità del nesso fra democrazia e socialismo, in tempi assai precedenti la caduta del muro di Berlino, ebbe il coraggio politico di affermarlo in casa loro con gli establishment sovietici, cubani, cecoslovacchi, polacchi, ungheresi, cinesi e jugoslavi. Aiutò la resistenza portoghese, spagnola, cilena, greca, argentina, uruguaiana, iraniana contro le rispettive dittature. Sostenne la causa indipendentista algerina (fu a Tunisi) e vietnamita (fu ad Hanoi) e quella nazionale curda, di Mandela e palestinese.

Nel corso della sua lunga esperienza parlamentare, quale Padre costituente, si batté sempre per l’applicazione della Costituzione, difendendola in più fasi come ai tempi della grave crisi politico-istituzionale del 1960, del cosiddetto tentativo di colpo di Stato del 1964 e del terrorismo politico degli anni ’70 e ’80.

Il testamento ideale di Bulow può essere riassunto con le sue stesse parole: “Abbiamo combattuto per la libertà di tutti; per chi era con noi, per chi non c’era ed anche per chi era contro. Tutti i morti meritano rispetto ma non si possono confondere i combattenti della libertà e quanti scelsero la dittatura”.

Parole chiave: anpiresistenzapartigianiantifascismo

Articoli correlati

  • TPAN: una data storica per l’umanità

    TPAN. Un’autentica svolta per l’umanità. Uno dei più grandi traguardi del pacifismo mondiale

    TPAN: una data storica per l’umanità

    Il 22 gennaio 2021 entra in vigore a livello mondiale il TPAN- Trattato di Proibizione delle Armi Nucleari, uno dei tanti tasselli del lavoro e del percorso per la pace del XXI secolo
    12 gennaio 2021 – Laura Tussi
  • Perché occuparsi di Palestina? Intervista a Gabriella Grasso

    Intervista a Gabriella Grasso

    Perché occuparsi di Palestina? Intervista a Gabriella Grasso 

    Sta per uscire “Embargo Militare contro Israele”, dossier a cura di BDS Italia con il sostegno di PeaceLink e la collaborazione del Collettivo A Foras
    20 ottobre 2020 – Laura Tussi
  • Il sapore di una speranza indistruttibile

    Riflessioni sulla capacità di resistere al male

    Il sapore di una speranza indistruttibile

    Vale la pena leggere e rileggere lo scritto “La Madonna Sistina” di Vasilij Grossman, scrittore russo epico, corrispondente di guerra per il quotidiano dell’esercito Stella Rossa, testimone lucido della resistenza al nazismo e della repressione staliniana
    12 ottobre 2020 – Franca Sartoni
  • L'Antifascismo di padre in figlia

    Patrizia Mainardi si racconta

    L’Antifascismo di padre in figlia

    “Mobilitarsi significa agire, partecipare, manifestare e rivendicare il rispetto delle fondamentali esigenze della convivenza sociale”. Intervista alla Presidente Anpi Salsomaggiore Terme, figlia di Anteo, il Partigiano “Canto”.
    6 agosto 2020 – Laura Tussi

TPAN: una data storica per l’umanità

TPAN. Un’autentica svolta per l’umanità. Uno dei più grandi traguardi del pacifismo mondiale

TPAN: una data storica per l’umanità

Il 22 gennaio 2021 entra in vigore a livello mondiale il TPAN- Trattato di Proibizione delle Armi Nucleari, uno dei tanti tasselli del lavoro e del percorso per la pace del XXI secolo

Messaggio di Laura Tussi e Fabrizio Cracolici

Clicca qui

Il 22 gennaio 2021 entra in vigore a livello mondiale il TPAN- Trattato ONU di Proibizione delle Armi Nucleari, che è valso il Premio Nobel per la Pace a ICAN nel 2017: uno dei tanti tasselli del lavoro e del percorso per la pace del XXI secolo (il diritto alla pace) insieme alle costituzioni nate dalla Resistenza al nazifascismo, insieme alla dichiarazione dei diritti umani del 1948, alle carte della terra, alle Cop per il clima, all’Agenda Onu 2030 e così via. Questa data il 22 Gennaio 2021 vedrà l’attuazione del grande progetto storico del diritto internazionale: l’abolizione degli ordigni di distruzione di massa nucleari.

Un’autentica svolta per l’umanità.

Uno dei più grandi traguardi e successi del pacifismo mondiale.

Il Trattato Onu TPAN è la pietra miliare del diritto internazionale: è una speranza per evitare di far precipitare tutti noi, l’intera umanità, nella catastrofe irreversibile della guerra nucleare.

Queste istanze compaiono negli appelli del Partigiano, Deportato, Padre costituente dell’ONU Stéphane Hessel per un disarmo nucleare universale come principio dell’umanità a vivere il diritto alla pace e alla felicità senza la paura della catastrofe nucleare e da cui hanno preso le mosse i movimenti internazionali come Ican e Occupy Wall Street e associazioni come Disarmisti Esigenti, PeaceLink, Pressenza e altre che operano a livello nazionale e internazionale. Queste organizzazioni e associazioni a livello mondiale sono state insignite Premio Nobel per la Pace nel 2017 per l’attivismo di pace nell’impegno per l’abolizione degli ordigni di distruzione di massa nucleari e per il trattato Onu TPNW – TPAN varato a New York a palazzo di vetro con 122 nazioni e la società civile organizzata in Ican.

Un Premio nobel per la Pace collettivo di cui siamo promotori e eredi tutti noi attivisti per la Pace del XXI secolo.

Clicca qui

 

Il percorso per la pace del XXI secolo è frutto di tutta quella lotta che i nostri Partigiani e Resistenti hanno donato all’intera umanità nel contrasto e nella netta contrapposizione al nazifascismo e nell’impegno nel periodo post bellico e durante la guerra fredda come partigiani per la pace, impegno di cui tutti noi attivisti contro il nucleare, contro la guerra e per il disarmo siamo prosecutori e eredi.

Il 22 gennaio 2021 è un giorno storico per tutta l’umanità.

Ricordatevi questa sigla TPAN: da oggi l’umanità può dirsi più libera dal pericolo dell’utilizzo di armi nucleari.

Da oggi per la legge mondiale e per il diritto internazionale chi detiene armi di distruzione di massa nucleari è un criminale.

Questo è un grande passo per l’umanità.

Ricordiamocelo!!!

il 22 gennaio 2021 è un giorno di festa.

ONU, Palazzo di vetro. Dove è stato approvato il 7 luglio 2017 il TPAN

Articoli correlati

  • Riflessioni di un obiettore di coscienza e di una attivista

    PACE
    Ricorda Calamandrei: basta guerre, distruzioni, viviamo in altri modi e mondi possibili

    Riflessioni di un obiettore di coscienza e di una attivista

    Dalla Seconda Guerra Mondiale, al processo di Norimberga, dai movimenti per la nonviolenza e il disarmo, fino a arrivare alle Università per la Pace
    12 dicembre 2020 – Laura Tussi
  • Arrivederci Piergiorgio! Arrivederci Direttore!

    PACE
    Ci ha lasciati Piergiorgio Cattani, Direttore di UNIMONDO

    Arrivederci Piergiorgio! Arrivederci Direttore!

    Viviamo un misto di dolore per la tua improvvisa partenza e di gratitudine per aver camminato insieme per tanti anni godendo della tua amicizia, competenza e insaziabile amore per la vita. Siamo vicini alla tua famiglia, ai tanti che ti hanno voluto bene.
    11 novembre 2020 – Laura Tussi

Amore & Resistenza

Recensione al Libro di David Maria Turoldo. Il Resistente

Amore & Resistenza

Piccola recensione ritmica di Renato Franchi  & Gianfranco D’Adda, Musicisti, per il Libro “David Maria Turoldo. Il Resistente” di Guerino Dalola, con prefazione di Laura Tussi e Fabrizio Cracolici

David Maria Turoldo. Il Resistente, Libro di Guerino Dalola con Prefazione di Laura Tussi e Fabrizio Cracolici. Recensione di Renato Franchi e Gianfranco D'Adda

Storie incredibili, straordinarie, di giustizia, speranza, libertà , amore, paura e coraggio, si incontrano nel leggere le pagine memorabili della resistenza partigiana: ragazzi, donne e uomini di ogni ceto sociale, che indignati e sopraffatti si ribellarono, salendo sulle montagne, lasciando case e affetti, per combattere la crudeltà del fascismo mussoliniano, ignorante e vigliacco, e l’invasore germanico con il suo terrificante e folle nazismo hitleriano, orrendo e feroce !

 

Una stagione di lotta armata per dare la libertà al nostro paese e alle generazioni future !!! Una libertà da cui nacque la nostra Costituzione e la democrazia!

 

In queste vicende che legano con un filo rosso questa straordinaria umanità, con la sua fede, la sua cultura profonda, l’amore per la poesia, la musica e l’incapacità di rimanere inerte di fronte al terrore, il crimine e le atrocità della guerra con le sue vittime, le macerie e il dolore, incontriamo la  figura religiosa ma emblematica e carismatica di  Padre David Maria Turoldo.

 

Un Prete “Resistente”, come cita il titolo del bellissimo e avvincente libro edito da Mimesis, curato da Guerino Dalola, dall’Anpi Franciacorta con la preziosa prefazione di Laura Tussi e Fabrizio Cracolici e il contributo di importanti testimonianze di persone e amici che lo hanno conosciuto, stimato e apprezzato per il suo impegno sociale anche dopo la stagione della Resistenza!

 

In queste belle pagine, ci troviamo nei passaggi di tempo e di vita di questo sacerdote che scopriamo un po’ ribelle e controcorrente.

 

Siamo di fronte a un sognatore, un poeta, scrittore e autore  di opere saggistiche e letterarie, che senza sparare un colpo di fucile s’impegnò con tutta l’anima e il cuore nella stagione straordinaria della Resistenza.

 

“Resistenza”, parola sacra per Padre Turoldo, come sacro fu il suo cammino, in cui non accettava barbarie e ingiustizie, non definendosi mai Partigiano ma semplicemente “un resistente”.

 

Comportamento coerente intriso di pensiero culturale e sociale molto profondo, che nella lacrima di Dio lo contraddistinse per tutta la sua vita, con non pochi ostacoli da superare.

 

Alcuni momenti difficili, come la sua posizione controcorrente sul voto contro l’abrogazione della legge sul divorzio ne sono una testimonianza concreta e emblematica!

 

Straordinario il suo pensiero evangelico… così riassunto è ricordato nel libro …“ i principi religiosi non possono essere imposti a chi non crede: la religione va proposta e spiegata. Non imposta con una legge”.

 

E così il suo tentativo, nella stagione del terrorismo e degli anni di piombo, di avviare una trattativa con le brigate rosse per la liberazione di Aldo Moro, presidente della democrazia cristiana, azione che gli fu impedita e bloccata dalle gerarchie superiori.

 

Tra i tanti citiamo questi episodi significativi, che delineano la coerenza e la saggezza sociale, politica e religiosa di David Maria Turoldo.

 

Prima di continuare ad addentrarci oltre, ci teniamo scrupolosamente a precisare il fatto che io, Renato Franchi e Gianfranco D’Adda, siamo musicisti da una vita e non è il nostro mestiere scrivere recensioni di libri, in particolare come questo, che tratta un tema importante….siamo più avvezzi e allenati ovviamente a scrivere e comporre canzoni e testi e musiche e ritmi.

 

Ma quando Laura Tussi ci chiese e ci propose di scrivere il nostro pensiero, una breve recensione sul libro e sulla figura di Turoldo, ci sentimmo onorati, ma anche preoccupati di non riuscire nel compito prezioso che ci veniva affidato.

 

Ora ringraziamo Laura e Fabrizio per averci spronato a farlo, perché come a volte succede, qualcosa fa accendere la luce nella stanza buia e illumina gli occhi che si mettono a viaggiare e vanno oltre l’apparenza oggettiva delle difficoltà, e così è avvenuto questa volta, ed eccoci qui, con le nostre riflessioni nate dopo aver letto il libro!!

 

La lampadina, la luce, il lampione si accesero quando arrivammo a pagina 19  del testo, davanti agli occhi apparve una poesia, tra le tante scritte da padre Turoldo nel 1947, dedicata alla città di Milano, ancora ferita e sconvolta dagli avvenimenti bellici.

Il titolo, a nostro giudizio, e il contenuto poetico e sincero di quelle parole scritte con il cuore ancora sanguinante e addolorato ci hanno colpito profondamente.

 

Ecco alcuni frammenti del testo:

 

“Mia Povera Patria”

 

Parole,inerti, macerie

brandelli di esistenza disamorate,

panorama del mio paese …..

 

E i poeti non hanno più canti

non un messaggio di gioia

nessuno una speranza

 

E non più alberi

sulle nostre strade disperate …

 

Le vie non hanno più linee

gli archi sono cemento

 

e dentro le case

ognuno è solo con la sua diffidenza …

 

giorni che non sono che polvere

agli orli delle macerie

 

Questa non è più una città!

 

Fummo letteralmente folgorati da quelle parole immense, piene d’amore, sgomento e dolore, ma anche di un desiderio di rinascita, di vita! Pensieri che ci riportano direttamente ai nostri giorni, al tempo che viviamo, ai problemi sociali che stiamo attraversando!

 

Così si è accesa la scintilla per me e Gianfranco che ci ha portato a trovare la strada e il coraggio di scrivere questa breve recensione.

 

Con le parole di questa  poesia ci siamo trovati catapultati lì, sulle montagne, con gli occhi gonfi di paura a vivere la nostra Resistenza con Padre Turoldo, scalzi, senza un fucile, senza una pistola, una mitragliatrice, senza un colpo da sparare, un nemico da abbattere, ma soltanto una penna, un computer e così siamo salpati nell’oceano, sul vascello e nelle scarpe di questo prete ribelle e resistente, che come si racconta nel libro, le indossò per la prima volta a tredici anni.

 

La nostra barca del pensiero approda così ai giorni nostri alla riva di una canzone che sembra scritta da Padre Turoldo; la celeberrima “Povera Patria” di una toccante e dolorosa invettiva del maestro Franco Battiato, altra figura importante del panorama culturale e musicale italiano con cui si è collaborato attraverso Gianfranco che ha suonato in tanti suoi album e in un centinaio di live.

 

Povera patria (F. Battiato)

 

Povera patria

schiacciata dagli abusi del potere

 

Di gente infame

che non sa cos’è il pudore

 

Si credono potenti

e gli va bene quello che fanno

e tutto gli appartiene

 

Tra i governanti quanti perfetti e inutili buffoni

Questo paese è devastato dal dolore

Ma non vi danno un po’ di dispiacere

Quei corpi in terra senza più calore?

 

Non cambierà, non cambierà

No, cambierà, forse cambierà

 

Ma come scusare le iene

negli stadi e quelle dei giornali?

Nel fango affonda lo stivale dei maiali

Me ne vergogno un poco e mi fa male

Vedere un uomo come un animale

 

Non cambierà, non…

 

Pur  con temporalità e condizioni sociali diverse, si avverte una micidiale analogia e similitudine tra la dolorosa descrizione di Battiato di una patria alla deriva, che necessita di un freno al cinismo, di un cambiamento e di una svolta per evitare di precipitare nel baratro della distruzione sociale!

 

Anche qui però con la speranza sempre accesa che la primavera anche se tarda ad arrivare, prima o poi arriverà.

 

Come nella poesia di Turoldo, che fotografa una realtà di distruzione che richiede un bisogno e una forte volontà di ricostruire dalle macerie… anche, come la primavera di Battiato, prima o poi doveva arrivare!!

 

Questo per noi è un collegamento diretto del pensiero di chi non accetta e lotta contro le ingiustizie, ben descritto nel libro.

 

Canzoni, poesia , arte, cultura, valori profondi che accomunano  il pensiero dei pacifisti e degli antifascisti!!

 

Nelle belle pagine di questa pubblicazione in memoria di Padre Turoldo, nelle storie e nei racconti resistenti, troviamo i valori del cammino di questo sacerdote, così come altre figure di vari ceti sociali, dell’umanesimo contadino, del mondo ecclesiastico, che lo hanno visto protagonista sui sentieri  della straordinaria stagione della Resistenza partigiana … e non solo …assunti con coerenza, senza se e senza ma.

 

Il libro descrive con preziosi dettagli molte situazioni in cui Padre Turoldo si impegnò a costruire con tenacia, caparbietà e determinazione i suoi ideali di giustizia, il più delle volte combattendo contro l’ottusità e la prepotenza delle gerarchie e del potere!

 

Potremmo dire che in quelle scarpe indossate per la prima volta a 13 anni e in quella poesia sono racchiusi i valori dell’antifascismo, del pacifismo, che lo videro forte e determinato negli anni della guerra del golfo in Iraq, della nonviolenza, dei ragazzi di Nomadelfia di Don Zeno Santini, nel rispetto e nella lotta contro le ingiustizie e le diseguaglianze, per il mondo del lavoro, degli umili e degli sfruttati, delle fasce più fragili e deboli della società, e per l’immenso dolore per i morti durante la guerra e nei campi di concentramento nazifascisti, la sua passione per l’arte, la conoscenza, la musica e la cultura.

 

David Maria Turoldo, il Resistente, un libro da tenere con amore sul cuore… e anche se Padre David non amava definirsi Partigiano, ma solo Resistente, io e Gianfranco gli diciamo: tranquillo padre .. non temere … questo comunque è un libro Partigiano. Tu sei un Partigiano, perché racconti le tue scelte, il tuo coraggio, il tuo amore per la gente, perché come dice De Gregori nella sua bella canzone… sempre e per sempre da questa parte ci ritroveremo … la parte che, come hai fatto tu, si batte contro le ingiustizie per rendere migliore il mondo e la vita!!

 

Ciao Resistente

 

Renato Franchi – Musicista/Cantautore

Gianfranco D’Adda – Musicista/Batterista

 

Grazie a Laura Tussi e Fabrizio Cracolici

 

Articoli correlati

  • Scuola e diritto alla pace

    PACE
    Riflessioni pedagogiche

    Scuola e diritto alla pace

    La scuola ha il compito di costruire un’alternativa, un baluardo e un’azione di contropotere, decostruendo e ricostruendo le idee, indicando ai giovani la possibilità di scegliere tra un pensiero conformista e allineato al potere e uno stile di vita libero e divergente
    24 agosto 2020 – Laura Tussi
  • Asili nido e società “adulto-centrica”: intervista a Gabriella Falcicchio.

    CONSUMO CRITICO
    I servizi nella fascia 0-3 anni

    Asili nido e società “adulto-centrica”: intervista a Gabriella Falcicchio.

    E’ necessario mandare i bambini al nido per farli essere più “preparati”? In una società arrivista, capitalista e frenetica, anche i bambini devono “stare al passo” degli adulti. La tradizione pedagogica non violenta e “illichiana” possono invece aiutarci a mettere al centro i bambini.
    15 agosto 2020 – Linda Maggiori
  • "L'onda nera nel Lambro"

    CULTURA
    Recensione del libro di inchiesta di Marco Fraceti

    “L’onda nera nel Lambro”

    Il caso Lombarda Petroli e lo sversamento di idrocarburi del 2010 nel fiume Lambro. Prefazione di Vittorio Agnoletto. Mimesis Edizioni, collana Eterotopie.
    15 agosto 2020 – Laura Tussi
  • L'Antifascismo di padre in figlia

    PACE
    Patrizia Mainardi si racconta

    L’Antifascismo di padre in figlia

    “Mobilitarsi significa agire, partecipare, manifestare e rivendicare il rispetto delle fondamentali esigenze della convivenza sociale”. Intervista alla Presidente Anpi Salsomaggiore Terme, figlia di Anteo, il Partigiano “Canto”.
    6 agosto 2020 – Laura Tussi

Massimo Sani: la Storia in Televisione 

Recensione

Massimo Sani: la Storia in Televisione

Quaderno n. 9 della serie «Inquadrature» a cura di Paolo Micalizzi. Comune di Ferrara – Servizio Manifestazioni Culturali e Turismo. Con il patrocinio del Comune di Ferrara: città patrimonio dell’umanità. Pubblicazione a cura della casa editrice Este Edition, aprile 2019
Laura Tussi

Laura Tussi e Fabrizio Cracolici

Massimo Sani

Massimo Sani: la Storia in Televisione 

Recensione di Laura Tussi e Fabrizio Cracolici

 

Nel quaderno n. 9 della serie «Inquadrature» a cura del critico cinematografico Paolo Micalizzi è ampiamente trattata la sterminata produzione e l’importante personalità di Massimo Sani – nato a Ferrara il 21 agosto 1929 e scomparso a Roma il 21 luglio 2018 – nella sua complessità poliedrica e eclettica, che ha fatto della televisione e del cinema gli strumenti attivi della grande ricerca storica del Novecento.

La città degli Estensi, Ferrara, nell’immaginario collettivo è sempre collegata e riconducibile a una perenne dimensione creativa rinascimentale, per le tante iniziative che pullulano al suo interno e l’implicita creatività artistica in tutti i suoi ambiti culturali. La città rappresenta il luogo emblematico e esemplare del cinema italiano che ha visto nascere e operare importanti registi tra cui Visconti, Antonioni, Vancini e lo stesso Massimo Sani: un’autentica fucina non solo di artisti, ma di registi impegnati a trasporre la vita e la storia nella pellicola cinematografica. Massimo Sani è stato uno dei più illustri rappresentanti della scuola cinematografica ferrarese perché da artista, chimico, appassionato musicofilo e inesausto esploratore di archivi quale fu, si è contraddistinto con opere che, insieme ai documentari di inchiesta e non solo di Antonioni, Vancini, Ragazzi, Pecora e molti altri, contribuiscono alla creazione e composizione del mosaico artistico fornito dalla città di Ferrara come tributo al cinema italiano della seconda parte del Novecento.

Massimo Sani nel 1958 viene incaricato dall’editore Arnoldo Mondadori – e in particolare dall’allora direttore del settimanale «Epoca», Enzo Biagi – di stabilirsi nella Germania Federale (prima a Francoforte, poi a Monaco di Baviera) per fare da corrispondente del noto gruppo editoriale milanese. Contemporaneamente, in questo periodo realizza molteplici opere per la Rai e la Televisione tedesca, tra cui Berlino 1937: arte al rogo (1965 edizione tedesca, 1967 edizione italiana) e La giustizia tedesca di fronte al nazismo (1964), inchiesta filmata sugli efferati crimini nazisti, fino alla realizzazione del documentario in due puntate L’ineffabile realtà (1969), inerente la letteratura italiana contemporanea con interviste a scrittori e autori operanti nell’ambito della cultura del nostro Paese, dal Neorealismo alla Neoavanguardia fino al «Gruppo 63» con Edoardo Sanguineti.

Con la collaborazione tedesca, Massimo Sani riesce a fornire un prezioso contributo e un apporto di prestigio e di alto livello alla difesa delle relazioni tra Italia e Germania dopo la seconda guerra mondiale. Proprio per questo suo intenso e costante impegno a favore dell’incremento delle relazioni culturali e artistiche tra i due paesi, nel febbraio del 2015 Massimo Sani è stato insignito, dall’allora Presidente della Repubblica Federale Tedesca Joachim Gauch, della «Verdienstkreuz am Bande», massimo riconoscimento al merito.

Molti sono stati, dopo gli anni tedeschi, i lavori televisivi per la Rai, tra cui lo sceneggiato sulle conferenze di pace della seconda guerra mondiale La guerra al tavolo della pace (1975, originale TV in 4 puntate con la collaborazione alla sceneggiatura di Italo Alighiero Chiusano e alla regia di Paolo Gazzara e la partecipazione, nelle vesti di attori, di Warner Bentivegna, Gianni Bonagura e Renzo Montagnani) e i film-inchiesta Testimoni del terrore (1980, riguardante la terribile persecuzione politica in Italia da parte della dittatura nazifascista), L’Italia in guerra (1983), Prigionieri (1987) – con Renzo Ragazzi e l’allora giovanissimo collaboratore Fabrizio Berruti, oggi giornalista e autore televisivo per la Rai -, Ieri la guerra, oggi la pace (1990), Quell’Italia del ’43 (1993), fino ad arrivare a Roma 1944: l’eccidio alle Cave Ardeatine (1994, nelle vesti di coordinatore di un gruppo di giovani registi del «Circolo Romano del Cinema Riccardo Napolitano»: Vincenzo Bianchi, Paolo Conti, Lucrezia Lo Bianco, Rita Montanari, Cristina Pasqua, Luigi Pompili e Luigi Rinaldi) e La guerra dimenticata. Viaggio tra i partigiani d’Abruzzo dal Sandro alla libertà, 1943-1945 (1995). Per molti dei suoi lavori Sani si servì della collaborazione di autorevoli storici come Angelo Del Boca, Claudio Pavone e Giorgio Rochat. Quest’ultimo sottolineò e valorizzò sempre il ruolo innovatore e di importante alternativa culturale e storica assolto dai film-inchiesta di Massimo Sani.

Angelo Del Boca, dal canto suo, considerava Massimo Sani un abile, poliedrico e eclettico perfezionista e professionista, ricordando il celebre teatro-inchiesta L’impero: un’avventura africana (1985), che realizzò – sempre per la Rai – in modo encomiabile con l’impareggiabile contributo dello stesso Del Boca.

Massimo Sani è un autore che non dichiara a tutti i costi la neutralità e l’obiettività ma rispetta altamente e sopra ogni evento il pluralismo ideologico, scegliendo le competenze, le conoscenze, le qualità e le abilità di autori, scrittori, storici più autorevoli, equilibrate e capaci di illuminare i temi e gli argomenti trattati da molteplici sfaccettature, angolature, punti di vista. Queste dichiarazioni, considerazioni e testimonianze si ricavano dalla pubblicazione a cura di Massimo Marchetti dal titolo Massimo Sani: un regista ferrarese di fronte alla storia, edita in occasione di una rassegna filmata e di una mostra per i suoi ottant’anni svoltasi a Ferrara nel 2009.

La Storia per Massimo Sani è stata alla base della maggior parte dei programmi realizzati per la Televisione e dalla grande passione per la musica che seppe fondere con le immagini in un unico grande esemplare progetto didattico e di comunicazione audiovisiva insieme al figlio Nicola Sani.

Massimo Sani ebbe un rapporto con la città di origine, Ferrara, sempre vivo, come testimoniato dal fatto che nel maggio 2016, ancora in vita, ha donato la sua intera opera all’Istituto di Storia Contemporanea, presieduto da Anna Quarzi, per un fondo a lui dedicato – il «Fondo Massimo Sani» -, curato da Massimo Marchetti e nato su iniziativa dei suoi figli Valentino, Nicola e Benedetto e della moglie Antonia Baraldi Sani e per volontà del Comune di Ferrara nella persona dell’allora vicesindaco e assessore alla cultura Massimo Maisto: un autentico patrimonio artistico e culturale in cui si intersecano cultura cinematografica e televisiva e giornalistica.

La ricerca scientifica come chimico, per Massimo Sani è stata importante, come ha dichiarato in un’intervista pubblicata sull’edizione ferrarese del quotidiano “Il Resto del Carlino” nel 1969. Infatti nell’intervista affermava che il fondamento scientifico della cultura è stato importante in quanto gli ha procurato un metodo di ricerca analitica sulla realtà, che applica sempre nella sua attività professionale, sia come giornalista sia come regista televisivo e cinematografico. Per Massimo Sani certamente l’influenza del Neorealismo è stata proficua e fondamentale, in quanto costituiva il contenuto portante della sua idea di fare cinema, non solo per la pura rappresentazione, ma perché presentava la verità della vita in tutti i suoi aspetti, come doveva essere mostrata, ma soprattutto perché avvicinava alla Storia e ai grandi temi storici del Novecento.

I parenti, gli amici, gli incaricati, gli attivisti che si dedicano a divulgare e a far conoscere la personalità e la professionalità di Massimo Sani e tutto ciò che rappresenta hanno molto a cuore e sposano la causa del cinema d’inchiesta, della Resistenza storica e della resistenza quotidiana, della televisione e del cinema d’autore, della sua grande passione politica, dell’amore per la verità, per la libertà e per l’onestà intellettuale che lo hanno sempre contraddistinto.

Articoli correlati

In memoria di Petrov: l’impegno ecopacifista mondiale

19 maggio, data di morte del colonnello Petrov: sventò la terza guerra mondiale e nucleare nel 1983

In memoria di Petrov: l’impegno ecopacifista mondiale

La conferenza digitale, organizzata dai Disarmisti esigenti, in preparazione della giornata ONU contro le armi nucleari del 26 settembre, ha messo in luce i temi emergenti e di pressante attualità del dibattito ecopacifista nel nostro Paese e nel mondo

Petrov Day

Nota: Durante il convegno digitale, hanno preso parola e sono stati introdotti da Alfonso Navarra, oltre alle personalità già menzionate di seguito nel corso dell’articolo, i seguenti attivisti: Angelo Baracca, Carolina Pozzo, Francesco Lo Cascio, Giuseppe Farinella, Giuseppe La Porta, Joachim Lau, Mario Agostinelli, Oliviero Sorbini, Sandro Ciani, Tiziano Cardosi.

Il Giorno 19 maggio, data di morte del colonnello russo Petrov che sventò la terza guerra mondiale e nucleare il 26 settembre 1983, organizzata dai Disarmisti esigenti, si è svolta una conferenza digitale con i maggiori esponenti dell’ecopacifismo a livello nazionale e internazionale. La conferenza digitale in preparazione del Petrov Day del 26 settembre 2020, giornata internazionale Onu in ricordo di Petrov, ha messo in luce i temi più emergenti e di grave attualità del dibattito ecopacifista nel nostro Paese e nel mondo . L’evento è stato coordinato da Alfonso Navarra, il portavoce dei Disarmisti esigenti (DE), che si occupa da più di quarant’anni, sin dai tempi del campo per la pace di Comiso, di disarmo nucleare e denuclearizzazione. I DE sono tra le nove associazioni e organizzazioni in Italia e nel mondo a essere state insignite nel 2017 del premio Nobel per la pace con Ican – campagna internazionale per l’abolizione degli ordigni di distruzione di massa nucleari. Per l’allargamento dei soggetti coinvolti nell’impegno per la proibizione delle armi nucleari promuovono “Siamo tutti premi Nobel per la pace con ICAN”.

Alfonso Navarra esordisce dicendo che la lobby nucleare sta manovrando per inserirsi nel processo delle conferenze internazionali sul clima (le COP) e per essere classificata tra le energie pulite in Europa: prospetta un sistema basato sull’energia nucleare, in quanto bassa emettitrice di CO2, come soluzione al problema climatico, nascondendo i suoi legami intrinseci con il sistema militare.

Anche il movimento ambientalista giovanile deve affrontare queste tematiche e soprattutto la questione nucleare, che – con atteggiamento possibilista – attualmente tende a considerare divisiva. Il nucleare militare non occupa la ribalta perché il nocciolo duro del potere ama nascondersi: ad esempio i mass media prospettano le gravi crisi di Iran e Corea del Nord come problemi locali e lontani. Al contrario la minaccia e l’emergenza nucleare sono forti, attualmente ancora più che durante la guerra fredda.

Questo fa trapelare il vero problema: il nucleare civile e militare, i due fratelli gemelli, sono una questione allarmante di emergenza e minaccia mondiale. Anche il nucleare civile è un grave problema anche se è poco evidente e mediaticamente ‘appariscente’ a livello globale, in quanto se ne parla solo in concomitanza con i gravi disastri come ad esempio Fukushima e Chernobyl. Infatti tutti i poteri coinvolti – e specialmente il cosiddetto quarto potere – ricevono finanziamenti dalle grandi lobby del nucleare per tacere.

Il nucleare ingenera omertà.

Il nucleare civile è già più visibile e ‘apprezzato’ anche tra i movimenti giovanili perché, come si diceva, pretende di essere esente da emissioni di anidride carbonica. La  soluzione al problema climatico e’ un problema complesso, e non possiamo affidarci ai facili slogan di chi prospetta una decarbonizzazione che dovrebbe essere completa entro il 2025, magari anche grazie all’utilizzo del nucleare. Mentre per gli accordi della Cop21 di Parigi, la decarbonizzazione completa è prevista per il 2050, senza nucleare.

La crisi ambientale è seria e occorrono soluzioni serie e non semplici slogan. La coalizione clima, invitata dal ministro Costa, non si è posta come interlocutrice insieme ai giovani di FFF per organizzare la PreCop26 a Milano (La COP 26 vera e propria si tiene a Glasgow, in Scozia). Bisogna assumersi la responsabilità di un dialogo con i giovani mettendoci la faccia sulle proprie idee, se si possiedono proposte concrete!

Si traccheggia quando gli scienziati sostengono che restano 10 anni per evitare collassi ecologici, quindi sociali, su scala globale! Gli avvertimenti non mancano, come del resto non erano mancati riguardo alla tempesta pandemica che stiamo attraversando.

La situazione climatica e l’ingiustizia sociale si aggravano e si amplificano i conflitti e le guerre nel mondo che prevedono armi convenzionali. Ma presto si potrebbe passare all’uso di armi nucleari, come con gli Stati Uniti d’America che vantano un programma di bombe con potenza intermedia. I movimenti giovanili devono essere al corrente di tutto questo. Negli Stati Uniti si è predisposta una commissione parlamentare per consigliare l’esecutivo sulla strategia di difesa nei prossimi anni. In questo congresso americano, Cina e Russia risultano i principali nemici degli USA e quindi il congresso consiglia all’esecutivo di dotarsi di mezzi per la guerra contro Russia e Cina. Con il progetto di varie nuove bombe, di tutti i tipi. Attualmente sono previste, in sostituzione delle B 61, a caduta verticale, le B 61-12, teleguidate e trasportabili dagli F35. Il pilota ne può regolare la potenza nucleare allo stesso modo delle mini bombe sempre made in USA. Questi programmi in sistemi di comando e controllo necessariamente difettosi possono innescare una guerra nucleare.

Attualmente sono stanziati Euromissili in cinque Stati europei. Nella situazione tedesca, vi è una forte presa di posizione per il ritiro delle bombe nucleari B 61. Infatti in Germania, Buchel, una base aerea analoga a Ghedi in Italia, diventerebbe la nuova Comiso.

Turi Vaccaro, appena scarcerato dopo le sue azioni nonviolente contro il MUOS di Niscemi (quasi 21 mesi di detenzione per avere sabotato le antenne paraboliche), con la sua testimonianza, su cui torneremo, ricorda che in Germania sono previsti a luglio 2020 dei campi organizzati dai movimenti giovanili, come ai tempi di Comiso in Sicilia, quando il Cruisewatching era organizzato per inseguire e disturbare le esercitazioni dei Cruise, e lo si faceva in tutta Europa nei campi accanto alle basi degli euromissili.

Come sostiene lo scienziato Luigi Mosca, considerando la strategia per arrivare all’abolizione delle armi nucleari, si vede una prima fase giuridica, ossia il trattato di interdizione che prevede la ratifica di 50 paesi. Purtroppo con la pandemia il processo di ratifica è rallentato. Nella prima fase, Ican e la società civile cooperano in modo efficiente con gli Stati non nucleari. Adesso il dialogo dovrebbe avvenire anche con gli Stati nucleari. Il trattato di interdizione, il TPAN ha un impatto di stigmatizzazione di queste armi. Vi è una iniziativa di Svezia, Germania e 13 altri Stati che lanciano un appello al disarmo per evitare l’escalation nucleare. È importante dialogare con questi Stati che si mobilitano per un appello antinucleare. La Merkel e il ministro degli esteri in Germania hanno però assicurato agli Stati Uniti che non daranno seguito a questo appello. Quindi vi è una forte tensione in corso.

Tra i nove Stati detentori di armi nucleari, lo stato più aperto al trattato di interdizione, il TPAN, adottato in una conferenza ONU il 7 luglio 2017, e in attesa di 50 ratifiche per entrare in vigore, è la Cina. Abbiamo, secondo Luigi Mosca, tutto l’interesse al dialogo con la Cina spingendo per la possibilità che  questa grande potenza proponga un gruppo di lavoro ai nove Stati nucleari per elaborare un piano di disarmo. La situazione geopolitica va studiata in profondità per arrivare al disarmo nucleare. E vi è la necessità di un ponte storico e storiografico tra gli errori e orrori del passato, si veda sempre il progetto “per non dimenticare” delle città di Nova Milanese e Bolzano, di cui è referente Fabrizio Cracolici, e le prospettive delle tragiche aberrazioni future, con il tramite del concetto elaborato dai grandi partigiani Hessel e Morin, ossia la coscienza planetaria come strumento della cultura della terrestrita’ per salvare l’umanità intera.

E’ stato presentato inoltre il canale video “Siamo tutti Premi Nobel per la Pace con ICAN” che raccoglie le testimonianze di importanti attivisti per la pace a livello mondiale. Questo canale sta crescendo, prendendo la struttura di una Web TV con all’interno diversi canali a tema, come ad esempio quello di ICAN, la cultura della Terrestrità, Riace modello sociale di accoglienza e la memoria delle Deportazioni.

Questo il link al canale video:

https://www.youtube.com/channel/UCFWikKgRr7k21bXHX3GzE9A

La parola data a Turi Vaccaro nella conferenza digitale è un ponte tra le lotte antinucleari di Comiso in Sicilia durante gli anni 1980 e quelle di Buchel in Germania dove è convocato il campo di pace a luglio 2020 dai movimenti ambientalisti e ecopacifisti. Infatti Buchel potrebbe rappresentare la nuova Comiso.

Turi Vaccaro nella sua testimonianza ha ricordato che è uscito dal carcere il 15 aprile di questo anno. Non ha esperienza di Buchel in quanto impegnato da anni sul fronte di Niscemi e in Val di Susa.

Buchel è una cittadina in Germania a sud di Colonia e di Bonn. Proprio lì sono stoccate le bombe statunitensi Nato B 61 come a Ghedi e a Aviano in Italia e in Olanda, in Belgio, in Turchia. Entro il 2020 saranno sostituite con le bombe più potenti B61-12. Se i poteri forti riescono a sfondare a Buchel -rincalza Turi- sfonderanno in tutta Europa. Nel frattempo in Germania i media e i poteri forti evitano di fare divulgazione alle azioni dei movimenti ecopacifisti. Inoltre sempre a Buchel sono di stanza i tornado che trasportano bombe nucleari e i famigerati cruise. In Scozia esiste una base con sottomarini nucleari. Secondo la legge italiana Turi ha arrecato al Muos, situato nella sughereta di Niscemi, un danno altissimo e molto grave e per questo Turi dovrà scontare almeno ancora un anno, forse due di carcere. Secondo i fratelli Berrigan, fondatori dei Plougshares cui Turi appartiene, sono più efficaci e utili le azioni dichiarate e non quelle clandestine, con molti campi di azione diretta nonviolenta contro le basi Nato nucleari. Secondo lo scienziato italo francese Luigi Mosca, l’emergenza nucleare e anche climatica e ecologica è correlata soprattutto anche con l’ingiustizia sociale.

La governance mondiale vede al centro l’essere umano in armonia con l’ambiente secondo il concetto di terrestrità maturato negli ambienti intellettuali francesi con i partigiani Hessel e Morin, e sviluppato in Italia da Alfonso Navarra. La storia dell’uomo è intrecciata in modo globale al divenire universale secondo il concetto di cosmicità. Per questo l’uomo è tenuto a tutelare la madre terra dall’annientamento e dalla distruzione globale. Sempre secondo Luigi Mosca, 14.000 bombe nucleari sono stoccate in nove paesi e in possesso di Stati Uniti e Russia. Queste bombe sono stoccate nei rispettivi arsenali, ma addirittura 2000 di queste sono in stato di allerta permanente pronte a essere sganciate e lanciate. Le mini nukes, bombe con potenza intermedia tra armi nucleari e convenzionali, costituiscono un pericolo maggiore per il rischio di innesco della guerra nucleare. Dal 1947 a oggi vi è stata un’escalation, un’evoluzione preoccupante verso l’apocalisse nucleare. Con la presidenza Trump i problemi si sono moltiplicati. Con Trump è avvenuto un lavoro di demolizione di trattati e accordi che mantenevano un certo livello di tabù relativo alle armi nucleari. Questi trattati ormai non esistono più. Per esempio la leadership attuale americana è uscita dall’UNESCO e della Cop21 di Parigi.

Al contrario, un successo, un obiettivo molto positivo, una svolta epocale per il mondo ecopacifista e per l’umanità tutta si è ottenuto con il TPAN, il trattato ONU adottato con i voti favorevoli di 122 nazioni con un totale di 137 aderenti: i due terzi degli Stati del mondo. Il TPAN è valso il premio Nobel per la pace 2017 a Ican -campagna internazionale per l’abolizione degli ordigni di distruzione di massa nucleari di cui sono parte migliaia di ecopacifisti in tutto il mondo. Ad ora, 36 Stati hanno ratificato il TPAN e occorrono 50 ratifiche per l’entrata in vigore del trattato ONU nel quadro del diritto internazionale.

E ancora l’ecopacifista Giovanna Pagani, presidente onorario di Wilpf Italia, ha elencato la sinergia tra questione nucleare e ambientale. Il target dell’ecopacifismo devono essere i giovani e le donne che si stanno inserendo nel movimento giovanile di Fridays For Future che per ora ha solo il pregio di aver mobilitato le coscienze, ma purtroppo è assente sul tema nucleare e del contrasto delle guerre. Nella Cop25, la lobby del militare nucleare civile è molto forte e convince molti giovani per l’emergenza climatica e per l’energia senza emissioni di anidride carbonica.

Su questo noi ecopacifiste dobbiamo lottare intensamente. È necessario accendere l’attenzione delle donne sul militarismo e sul nucleare. Perché le donne sono le maggiori vittime di tutte le guerre e delle emergenze nucleari e dei disastri ad esse connessi. Lo stupro ad esempio è un’arma di guerra. Le donne sono la popolazione povera del sud del mondo e vittime delle ingiustizie sociali. È necessario creare un’alleanza tra donne, in quanto nel mondo le donne sono attivatrici di cambiamento.

Inoltre ricordiamo gli interventi di Alessandro Capuzzo e Tiziana Volta che si dichiarano in cammino con gli altri per la pace e la nonviolenza. Tiziana Volta fa parte dell’associazione Mondo senza guerre e senza violenza ed è coordinatrice nazionale della marcia mondiale per la pace e la nonviolenza.

Antonia Sani, già presidente di Wilpf Italia, con un suo messaggio scritto, ribadisce che le donne Wilpf esprimono viva indignazione per quanto espresso dal rapporto SIPRI: la produzione delle armi continua indisturbata mettendo a repentaglio l’esistenza dell’umanità, del mondo animale e della vita stessa del pianeta.

Alfonso Navarra, nelle sue conclusioni, ribadisce la nostra posizione in quanto attivisti ecopacifisti: siamo per il diritto internazionale e per lo scioglimento della Nato. Perché noi vogliamo il mondo della pace e della coscienza planetaria della terrestità e tutto questo da un punto di vista politico e tattico, in una strategia nonviolenta, significa puntare per prima cosa alla denuclearizzazione dal basso.

Navarra nelle sue conclusioni propone di approfondire in un seminario il 26 settembre 2020 “10 punti di impegno”, già anticipati prima dell’incontro, per un movimento ecopacifista “intersezionale”, cercando di coinvolgere non tanto i “soliti pacifisti”, ma i nuovi movimenti giovanili, i No TRIV e i No eccetera, le realtà sindacali di base, rappresentanti il mondo del lavoro e del non lavoro.

In particolare bisognerebbe riflettere su come inserire il percorso antinucleare nel processo climatico istituzionale (le COP per il clima) ottenendo su questo punto il coinvolgimento dei movimenti per l’emergenza climatica ed ambientale.

Il movimento antinucleare dovrebbe cercare una BASE DI MASSA nella consapevolezza dei nuovi movimenti per l’emergenza climatica e ecologica; e nella esigenza, posta dalla crisi epidemica, di orientare le risorse sui bisogni di vita degli umani e non sullo spreco rappresentato dagli strumenti di morte anche quando non vengono usati.

Bisognerebbe, a tal fine, attivare e ripensare gli strumenti della iniziativa della politica di base: le cause legali, i boicottaggi consumieristi e soprattutto la disobbedienza fiscale (vedi Campagna OSM-DPN da aggiornare e rilanciare)

 

Articoli correlati

  • Pace, Donne, Disarmo

    PACE
    Il motore della finanza globale risiede nell’export di armi

    Pace, Donne, Disarmo

    Nella giornata internazionale delle donne per il disarmo, ricordiamo l’impegno di molteplici attiviste sui grandi temi del disarmo nucleare, dalla marcia mondiale della pace e della nonviolenza al Petrov Day
    25 maggio 2020 – Laura Tussi
  • Agenda Onu 2030: pensare la pace

    PACE
    La terrestrità unisce donne e uomini e ogni essere vivente in spazi e tempi di fraternità e sororità

    Agenda Onu 2030: pensare la pace

    In questi giorni, è stato l’anniversario della morte del colonnello sovietico Petrov che è riuscito a salvare l’umanità dalla terza guerra mondiale e nucleare, il giorno 26 settembre del 1983, in piena guerra fredda
    24 maggio 2020 – Laura Tussi
  • Giornata Internazionale delle donne per il Disarmo

    PACE
    Ricorre il 24 maggio la Giornata internazionale delle donne per il disarmo

    Giornata Internazionale delle donne per il Disarmo

    Solo la lotta del movimento di liberazione delle donne (alla cui scuola ed alla cui sequela tutti gli esseri umani possono e debbono porsi) libera l’umanita’ dalla violenza
    23 maggio 2020 – Peppe Sini
  • Il 18 maggio 1944 moriva il partigiano Dante di Nanni

    EDITORIALE
    Contribuì alla rinascita dell’umanità lacerata e persa

    Il 18 maggio 1944 moriva il partigiano Dante di Nanni

    In momenti cupi come quello del periodo nazifascista, molti giovani hanno sacrificato la propria vita per il raggiungimento della Pace e della Libertà, per porre fine a una feroce guerra. Vogliamo mantenere viva la Memoria.
    17 maggio 2020 – Laura Tussi e Fabrizio Cracolici