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Mosaico di pace. Intervista alla Professoressa Daniela Buffoni, Presidente di Docenti Senza Frontiere

di Laura Tussi (sito)

Mosaico di pace: intervista alla Professoressa Daniela Buffoni, Presidente di Docenti Senza Frontiere. Una realtà educativa e di impegno sociale da sostenere.

Intervista di Laura Tussi

Docenti Senza Frontiere (DSF) un’organizzazione molto creativa e proficua nei contenuti che propone. Quali sono i vostri intenti, le vostre proposte e soprattutto la vostra mission?

DSF è un’Associazione formata da docenti che, all’interno di un patto

educativo con le famiglie, intendono impegnarsi a favore del diritto

all’istruzione e all’educazione in ambito locale e internazionale. Raccoglie

anche la partecipazione e l’adesione di tutti coloro che credono nella scuola e

nell’apprendimento permanente come strumenti per affrontare con ottica

globale i cambiamenti attuali e per imparare a vivere insieme. DSF nasce

dalla riflessione sull’incisività educativa dei progetti di cooperazione

internazionale e ne sostiene l’integrazione nei curricoli disciplinari per

promuovere competenze di Educazione alla Cittadinanza Globale (ECG). E’

un’associazione indipendente e apartitica, senza fini di lucro che si propone

di sostenere il cambiamento sociale attraverso il riconoscimento

professionale dei docenti e del ruolo della scuola come motore trasformativo

della società, riconoscendosi nel pensiero pedagogico di Paulo Freire.

La mission di DSF è sintetizzata dal suo motto: “Costruire conoscenza con la

solidarietà”

COSTRUIRE : DSF sostiene un sapere costruito e non semplicemente

trasmesso, un’idea di alunno come parte attiva del processo di

apprendimento, “testa ben fatta” e non “testa ben piena”

CONOSCENZA: DSF promuove un sapere contestualizzato, che ha un

senso, che serve per stare al mondo e per incidere in modo competente,

autonomo e responsabile nel contesto sociale globalizzato.

CON LA SOLIDARIETÀ: DSF implementa un sapere conseguito con il “fare

insieme”: lavorare per progetti di solidarietà internazionale, attraverso un

approccio transdisciplinare

2)Quali campagne conduce e porta avanti con impegno DSF?

Dsf è costantemente impegnata nel supportare il diritto all’istruzione in ambito

locale e internazionale, anche attraverso l’attivazione di borse di studio.

Stiamo collaborando con scuole e agenzie educative per supportare il

conseguimento degli obiettivi previsti dall’Agenda 2030 nella consapevolezza

che l’educazione alla sostenibilità e alla partecipazione “sostenibile” ha

bisogno di una cultura che la fondi per costruire un nuovo rapporto tra locale

e globale.

DSF promuove fin dalla sua nascita la campagna per l’adozione nelle scuole

di quaderni neutri, cioè privi di pubblicità, solidali perché grazie alla loro

adozione si rende possibile l’attuazione di progetti idi cooperazione

internazionale in difesa del diritto all’istruzione e etici in quanto

contribuiscono a trasmettere la complessità e l’interdipendenza delle sfide

globali per poter agire consapevolmente nella vita quotidiana come cittadini

attivi. I quaderni sono strumento che promuove processi educativi trasversali:

l’obiettivo etico e solidale diventa elemento facilitante la continuità tra gradi

diversi del percorso scolastico, dalla Scuola Primaria alla Scuola Secondaria

di Secondo Grado. Gli studenti dei licei artistici per poter realizzare le

copertine dei quaderni indagano la dimensione globale dei problemi attuali

utilizzando le competenze disciplinari conseguite e sperimentano così un

sapere agito.

I quaderni inoltre contribuiscono a consolidare alleanza educativa tra scuola e

famiglie, coinvolgendo tutti coloro che a vario titolo hanno a cuore l’istruzione,

credono nella solidarietà e si impegnano per ridare significato alla scuola

come agenzia di cambiamento sociale.

3)Come è possibile aderire a DSF?

L’adesione alla campagna è online su

shop.docentisenzafrontiere.org/soci

4)Secondo voi in quali istanze consiste il ruolo della scuola attuale?E come

praticate l’educazione alla cittadinanza globale?

Il ruolo della scuola nel contesto globale e complesso attuale è indicato dai

documenti normativi : da un lato deve educare alla consapevolezza che

tutto ciò che accade nel mondo influenza la vita di ogni persona; dall’altro che

ogni persona tiene nelle sue stesse mani una responsabilità unica e

singolare nei confronti del futuro dell’umanità. In sintesi: imparare a d

apprendere e imparare a stare al mondo. Da ciò deriva l’impegno rilevante

dei docenti di educare al futuro agendo nel presente: la sfida si affronta

soprattutto a livello culturale, i nostri giovani hanno bisogno di nuove

competenze, di allenarsi ad una nuova cittadinanza, di una scuola di qualità

per affrontare in modo cooperativo le sfide della globalizzazione. DSF offre

formazione ai docenti per implementare l’educazione alla cittadinanza in

dimensione globale non attraverso un curricolo a sé ma come selettore

curricolare,vettore di sviluppo di competenze disciplinari, personali e sociali.

E’ evidente il diffuso disinvestimento nel campo della cultura e dell’istruzione,

ignorando il ruolo che la scuola ha nel superare il momento di crisi e nel

promuovere una società pacifica.

DSF ribadisce la necessità di investire nella scuola, nella professionalità dei

docenti se si vuole diffondere sempre più una nuova postura mentale, una

nuova mentalità per comprendere e gestire i cambiamenti veloci e le sfide

ambientali. Negli ultimi decenni la scuola ha assorbito i mutamenti piuttosto

che promuoverli, si è faticosamente adeguata piuttosto che proporre percorsi

alternativi manifestando incertezze nostalgiche verso modalità di

insegnamento trasmissivo complici le misure restrittive anticovid: è tempo

che prenda piede un pensiero pedagogico finalizzato a formare cittadini

consapevoli e responsabili verso se stessi, gli altri, il mondo.

5) Un messaggio di DSF ai giovani di Fridays For Future e di Extinction

rebellion che sacrificano giorni di scuola per denunciare il potere e i potenti

del mondo in quanto speculano sulla tutela del pianeta

Cari giovani di Fridays For Future e di Extinction rebellion condividiamo le

motivazioni che vi spingono a manifestare per combattere la crisi climatica.

E’ urgente esprimersi con forza in nome di una giustizia climatica, chiedendo

alle persone di agire puntando sul cambiamento personale ed esigendo

azioni politiche veloci e incisive non solo per una questione ambientale, ma

soprattutto per ridurre le disparità di sviluppo. Cogliamo nel vostro modo di

denunciare un grande desiderio di partecipazione attiva: volete esserci! State

purtroppo riempiendo un vuoto educativo e decisionale che dovrebbe

appartenere alla politica. Avvertiamo anche il rischio che la spettacolarità

delle azioni, alle volte anche l’aggressività di episodi di violenza, offuschino il

vero obiettivo delle manifestazioni, diventino spettacolo, togliendo valore al

messaggio perseguito. Per questo vorremmo invitarvi a valutare la possibilità

di reinventare le modalità di lotta scegliendo, accanto agli scioperi e ai raduni,

di approfondire le problematiche legate al clima, di studiare, per partecipare

preparati e competenti nelle organizzazioni democratiche, nelle assemblee

scolastiche, nelle consulte, nelle circoscrizioni e incidere proponendo azioni

concrete e sostenibili. Richiamare attenzione non frequentando la scuola può

essere una modalità di forte impatto, ma non sostenibile nel lungo periodo.

Vorremmo invitarvi a considerare un’altra forma di lotta, più sistematica,

“interna”alle istituzioni: lo studio, la ricerca per sostenere un pensiero

alternativo, supportato da argomentazioni valide, condivise attraverso il

dialogo . Vi proponiamo un nuovo impegno per la giustizia climatica: usare la

conoscenza come sapere agito, come service learning per diffondere in modo

intenzionale e consapevole un nuovo modo di pensare e quindi di affrontare

l’urgenza climatica. E da parte nostra un grande incoraggiamento: affinchè le

cose crescano è necessario seminare, attendere e poi raccogliere. Forza!

Salviamo insieme senza frontiere la Terra, partendo da noi, dal cambiare le

nostre abitudini!

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PIÙ LIBRI PIÙ LIBERI

su ODISSEA: https://libertariam.blogspot.com/2022/11/pi-u-libri-pi-u-liberi-p-iulibri-piu.html?m=1
 
 
Più libri più liberi è la Fiera Nazionale della Piccola e Media Editoria e si svolge a Roma nel mese di dicembre. Più libri è la prima fiera italiana dedicata esclusivamente all’editoria indipendente dove ogni anno circa 500 editori, provenienti da tutta Italia, presentano al pubblico le novità ed il proprio catalogo. Cinque giorni e oltre 650 eventi in cui incontrare gli autori, assistere a reading e performance musicali, ascoltare dibattiti sulle tematiche di settore.
 
I Libri per la pace
Mimesis Edizioni sarà presente con gli ultimi libri di Laura Tussi e Fabrizio Cracolici scritti in collaborazione con molte altre personalità del mondo della cultura, della politica, dello spettacolo, dell’attivismo sempre in prima linea per la pace e i diritti umani e contro ogni guerra e prevaricazione imperialista.
I principali titoli presentati da Mimesis Edizioni sono Riace. Musica per l’umanità, il celebre libro con intervista a Mimmo Lucano che è stato presentato in RAI da Fabio Fazio nella molto seguita trasmissione Che Tempo che fa. Poi sarà esposto Memoria e Futuro un autentico manuale di nonviolenza attiva con gli scritti di grandi uomini di Pace da Moni Ovadia a Alex Zanotelli a Vittorio Agnoletto. E non ultimo il libello Resistenza e Nonviolenza creativa che rappresenta una analisi descrittiva di azioni di donne e uomini più o meno celebri portatori di impegno contro la dittatura nazifascista, ma anche in epoca contemporanea, che hanno dato il loro piccolo e grande contributo per la pace, per i diritti umani e per un mondo libero da totalitarismi e ingiustizie e prevaricazioni sociali.
Pamphlet Ecologico è il libro postumo di Virginio Bettini a cura di Laura Tussi, Fabrizio Cracolici e Maurizio Acerbo con scritti di Paolo Ferrero e del giovane accademico e ricercatore di professione in un istituto universitario in Scozia David Boldrin Weffort che fin da piccolo ha conosciuto e si è formato sui saggi e i libri del noto ecologista di fama mondiale Virginio Bettini. Bettini sempre inserito nelle commissioni di inchiesta a livello mondiale contro il nucleare, insieme a Laura Conti, Barry Commoner, Alex Langer e Giorgio Nebbia. Saggio fondamentale. La follia del nucleare: come uscirne con la rete ICAN, campagna per il disarmo nucleare universale insignita del Premio Nobel per la pace 2017 di cui tutti noi attivisti per la pace e la nonviolenza siamo testimoni e instancabili promotori.
dulcis in fundo un Romanzo di Oliviero Sorbini dal titolo Le Rivelazioni. Un suggestivo racconto di narrazione che presenta una metempsicosi di vite e di ideali tra più protagonisti che rappresentano la molteplicità di noi attivisti che lottiamo contro le estreme minacce che incombono sull’umanità: la guerra e il nucleare, i dissesti climatici, la disuguaglianza sociale globale e per comprendere il tutto, la violenza strutturale contro i più fragili del pianeta.
 
Il progetto: Più libri più liberi. 
L’obiettivo è quello di offrire al maggior numero possibile di case editrici uno spazio per portare in primo piano la propria produzione, spesso “oscurata” da quella delle imprese più grandi, garantendogli la vetrina che meritano. Una vetrina d’eccezione nella capitale. Il vero cuore della fiera è il programma culturale: incontri con autori, reading, dibattiti su temi di attualità, iniziative per la promozione della lettura, musica e performance live scandiscono le cinque giornate della manifestazione in una successione continua di eventi.
[L. T.]

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Rai – Libro: La violenza non è il mio destino

di Laura Tussi (sito)

Rai – Libro: La violenza non è il mio destino

A novembre siamo in Rai…

Informiamo che giovedì 24 novembre 2022 su Rai3 la trasmissione Sopravvissute ospiterà la nostra Tiziana Di Ruscio, autrice del libro Mimesis Edizioni, un testo di forte denuncia dal titolo La violenza non è il mio destino. Tiziana testimonia in Rai la sua storia di violenza che è quella che accomuna tante donne non solo in Italia, ma in tutto il mondo.

Laura Tussi e Fabrizio Cracolici autori della prefazione e postfazione del libro.

La violenza non è il mio destino

Prefazione di Laura Tussi

Tiziana Di Ruscio, bambina, ragazza e adesso donna e madre.

La sua storia di vita, narrata in questo libro di drammatica verità, rasenta però l’incredibile e l’indicibile.

È un susseguirsi di eventi di violenza sia psicologica sia fisica sia sessuale che accomuna molte donne nel mondo e nella storia dell’umanità.

Donne che diventano succubi del potere e della violenza perpetrati dal sistema patriarcale, maschilista, misogino. 

La prima legge innovativa sulla violenza sessuale è la numero 66 del febbraio 1996 dopo anni di lotte nell’ambito della tutela delle donne, come riporta nella sua introduzione l’amica Rita Trinchieri.

Rita, in stretta collaborazione con Tiziana, ha fondato l’associazione contro la violenza di genere “Il nastro rosa” e insieme con la ferma testimonianza, la forza della verità, la legge dell’amore propongono questa terribile narrazione, che rasenta l’inverosimile, in varie scuole per sviscerare e raccontare l’accaduto, senza preamboli, pudori, reticenze anche alle nuove generazioni.

Il titolo del libro è “La violenza non è il mio destino” .

Un titolo fortemente vissuto dall’autrice che subisce la violenza come un “baratro” esistenziale, un annientamento della vita, un annullamento della sua dignità e identità di donna.

Tiziana vive un nuovo “destino” una rinascita, dopo aver preso la sua vita in mano, dopo essersi riappropriata di se stessa, in seguito alla denuncia alle autorità e, scrivendo questo suo libro, denuncia i misfatti di violenza sessuale e fisica perpetrati e subiti da parte del marito. ‘Violenza’ e ‘Destino’ sono i due vissuti, i due archetipi ambivalenti e nettamente contrastanti che Tiziana descrive molto bene in questo racconto autobiografico.

La storia di Tiziana è da lei descritta in modalità narrative crude e dirette perchè “la violenza non deve essere romanzata”, la violenza non va edulcorata con parole che potrebbero renderla più accettabile e giustificabile: la violenza deve essere solo e esclusivamente denunciata.

Un grido di dolore scaturisce da queste pagine che comunque lasciano, alla fine, trapelare un nuovo “destino”, un cambio di rotta, una speranza nel futuro. Un futuro di pace e nonviolenza, all’interno della famiglia con i suoi figli, nel rapporto con le persone, con gli amici, con tutti coloro che possono aiutare Tiziana a uscire dal baratro della violenza.

Da queste pagine trapela un senso profondo di fiducia nel futuro, nel destino, nell’intima bontà dell’essere umano, per apportare un significativo contributo di pace, nonviolenza e serenità che dovrebbero prendere spazio nel nostro tessuto sociale, nel mondo, a partire dalla famiglia, che spesso, al contrario si trasforma in una gabbia, in una prigione psicologica dove vengono perpetrate violenze di ogni tipo, a partire dalla violenza sessuale. (…) continua

Introduzione di Rita Trinchieri

Spesso nelle coppie la violenza, qualsi­asi maschera indossi, viene banalizzata se non addirittura negata, quasi a considerare la donna come complice dell’aggressore perché non si ribella (non sa o non vuole); ma questo è il vero risultato della violenza esercitata, dal momento che la vittima è con­fusa, soffre e non riesce a riconoscere quegli atti contro di lei come reale violenza perché in verità chi la esercita è una persona cara, un membro di quella famiglia che dovrebbe proteggere dai mali esterni, una persona che dovrebbe essere la custode della fiducia e dell’accoglienza.

Quest’opera di distruzione perpetrata nel tempo porta a una perdita di personalità, d’identità.

La donna si sente svalutata, limitata nella libertà economica, di movimento, le viene impedito di uscire da sola, imputando il tutto a pericoli esterni, insomma queste limitazio­ni vengono fatte passare per “protezione”.

Le donne non denunciano spesso per timore di ritorsioni e vendette, non denun­ciano perché hanno vergogna quasi fosse­ro loro stesse le colpevoli, si sottomettono perché si sentono responsabili di quei com­portamenti al limite dell’umano, a volte tacciono perché hanno timore delle riper­cussioni sui propri figli (…)

Postfazione di Fabrizio Cracolici

“Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali”.

Costituzione Italiana Art. 3

Ma che società è questa?

Una società da sempre basata sulla forza maschile e la sottomissione femminile.

L’uomo va alla guerra, la donna cresce figli per mandarli alla guerra.

Così è sempre stato e il sistema patriarcale non intende in nessun modo cambiare.

Leggi importanti sono state scritte a tutela della donna, ma il problema di fondo rimane, perché sono leggi troppo spesso pensate per cambiare tutto senza cambiare niente.

Prendiamo ad esempio le famose quote rosa. Stabilire per legge un minimo sindacale di rappresentanza femminile significa che comunque la quota maschile rimane predominante ma con la connotazione del politicamente corretto.

Ancora oggi esistono palesi disuguaglianze per esempio sul posto di lavoro, mansioni manuali e sottopagate alle donne e ruoli di responsabilità lautamente remunerati a uomini.

Che fare?

Come mutare radicalmente questo stato di cose?(…) continua

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Dall’obiezione di coscienza all’opzione fiscale

di Laura Tussi (sito)

Dall’obiezione di coscienza all’opzione fiscale.

“L’obbedienza non è più una virtù”

Lorenzo Milani 

L’obiezione di coscienza al servizio militare

L’alternativa alla difesa armata è il servizio civile. Il problema politico è che il movimento per la pace deve agire perché effettivamente sia organizzato, oltre che per l’assistenza sociale, per la finalità principale indicata dalla legge frutto delle nostre lotte come ad esempio un centinaio di Obiettori in galera e non dimentichiamolo e non dimentichiamo il ruolo della LOC -lega obiettori di coscienza, in questa conquista.

L’obiezione fiscale alle spese militari 

Negli Stati Uniti nel 1973, 70 mila famiglie si rifiutarono di finanziare la guerra in Vietnam e il vescovo di Seattle Raymond Hunthasen invitò all’obiezione contro la produzione di armi nucleari.

In Italia il primo caso di obiezione fiscale alle spese militari è considerato quello di Maurizio Mansueti di Sarzana – La Spezia, nel 1971.

Negli anni successivi sono vari gli obiettori che aprono la strada a questa concreta forma di protesta contro la guerra. La prima vera campagna nazionale promossa dal Mir, movimento nonviolento e Lega per il disarmo unilaterale elabora il documento da fare sottoscrivere dagli Obiettori: “la spirale di violenze inasprite dalla corsa al riarmo, ad est come ad ovest, non potrà essere spezzata da impossibili e falsi equilibri politici.

Il disarmo è possibile e possiamo cominciare da oggi solo se ognuno di noi saprà assumersi la responsabilità del proprio futuro praticando, se necessario, la via della disobbedienza civile, della non collaborazione, dell’obiezione di coscienza.

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Aldilà degli slogan, dei facili appelli alla pace, delle vane speranze di disarmo occorrono gesti concreti! Noi sottoscrittori esponenti del mondo religioso, politico, della cultura, venuti a conoscenza dell’iniziativa dei movimenti non violenti sull’obiezione fiscale e la restituzione dei congedi militari, proponiamo di non pagare quella parte di tasse 5,5% altrimenti destinate agli armamenti e chiediamo che vengano utilizzate per vere opere di pace”.

400 gli aderenti nel 1983 che diventano 10mila in occasione della guerra del Golfo del 1991: da scelta individuale e solitaria diventa un fenomeno rilevante, anche numericamente tanto da preoccupare non poco le autorità.

L’opzione fiscale 

Campagna – Sei per la pace, sei per mille

La pace non è semplice assenza di guerra, ma un percorso che si costruisce garantendo giustizia, luoghi per la ricomposizione dei conflitti e disarmo.

In un momento in cui le armi sono tornate a parlare nel cuore dell’Europa, è di prioritaria importanza lanciare un segnale concreto di volontà di disarmo da parte della popolazione.

Per questo è stata messa a punto la campagna “Sei per la pace, sei per mille” che chiede a tutti i contribuenti di versare il sei per mille della propria imposta Irpef a favore della protezione civile o altra istituzione pubblica che agisce nello spirito della difesa civile.

Un gesto concreto per dichiarare che non vogliamo più finanziare la difesa armata, bensì vogliamo costruire un percorso di difesa popolare e non violenta, come chiede da tempo la Rete Pace e Disarmo.

Per adesioni: peacelink.it/seipermille

Il comitato Promotore della Campagna “Sei per la pace, Sei per mille”, di cui fanno parte, tra gli altri, Luigi Ciotti, Francuccio Gesualdi, Alex Zanotelli, sta valutando la migliore veste giuridica in cui inquadrare l’iniziativa.

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BookCity 2022 – Resistenza e Nonviolenza creativa: un libro per la pace

di Laura Tussi (sito)

BookCity 2022 – Resistenza e Nonviolenza creativa: un libro per la pace

Libro di Laura Tussi

Prefazione di Alex Zanotelli

MIMESIS Edizioni

con scritti di Giorgio Cremaschi, Fabrizio Cracolici, Paolo Ferrero e altri attivisti

Un libro a più voci, sulle orme dei partigiani, per una nuova resistenza contro le minacce militare-nucleare, ecologico-climatica e della diseguaglianza sociale, con la forza della nonviolenza e gli strumenti della creatività.

In Italia abbiamo una settantina di bombe atomiche a Ghedi vicino a Brescia e ad Aviano in provincia di Udine e verranno adesso rimpiazzate dalle nuove e più terribili e sofisticate e mortifere bombe nucleari: le B 61-12.

E dobbiamo reagire non con la violenza, ma con la “nonviolenza creativa” cioè una nonviolenza che trova gli strumenti per dire no.

Per dire basta.

Significa disobbedienza civile, manifestazioni, e trovare tutte le strade che abbiamo per forzare tutti i poteri forti oggi a smetterla con questo pericolo nucleare. Ecco il lavoro che tocca a noi fare.

Resistenza e nonviolenza creativa: presentazione a Book City 2022

Libro di Laura Tussi, Mimesis Edizioni. Con Fabrizio Cracolici, Daniele Barbi, Gianmarco Pisa e con un messaggio di pace da Tiziana Pesce. Musica: Renato Franchi.

In collegamento con BookCity e Mondo Senza Guerre e Senza Violenza – Argonauti per la Pace

Forum Umanista Internazionale 2022

“Rendiamo reali le utopie, questo è il futuro!”

Sabato 19 Novembre 2022 ore 18

In STREAMING su Facebook @MSGSVFoppette 

Link di BookCity

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Mosaico di pace presenta il libro Parole di cittadinanza

Mosaico di pace presenta il libro Parole di cittadinanza

Parole di cittadinanza

Glossario di Diritto ed economia e pratiche di cittadinanza per i diritti dell’uomo e della terra.

Libro di Francesco Pugliese

Recensione di Laura Tussi 

Edizioni Helios-Futura

Ho avuto il piacere di ricevere in omaggio dall’amico Francesco Pugliese il suo ultimo libro. Nella dedica manoscritta riporta una frase speciale e semplice al contempo che comprende le parole pace e bene. I primi vocaboli che devono determinare e costituire e costruire una cittadinanza attiva, autentica che stabilisca rapporti benevoli di accoglienza, solidarietà, aiuto reciproco e pace tra persone.

La pace naturalmente non si concretizza pienamente senza prima la gestione dei conflitti interpersonali e tra popoli e genti e minoranze.

Abbiamo potuto apprezzare dello stesso autore i libri Carovane per Sarajevo con Mimesis Edizioni e Abbasso la guerra, con relativa mostra documentaristica e espositiva, inerenti i grandi temi della pace, della nonviolenza, dei diritti umani.

Infatti Francesco Pugliese dallo statuto delle Nazioni Unite di San Francisco del giugno 1945 evince che i popoli devono essere decisi a salvaguardare e a salvare le future generazioni dal flagello della guerra che dopo i due conflitti mondiali ha portato indicibili afflizioni, pericoli, tragedie, catastrofi all’umanità intera. Dal baratro delle due guerre mondiali, l’umanità diviene portatrice di fede nei diritti fondamentali dell’essere umano per creare le condizioni di cui la giustizia, derivante dai trattati e dalle altre fonti del diritto internazionale, possa promuovere l’emancipazione e il progresso sociale.

Francesco Pugliese nel suo trattato enciclopedico, un’autentica enciclopedia di cittadinanza attiva, elenca un glossario di diritto e economia e pratiche di cittadinanza per i diritti dell’uomo e della terra, dal titolo appunto Parole di cittadinanza.

Il libro è dedicato agli studenti perché Francesco Pugliese è un insegnante di diritto ormai da moltissimi anni negli istituti superiori.

Infatti questo volume è stato concepito ed è maturato in ambito didattico, nell’ambito scolastico, nel contesto dove si praticano i diritti umani dalla base, e nelle attività degli ultimi anni di insegnamento. È dedicato a tutti gli studenti.

Nel glossario non sono presenti solo parole specifiche del lessico economico e giuridico, ma sono presenti persone, esempi, esperienze, canoni di esperienze e pratiche di cittadinanza attiva e persino protagonisti individuali e collettivi. Sono elencate parole da cancellare ad esempio “guerra” che è la negazione totale della cittadinanza vera.

Viene ampliamente menzionato il concetto di pace che è la condizione primaria della parola e del portato valoriale della Costituzione italiana, nata dalla Resistenza Antifascista, tra le più belle in tutto il mondo, e dei vocaboli uguaglianza, crisi climatica, diritto internazionale, diritti delle donne.

In modo imprescindibile sono elencati e commentati i diritti umani come la pace, l’ambiente che costituiscono il perno per ogni percorso educativo, istruttivo e formativo, come indicano i tanti documenti internazionali suggellati anche dal nostro Paese.

La diffusione di questo importante libro enciclopedico è anche finalizzata al finanziamento della costruzione di un pozzo per l’acqua potabile in Africa in rapporto ad altre esperienze simili.

Il libro si apre con una citazione di Albert Einstein “Il mondo è quel disastro che vedete, non tanto per i guai combinati dai malfattori, ma per l’inerzia dei giusti che se ne accorgono e stanno lì a guardare”.

Con questa citazione l’Autore pone l’accento sulla grave piaga dell’indifferenza generale rispetto a tutto l’orrore che circonda l’umanità, dalla guerra, alla violenza strutturale, alla violenza sui migranti e sui più fragili della terra, e ancora l’indifferenza rispetto alla disuguaglianza sociale globale, e ancora riguardo ai cambiamenti climatici e all’attività militare che trova la sua massima espressione e si può trasformare in guerra nucleare anche solo per errore.

Un libro davvero enciclopedico sui tanti epiteti e sistemi valoriali e vocaboli descrittivi in cui si declina il concetto e l’ideale ultimo della Pace.

________

Francesco Pugliese

Parole di cittadinanza

Glossario di Diritto ed economia e pratiche di cittadinanza per i diritti dell’uomo e della terra.

Edizioni Helios-Futura

Il libro può essere richiesto direttamente all’autore franz_pugliese@yahoo.it

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“Caro Assange, non ti dimentichiamo”

“Caro Assange, non ti dimentichiamo”

Assange libero Reggio Emilia
(Foto di https://www.facebook.com/FREEASSANGEREGGIOEMILIA)

Durante la maratona mondiale di pensiero e azione per la libertà di Assange organizzata da varie associazioni e realtà pacifiste il 15 ottobre 2022, l’attivista italiana Laura Tussi ha diffuso il testo della lettera inviata a Julian Assange. L’avvocato di Assange, Jodie Harrison, l’ha fatta pervenire al padre.

Caro Julian,

sei incarcerato e osteggiato dai poteri forti per aver indagato e denunciato i crimini e i criminali di guerra in Afghanistan, in Iraq, nel carcere statunitense di Guantanamo.

Grande parte dei mainstream tradizionali, dei mass media convenzionali ti hanno dimenticato.

Ma noi no.

Noi non ti dimentichiamo e non ti abbandoniamo.

Oggi, 15 ottobre 2022, abbiamo realizzato da parte di varie realtà pacifiste una maratona mondiale di pensiero e azione di 24 ore non stop, con performances, messaggi, spettacoli, articoli, webinar per sostenerti e incoraggiarti, caro Julian, per sostenerti e incoraggiarti ad andare avanti, a resistere come con te facciamo tutti noi in questa macabra congiuntura di guerra e oscurantismo.

Julian, sei incarcerato nel Regno Unito.

I poteri forti ti vogliono estradare negli USA, dove hanno chiesto 175 anni di carcere, ossia l’ergastolo: una prematura morte certa, viste anche le tue precarie condizioni psicofisiche.

Julian, tu sei il simbolo mondiale della libertà di stampa.

Sei il simbolo mondiale della libertà di espressione, di pensiero, di azione.

Sei il simbolo mondiale della libertà.

Sei il simbolo mondiale della verità: il nuovo Prometeo.

E noi ti siamo vicini.

Noi stravaganti giornalisti e attivisti che non siamo considerati dai media ortodossi, ma scriviamo per siti come WikiLeaks, siti che hanno a cuore i temi della pace, del disarmo, dell’ambientalismo, della nonviolenza, della cooperazione internazionale e della riconciliazione tra popoli, genti, minoranze.

Riconciliazione, ma mai con fascismo e nazismo.

Perché nel mondo lo strapotere degli Stati Uniti è una dittatura persecutoria, autoritaria, criminale. Ossia senza mezzi termini fascista.

Noi con i nostri siti, i nostri libri, il nostro impegno ti siamo vicini per continuare una nuova resistenza.

La nuova resistenza degli anni 2000.

La resistenza del Terzo millennio.

Contro le superpotenze e i padroni guerrafondai e i signori della guerra che si contrappongono ai partigiani della pace.

I signori della guerra che costruiscono, producono e mercanteggiano armi per fomentare la guerra, la terza guerra mondiale, la potenziale e molto probabile apocalisse nucleare.

Caro Julian, noi siamo convinti che pacifismo è anche sperare che i delegati italiani non vadano alla Cop27 in Egitto, perché recarsi in Egitto significa omaggiare un regime che ha massacrato Giulio Regeni e tiene in ostaggio Patrick Zaki. Simboli anche loro della libertà.

Pacifismo significa anche boicottare i mondiali di calcio in Qatar, che è complice con i Saud e gli emirati arabi del massacro e della guerra civile in Yemen.

Il Premio Sacharov per la libertà di pensiero è stato assegnato dal Parlamento Europeo al popolo ucraino, ma per noi eri TU il destinatario più meritevole.

Per tutto questo e molto altro ancora noi ti siamo vicini.

Un caro saluto,

Laura Tussi

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La Pace salvata dalle bambine e dai bambini

La paix sauvée par les filles et les garçons

Peace saved by girls and boysPaz salvada por niñas y niños

La Pace salvata dalle bambine e dai bambini

I Bambini della pace

La storia dimostra che la guerra non risolve nessuna controversia internazionale e porta morte, distruzione, sofferenza, spostamenti di massa e crisi economica. Il rischio oggi, rispetto al passato, di utilizzare armi nucleari con il loro potenziale distruttivo per l’intera umanità è molto forte. Nonostante questo  ancora nessuno ha deciso di intraprendere una decisa azione per la Pace. Ecco perché c’è ancora bisogno che le scuole facciano la loro parte e che i bambini ed i ragazzi si mobilitino per salvare l’umanità dall’orrore della guerra. Accogliendo l’invito del Ministro dell’Istruzione che, con la circolare del 24/02/22, invitava a riflettere sul tema della Pace, ci siamo fatti promotori  di una proposta rivolta alle scuole di ogni ordine e grado di tutta l’Italia che ha poi ottenuto ampia condivisione. Un Flash Mob per la Pace che ha ottenuto tante adesioni in tutte le scuole. Permane tuttavia la necessità che le scuole parlino con i loro alunni e le loro alunne di Pace e Guerra. Per questo invitiamo tutte e tutti le/gli insegnanti a prevedere nella propria Programmazione Scolastica per tutto l’anno, l’ educazione alla Pace e alla Cittadinanza.

Un Ringraziamento particolare a Fabrizio Cracolici e a Laura Tussi per aver curato e realizzato questo video che potete  trovare  sulla  pagina di Youtube  https://youtu.be/besY2_BzS5ge . Per questo video sono state  utilizzate le immagini inviate dalle scuole italiane che il 4 aprile 2022 hanno partecipato al Flash Mob “La Pace sempre”,

Sulla Pagina facebook   https://www.facebook.com/Per-la-Pace-MCE-104530715563147  potete trovare tutti i materiali prodotti, anche quelli che non hanno trovato spazio nel video.

Ci scusiamo con l’Istituto Comprensivo di Cerea (VR)

che non compare, per un nostro errore, tra i partecipanti nei titoli di coda del video, ma ha partecipato attivamente con la Scuola dell’Infanzia di San Vito (VR). Ci scusiamo inoltre con l’Amministrazione Comunale e le Istituzioni Scolastiche di Soave, che si trova in provincia di Verona e non di Venezia, come indicato sempre per errore.

 

Movimento di Cooperazione Educativa – Gruppo Territoriale di Piacenza

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La storia della marcia per la pace Perugia-Assisi: nonviolenza creativa contro la guerra attuale

La storia della marcia per la pace Perugia-Assisi: nonviolenza creativa contro la guerra attuale

Alla luce della grave congiuntura di guerra e di oscurantismo che attualmente, a partire dal conflitto tra Russia e Ucraina, sovrasta il mondo, vogliamo riproporre il significato di rilevanza estrema di una manifestazione per la pace come la marcia Perugia Assisi come esempio e emblema delle tante manifestazioni attuali contro la guerra, che si svolgono in ogni paese e città del mondo.

La marcia per la pace contro Nato e contro la guerra tra Russia e Ucraina e altri conflitti nel mondo

L’idea della marcia per la pace e la fratellanza tra i popoli Perugia Assisi, la cui prima edizione risale al 24 settembre 1961, è una concezione che sottolinea come tutto fosse partito dalla ricerca di un’alternativa. Un’opzione, un  dovere da percorrere in contrapposizione alla realtà e alla logica della guerra certamente, ma anche un’alternativa concreta di contrasto al dolore delle donne che lo sguardo di Capitini incontrava nella campagna umbra: madri, mogli e figli di uomini gettati nell’agone bellico, vittime predestinate che la patria aveva chiamato alle armi o meglio mandato alla morte.

Con le pagine di In cammino per la pace, Capitini tornava su quelle che si sarebbero potute considerare le varie caratteristiche fondamentali della marcia, contro ogni guerra. Attualmente potremmo dire contro la terza guerra mondiale a frammenti che sempre più si estende. E diventa globale.

Le caratteristiche di una autentica e coerente Marcia per la pace.

Un nucleo indipendente di pacifismo integrale da far evolvere in chiave nonviolenta.

Un percorso di consapevolezza della pace in pericolo anche per i periferici e meno informati.

Un atto ‘spirituale’ in quanto occasione di parlare ai violenti di nonviolenza attiva e ‘in avanti’, chiara e razionale, ma anche critica dei mali esistenti e sempre tendente a promuovere larghe solidarietà e decise non collaborazioni.

Un tentativo di collegamento tra ciò che rappresenta il riformatore della nonviolenza San Francesco, ovviamente aldilà dell’autorità confessionale, e ciò che incarna la grande personalità di Gandhi.

Tutto questo in una marcia, nella prima di una lunga serie di marce per la pace e la nonviolenza, e al tempo stesso una marcia che noi oggi possiamo prendere a simbolo di tutte le manifestazioni contro la guerra possibili e auspicabili per testimoniare un impegno che è insieme individuale e collettivo.

Una Marcia per la pace coerente: da Gandhi a Capitini

Ripercorrere la storia della marcia ideata dal filosofo perugino e connessa a quella delle innumerevoli altre marce per la pace e la nonviolenza, come per esempio la marcia del sale voluta sempre da Gandhi in chiave anticolonialista e le marce dei pacifisti anglosassoni animati da Bertrand Russell, costituisce una opportunità particolarmente preziosa.

Tanto più se la ricostruzione avviene per immagini: se infatti l’occasione di rimarcare ancora una volta un tratto peculiare del marciare per la pace, per la nonviolenza, per la liberazione degli oppressi, per l’autonomia di chi è schiacciato dalle forme degenerate del potere e soffocato dall’impotenza di far sentire la propria voce di denuncia.

La peculiarità sta tutta nell’essere questo atto del marciare una decisa opposizione alla marcia di guerra. La guerra che ancora attualmente ci sovrasta e ci coinvolge. E che potrebbe sfociare nella terza guerra mondiale. Nell’apocalisse nucleare. Anche solo per un errore informatico.

Le manifestazioni contro la guerra come Resistenza e Nonviolenza creativa

Ma si tratta in verità di una posizione di opposizione che non si esaurisce. Che non esaurisce la propria spinta propulsiva in una mera reazione alla prudenza: essa muovendo dal dichiarare insufficiente quella realtà che esclude, che tende ad annullare la differenza per neutralizzare l’impossibilità di dissenso, si fa finalmente e prepotentemente opposizione creativa. Resistenza e Nonviolenza creativa. Per scongiurare la guerra. Nonviolenza creativa per mettere in atto tutti gli strumenti a nostra disposizione per costringere i potenti a abbandonare la decisione ultima della terza guerra mondiale e del conseguente Armageddon nucleare: costringere i signori della guerra, i poteri forti, a abbandonare gli ordigni di distruzione di massa nucleari, le cui testate sono stoccate in tutte le basi Nato, in Russia e in diversi paesi nel mondo.

Resistenza e Nonviolenza creativa con noi partigiani della pace. Non ci si limita a contestare e contrastare la violenza, ma a attualizzare l’impegno nel ricercare un’alternativa possibile nel prospettare un’altra strada: una strada altra.

Il percorso del cammino della nonviolenza attiva contro l’apocalisse nucleare per costruire insieme il futuro.

Su questa strada altra si incammina la nonviolenza, il cui termine non a caso Capitini desiderava venisse scritto e immaginato tutto attaccato: non un qualcosa che esiste e permane solamente in virtù del suo opposto, ma una realtà progrediente che fuoriesca dalla logica oppositiva per approdare a un terreno di condivisione, di confronto tra differenze, sempre comunque di coevoluzione e di creatività.

Proprio a questa strada altra e di nonviolenza creativa siamo chiamati a guardare, magari con la cura verso il passato della nonviolenza in cammino, la memoria dei nostri padri, dei nostri partigiani, ma soprattutto con l’attenzione rivolta alle nuove generazioni e alla realtà del costruire insieme un nuovo futuro possibile.

Memoria e futuro: una soluzione nonviolenta

Occorre applicare l’esercizio responsabile di una coscienza critica nei confronti delle varie forme di espressione della realtà insufficiente di cui diceva Capitini e che sono davanti agli occhi di tutti: micro e macro violenze. Reiterate oppressioni con implicazioni e ricadute sociali, politiche e economiche. Situazioni di sfruttamento di dominio dei corpi e delle menti, di genti, popoli e minoranze, che appaiono autoriprodursi. Logiche di profitto a tutti i costi che spesso e volentieri sacrificano la nobiltà di mezzi sull’altare di un fine solo apparentemente nobile. E poi ancora azioni violente dettate dalla sete di prestigio, esclusioni sociali per motivi ideologici e culturali. E ancora stragi. Massacri. Morti.

La strada di ogni marcia per la pace e la nonviolenza sia il cammino di tutti, la strada maestra da condividere fin nelle sue innumerevoli possibili diramazioni.

Sia la strada e la comprensione reciproca che dal semplice buon senso e della mera tolleranza ci fa arrivare finalmente all’inclusione e alla valorizzazione dell’altro nella sua autonomia.

Sia in ultima istanza la strada di una sempre rinnovata fiducia nella capacità trasformativa di ogni donna e di ogni uomo. Contro la guerra. In ogni spazio, in ogni tempo.

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Resistenza e Nonviolenza creativa: libro contro la guerra. A San Vittore Olona – Milano

Resistenza e Nonviolenza creativa: libro contro la guerra

Evento promosso da A.N.P.I. San Vittore Olona e Associazione Culturale La Zuppiera, con il patrocinio del Comune di San Vittore Olona

Presentano:

RESISTENZA E NONVIOLENZA CREATIVA: libro contro la guerra

MIMESIS EDIZIONI

Un libro a più voci, sulle orme dei partigiani, per una nuova resistenza contro le minacce militare-nucleare, ecologico-climatica e della diseguaglianza sociale, con la forza della nonviolenza e gli strumenti della creatività.

In Italia abbiamo una settantina di bombe atomiche a Ghedi vicino a Brescia e ad Aviano in provincia di Udine e verranno adesso rimpiazzate dalle nuove e più terribili e sofisticate e mortifere bombe nucleari: le B 61-12.

E dobbiamo reagire non con la violenza, ma con la “nonviolenza creativa” cioè una nonviolenza che trova gli strumenti per dire no.

Per dire basta.

Significa disobbedienza civile, manifestazioni, e trovare tutte le strade che abbiamo per forzare tutti i poteri forti oggi a smetterla con questo pericolo nucleare. Ecco il lavoro che tocca a noi fare.

 

Ne parliamo con l’autrice Laura Tussi

e con Fabrizio Cracolici.-.

Venerdì 11 Novembre

Ore 21

Villa Adele

Via F.lli Bandiera 12,

San Vittore Olona.-.

 

Con intervento musicale di

Alessandro Tinti.-.

 

Parte del ricavato della vendita del libro sarà devoluto alla

Fondazione Vittorio Arrigoni – Vik Utopia, Restiamo Umani

Link evento:

https://fb.me/e/3Dsrsqfm6

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