No Tassonomia Ue pro nucleare e pro gas. Rispettare i referendum sui beni comuni

Tutto procede silenziosamente e con la copertura di Cingolani e Draghi

No Tassonomia Ue pro nucleare e pro gas. Rispettare i referendum sui beni comuni

Rispettare i referendum sui beni comuni. Siamo ad un passaggio cruciale sulla transizione energetica. Le lobby del nucleare e del gas stanno imponendo a Bruxelles l’inserimento di investimenti nucleari e a metano nel novero degli elenchi da finanziare in varie modalità con i fondi pubblici
13 dicembre 2021

Alfonso Navarra

Il Manifesto - Siamo contro la tassonomia UE pro nucleare e pro gas

PREMESSA

Siamo ad un passaggio cruciale sulla transizione energetica. Le lobby del nucleare e del gas stanno imponendo a Bruxelles l’inserimento di investimenti nucleari e a metano nel novero degli elenchi da finanziare in varie modalità con i fondi pubblici, cioé con i nostri soldi. Tutto procede silenziosamente e con la copertura da noi di Cingolani e Draghi, schierati nel dibattito europeo con la parte più conservatrice e avversa all’ecologia sociale (“integrale” secondo Papa Francesco) e alla diffusione delle fonti rinnovabili. Dobbiamo avviare una campagna, di cui la mobilitazione del 15 dicembre è solo un primo passo, che possa far intervenire su una simile rottura, coinvolgendo le giovani generazioni di attivisti, l’opinione pubblica e le rappresentanze democratiche e del lavoro. Di qui la nostra proposta di condividere, sottoscrivendola,  la presa di posizione dei Disarmisti esigenti, di Wilpf Italia e dell’Osservatorio del lavoro, supportata da personalità autorevoli quali Moni Ovadia e Alex Zanotelli. E Luciana Castellina, Haidi Giuliani, Massimo Scalia e Guido Viale. Ed è utile – crediamo – essere a conoscenza del fatto che proprio il 15 dicembre l’Associazione italiana nucleare, con la partecipazione di esponenti di governo (il Ministro degli affari europei Vincenzo Amendola e la sottosegretaria al MITE Vannia Gava), tiene un convegno alla Camera dal titolo: “Il nucleare decisivo per la transizione energetica”.

Qui di seguito il testo della dichiarazione da sottoscrivere a supporto della campagna e poi riportato in basso, il comunicato di adesione dell’Osservatorio sul PNRR.

 

APPELLO PER UNA MOBILITAZIONE UNITARIA IN VISTA DI BILANCIO 2022 E CONSIGLIO UE: UNICA LOTTA PER TAGLIO DEI SAD, POLITICA ECOLOGICA INDIPENDENTE, TASSONOMIA NO GAS E NO NUCLEARE

Il 15 dicembre al Senato il presidente del Consiglio Mario Draghi farà le sue comunicazioni ai parlamentari in vista del Consiglio Europeo che si terrà a Bruxelles il 16 e 17 dicembre. Sarà un vertice importante per l’Europa perché verranno discusse le priorità e gli indirizzi politici della UE e le prospettive del processo di integrazione dopo la chiusura dell’”era Merkel”.

Indichiamo proprio il 15 dicembre, nel pieno della discussione della legge di bilancio 2022, e alla vigilia dello sciopero generale del 16 dicembre indetto da CGIL e UIL, quale data per metterci insieme per la giustizia ambientale e sociale, a partire dal rispetto dei referendum del 2011, su acqua e nucleare, prefiguranti nel loro risultato inequivocabile un mandato popolare per un welfare che valorizzi i beni comuni e pubblici.

Siamo forze ed esponenti ecologisti e pacifisti, fortemente critici sulla “transizione ecologica” così come viene delineata dalle politiche governative: faremmo meglio anzi a parlare di “non transizione ecologica”, perché quello che costatiamo, nell’assemblaggio incoerente di politiche di bilancio, PNRR e prese di posizione in sede europea, è l’assenza di un qualsiasi serio disegno di attuazione, fondato su un ruolo trainante degli investimenti pubblici, di un Green New Deal degno di questo nome.

Quella che osserviamo con indignazione è la sudditanza, da parte del governo italiano, agli interessi dell’ENI nella politica energetica, ambientale e persino estera: in particolare il ministro Roberto Cingolani ci appare come l’esecutore di una deriva tecnocratica giustificata come “neutralità tecnologica”, espressa con il mito infondato del nucleare di quarta generazione e da fusione.

Riteniamo inaccettabile, ad esempio, anche da un punto di vista di moralità democratica e istituzionale (il voto popolare sui referendum non può essere disprezzato!) che, su questa linea, Cingolani, a Bruxelles, per conto del governo italiano, abbia dato il suo via libera all’inserimento di nucleare e gas nella cosiddetta “tassonomia UE” delle tecnologie da raccomandare e sostenere negli investimenti finanziari necessitanti di marchi certificati (e garantiti con soldi pubblici) di “sostenibilità”.

Il nostro giudizio è che, di questa deriva, il principale motore sia la dirigenza dell’ENI che non intende cambiare rotta rispetto alla centralità del gas nella sua politica e nella politica energetica dello Stato.

Pensiamo che, a questo punto, occorra mobilitarsi contro la volontà, taciuta, ma chiara nei fatti, del Governo di non toccare neanche un euro dei finanziamenti pubblici a favore dei fossili (e non dimentichiamo che il nucleare, nel suo significato letterale, è una energia fossile!).

Si tratta non solo dei finanziamenti al CCS, sui quali è acceso da tempo lo scontro, ma di quella marea di 19 miliardi destinati ai “Sussidi Ambientalmente Dannosi” (SAD), cioè per le tariffe agevolate per gli impieghi di idrocarburi di cui fruisce un’ampia platea di settori imprenditoriali.

Ci rivolgiamo – per riempire le piazze come oggi è necessario – con particolare speranza e fiducia ai giovani attivisti che in questi ultimi anni hanno dato vita a grandi manifestazioni per superare l’emergenza climatica e ambientale: nuove politiche orientate alla piena occupazione “verde”, in una società strutturalmente pacifica (energie rinnovabili e disarmo!), trovano radici proprio in quel cambiamento radicale di rotta che essi invocano nei loro “strikes” per evitare il collasso incombente della civilizzazione umana.

La nostra proposta è di darci un primo appuntamento a Roma, dalle ore 15:00, in continuità con la Tenda antinucleare delle cittadine e dei cittadini, e di altre esperienze di attiva partecipazione sociale, sotto il Ministero dell’economia e delle finanze, in via XX Settembre, 97.

In collegamento con questa manifestazione, speriamo il più possibile partecipata, riteniamo utile organizzare un incontro on line alle 18:00 per commentare insieme il discorso di Mario Draghi, cioè il suo programma di candidato a perno “conservatore” per la gestione di nuovi equilibri neoliberisti in Europa.

Intendiamo proporre in alternativa, anche alle forze sindacali impegnate nello sciopero generale, soluzioni di conversione ecologica (bellissima espressione usata da Papa Francesco), che non ignorino le sfide epocali che siamo obbligati a fronteggiare: perché le ansie per “la fine del mese”, ce lo insegnano i giovani attivisti impegnati a spegnere l’incendio di una Terra che brucia, devono essere messe in relazione con la preoccupazione per la “fine del mondo” da scongiurare.

Moni Ovadia, Alex Zanotelli, Mario Agostinelli, Alfonso Navarra, Patrizia Sterpetti, Massimo Scalia, Marco Bersani, Luciana Castellina, Antonia Sani, Massimo Serafini, Haidi Gaggio Giuliani, (Fabio Amato), Vittorio Bardi, Ennio La Malfa, Renato Zanoli, Guido Viale

Ennio Cabiddu – Luigi Mosca – Oliviero Sorbini – Daniele Barbi – Fabrizio Cracolici – Laura Tussi – Andrea Bulgarini – Elio Pagani – Keivan Motavalli – Gian Piero Godio – Maurizio Bucchia – Antonella Nappi – Marco Zinno – Enrico Peyretti – Marco Palombo – Rocco Altieri – Mino Forleo – Vittorio Pallotti – Teresa Lapis – Renato Napoli – Angelo Gaccione – Giuseppe Natale

Coordinamento organizzativo:

Disarmisti esigenti – Alfonso Navarra cell. 340-0736871  email alfiononuke@gmail.com;

Wilpf Italia Patrizia Sterpetti  cell. 320-7825935 email patty.sterpetti@gmail.com;

Laudato Si’ – Mario Agostinelli  email agostinelli.mario@gmail.com;

Altre info su:

www.disarmistiesigenti.org

 

*******************************************************************

DA PARTE DI OSSERVATORIO SUL PNNR

(COORDINAMENTO PER LA DEMOCRAZIA COSTITIZIONALE – LAUDATO SI’ – NOSTRA!)

IL GOVERNO FERMI LA PROPOSTA DI INSERIRE NUCLEARE E GAS TRA LE ENERGIE VERDI IN EUROPA

Un conto è affermare che per realizzare gli obiettivi climatici c’è bisogno di un periodo di transizione a causa dei ritardi dei Governi europei nel realizzare gli obiettivi indispensabili per contenere la crescita della temperatura entro 1,5 gradi. Altro è spacciare nucleare e gas naturale per quello che non sono, cioè energie “verdi” come vento, sole, acqua, terra. Questo tentativo di alterare la verità punta a permettere ai paesi che hanno centrali nucleari di utilizzare i fondi europei per alleggerire i costi proibitivi del nucleare e ad altri di fingere di non sapere che il metano produce CO2, anche se in combustione meno del carbone, ed è molto inquinante nell’atmosfera per la dispersione derivante da estrazione e lavorazione.Il Governo italiano, in particolare il Ministro Cingolani, anziché mantenere una posizione limpidamente contraria ha appoggiato il pasticcio che l’Europa potrebbe approvare nei prossimi giorni, se i paesi ancora contrari non insisteranno per bloccare questo tentativo.Per di più i prezzi delle fonti fossili, soprattutto del gas naturale, sono esplosi, non tanto in rapporto con la ripresa post pandemia, quanto per un’enorme speculazione finanziaria che scommette sull’aumento dei prezzi di questi prodotti, usando come in passato i futures. Gli analisti non hanno spiegazioni per questi aumenti che non hanno fondamento economico ma puramente speculativo.La speculazione si batte solo se nel tempo più rapido possibile viene realizzato un piano di investimenti nelle fonti alternative, in coerenza con gli obiettivi europei per il 2030.  L’Italia ha l’obiettivo di 70 Giga Watt di fonti alternative al 2030, che al ritmo attuale non verrà mai raggiunto. Investimenti a ritmo incalzante e le indispensabili semplificazioni procedurali possono facilitare la realizzazione dell’obiettivo, ma il Governo pensa ad altro ed è in ritardo sugli stessi impegni presenti nel PNRR.In Germania il nuovo governo ammette di avere bisogno del gas nella transizione, ma conferma l’uscita dal nucleare entro il 2022, si impegna a dismettere il carbone entro il 2030, anziché il 2038, non pretende di fare passare il gas come fonte rinnovabile ma si impegna a realizzare centrali a gas solo per il periodo strettamente necessario.In Italia nulla di tutto questo. Né sincerità, né chiarezza, né un progetto sulle rinnovabili degno di questo nome. Anzi, attraverso Terna si continua con le aste per avere energia a disposizione per le fasi di carenza elettrica nella rete senza porre la condizione delle fonti di alimentazione e “dimenticando” che l’Italia ha la possibilità di usare i pompaggi dell’idroelettrico.Si parla di aste a 9 zeri i cui costi vengono scaricati sulle bollette elettriche, come del resto avviene con gli enormi costi dello smaltimento delle scorie nucleari.Per questo il Governo dovrebbe ripensarci, impegnando il Ministro Cingolani a cambiare strada. Il nucleare in Italia non è credibile, non ci sarebbe neppure il tempo entro il 2030 e in ogni caso dovremmo prima passare attraverso un referendum popolare che sconfessi quelli precedenti.Il Governo deve rendersi conto che sostenere il nucleare e il gas nella tassonomia verde comprometterebbe la sua credibilità in Italia e in Europa, costruita con impegni al G20 e alla Cop 26, e soprattutto confermerebbe che la spinta per la transizione ecologica erano solo parole, perché nei fatti prevalgono politiche a sostegno dell’uso delle fonti fossili climalteranti e dei gruppi economici e delle aziende che vogliono continuare a fare profitti scaricando le conseguenze su salute e ambiente. Sarebbe il fallimento della transizione ecologica di cui si parla nel PNRR e delle speranze che ha suscitato. Il PNRR diventerebbe solo uno strumento per spendere soldi allo scopo di finanziare i soliti gruppi economici e di potere.

Sosteniamo la proposta di un primo appuntamento a Roma il 15 dicembre prossimo, dalle ore 15,00, sotto il Ministero dell’economia e delle finanze, in via XX Settembre 97, in continuità con la Tenda antinucleare delle cittadine e dei cittadini, e altre esperienze di attiva partecipazione sociale.

Mario Agostinelli, Alfiero Grandi,  Jacopo Ricci,  Massimo Scalia  11/12/2021

Note: Articolo pubblicato da Laura Tussi

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L’associazione ITA-NICA di Livorno si occupa di cooperazione e di scambi culturali con il Nicaragua e cura ‘La bottega del mondo’ laboratorio della solidarietà a Livorno.

Quest’anno parliamo di terra con la T maiuscola.

Parliamo di animali, di piante e di acqua; di sole, luna e foreste; parliamo di semi, temporali, stagioni, fuoco, vento e umanità. La terra si prende cura di noi e noi dobbiamo reimparare a prenderci cura della terra.

Pachamama, in lingua quechua Madre Terra, chiede di tornare dentro alla vita degli esseri umani che la abitano, alla ricerca di una nuova e ristabilita armonia con il creato, nella quale gli esseri umani si sentono parte di un cosmo che li oltrepassa e li contiene.

Anche quest’anno stiamo lavorando alla pubblicazione per assicurarci una buona diffusione dell’EquAgenda che tutti gli anni garantisce un buon contributo alla cooperazione della nostra Associazione Italia – Nicaragua.

Abbiamo pensato di chiederti se puoi ordinare una o piú copie di Equagenda anche quest’anno per fare un bel regalo ad amici e/o parenti in occasione delle feste. E’ un bel regalo Equo! Il tema quest’anno è “La Terra è di tutti”. Abbiamo delle riflessioni brevi ma importanti sulla Madre Terra, la Pachamama, di diversi autori: Franco Arminio, Francesco d’Assisi, Jimmie Begay, Bertolt Brecht, Costituzione boliviana, Erri De Luca, Mariangela Gualtieri, Alex Langer, Petra, Antonietta Potente, Rodrigo Rivas, Gianni Rodari, Mattia Speranza, Wisława Szymborska Rabindranath, Tagore, Greta Thunberg, Bruno Tognolini, Adriana Zarri.

Pubblichiamo intanto la cover di EquAgenda perché possiate già avere una idea che ci ripromettiamo di riempire del contenuto entro la fine di novembre per poi dedicarci alle spedizioni che quest’anno speriamo piú celeri e tempestive. La maggior parte delle consegne sono state abbastanza puntuali ma altre no, purtroppo! Visto che la pandemia è comunque migliorata speriamo molto in una migliore efficienza del sistema!

Siamo in partenza per il Nicaragua per iniziare a realizzare un nuovo progetto sulla insufficienza renale cronica  finanziato dal ministero degli esteri. Visto il buon finanziamento e con l’apporto della nostra Associazione, estenderemo ad un territorio piú vasto il nostro lavoro per la prevenzione e cura della malattia con una prevalenza altissima lungo la costa pacifica del paese. A chi fosse interessato possiamo in seguito inviare piú dettagli.

Contrastiamo la globalizzazione dell’economia con LA GLOBALIZZAZIONE DELLA SOLIDARIETA’. Se non ci muoviamo noi dal basso, con tutti i popoli disponibili a salvare la Terra, i potenti di questo mondo non vogliono cambiare nulla!!!

Note: Ricordare che si può pagare per ricevere EquAgenda 2022 con un bonifico a Associazione Ita – Nica per la Cooperazione con IBAN: IT17W0501802800000011333622  e comunicare l’ordine per telefono cell. 3409675268 (con messaggio whatsapp) con l’indirizzo per farvela recapitare.

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Il 20 Dicembre è la Giornata Internazionale della Solidarietà. Si tratta di una ricorrenza, spesso dimenticata, eppure importantissima, con la quale le Nazioni Unite invitano a costruire una prospettiva di inclusione e di amicizia tra i popoli, celebrare l’unità nella diversità, promuovere una più ampia consapevolezza, presso l’opinione pubblica internazionale, circa l’importanza e il valore della solidarietà nel nostro tempo, e per incoraggiare nuove iniziative per sradicare la povertà, promuovere i diritti umani e sviluppare l’agenda verso gli obiettivi di sviluppo sostenibile.

Per questo, solidarietà e inclusione, diritti e benessere sono condizioni necessarie per un’idea positiva della pace, pace con diritti e con giustizia sociale.

 

Intendiamo partire da tre recenti pubblicazioni, i cui contenuti faranno da spunto per una riflessione che desideriamo condividere con tutti e con tutte:

Riace. Musica per l’umanità – con intervista a Mimmo Lucano,

a cura di Laura Tussi e Fabrizio Cracolici (Mimesis, Milano, 2019)

Di terra e di pietra. Forme estetiche negli spazi del conflitto, dalla Jugoslavia al presente,

di Gianmarco Pisa (Multimage, Firenze, 2021)

Memoria e futuro,

a cura di Alfonso Navarra, Laura Tussi e Fabrizio Cracolici (Mimesis, Milano, 2021).

 

Ne discuteremo insieme, in un dialogo a più voci, con:

Fabrizio Cracolici, Memoria e futuro

Gianmarco Pisa, saggista, operatore di pace

Laura Tussi, giornalista, attivista nonviolenta

Antonia Sani, già presidente WILPF (Women’s International League for Peace and Freedom) Italia

Con gli interventi musicali degli artisti

Marco Chiavistrelli

Renato Franchi

 

L’evento si terrà Lunedì 20 Dicembre 2021 alle ore 18.00

In diretta streaming online sulla piattaforma di ChiAmaMilano al link:

www.facebook.com/chiamamilano

 

Evento Facebook: https://www.facebook.com/events/193046679686711?ref=newsfeed

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