I perchè del Progetto “Per non dimenticare”

Testimoni dai Lager

I perchè del Progetto “Per non dimenticare”

Perché da anni promuoviamo e sosteniamo il progetto Per non dimenticare delle città di Nova Milanese e Bolzano

Laura Tussi

Laura Tussi (e Fabrizio Cracolici, Rete ICAN Premio Nobel per la Pace)

Progetto "Per non dimenticare"

Un percorso iniziato nel 2012 quando la consapevolezza dell’esigenza di dare voce a testimoni che hanno vissuto l’orrore della deportazione nei lager nazifascisti è diventato per noi motivo fondamentale e valoriale.Come prima cosa abbiamo creato un canale video dove sono raccolte le testimonianze a sostegno di questo progetto di personaggi della cultura della politica e dello spettacolo a livello internazionale.

Oltre 400 incontri pubblici in Italia e all’estero completamente autofinanziati per promuovere il progetto.

La ricostruzione dei percorsi e dei materiali sui deportati ha visto, con grande consapevolezza e onore, impiegare migliaia di ore della nostra vita che oggi ha un senso profondo e vivo.

Siamo entrati in scuole e luoghi istituzionali realizzando corsi di formazione con docenti di ogni ordine e grado di scuola, dalle primarie all’università.

Con le amministrazioni di Nova Milanese e Bolzano in questi anni si è creata un’ottima collaborazione e abbiamo avuto la possibilità di implementare con nuove interviste (con la ricerca in istituti storici e la consultazione di centinaia di libri) il sito istituzionale www.lageredeportazione.org con questo canale contenente le nuove testimonianze del Progetto “Per non dimenticare” e del sito istituzionale della città di Nova Milanese.

Perché questo lavoro di ricerca e impegno di valorizzazione dell’esistenza della deportazione nazifascista diventi testata d’angolo di una più complessiva opera di restituzione e chiarificazione: noi continueremo sempre ad “IMPEGNARCI”, perché tutto questo purtroppo è stato e mai più possa accadere.

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Energia, più gas e meno rinnovabili: un trucco fatale per il clima

di Mario Agostinelli

Sconfitti sulla responsabilità del brusco cambiamento climatico in corso, i sostenitori dei fossili hanno cambiato spalla al fucile abbandonando carbone e petrolio in prospettiva e rilanciando a tutto campo il gas. Il “minore dei mali” tra i combustibili fossili consentirebbe di sostituire a breve il carbone e di mantenere il monopolio centralizzato delle multinazionali estrattive anche a spese di un incremento incontrollato di guerre sia economiche sia condotte sui campi fuori confine con gli eserciti più devastanti. Che la contesa sul futuro del Pianeta si giochi tra gasdotti e navi metaniere e rinnovabili appare ogni giorno più chiaro. Si sta passando dal negazionismo più bieco alla raffinatezza di “difendere” la possibilità di crescita dei più poveri (che si bombardano quotidianamente ad opera dei più ricchi).

1. Partiamo dal gas, col suo marchio “consevatore” e incompatibile con +1,5 °C

Anes Alic cerca dimostrare sotto il profilo economico le convenienze per i proprietari dei pozzi fossili, detentori allo stesso tempo della rete energetica centralizzata e sostenuti da ingenti finanziamenti pubblici. I prezzi del gas naturale – afferma – sono diminuiti molto più rapidamente di qualsiasi altra fonte di energia. Nel 2018, il gas naturale è costato 1,72 volte in più rispetto al carbone mentre costava 2,2 volte in più solo nel 2014. Questa è la vera ragione per cui il gas naturale sta rapidamente sostituendo il carbone come combustibile preferito per la generazione di elettricità in centrale. La domanda di gas continua a crescere a un ritmo vertiginoso (4,9% nel 2018), mentre la spesa per infrastrutture di grandi dimensioni continua a fluire nel settore (~ $ 360 miliardi nel 2018). Anche i prezzi del Gnl (liquido) sono diminuiti in media del 20% negli ultimi due decenni.

Il punto debole del risveglio del gas sta nelle inevitabili emissioni di CO2, ma il fatto che esse siano il 50% in meno rispetto al carbone e il 30% in meno rispetto al petrolio fa sì che venga sottovalutata una deprecabile e incontrollata crescita dei consumi: il gas finisce così coll’identificarsi con l’ossessione dello sviluppo, cementato in forme tecnologiche fortemente dipendenti e fortemente favorite dall’inerzia del sistema: ovvero il gas rappresenta oggi la reale resistenza al cambiamento.

La rete elettrica degli Stati Uniti, scrive Dan Geraino, è sulla buona strada per diventare molto più pulita già nel 2020. All’11 febbraio 2020, dei 42 Gigawatt di nuova capacità della elettricità da immettere nella rete Usa proveniente dallo a Stato di New York, il 76% proviene già da energia eolica e solare, come si ricava dall’ultima serie di dati provenienti dall’amministrazione dell’Energia Usa.

Si tratta di una quota record, rispetto al 64% della nuova capacità aggiunta nel 2019. E lo sarebbe, nonostante la posizione ostile dell’amministrazione Trump nei confronti delle energie rinnovabili, comprese le tariffe sui pannelli solari importati dalla Cina e il rifiuto di estendere alcuni crediti d’imposta già programmati ai tempi di Obama, come afferma Joshua Rhodes, analista senior di Vibrant Clean Energy.

Ci sono tuttavia due impreviste novità: la prima sta nel fatto che la maggior parte della prevista crescita delle energie rinnovabili quest’anno – 18 Gigawatt – proviene da ben 107 progetti decentrati nei territori e sostitutivi di centrali fossili municipalizzate, i cui sviluppatori hanno iniziato la costruzione in tempo per beneficiare del credito d’imposta federale sulla produzione. La seconda è addirittura più sorprendente: i costi per lo sviluppo di parchi eolici sono diminuiti così tanto da essere le opzioni meno costose, anche senza sovvenzioni. Nientemeno che il Texas dei petrolieri, sorprendentemente, guida la nazione americana nella capacità di energia eolica e sarà anche il leader della nuova capacità eolica prevista nel 2020, con il 32% in totale.

Mosaico di Pace – Riace. Musica per l’Umanità

Recensione di Ilaria Napolitano

Mosaico di Pace – Riace. Musica per l’Umanità

Il libro “Riace. Musica per l’Umanità” vuole contribuire allo sviluppo dei progetti della Fondazione Riace – E’ stato il vento e è disponibile in tutte le librerie anche su ordinazione

Mosaico di Pace - Recensione di Ilaria Napolitano al libro Riace. Musica per l'Umanità

Recensione di Ilaria Napolitano – Mosaico di Pace

Riace e il sindaco Mimmo Lucano sono un modello di convivenza pacifica, nonviolenta, plurale e virtuosa per il territorio. Lo documenta il volume Riace, Musica per l’Umanità, Mimesis Edizioni, a cura di Laura Tussi e Fabrizio Cracolici, che raccoglie le considerazioni sul caso Riace di intellettuali che non smettono mai di raccontarci ciò che è stato nella memoria storica della nostra terrestrità, figure che si sono contraddistinte per l’impegno civile, da Moni Ovadia a Vittorio Agnoletto da padre Alex Zanotelli a Renato Franchi da Alfonso Navarra a Alessandro Marescotti da Agnese Ginocchio a Gianmarco Pisa da Marino Severini a Gianfranco D’Adda a Adelmo Cervi e molti altri e propone l’intervista esclusiva al protagonista indiscusso di questa vicenda: Mimmo Lucano. Cover e illustrazioni di Mauro Biani e Giulio Peranzoni. Questo libro vuole contribuire allo sviluppo dei progetti della Fondazione Riace – E’ stato il vento e è disponibile in tutte le librerie anche su ordinazione.

 

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Le stelle della Resistenza

Hessel, Pesce e Pinelli: la loro lotta sia il nostro impegno

Le stelle della Resistenza

Per costruire con la musica, l’arte e i libri una vera cultura di pace
Laura Tussi

Laura Tussi (Rete ICAN Premio Nobel per la Pace)

Le stelle della Resistenza

Personalità della Resistenza come Hessel, Pesce e Pinelli costituiscono la stella polare e l’orientamento del nostro agire culturale e del nostro impegno e attivismo politico e non partitico.

La seguente analisi è scaturita dalla sintesi delle nostre presentazioni in pubblico con le figlie di Giuseppe Pinelli, con la figlia di Giovanni Pesce, dalle letture dei libri di Stéphane Hessel e dalla proposizione del suo alto messaggio.

Pino Pinelli, da Partigiano anarchico, vive lo stesso periodo storico, seppure in spazi e tempi differenti, con il partigiano socialista libertario Stéphane Hessel per la concezione di antifascismo sociale, differente e contrastante con le frange estreme attuali di antifascismo violentista. Pino Pinelli come antimilitarista nonviolento (Cfr. F. Schirone, Giuseppe Pinelli: il ferroviere di San Siro, con il Patrocinio dell’Associazione Culturale “Pietro Gori” – Milano e USI – CIT, Unione Sindacale Italiana e intervista di Laura Tussi a Claudia Pinelli) ha condiviso e promosso l’impegno per il disarmo con l’obiezione di coscienza e la disobbedienza civile. Così come queste istanze compaiono negli appelli di Stéphane Hessel per un disarmo nucleare universale come principio dell’umanità a vivere il diritto alla felicità senza la paura della catastrofe nucleare e da cui hanno preso le mosse i movimenti internazionali come Ican e Occupy Wall Street e associazioni come Disarmisti Esigenti, Peacelink e altre che operano a livello nazionale e internazionale e che sono state insignite Premio Nobel per la pace nel 2017 per l’attivismo di pace nell’impegno per l’abolizione degli ordigni di distruzione di massa nucleari e per il trattato Onu TPNW varato a New York a palazzo di vetro con 122 nazioni e la società civile organizzata con Ican.

“La nonviolenza è il cammino che dobbiamo imparare a percorrere” è la celebre riflessione di Stéphane Hessel (Cfr. Navarra, Mosca, Agostinelli, La follia del nucleare, con Introduzione di Laura Tussi e Fabrizio Cracolici e Prefazione di Alex Zanotelli, Mimesis Edizioni) così come Pinelli portava avanti i valori della giustizia sociale con la costruzione della pace e della nonviolenza dal basso. Pinelli era aperto al dialogo e al confronto così come lo è la problematicità insita di Giovanni Pesce con il testamento spirituale e gli appelli al disarmo e alla pace, come si legge nel libro di Laura Tussi e Fabrizio Cracolici dal titolo “Giovanni Pesce. Per non dimenticare” Mimesis Edizioni. La nonviolenza politica contrasta con l’assoluto etico ma è la strategia efficace per prevenire il degenerare dei conflitti nella concretezza storica che impone di reagire alla situazione di violenza con scelte anche armate per ridurre il tasso complessivo della violenza e per impedire genocidi organizzati. “Anarchia è responsabilità e ragionamento” così come la capacità di Pinelli di costruire con l’impegno per la pace e la nonviolenza e l’attivismo culturale ambiti e punti di riferimento creativi e intelligenti che vanno oltre le formule astratte e gli schematismi ideologici precostituiti per puntare alla radice dei problemi con l’incrollabile fede nell’umanità che è unica e nelle persone che sono libere e uguali.

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Grazie a un libro, Riace entra nel Carcere milanese di San Vittore

La presentazione del libro a San Vittore vedrà un’alternanza di dialogo e musica, con Radio Popolare

Grazie a un libro, Riace entra nel Carcere milanese di San Vittore

Il libro Riace. Musica per l’Umanità, Mimesis Edizioni, a cura di Laura Tussi e Fabrizio Cracolici è stato pensato con l’intento di analizzare i valori racchiusi nell’esperienza di Mimmo Lucano

Libro "Riace. Musica per l'Umanità" per i detenuti del carcere di San Vittore a Milano

Chi non conosce Mimmo Lucano artefice di un inedito progetto di accoglienza per rifugiati politici e immigrati?

Lo straordinario esempio di Riace conferma oggi più che mai che solo attraverso il dialogo e la costruzione di percorsi intessuti di cultura, interazione, pace e non violenza si può arricchire una piccola comunità e renderla, quasi senza intoppi, pronta ad accogliere con grande generosità persone che vengono da lontano spesso con un passato difficile se non inimmaginabile. E tutti animati dal desiderio di riscatto e integrazione e resi forti dai risultati che li vedono protagonisti in un progetto non solo lavorativo ma umano: i nuovi venuti hanno un solo desiderio riuscire a riappropriarsi della propria esistenza.

La presentazione del libro per il pubblico di San Vittore vedrà un’alternanza di racconto, dialogo e musica. Quest’iniziativa fa parte di una serie d’incontri Il mondo in un libro ideato quasi quattro anni fa dalla giornalista Alessandra Magenes con l’obiettivo di promuovere la lettura tra le sbarre anche attraverso l’incontro con gli autori.

All’incontro il giorno 15 febbraio 2020 accanto ai curatori del libro Riace. Musica per l’Umanità – Laura Tussi e Fabrizio Cracolici – interverrà il medico e attivista politico Vittorio Agnoletto. La parte musicale sarà affidata a musicisti Renato Franchi e Gianfranco D’Adda. E ancora, sarà presente la Consigliera Comunale di Milano Milly Moratti da sempre impegnata nel sociale. E’ tra l’altro fondatrice e presidente dell’associazione ChiAmaMilano. Infine, Chiara Ronzani seguirà l’incontro per Radio Popolare, emittente da sempre attenta ai temi dell’immigrazione.

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Radio Popolare con Mimmo Lucano e “Riace, Musica per l’Umanità”

Spot di Radio Popolare per l’evento con Mimmo Lucano a Milano

Radio Popolare con Mimmo Lucano e “Riace, Musica per l’Umanità”

Radio Popolare promuove l’evento con Mimmo Lucano a Milano per la presentazione del Libro “Riace, Musica per l’Umanità” Mimesis Edizioni, a sostegno della Fondazione Riace – E’ stato il vento

Spot di Radio Popolare per MIMMO LUCANO a Milano - Palazzo Reale, Piazza Duomo sabato 19 Ottobre 2019

Spot di Radio Popolare per l’evento con Mimmo Lucano a Milano

Presentazione del libro a Milano

“Riace, Musica per l’Umanità”, Mimesis Edizioni

 

sarà presente Mimmo Lucano

 

Mimmo Lucano presenta il Libro “Riace, Musica per l’Umanità”

con gli autori Vittorio Agnoletto, Laura Tussi, Fabrizio Cracolici, Alfonso Navarra

Con un saluto video di Moni Ovadia

Illustrazioni Live: Giulio Peranzoni

con il messaggio antinucleare della Campagna Internazionale

ICAN – Premio Nobel per la Pace 2017

per il disarmo nucleare universale.

 

Introduce

BASILIO RIZZO – Capogruppo del Gruppo Consiliare MILANO IN COMUNE

 

Saluti GIOVANNA PROCACCI – Comitato 11 Giugno

 

Musica e note di impegno civile di Renato Franchi, Gianfranco D’Adda, Dan Shim Sara Galasso – Orchestrina del Suonatore Jones

Iniziativa promossa in collaborazione con il Comitato 11 Giugno per Mimmo Lucano – CostituzioneBeniComuni e Mimesis Edizioni

Sabato 19 Ottobre 2019 ore 15.30

presso Palazzo Reale, Piazza Duomo, 12 – Milano

LA CITTADINANZA è INVITATA

Il Libro “Riace, Musica per l’Umanità” è disponibile in tutte le librerie da Ottobre 2019

 

Un libro che prende in esame il modello Riace sviluppandolo e declinandolo in varie esperienze musicali di note personalità della musica d’autore e della musica di impegno civile e sociale. Il Libro Mimesis Edizioni dal titolo Riace, Musica per l’Umanità presenta gli importantissimi contributi di Mimmo Lucano, padre Alex Zanotelli, Moni Ovadia, Vittorio Agnoletto, Daniele Biacchessi, Marino Severini – Gang, Renato Franchi e Gianfranco D’Adda, della cantautrice per la pace Agnese Ginocchio, Adelmo Cervi, gli ecopacifisti Alessandro Marescotti e Alfonso Navarra, Gianmarco Pisa e con le illustrazioni di Giulio Peranzoni e cover di Mauro Biani. Non potete mancare.

https://www.radiopopolare.it/la-storia/

Allegati

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“Riace. Musica per l’Umanità” con intervista a Mimmo Lucano per ANPI Borgomanero

Con ANPI Borgomanero per il libero scambio di pensieri, parole, musica, libri per l’Umanità

“Riace. Musica per l’Umanità” con intervista a Mimmo Lucano per ANPI Borgomanero

Una rivoluzione culturale in una importante cittadina come Borgomanero che ha dato una ottima risposta partecipativa di libero pensiero, con i libri, con l’antifascismo militante contro ogni barbarie e oscurantismi imperanti. Con il messaggio inedito del Presidente di PeaceLink Alessandro Marescotti

Ambiente e pace sono sempre compresenti

Resoconto: una vera e propria svolta, una rivoluzione culturale e di pensiero in una importante cittadina come Borgomanero che ha dato una ottima risposta partecipativa di libero pensiero, con i libri, con l’antifascismo militante contro ogni barbarie, contro l’oscurantismo imperante. Con il messaggio inedito e in esclusiva del Presidente di PeaceLink Alessandro Marescotti

Di seguito un dettagliato resoconto della presentazione del Libro “Riace. Musica per l’Umanità” Mimesis Edizioni.

Il Presidente ANPI Borgomanero Emanuele Cerutti e la Vicepresidente Lucia Caruso hanno aperto la presentazione con ampie argomentazioni sul significato e il valore dell’esistenza di Riace che, con la Fondazione Riace – E’ stato il vento, sta riprendendo la piena attività di piccolo Borgo accogliente, nonviolento, plurale e virtuoso per il territorio.

La campagna Premio Nobel per la Pace a Riace ha accolto benissimo l’elezione a Premio Nobel del Premier Etiope che dopo anni di trattative ha posto fine all’annoso conflitto tra Etiopia e Eritrea. Il Premier Etiope ha fatto piantumare milioni di alberi e ha riforestato intere zone dell’Etiopia contro la carestia e i dissesti climatici, onorando così il Premio alla piccola Greta, per la tutela del clima e a Mimmo Lucano per l’impegno contro la disuguaglianza sociale globale: ambiente e pace sono sempre compresenti.

Inoltre, il Premio Nobel 2019 finalmente svela i tanti problemi connessi ai conflitti del corno d’Africa, sottaciuti e censurati troppo spesso dai mass media e dai mainstream ortodossi e convenzionali, come sostiene convintamente il comboniano padre Alex Zanotelli.

Dopo questa premessa, Laura Tussi e Fabrizio Cracolici hanno aperto un discorso inedito appositamente studiato per i prossimi eventi di Milano e Londra, che vedranno la presenza e la partecipazione di Mimmo Lucano: ” Sono Laura Tussi e in collaborazione con Fabrizio Cracolici presidente ANPI (Associazione Nazionale Partigiani d’Italia) di Nova Milanese, un paese alle porte di Milano in Italia, abbiamo scritto il libro Riace, Musica per l’umanità con contributi di personalità importanti e grazie a Mimesis Edizioni.

Noi facciamo parte della rete internazionale ICAN – Campagna internazionale per l’abolizione delle armi nucleari, per il disarmo nucleare universale, organizzata in Italia nell’associazione PeaceLink, Disarmisti Esigenti e altre associazioni, in base all’appello del grande partigiano e deportato francese Stéphane Hessel: “Esigete un disarmo nucleare totale” e “La Nonviolenza è il cammino che dobbiamo imparare a percorrere”, moniti presenti in alcuni dei suoi bestsellers.

La rete ICAN è stata insignita premio Nobel per la pace 2017 per promuovere il progetto storico del diritto internazionale: l’abolizione degli ordigni di distruzione di massa nucleari.

Si proietta lungo tutto il XXI secolo la coscienza di appartenere, noi esseri umani, a un’unica universale identità terrestre, dimostrando che ogni parte del nostro mondo, del nostro “villaggio globale” è interdipendente, interrelazionale, intersolidale, ossia interculturale. L’invito del filosofo Edgar Morin a educarci a un’appartenenza terrestre universale e di solidarietà tra i popoli è il punto di partenza per un’ educazione alla cittadinanza globale e allo stesso tempo locale, come il borgo di Riace, che dà vita a una cittadinanza attiva e responsabile e capace di grandi trasformazioni in atto anche a livello mondiale, ossia le cosiddette sfide del Terzo Millennio per il diritto alla pace: la lotta alle povertà, il disarmo nucleare, la tutela del clima e dell’ambiente, per citarne alcune.

La vicenda Riace, quella di un Sindaco che per avere creato progetti concreti di interazione e di lavoro con i migranti, è stato messo in croce dalla giustizia come il peggiore dei mafiosi, pone all’attenzione dell’opinione pubblica molti interrogativi su un mondo alla rovescia: un mondo dove chi fa del bene invece di essere aiutato viene arrestato.

Non possiamo più ignorare questi interrogativi nel periodo in cui viviamo.

Noi assistiamo al precipitare di ampi settori della popolazione italiana e mondiale sotto l’influenza di ideologie xenofobe e razziste e fasciste, e anche all’esaltazione del cattivismo dilagante, alla riemergenza del qualunquismo antiegualitario contrastanti nettamente con i contenuti della costituzione italiana antifascista.

Le leggi devono sempre essere rispettate anche quando sono ingiuste? o la disobbedienza civile e la forza della nonviolenza possono ancora incidere nella nostra società, nel nostro contesto sociale, culturale, politico?

Riace e il sindaco Mimmo Lucano sono un modello di convivenza pacifica, nonviolenta, plurale e virtuosa per il territorio.

Lo documenta Il volume Riace, Musica per l’Umanità, Mimesis Edizioni, che raccoglie le considerazioni sul caso Riace di intellettuali che non smettono mai di raccontarci ciò che è stato nella memoria storica della nostra terrestrità, figure che si sono contraddistinte per l’impegno civile, da Moni Ovadia a Vittorio Agnoletto da padre Alex Zanotelli a Renato Franchi da Alfonso Navarra a Alessandro Marescotti e propone l’intervista esclusiva al protagonista indiscusso di questa vicenda: Mimmo Lucano.

Il nostro libro Riace, Musica per l’umanità propone un sottotitolo, uno slogan positivo “prima l’umanità, prima le persone” che vuole contrapporre la nuova cultura della pace del XXI secolo al rischio imminente di una deriva parafascista, fascista, autoritaria e sovranista, suprematista e reazionaria dove i parafascisti, fascisti e sovranisti da Trump a Le Pen alla Brexit a Salvini propugnano una subcultura individualistica e i disvalori del “noi” declinati al singolare come “io”, proponendo un singolo negativo, un uomo forte, con la U maiuscola, nelle parafrasi prima gli americani, prima gli italiani, prima i francesi, prima gli inglesi e così via.

Invece nel nostro villaggio globale, nel nostro pluriverso e universo mondo, esiste un’unica razza, quella umana, un’unica famiglia comune, una unica madre: la Madre Terra. Per questo ereditiamo l’adagio del grande pacifista e nonviolento Vittorio Arrigoni, barbaramente assassinato a Gaza da terroristi jihadisti integralisti e estremisti islamici in connivenza con determinati poteri forti: restiamo umani.

Una unica, comune, presente e futura umanità su cui incombono tre minacce ed emergenze globali.

L’attività militare che vede la sua massima espressione nella guerra nucleare.

Il cambiamento climatico per le eccessive emissioni di gas serra di origine antropica nell’atmosfera e l’ingiustizia sociale e globale dove l’uno per cento della popolazione detiene il restante 99 per cento dei beni comuni dell’umanità.

Come afferma convintamente il comboniano padre Alex Zanotelli è significativo legare il premio Nobel per la Pace a ICAN, la campagna per il disarmo nucleare universale, con la campagna premio Nobel per la Pace a Mimmo Lucano, sindaco di Riace, paese dell’accoglienza.

La guerra nucleare porrebbe la parola fine alla storia dell’umanità.

Ma anche le politiche antimigranti di Stati Uniti, Europa e Italia porteranno gli essere umani a annientarsi a vicenda. Invece Riace e l’abolizione del nucleare apporterebbero un rifiorire della nostra comune, presente e futura umanità.

Le armi nucleari proteggono un sistema mondiale ingiusto dove 3 miliardi di persone vivono con due dollari al giorno e 821 milioni soffrono la fame.

Le migrazioni forzate sono una emergenza e un dramma perché il mondo ricco non vuole accogliere i migranti, dopo aver creato le condizioni, con le guerre, lo sfruttamento, l’oppressione, i disastri ambientali, della loro fuga di massa dai Paesi d’origine, alla ricerca di assistenza, accoglienza, solidarietà nei nostri territori, in modo legale e sicuro. Invece l’Occidente risponde con l’oppressione e una politica di riarmo e una politica guerrafondaia. Le spese militari nel mondo crescono e alimentano miseria e pericoli per l’umanità, come il rischio di un’apocalisse nucleare.

Invece Mimmo Lucano ha accolto a Riace i migranti in modo intelligente e costruttivo  facendo rifiorire un paese semiabbandonato dall’emigrazione consistente dei calabresi locali.

Solo accogliendo le vittime del sistema mondiale ingiusto potremmo avere un rifiorire della nostra umanità plurale e interculturale.

Per questo ci auguriamo che la campagna premio Nobel a Riace e al sindaco Mimmo Lucano diventi un esempio per tutti.

Perché le migrazioni forzate sono certamente un drammatico problema, ma possiamo trasformarle in una vera e autentica e efficace risorsa per salvare tutti noi, una risorsa per salvare l’intera umanità dal tracollo e il nostro pianeta dal collasso”.

 

Infine, Alessandro Marescotti Presidente della storica associazione ecopacifista PeaceLink, – Telematica per la Pace, coautore, tra gli altri, del libro collettaneo “Riace. Musica per l’Umanità” Mimesis Edizioni, ha inviato, in occasione dell’evento, il seguente messaggio inedito e in esclusiva per ANPI Borgomanero, che è stato letto in pubblico da Laura Tussi: “Cari Amici,  questo evento presenta un libro scritto con passione.

Anche io ho voluto sostenere questo slancio, questo entusiasmo e questa voglia di operare per un mondo più libero e più umano.

La scrittura è un modo per seguire questo slancio di libertà e di umanità.

Laura Tussi e Fabrizio Cracolici hanno scelto di portarvi un messaggio di solidarietà e di speranza, un messaggio dentro un libro, come il classico messaggio dentro una bottiglia. Spetta a voi raccoglierlo. Questo libro conserva intatto il valore che la Costituzione assegna agli uomini e alla loro dignità. Siamo spiritualmente tutti qui a dire no alla barbarie e a ricordare il diritto ad una vita dignitosa.

Ai migranti, nostri fratelli, va riservata questa speranza.

La nostra funzione nella società e nella scuola è quella di renderle libere e gioiose. Dobbiamo insegnare la libertà e la gioia. In tutti i modi, con tutti i linguaggi. Ai seminatori di odio razziale risponderemo con i nostri argomenti vincenti: la solidarietà e l’amore.

Siate felici perché solo coltivando la felicità, coltiveremo l’idea di un futuro migliore in cui all’uomo un aiuto sarà l’uomo”.

Il tutto accompagnato e intervallato dalla musica e dalle note di impegno civile di Renato Franchi, Gianfranco D’Adda, Dan Shim Sara Galasso – Orchestrina del Suonatore Jones.

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Giovedì letterari a Caffè Teatro Nazionale 2.0 di Verghera, frazione di Samarate (Varese).

Continuano i giovedì letterari organizzati da SamarateLovesBooks a Caffè Teatro Nazionale 2.0

Il 20 febbraio verrà presentato RIACE Musica per l’umanità con la presenza di due autori Laura Tussi e Fabrizio Cracolici e con musiche dal vivo di Renato Franchi.

Parlare oggi di diritti umani e modelli sostenibili di inclusione e intercultura, in questa congiuntura negativa, pensiamo sia fondamentale. La musica accompagnerà parole e riflessioni su un caso come la vicenda Riace di estrema attualità e allarmante interesse per una società esacerbata dall’odio fomentato dal potere, dal cattivismo dilagante, dal qualunquismo antiegualitario che contrastano nettamente con tutte le costituzioni nate dall’Antifascismo.

La vicenda di Riace ha portato all’attenzione dell’opinione pubblica alcuni interrogativi che, in un periodo come quello che stiamo vivendo, non possono più essere ignorati. Le leggi devono essere sempre rispettate, anche quando ingiuste, oppure la disobbedienza civile può ancora incidere sulla nostra società? Riace e il suo sindaco hanno offerto un modello di convivenza pacifica e plurale, oltre che virtuosa per il territorio. Questo volume, realizzato e curato da Laura Tussi e Fabrizio Cracolici, raccoglie le considerazioni sul caso Riace di alcune delle figure che, negli ultimi anni, si sono contraddistinte per il loro impegno civile (Moni Ovadia, Vittorio Agnoletto, Alex Zanotelli ecc.) e propone un’intervista all’assoluto protagonista della vicenda: Mimmo Lucano.

con gli autori:

Fabrizio Cracolici

Laura Tussi

Evento organizzato da SAMARATE LOVES BOOKS, in collaborazione con ANPI  nell’ambito delle iniziative per sostenere la FONDAZIONE RIACE – E’ STATO IL VENTO

Parte del ricavato del libro sarà devoluto a sostegno della Fondazione Riace – E’ stato il vento.

La Campagna “Siamo tutti Premi Nobel per la Pace con ICAN” sostiene la Campagna Premio Nobel per la Pace a Riace

con il messaggio antinucleare della Campagna Internazionale

ICAN – Premio Nobel per la Pace 2017

per il disarmo nucleare universale

e della Campagna Premio Nobel per la Pace a Riace, paese dell’accoglienza

 

Musica e note di impegno civile di

Renato Franchi & Orchestrina del Suonatore Jones

 

Giovedì 20 Febbraio 2020 ore 21.00  

“CAFFE’ TEATRO NAZIONALE 2.0” Via Indipendenza, 10 SAMARATE (VARESE)

LA CITTADINANZA è INVITATA

Il Libro “Riace. Musica per l’Umanità” sostiene la Fondazione Riace – E’ stato il vento

Un libro che prende in esame il modello Riace sviluppandolo e declinandolo in varie esperienze musicali di note personalità della musica d’autore e della musica di impegno civile e sociale. Il Libro Mimesis Edizioni dal titolo Riace, Musica per l’Umanità, realizzato e curato da Laura Tussi e Fabrizio Cracolici, presenta gli importantissimi contributi di Mimmo Lucano, padre Alex Zanotelli, Moni Ovadia, Vittorio Agnoletto, Daniele Biacchessi, Marino Severini – Gang, Renato Franchi e Gianfranco D’Adda, della cantautrice per la pace Agnese Ginocchio, Adelmo Cervi, gli ecopacifisti Alessandro Marescotti e Alfonso Navarra, Gianmarco Pisa e con le illustrazioni di Giulio Peranzoni e cover di Mauro Biani. Non potete mancare.

Libro – Quanto l’Europa deve restituire  all’Africa

Recensione:

Libro – Quanto l’Europa deve restituire  all’Africa

Gli autori, Maurizio Marchi e Paola Caforio, sono militanti di Medicina democratica nel livornese. Il libro è edito da Campano Pisa

Recensione di Laura Tussi al Libro di Maurizio Marchi e Paola Caforio

Gli autori, dopo aver tracciato un quadro aggiornato e particolareggiato, da un punto di vista economico, storico e culturale dell’Africa nel colonialismo, nel neo-colonialismo e nei rapporti attuali con l’Europa, abbozzano una sorta di “Processo di Norimberga” dei misfatti europei nei secoli, arrivando a “tirare le somme” di quanto l’Europa deve restituire al continente nero. Una cifra enorme, ma realistica, fondata e perfino prudente, quantificata in oltre 70.000 miliardi di euro: se gli africani ottenessero questo risarcimento (è questa la “parola chiave” del libro), avrebbero diritto almeno a 70.000 euro ognuno, uomo, donna, bambino, vecchio. La vita cambierebbe per tutti, per gli africani per primi, ma anche per gli europei e per un mondo che ha fatto finora dell’ingiustizia e della sopraffazione la sua linea guida. La tratta degli schiavi, la colonizzazione storica, lo scambio ineguale di merci a prezzi fissati dagli europei, i genocidi di interi popoli inermi o resistenti, fino all’emigrazione forzata, un vero espianto degli organismi migliori (più giovani e forti) dal tessuto sociale africano: sono questi i principali crimini che vanno risarciti all’Africa, un continente ricchissimo di risorse umane e naturali che è stato ridotto nell’estrema povertà dall’aggressione europea e dal neoliberismo, recentemente dall’indebitamento e dalla militarizzazione. Anche le guerre inter-africane sono da addebitare all’Europa, che tracciò a tavolino nel 1884 i confini africani, del tutto arbitrari, “tagliati con il coltello”. Un libro indispensabile per chi vuole reagire all’ondata razzista e xenofoba montante con la ragione e moltissime ragioni. Questo libro nasce anche come contributo culturale alla rinascita di un sinistra solidale e internazionalista che si è smarrita sulla strada del neoliberismo e delle sue articolazioni, economiche e militari. Allo slogan truculento e “di pancia” del “prima gli italiani” opponiamo quello del “prima i proletari”, ovunque essi siano e qualunque sia la loro cultura. Settanta anni di neoliberismo, dalla seconda guerra mondiale ad oggi, di dominio delle regole di mercato e della NATO, in concomitanza attiva, hanno fatto a pezzi le culture, sia al nord che al sud, riducendoci tutti a consumatori passivi ed acritici, privilegiati gli uni, esclusi i più, ma desiderosi di entrare nel grande circo dei consumi; hanno fatto a pezzi l’ambiente, con i cambiamenti climatici che rendono sempre più invivibili interi territori dove vivevano centinaia di milioni di persone, tanto da indurre l’ONU a definire la figura del “migrante climatico” ; hanno avvicinato pericolosamente la fine delle risorse fossili del pianeta, consumate per la stragrande maggioranza dal miliardo privilegiato dell’umanità, prospettando la concreta minaccia che non ci saranno a breve risorse energetiche per l’altra parte dell’umanità, quella che ne avrebbe più bisogno e diritto. Settanta anni di neoliberismo hanno concentrato in pochissime mani la ricchezza finanziaria nei paesi del nord-occidente, gettando nell’insicurezza e nella precarietà centinaia di milioni di persone nel nord ex-previlegiato, e nella disperazione miliardi di persone al sud. A chi dice, anche nella “sinistra” super-pentita, che i proletari non esisterebbero più, opponiamo la realtà che invece i proletari sono sempre più numerosi e sempre più disperati, al nord come al sud. Tanto poveri , anche culturalmente, da non avere più neanche una rappresentanza politica. A meno di non considerare loro rappresentanza politica i “sovranisti” nel nord-occidente: questi “sovranisti” senza sovranità esprimono tutti i giorni la loro subalternità al neoliberismo, con la loro ostentata adesione al militarismo, al “trumpismo”, talvolta perfino al sionismo, riservando i loro strali “solo” (anche se non è poco) alla Commissione europea e alle sue regole franco-tedesche; e dall’altra parte ai migranti, la parte più debole della società generale. Il perno della sovranità nazionale dovrebbe (deve) essere la Costituzione repubblicana, in Italia, solidale e rispettosa dei diritti di tutti, anche e soprattutto dei più deboli, migranti, bambini, donne. La Costituzione antifascista, nata dalla resistenza con l’apporto alleato anche di marocchini e senegalesi, è invece ridotta in un cantino, e l’Italia, come tutto il nord-occidente si trasforma sempre più in un presunto fortino assediato, in cui sarebbero messi in discussione i diritti dei residenti. Al contrario i diritti degli italiani, come di qualsiasi altro popolo, sono messi in discussione – anzi coscientemente estirpati – dal neoliberismo, dal diritto al lavoro negato, dal precariato, dallo smantellamento dello stato sociale, dalla privatizzazione dei beni comuni, ecc. In questo scenario catastrofico globale, c’è a nostro modesto avviso, il bisogno urgente di ridefinire principi di base per una ricostruzione solidale e pacifica delle relazioni internazionali, a partire dal nostro debito, italiano ed europeo, verso l’Africa, con un occhio anche a quanto avviene nel resto del mondo . Un debito mostruoso, che risale ai tempi dello schiavismo, del colonialismo e del neocolonialismo, per arrivare alle guerre scatenate negli ultimi decenni in Africa, che perdurano. Anche il dissanguamento delle migliori energie africane verso l’Europa è un aspetto che non trascureremo e non sottovaluteremo: la tratta dei giovani africani è un relativamente nuovo aspetto del neocolonialismo, in cui troveremo coinvolti anche “benefattori” insospettabili. Non crediamo, lo diciamo fin da subito, ad un complotto “Kalergi”: crediamo al contrario che la migrazione sia un diritto inalienabile, sancito dall’ONU, e come tale vada rispettato. Crediamo altresì che nessuno emigri dal suo paese “a cuor leggero”, e chi lo fa, lo faccia per una somma di costrizioni, dalla povertà ai cambiamenti climatici, ai meccanismi perversi del cosidetto micro-credito, alla pubblicità ingannevole, ecc. Ancora una volta quindi la responsabilità principale delle migrazioni di massa è il neoliberismo e i suoi meccanismi micidiali. Mai nella storia recente un argomento è stato più divisivo delle migrazioni: divisivo della politica, delle opinioni pubbliche, perfino della cultura, che sta appunto sprofondando nella incultura più bieca. Nonostante la storia recente abbia visto fenomeni molto più gravi, come gli effetti dei cambiamenti climatici o della “disperazione energetica” delle nostre società insaziabili. I primi effetti delle migrazioni e della decolonizzazione ormai irrimandabile si ebbero nel Partito comunista francese (PCF) negli anni ‘60, partito di stretta osservanza filosovietica, che finì per schierarsi a fianco della borghesia francese, per una decolonizzazione e una migrazione “controllate” dall’Africa alla Francia. Il PCF è stato uno dei primi partiti comunisti a sparire dal panorama politico europeo, nonostante i tentativi ormai fuori tempo di correzioni “eurocomuniste”, che videro impegnati anche il PCI italiano e il PC spagnolo, spariti anch’essi (anni 1960/80). Questo processo di degradazione della sinistra è andato di pari passo con l’abbraccio, sulle prime condizionato, poi con il tempo sempre più incondizionato del neoliberismo, come pensiero unico occidentale, correlato con l’adesione alla Nato. Passando dal crollo del muro di Berlino nel dicembre 1989, al crollo della stessa Unione sovietica nel 1991, si arriva in un soffio mefitico al neoliberismo del PD, alle sue leggi contro i lavoratori, alle aggressioni allo Statuto dei lavoratori, alle privatizzazioni nello stato sociale e nei beni comuni, ecc. Ci chiediamo: come può, con quale credibilità può un PD europeo (qualsiasi esso sia, italiano ,francese, spagnolo, tedesco, ecc) atteggiarsi a difensore dei migranti, dopo aver gettato a mare i diritti dei lavoratori, dei pensionati, degli utenti europei , e continuare a farlo? Non è credibile agli occhi di decine di milioni di europei. È un tentativo patetico di rifarsi una verginità di plastica. Infatti avanzano in tutta Europa movimenti “sovranisti” e/o apertamente fascisti, insieme ad altri movimenti né carne né pesce come il M5S in Italia, o Vox in Spagna che chiudono ai migranti, ma spalancano le porte al neoliberismo e alla Nato. Siamo quindi in un vicolo cieco, oltre che politico, anche e soprattutto culturale. È in questo quadro, disperante, che ci accingiamo a scrivere questo libro come tentativo (una goccia in mezzo al mare) di ricostruire una cultura della solidarietà e della cooperazione di tutti i proletari, del nord e del sud del mondo, dilaniati dagli stessi squali economici del neoliberismo. Gli autori, Maurizio Marchi e Paola Caforio, sono militanti di Medicina democratica nel livornese. Il libro è edito da Campano Pisa, ma è rintracciabile anche su internet al link

https://ilmiolibro.kataweb.it/libro/saggistica/508904/quanto-leuropa-deve-restituire-allafrica/