NO arsenali SI ospedali: l’iniziativa che vuole incidere sulla legge di bilancio

Questa è una coalizione che vuole incidere sulla legge di bilancio

NO arsenali SI ospedali: l’iniziativa che vuole incidere sulla legge di bilancio

L’appello NO ARSENALI SI OSPEDALI con i Disarmisti esigenti, WILPF Italia e XR PACE, primi firmatari Alex Zanotelli, Moni Ovadia, Vittorio Agnoletto e Alessandro Marescotti, ha raccolto oltre 1000 firme e raggiunto migliaia di visualizzazioni e condivisioni sui social

Un appello che vuole incidere sulla legge di bilancio

Questa è una coalizione che vuole incidere sulla legge di bilancio

NO arsenali SI ospedali: l’iniziativa che vuole incidere sulla legge di bilancio

L’appello NO ARSENALI SI OSPEDALI con i Disarmisti esigenti, WILPF Italia e XR PACE, primi firmatari Alex Zanotelli, Moni Ovadia e Vittorio Agnoletto, ha raccolto oltre 1000 firme e raggiunto migliaia di visualizzazioni e condivisioni sui social.

Si vada on line su: https://www.petizioni.com/no_arsenali_si_ospedali

Questa è una coalizione che vuole incidere sulla legge di bilancio – come sostiene uno dei promotori Alfonso Navarra, il portavoce dei Disarmisti esigenti – e chiede che le spese militari (quelle legate alla difesa offensiva e nuclearizzata ammontano a 6 miliardi!) siano dirottate verso un nuovo Green new deal, sventando l’acquisto dei cacciabombardieri F35 che sono autentici sistemi pensati per la guerra nucleare. Il Green new deal in Italia e in Europa deve includere la ratifica del trattato Onu TPAN per l’abolizione degli ordigni di distruzione di massa nucleari. Con questo appello noi Disarmisti esigenti dobbiamo influire sulla legge finanziaria, sui movimenti no tav, no trip, non muos, no ilva eccetera per risolvere il problema delle spese militari, facendo pressione politica, con l’opinione pubblica che riusciamo a sensibilizzare, sui partiti e sul governo.

Viviamo un periodo di crisi e trasformazioni ed è possibile che un Paese della Nato possa addirittura, nonostante il suo veto, esporsi alla ratifica del trattato Onu TPAN, che a tre anni dalla sua adozione, il 7 luglio 2017, ha ottenuto 39 delle 50 ratifiche occorrenti per entrare in vigore.

Questa, della attuale fragilità della NATO, è una opinione che condividiamo con Luigi Mosca, lo scienziato antinucleare italiano emigrato in Francia, tra i fondatori dei Disarmisti esigenti (che nascono da un appello di Stéphane Hessel, ESIGETE UN DISARMO NUCLEARE TOTALE!).

Ovviamente condividiamo gran parte dei suoi ragionamenti, ma non integralmente.

Luigi Mosca ci ricorda che il capo di Stato francese Macron sostiene che la Nato sia ormai in stato di morte cerebrale: le divaricazioni tra USA ed Europa si approfondiscono a tutti i livelli, ad esempio sull’energia di fonte russa o soprattutto sulle guerre commerciali con la Cina (che includono il blocco del 5G di Huawei).  La ratifica del TPAN sarebbe in teoria  già maggioranza nell’attuale parlamento italiano (se PD e M5S votassero allo stesso modo che nel Parlamento europeo); ma la situazione non si sblocca perché altre sono le priorità e i vincoli internazionali che si impongono. Trump non rispetta gli impegni e i trattati internazionali e con l’Italia pretende l’acquisto degli F35 in cambio dell’appoggio al governo Serraji in Libia (oggi però finito sotto la protezione della Turchia).

In Europa l’Italia, se non decide di denuclearizzare, non può firmare il trattato TPAN:  l’articolo quattro pone questa condizione per firmare e ratificare il trattato Onu in questione.

In Europa occidentale si starebbe muovendo nell’opinione pubblica e nei parlamenti una maggiore volontà di firma del trattato, come in Olanda, Germania e Spagna. La Spagna ad esempio potrebbe più facilmente firmare il trattato perché non possiede armi nucleari sul suo territorio.

Germania e Olanda, se le posizioni dei partiti riescono ad arrivare all’esecutivo che pure esprimono, hanno la prospettiva di liberarsi dagli ordigni nucleari: gli USA stanno minacciando per questo di spostarli nei paesi dell’est Europa: ad esempio in Polonia, come ad esempio ora le 20 bombe nucleari distanza a Buchel in Germania. Il segretario europeo della Nato insiste sul fatto che è importante che la Nato stessa sviluppi una dimensione politica, ossia diplomatica, al di la’ di quella semplicemente militare.  Questo fatto, secondo Luigi Mosca, può creare condizioni per negoziare con la Russia. Con la Cina vi sarebbe una maggiore tensione sul piano economico, mentre con la Russia l’attrito sarebbe più a livello militare. Infatti la tensione cresce sulle frontiere con la Russia, come in Ucraina dove esplode la situazione, con le minoranze russofone. Queste situazioni – sostiene Mosca – farebbero  emergere varie problematiche. La Nato, se si fa diplomatica, dovrebbe aprire ai negoziati con i paesi dell’est e la Russia. In sostanza le popolazioni di origine russa nutrono del malcontento per come vengono trattate. Se diventa prioritario risolvere il problema nucleare in Europa occidentale, come in Spagna, Germania e Olanda sarebbe allora necessario risolvere il problema anche in Europa orientale. Ma è urgente – insiste Mosca – aprire negoziati con la Russia. La Nato dal 1945 sarebbe un fallimento perché sul piano militare ha perso tutte le guerre come in Vietnam, Iraq, Libia, Siria e i problemi in medio oriente andrebbero risolti sul piano politico, non su quello militare…

Tutti questi ragionamenti dovrebbero però servire a sostanziare una speranza: la quarta ondata di un movimento antinucleare di massa, dopo l’ultima di Comiso e degli euromissili (seguita ai Partigiani della pace e all’opposizione contro i test nell’atmosfera) forse e’ in arrivo!

SuperEcoBonus 110% in breve

Il decreto Rilancio prevede il rafforzamento dell’Ecobonus e del Sismabonus su Condomini e edifici unifamiliari (villette) attraverso: aumento delle detrazioni fiscali al 110% con recupero del credito, anticipato dal fornitore che ha effettuato gli interventi o cedibilità del credito ad altri soggetti, compresi istituti di credito e altri intermediari finanziari per i lavori di:

1. riqualificazione energetica (Ecobonus) con l’obbligo di miglioramento minimo di 2 classi energetiche dell’edificio:

a) Cappotti Termici (60.000 € per unità immobiliare, per i condomini va moltiplicato per il numero degli appartamenti)

b) Sostituzione Impianti centralizzati con Caldaie a Condensazione (classe A) o Pompa di Calore (esclusivamente per i condomini, 30.000 € per unità immobiliare, per i condomini va moltiplicato per il numero degli appartamenti)

c) Sostituzione Impianti di climatizzazione su edifici unifamiliari con Pompa di Calore (esclusivamente per le villette, 30.000 € per unità immobiliare)

d) Tutti gli altri interventi di efficientamento energetico (infissi e caldaie a condensazione) se associati ad uno dei punti a), b) o c)

2. adozione di misure antisismiche (Sismabonus) su condomini e edifici unifamiliari (villette) ubicati nelle zone sismiche 1, 2 e 3 (96.000 € per unità immobiliare, per i condomini va moltiplicato per il numero degli appartamenti)

3. Impianti fotovoltaici se associati ai uno di punti 1. a), b) o c) oppure 2. (48.000 € per unità immobiliare e nel limite massimo di 2.400 € x kW di potenza installata) + sistemi di accumulo (1.000 € x kWh di capacità installata)

4. Installazione infrastrutture per ricarica veicoli elettrici se associati a uno dei punti 1. a), b) o c) (3.000 € una tantum)

Riace universale 

Ripartiamo dai progetti di Riace

Riace universale

Un messaggio politico antirazzista che trova sostegno nella legge e nelle decisioni del Consiglio di Stato

Laura Tussi

Laura Tussi e Fabrizio Cracolici

Riace universale. Dichiarata illegittima la chiusura degli Sprar

I giudici del Consiglio di Stato hanno stabilito che il ministero dell’interno del precedente governo non poteva chiudere i progetti Sprar nel borgo jonico di Riace. I giudici hanno respinto il ricorso del Viminale (il ministero dell’interno allora presieduto da Matteo Salvini) contro la sentenza del Tar di Reggio Calabria, che aveva dichiarato l’illegittimità della chiusura dei progetti Sprar di Riace.

Mimmo Lucano afferma che l’esempio di Riace lo ha giudicato il mondo intero. Lo stesso mondo intero che ha manifestato nelle piazze di tutte le città per il brutale assassinio razzista di George Floyd. Lo stesso mondo intero che si mobilita per i Fridays for Future per salvare il pianeta e il suo assetto ecosistemico dal collasso.

Riace un esempio universale che potrebbe rientrare nelle politiche del Green new deal come progetto di accoglienza, di attuazione di uno Stato sociale efficace, di solidarietà e interazione tra culture, per porre la base di un coosviluppo tra nord e sud del mondo contro le impellenti minacce e emergenze che incombono sull’umanità intera: i dissesti climatici, l’ingiustizia sociale mondiale, l’eventualità (anche per errore) di una guerra nucleare.

Il libro Riace, musica per l’umanità ha contribuito al progetto della Fondazione Riace – E’ stato il vento, devolvendo un contributo economico per riattivare le tante attività del borgo jonico. Un innovativo stato sociale che parte dall’accoglienza dei più fragili, delle diverse etnie provenienti da tutto il mondo e quindi interconnette le loro esigenze con le emergenze ambientali di un pianeta che ormai è al collasso e di una umanità al tracollo.

Riace un emblema universale di convivenza e di Stato sociale e di economia verde, basato su un lavoro ecologico di green economy e fondato sull’attività dell’accoglienza degli ultimi e dell’interazione dei più fragili di questo nostro martoriato pianeta. Come afferma il padre comboniano Alex Zanotelli, la deterrenza nucleare sostiene e alimenta un sistema mondiale ingiusto e Riace è proprio l’esempio politico antirazzista che può contrastare i potentati dei padroni e dei signori delle lobby del nucleare, dell’atomo, del petrolio, della guerra, dell’acciaio che detengono il commercio e l’export di armi globali e sono i fautori delle guerre e del terrorismo in tutto il mondo. Riace quel modello in miniatura esportabile e applicabile a livello universale, in tutto il globo terrestre: in una madre terra ormai vulnerabile perché il potere la sovrasta e mette a repentaglio la sua esistenza e sussistenza. Riace un messaggio politico evangelico di un nuovo piano di sviluppo ecologico per nostra madre terra  che può salvare l’umanità intera dalla estinzione e dalla catastrofe del sistema planetario. Riace un messaggio universale di speranza. È un riscatto per la vulnerabilità e fragilità di nostra madre terra e di ogni figlio dell’universo.

 

Note: Per approfondimenti:
https://www.youtube.com/channel/UCFWikKgRr7k21bXHX3GzE9A

Articoli correlati

Massimo Sani: la Storia in Televisione 

Recensione

Massimo Sani: la Storia in Televisione

Quaderno n. 9 della serie «Inquadrature» a cura di Paolo Micalizzi. Comune di Ferrara – Servizio Manifestazioni Culturali e Turismo. Con il patrocinio del Comune di Ferrara: città patrimonio dell’umanità. Pubblicazione a cura della casa editrice Este Edition, aprile 2019
Laura Tussi

Laura Tussi e Fabrizio Cracolici

Massimo Sani

Massimo Sani: la Storia in Televisione 

Recensione di Laura Tussi e Fabrizio Cracolici

 

Nel quaderno n. 9 della serie «Inquadrature» a cura del critico cinematografico Paolo Micalizzi è ampiamente trattata la sterminata produzione e l’importante personalità di Massimo Sani – nato a Ferrara il 21 agosto 1929 e scomparso a Roma il 21 luglio 2018 – nella sua complessità poliedrica e eclettica, che ha fatto della televisione e del cinema gli strumenti attivi della grande ricerca storica del Novecento.

La città degli Estensi, Ferrara, nell’immaginario collettivo è sempre collegata e riconducibile a una perenne dimensione creativa rinascimentale, per le tante iniziative che pullulano al suo interno e l’implicita creatività artistica in tutti i suoi ambiti culturali. La città rappresenta il luogo emblematico e esemplare del cinema italiano che ha visto nascere e operare importanti registi tra cui Visconti, Antonioni, Vancini e lo stesso Massimo Sani: un’autentica fucina non solo di artisti, ma di registi impegnati a trasporre la vita e la storia nella pellicola cinematografica. Massimo Sani è stato uno dei più illustri rappresentanti della scuola cinematografica ferrarese perché da artista, chimico, appassionato musicofilo e inesausto esploratore di archivi quale fu, si è contraddistinto con opere che, insieme ai documentari di inchiesta e non solo di Antonioni, Vancini, Ragazzi, Pecora e molti altri, contribuiscono alla creazione e composizione del mosaico artistico fornito dalla città di Ferrara come tributo al cinema italiano della seconda parte del Novecento.

Massimo Sani nel 1958 viene incaricato dall’editore Arnoldo Mondadori – e in particolare dall’allora direttore del settimanale «Epoca», Enzo Biagi – di stabilirsi nella Germania Federale (prima a Francoforte, poi a Monaco di Baviera) per fare da corrispondente del noto gruppo editoriale milanese. Contemporaneamente, in questo periodo realizza molteplici opere per la Rai e la Televisione tedesca, tra cui Berlino 1937: arte al rogo (1965 edizione tedesca, 1967 edizione italiana) e La giustizia tedesca di fronte al nazismo (1964), inchiesta filmata sugli efferati crimini nazisti, fino alla realizzazione del documentario in due puntate L’ineffabile realtà (1969), inerente la letteratura italiana contemporanea con interviste a scrittori e autori operanti nell’ambito della cultura del nostro Paese, dal Neorealismo alla Neoavanguardia fino al «Gruppo 63» con Edoardo Sanguineti.

Con la collaborazione tedesca, Massimo Sani riesce a fornire un prezioso contributo e un apporto di prestigio e di alto livello alla difesa delle relazioni tra Italia e Germania dopo la seconda guerra mondiale. Proprio per questo suo intenso e costante impegno a favore dell’incremento delle relazioni culturali e artistiche tra i due paesi, nel febbraio del 2015 Massimo Sani è stato insignito, dall’allora Presidente della Repubblica Federale Tedesca Joachim Gauch, della «Verdienstkreuz am Bande», massimo riconoscimento al merito.

Molti sono stati, dopo gli anni tedeschi, i lavori televisivi per la Rai, tra cui lo sceneggiato sulle conferenze di pace della seconda guerra mondiale La guerra al tavolo della pace (1975, originale TV in 4 puntate con la collaborazione alla sceneggiatura di Italo Alighiero Chiusano e alla regia di Paolo Gazzara e la partecipazione, nelle vesti di attori, di Warner Bentivegna, Gianni Bonagura e Renzo Montagnani) e i film-inchiesta Testimoni del terrore (1980, riguardante la terribile persecuzione politica in Italia da parte della dittatura nazifascista), L’Italia in guerra (1983), Prigionieri (1987) – con Renzo Ragazzi e l’allora giovanissimo collaboratore Fabrizio Berruti, oggi giornalista e autore televisivo per la Rai -, Ieri la guerra, oggi la pace (1990), Quell’Italia del ’43 (1993), fino ad arrivare a Roma 1944: l’eccidio alle Cave Ardeatine (1994, nelle vesti di coordinatore di un gruppo di giovani registi del «Circolo Romano del Cinema Riccardo Napolitano»: Vincenzo Bianchi, Paolo Conti, Lucrezia Lo Bianco, Rita Montanari, Cristina Pasqua, Luigi Pompili e Luigi Rinaldi) e La guerra dimenticata. Viaggio tra i partigiani d’Abruzzo dal Sandro alla libertà, 1943-1945 (1995). Per molti dei suoi lavori Sani si servì della collaborazione di autorevoli storici come Angelo Del Boca, Claudio Pavone e Giorgio Rochat. Quest’ultimo sottolineò e valorizzò sempre il ruolo innovatore e di importante alternativa culturale e storica assolto dai film-inchiesta di Massimo Sani.

Angelo Del Boca, dal canto suo, considerava Massimo Sani un abile, poliedrico e eclettico perfezionista e professionista, ricordando il celebre teatro-inchiesta L’impero: un’avventura africana (1985), che realizzò – sempre per la Rai – in modo encomiabile con l’impareggiabile contributo dello stesso Del Boca.

Massimo Sani è un autore che non dichiara a tutti i costi la neutralità e l’obiettività ma rispetta altamente e sopra ogni evento il pluralismo ideologico, scegliendo le competenze, le conoscenze, le qualità e le abilità di autori, scrittori, storici più autorevoli, equilibrate e capaci di illuminare i temi e gli argomenti trattati da molteplici sfaccettature, angolature, punti di vista. Queste dichiarazioni, considerazioni e testimonianze si ricavano dalla pubblicazione a cura di Massimo Marchetti dal titolo Massimo Sani: un regista ferrarese di fronte alla storia, edita in occasione di una rassegna filmata e di una mostra per i suoi ottant’anni svoltasi a Ferrara nel 2009.

La Storia per Massimo Sani è stata alla base della maggior parte dei programmi realizzati per la Televisione e dalla grande passione per la musica che seppe fondere con le immagini in un unico grande esemplare progetto didattico e di comunicazione audiovisiva insieme al figlio Nicola Sani.

Massimo Sani ebbe un rapporto con la città di origine, Ferrara, sempre vivo, come testimoniato dal fatto che nel maggio 2016, ancora in vita, ha donato la sua intera opera all’Istituto di Storia Contemporanea, presieduto da Anna Quarzi, per un fondo a lui dedicato – il «Fondo Massimo Sani» -, curato da Massimo Marchetti e nato su iniziativa dei suoi figli Valentino, Nicola e Benedetto e della moglie Antonia Baraldi Sani e per volontà del Comune di Ferrara nella persona dell’allora vicesindaco e assessore alla cultura Massimo Maisto: un autentico patrimonio artistico e culturale in cui si intersecano cultura cinematografica e televisiva e giornalistica.

La ricerca scientifica come chimico, per Massimo Sani è stata importante, come ha dichiarato in un’intervista pubblicata sull’edizione ferrarese del quotidiano “Il Resto del Carlino” nel 1969. Infatti nell’intervista affermava che il fondamento scientifico della cultura è stato importante in quanto gli ha procurato un metodo di ricerca analitica sulla realtà, che applica sempre nella sua attività professionale, sia come giornalista sia come regista televisivo e cinematografico. Per Massimo Sani certamente l’influenza del Neorealismo è stata proficua e fondamentale, in quanto costituiva il contenuto portante della sua idea di fare cinema, non solo per la pura rappresentazione, ma perché presentava la verità della vita in tutti i suoi aspetti, come doveva essere mostrata, ma soprattutto perché avvicinava alla Storia e ai grandi temi storici del Novecento.

I parenti, gli amici, gli incaricati, gli attivisti che si dedicano a divulgare e a far conoscere la personalità e la professionalità di Massimo Sani e tutto ciò che rappresenta hanno molto a cuore e sposano la causa del cinema d’inchiesta, della Resistenza storica e della resistenza quotidiana, della televisione e del cinema d’autore, della sua grande passione politica, dell’amore per la verità, per la libertà e per l’onestà intellettuale che lo hanno sempre contraddistinto.

Articoli correlati

Medicina Democratica diffida la Regione Lombardia

Comunicato Stampa

Medicina Democratica diffida la Regione Lombardia

Basta con i ritardi per migliaia di cittadini “prigionieri” a casa in attesa di test e tamponi!

8 giugno 2020

Medicina Democratica

Medicina Democratica

Milano, 8 giugno 2020

Basta con i ritardi per migliaia di cittadini “prigionieri” a casa in attesa di test e tamponi!

Medicina Democratica diffida la Regione Lombardia

https://www.peacelink.it/ospiti/a/47771.html

 

“Basta con i ritardi per i tantissimi cittadini prigionieri a casa in attesa di test e tamponi”! È questa la richiesta alla base della diffida, inviata questa mattina da Medicina Democratica al Presidente della Regione Lombardia dott. Attilio Fontana e all’assessore al Welfare avv. Giulio Gallera, per la mancata esecuzione di test e tamponi a spese del Servizio Sanitario Regionale. “Occorre risolvere in tempi rapidi una situazione insostenibile, che vede coinvolte migliaia di persone, impossibilitate di fatto a riprendere le proprie attività lavorative e professionali e la vita sociale per i ritardi e le difficoltà per l’effettuazione dei tamponi COVID-19 e dei test sierologici”, ha dichiarato Vittorio Agnoletto, responsabile scientifico dell’Osservatorio Coronavirus, medico e professore a  contratto presso l’Università degli Studi di Milano, dove insegna “Globalizzazione e Politiche della Salute”. L’Osservatorio Coronavirus è stato creato da Medicina Democratica e dalla trasmissione radiofonica sulla salute 37e2, in onda tutti i giovedì su Radio Popolare.

Sono infatti innumerevoli le segnalazioni giunte all’Osservatorio Coronavirus e alla trasmissione “37e2” di cittadini obbligati a restare chiusi in casa, in attesa di test e/o tamponi che non vengono effettuati dalle ATS lombarde. “Ciò si traduce – ha sottolineato Vittorio Agnoletto- in un pesante disagio psicofisico, e in un aggravio economico sia per i singoli che per la collettività, che di fatto si trova a dover sostenere i costi del mancato rientro al lavoro, in termini previdenziali e assistenziali”. Nella diffida, inoltre, è fatta richiesta di rimborso totale dei costi sostenuti dai cittadini per l’effettuazione dei tamponi e test sierologici presso strutture private, alle quali sono costretti a rivolgersi; la richiesta di rimborso è motivata dal fatto che test e tamponi siano da ritenersi servizi LEA, Livelli Essenziali di Assistenza.

 

Dalle segnalazioni ricevute si possono indicare quattro gruppi di cittadini coinvolti in questa reclusione domiciliare “sine certa die”: 1) coloro che sono stati accertati come positivi al COVID-19 prima dell’11 maggio u.s. sono dichiarati guariti dopo 14 giorni di clinica silente e previo doppio tampone negativo a 24 ore di distanza, esami per i quali si riscontrano notevoli ritardi; 2) i cittadini posti in isolamento domiciliare fiduciario prima dell’11/5/2020 perché considerati “casi sospetti”, ma che non erano mai stati sottoposti a tampone. Secondo quanto definito dalla Regione per costoro l’isolamento si conclude, dopo 14 giorni di clinica silente o, per coloro che erano asintomatici ma venuti in contatto con una persona Covid positiva, dopo 14 giorni dall’ultimo contatto. Questa indicazione non fornisce al medico competente e al datore di lavoro alcuna specifica garanzia diagnostica della mancanza di contagiosità, essendo dimostrati casi di persone che sono risultate positive al tampone anche dopo 30 giorni trascorsi in assenza di sintomi. Molti lavoratori in queste condizioni hanno dovuto prolungare l’assenza dal lavoro. Per sbloccare la situazione il loro medico di medicina generale (MMG) ha richiesto all’ATS il test sierologico, al quale deve seguire, in caso di positività, un successivo tampone, ma i tempi di attesa per il test sierologico e l’eventuale tampone anche in questo caso risultano estremamente lunghi;3) i casi sospetti, segnalati dopo l’11 maggio u.s. hanno la possibilità di effettuare direttamente il tampone su prescrizione del MMG. In caso di tampone negativo, vengono rimandati alla valutazione del medico di famiglia mentre, in caso di tampone positivo, vengono considerati come casi accertati e sono riammessi nella vita sociale, ovvero sul luogo di lavoro, solamente previa effettuazione di due tamponi negativi. Anche in questa situazione, si sono riscontrati ritardi nella effettuazione dei due tamponi finalizzati alla riammissione al lavoro e alla vita sociale e, in caso di riscontro di positività ad uno di questi, un ulteriore ritardo nella programmazione e nell’effettuazione di quelli successivi e nella comunicazione dell’esito. In conseguenza di ciò, molti cittadini, si sono dovuti rivolgere p e r f a r e  tali esami  presso strutture private; 4) non possiamo dimenticare poi il  grave ritardo che si è verificato nell’effettuazione dei tamponi e dei test ai medici e agli operatori socio-sanitari con pesante pregiudizio per la loro salute e per il buon funzionamento del servizio sanitario regionale.

Medicina Democratica, ritenendo che i test diagnostici e i tamponi, resi necessari dalla emergenza COVID- 19, rientrano nei LEA Livelli Essenziali di Assistenza (LEA) di cui all’art. 117, comma 2, lett. m della Costituzione e che pertanto devono essere tempestivamente garantiti, a cura della Regione, sull’intero territorio lombardo, nella diffida chiede di: 1) garantire la tempestiva effettuazione dei tamponi e dei test sierologici e la tempestiva comunicazione dei risultati alle persone appartenenti a tutti i gruppi sopra indicati; 2) modificare il portale di accesso dei MMG, prevedendo l’effettuazione del tampone e del test sierologico per coloro che sono stati segnalati dal medico di base come “casi sospetti” prima dell’11/5; 3) rimborsare l’intero costo sostenuto da coloro che, a causa della mancata disponibilità di strutture pubbliche, sono stati costretti a rivolgersi a strutture private per l’effettuazione del test sierologico e/o del tampone; 4) risarcire il danno subito dai singoli cittadini, a causa dei predetti ritardi, in termini di perdita totale o parziale di retribuzioni.

Per info:

Carmìna Conte, cell. 393 13 77616 ufficio stampa;

Vittorio Agnoletto cell. 3356356978 medico resp. scientifico “Osservatorio Coronavirus”

Note: Articolo inserito in PeaceLink da Laura Tussi

Peppino Impastato vive!

In memoria di un giovane coraggioso che lottò contro la mafia

Peppino vive!

Il 9 maggio 1978 fu assassinato Peppino Impastato e nello stesso giorno venne ritrovato il corpo senza vita di Aldo Moro

8 maggio 2020

Laura Tussi e Fabrizio Cracolici

Peppino Impastato vive nella memoria di chi lo ha amatoRicordare e narrare la meravigliosa vita di Peppino Impastato è una grande opportunità per tutti noi.

Nato da una famiglia mafiosa, diventa il simbolo della lotta alla mafia.

Chi può conoscere e capire meglio che cos’è la mafia se non chi la vede da vicino?

Qui sta la grandezza di Peppino.

Pochi hanno avuto nella storia la capacità e il coraggio di combatterla così da vicino.

Cento passi dividono casa sua da quella del boss Gaetano Badalamenti.

Peppino fonda il giornalino “L’idea socialista” e aderisce al PSIUP – Partito Socialista Italiano di Unità Proletaria e successivamente partecipa col ruolo di dirigente alle attività delle nuove formazioni comuniste, come il Manifesto e Lotta Continua.

Costituisce il gruppo Musica e cultura e nel 1977 fonda Radio Aut con cui denuncia i crimini e gli affari dei mafiosi di Cinisi, Terrasini e i malavitosi della Sicilia.

Importante la sua inchiesta sulla strage di Alcamo Marittima in cui vennero uccisi due Carabinieri e della quale furono accusati cinque giovani innocenti del posto.

Una vita ben spesa quella di Peppino che con le sue azioni e denunce pubbliche ha fatto emergere nei cittadini siciliani la consapevolezza di potersi opporre alla mafia.

Peppino era un ragazzo carico di vita che con Radio Aut demoliva i soprusi dei prepotenti, il potere mafioso che ottenebrava la sua Cinisi e il mondo intero. Sì, il mondo intero poteva sentire la voce di Peppino che da Radio Aut con una risata seppelliva il male, l’odio, il dolore. Una risata dissacrante che faceva riscoprire la bellezza dell’esistente soppiantata purtroppo dall’omertà, dalla prepotenza, dalla brutalità. La bellezza salverà il mondo e tutti gli esseri umani dall’imposizione dei poteri forti, dai privilegi e dai soprusi dei potenti che schiacciano i più fragili del pianeta. Gli occhi di un ragazzo pieno di un sentimento puro di bellezza e amore per la vita: una vita meravigliosa spesa per la causa della libertà contro la mafia e la sopraffazione per innalzare una risata d’amore verso il cielo… e da lassù Peppino ancora osserva le miserie del nostro agire umano, i nostri errori e orrori, ma il suo esempio è linfa vitale per tutti noi che crediamo ancora nel bene.

In memoria di Petrov: l’impegno ecopacifista mondiale

19 maggio, data di morte del colonnello Petrov: sventò la terza guerra mondiale e nucleare nel 1983

In memoria di Petrov: l’impegno ecopacifista mondiale

La conferenza digitale, organizzata dai Disarmisti esigenti, in preparazione della giornata ONU contro le armi nucleari del 26 settembre, ha messo in luce i temi emergenti e di pressante attualità del dibattito ecopacifista nel nostro Paese e nel mondo

Petrov Day

Nota: Durante il convegno digitale, hanno preso parola e sono stati introdotti da Alfonso Navarra, oltre alle personalità già menzionate di seguito nel corso dell’articolo, i seguenti attivisti: Angelo Baracca, Carolina Pozzo, Francesco Lo Cascio, Giuseppe Farinella, Giuseppe La Porta, Joachim Lau, Mario Agostinelli, Oliviero Sorbini, Sandro Ciani, Tiziano Cardosi.

Il Giorno 19 maggio, data di morte del colonnello russo Petrov che sventò la terza guerra mondiale e nucleare il 26 settembre 1983, organizzata dai Disarmisti esigenti, si è svolta una conferenza digitale con i maggiori esponenti dell’ecopacifismo a livello nazionale e internazionale. La conferenza digitale in preparazione del Petrov Day del 26 settembre 2020, giornata internazionale Onu in ricordo di Petrov, ha messo in luce i temi più emergenti e di grave attualità del dibattito ecopacifista nel nostro Paese e nel mondo . L’evento è stato coordinato da Alfonso Navarra, il portavoce dei Disarmisti esigenti (DE), che si occupa da più di quarant’anni, sin dai tempi del campo per la pace di Comiso, di disarmo nucleare e denuclearizzazione. I DE sono tra le nove associazioni e organizzazioni in Italia e nel mondo a essere state insignite nel 2017 del premio Nobel per la pace con Ican – campagna internazionale per l’abolizione degli ordigni di distruzione di massa nucleari. Per l’allargamento dei soggetti coinvolti nell’impegno per la proibizione delle armi nucleari promuovono “Siamo tutti premi Nobel per la pace con ICAN”.

Alfonso Navarra esordisce dicendo che la lobby nucleare sta manovrando per inserirsi nel processo delle conferenze internazionali sul clima (le COP) e per essere classificata tra le energie pulite in Europa: prospetta un sistema basato sull’energia nucleare, in quanto bassa emettitrice di CO2, come soluzione al problema climatico, nascondendo i suoi legami intrinseci con il sistema militare.

Anche il movimento ambientalista giovanile deve affrontare queste tematiche e soprattutto la questione nucleare, che – con atteggiamento possibilista – attualmente tende a considerare divisiva. Il nucleare militare non occupa la ribalta perché il nocciolo duro del potere ama nascondersi: ad esempio i mass media prospettano le gravi crisi di Iran e Corea del Nord come problemi locali e lontani. Al contrario la minaccia e l’emergenza nucleare sono forti, attualmente ancora più che durante la guerra fredda.

Questo fa trapelare il vero problema: il nucleare civile e militare, i due fratelli gemelli, sono una questione allarmante di emergenza e minaccia mondiale. Anche il nucleare civile è un grave problema anche se è poco evidente e mediaticamente ‘appariscente’ a livello globale, in quanto se ne parla solo in concomitanza con i gravi disastri come ad esempio Fukushima e Chernobyl. Infatti tutti i poteri coinvolti – e specialmente il cosiddetto quarto potere – ricevono finanziamenti dalle grandi lobby del nucleare per tacere.

Il nucleare ingenera omertà.

Il nucleare civile è già più visibile e ‘apprezzato’ anche tra i movimenti giovanili perché, come si diceva, pretende di essere esente da emissioni di anidride carbonica. La  soluzione al problema climatico e’ un problema complesso, e non possiamo affidarci ai facili slogan di chi prospetta una decarbonizzazione che dovrebbe essere completa entro il 2025, magari anche grazie all’utilizzo del nucleare. Mentre per gli accordi della Cop21 di Parigi, la decarbonizzazione completa è prevista per il 2050, senza nucleare.

La crisi ambientale è seria e occorrono soluzioni serie e non semplici slogan. La coalizione clima, invitata dal ministro Costa, non si è posta come interlocutrice insieme ai giovani di FFF per organizzare la PreCop26 a Milano (La COP 26 vera e propria si tiene a Glasgow, in Scozia). Bisogna assumersi la responsabilità di un dialogo con i giovani mettendoci la faccia sulle proprie idee, se si possiedono proposte concrete!

Si traccheggia quando gli scienziati sostengono che restano 10 anni per evitare collassi ecologici, quindi sociali, su scala globale! Gli avvertimenti non mancano, come del resto non erano mancati riguardo alla tempesta pandemica che stiamo attraversando.

La situazione climatica e l’ingiustizia sociale si aggravano e si amplificano i conflitti e le guerre nel mondo che prevedono armi convenzionali. Ma presto si potrebbe passare all’uso di armi nucleari, come con gli Stati Uniti d’America che vantano un programma di bombe con potenza intermedia. I movimenti giovanili devono essere al corrente di tutto questo. Negli Stati Uniti si è predisposta una commissione parlamentare per consigliare l’esecutivo sulla strategia di difesa nei prossimi anni. In questo congresso americano, Cina e Russia risultano i principali nemici degli USA e quindi il congresso consiglia all’esecutivo di dotarsi di mezzi per la guerra contro Russia e Cina. Con il progetto di varie nuove bombe, di tutti i tipi. Attualmente sono previste, in sostituzione delle B 61, a caduta verticale, le B 61-12, teleguidate e trasportabili dagli F35. Il pilota ne può regolare la potenza nucleare allo stesso modo delle mini bombe sempre made in USA. Questi programmi in sistemi di comando e controllo necessariamente difettosi possono innescare una guerra nucleare.

Attualmente sono stanziati Euromissili in cinque Stati europei. Nella situazione tedesca, vi è una forte presa di posizione per il ritiro delle bombe nucleari B 61. Infatti in Germania, Buchel, una base aerea analoga a Ghedi in Italia, diventerebbe la nuova Comiso.

Turi Vaccaro, appena scarcerato dopo le sue azioni nonviolente contro il MUOS di Niscemi (quasi 21 mesi di detenzione per avere sabotato le antenne paraboliche), con la sua testimonianza, su cui torneremo, ricorda che in Germania sono previsti a luglio 2020 dei campi organizzati dai movimenti giovanili, come ai tempi di Comiso in Sicilia, quando il Cruisewatching era organizzato per inseguire e disturbare le esercitazioni dei Cruise, e lo si faceva in tutta Europa nei campi accanto alle basi degli euromissili.

Come sostiene lo scienziato Luigi Mosca, considerando la strategia per arrivare all’abolizione delle armi nucleari, si vede una prima fase giuridica, ossia il trattato di interdizione che prevede la ratifica di 50 paesi. Purtroppo con la pandemia il processo di ratifica è rallentato. Nella prima fase, Ican e la società civile cooperano in modo efficiente con gli Stati non nucleari. Adesso il dialogo dovrebbe avvenire anche con gli Stati nucleari. Il trattato di interdizione, il TPAN ha un impatto di stigmatizzazione di queste armi. Vi è una iniziativa di Svezia, Germania e 13 altri Stati che lanciano un appello al disarmo per evitare l’escalation nucleare. È importante dialogare con questi Stati che si mobilitano per un appello antinucleare. La Merkel e il ministro degli esteri in Germania hanno però assicurato agli Stati Uniti che non daranno seguito a questo appello. Quindi vi è una forte tensione in corso.

Tra i nove Stati detentori di armi nucleari, lo stato più aperto al trattato di interdizione, il TPAN, adottato in una conferenza ONU il 7 luglio 2017, e in attesa di 50 ratifiche per entrare in vigore, è la Cina. Abbiamo, secondo Luigi Mosca, tutto l’interesse al dialogo con la Cina spingendo per la possibilità che  questa grande potenza proponga un gruppo di lavoro ai nove Stati nucleari per elaborare un piano di disarmo. La situazione geopolitica va studiata in profondità per arrivare al disarmo nucleare. E vi è la necessità di un ponte storico e storiografico tra gli errori e orrori del passato, si veda sempre il progetto “per non dimenticare” delle città di Nova Milanese e Bolzano, di cui è referente Fabrizio Cracolici, e le prospettive delle tragiche aberrazioni future, con il tramite del concetto elaborato dai grandi partigiani Hessel e Morin, ossia la coscienza planetaria come strumento della cultura della terrestrita’ per salvare l’umanità intera.

E’ stato presentato inoltre il canale video “Siamo tutti Premi Nobel per la Pace con ICAN” che raccoglie le testimonianze di importanti attivisti per la pace a livello mondiale. Questo canale sta crescendo, prendendo la struttura di una Web TV con all’interno diversi canali a tema, come ad esempio quello di ICAN, la cultura della Terrestrità, Riace modello sociale di accoglienza e la memoria delle Deportazioni.

Questo il link al canale video:

https://www.youtube.com/channel/UCFWikKgRr7k21bXHX3GzE9A

La parola data a Turi Vaccaro nella conferenza digitale è un ponte tra le lotte antinucleari di Comiso in Sicilia durante gli anni 1980 e quelle di Buchel in Germania dove è convocato il campo di pace a luglio 2020 dai movimenti ambientalisti e ecopacifisti. Infatti Buchel potrebbe rappresentare la nuova Comiso.

Turi Vaccaro nella sua testimonianza ha ricordato che è uscito dal carcere il 15 aprile di questo anno. Non ha esperienza di Buchel in quanto impegnato da anni sul fronte di Niscemi e in Val di Susa.

Buchel è una cittadina in Germania a sud di Colonia e di Bonn. Proprio lì sono stoccate le bombe statunitensi Nato B 61 come a Ghedi e a Aviano in Italia e in Olanda, in Belgio, in Turchia. Entro il 2020 saranno sostituite con le bombe più potenti B61-12. Se i poteri forti riescono a sfondare a Buchel -rincalza Turi- sfonderanno in tutta Europa. Nel frattempo in Germania i media e i poteri forti evitano di fare divulgazione alle azioni dei movimenti ecopacifisti. Inoltre sempre a Buchel sono di stanza i tornado che trasportano bombe nucleari e i famigerati cruise. In Scozia esiste una base con sottomarini nucleari. Secondo la legge italiana Turi ha arrecato al Muos, situato nella sughereta di Niscemi, un danno altissimo e molto grave e per questo Turi dovrà scontare almeno ancora un anno, forse due di carcere. Secondo i fratelli Berrigan, fondatori dei Plougshares cui Turi appartiene, sono più efficaci e utili le azioni dichiarate e non quelle clandestine, con molti campi di azione diretta nonviolenta contro le basi Nato nucleari. Secondo lo scienziato italo francese Luigi Mosca, l’emergenza nucleare e anche climatica e ecologica è correlata soprattutto anche con l’ingiustizia sociale.

La governance mondiale vede al centro l’essere umano in armonia con l’ambiente secondo il concetto di terrestrità maturato negli ambienti intellettuali francesi con i partigiani Hessel e Morin, e sviluppato in Italia da Alfonso Navarra. La storia dell’uomo è intrecciata in modo globale al divenire universale secondo il concetto di cosmicità. Per questo l’uomo è tenuto a tutelare la madre terra dall’annientamento e dalla distruzione globale. Sempre secondo Luigi Mosca, 14.000 bombe nucleari sono stoccate in nove paesi e in possesso di Stati Uniti e Russia. Queste bombe sono stoccate nei rispettivi arsenali, ma addirittura 2000 di queste sono in stato di allerta permanente pronte a essere sganciate e lanciate. Le mini nukes, bombe con potenza intermedia tra armi nucleari e convenzionali, costituiscono un pericolo maggiore per il rischio di innesco della guerra nucleare. Dal 1947 a oggi vi è stata un’escalation, un’evoluzione preoccupante verso l’apocalisse nucleare. Con la presidenza Trump i problemi si sono moltiplicati. Con Trump è avvenuto un lavoro di demolizione di trattati e accordi che mantenevano un certo livello di tabù relativo alle armi nucleari. Questi trattati ormai non esistono più. Per esempio la leadership attuale americana è uscita dall’UNESCO e della Cop21 di Parigi.

Al contrario, un successo, un obiettivo molto positivo, una svolta epocale per il mondo ecopacifista e per l’umanità tutta si è ottenuto con il TPAN, il trattato ONU adottato con i voti favorevoli di 122 nazioni con un totale di 137 aderenti: i due terzi degli Stati del mondo. Il TPAN è valso il premio Nobel per la pace 2017 a Ican -campagna internazionale per l’abolizione degli ordigni di distruzione di massa nucleari di cui sono parte migliaia di ecopacifisti in tutto il mondo. Ad ora, 36 Stati hanno ratificato il TPAN e occorrono 50 ratifiche per l’entrata in vigore del trattato ONU nel quadro del diritto internazionale.

E ancora l’ecopacifista Giovanna Pagani, presidente onorario di Wilpf Italia, ha elencato la sinergia tra questione nucleare e ambientale. Il target dell’ecopacifismo devono essere i giovani e le donne che si stanno inserendo nel movimento giovanile di Fridays For Future che per ora ha solo il pregio di aver mobilitato le coscienze, ma purtroppo è assente sul tema nucleare e del contrasto delle guerre. Nella Cop25, la lobby del militare nucleare civile è molto forte e convince molti giovani per l’emergenza climatica e per l’energia senza emissioni di anidride carbonica.

Su questo noi ecopacifiste dobbiamo lottare intensamente. È necessario accendere l’attenzione delle donne sul militarismo e sul nucleare. Perché le donne sono le maggiori vittime di tutte le guerre e delle emergenze nucleari e dei disastri ad esse connessi. Lo stupro ad esempio è un’arma di guerra. Le donne sono la popolazione povera del sud del mondo e vittime delle ingiustizie sociali. È necessario creare un’alleanza tra donne, in quanto nel mondo le donne sono attivatrici di cambiamento.

Inoltre ricordiamo gli interventi di Alessandro Capuzzo e Tiziana Volta che si dichiarano in cammino con gli altri per la pace e la nonviolenza. Tiziana Volta fa parte dell’associazione Mondo senza guerre e senza violenza ed è coordinatrice nazionale della marcia mondiale per la pace e la nonviolenza.

Antonia Sani, già presidente di Wilpf Italia, con un suo messaggio scritto, ribadisce che le donne Wilpf esprimono viva indignazione per quanto espresso dal rapporto SIPRI: la produzione delle armi continua indisturbata mettendo a repentaglio l’esistenza dell’umanità, del mondo animale e della vita stessa del pianeta.

Alfonso Navarra, nelle sue conclusioni, ribadisce la nostra posizione in quanto attivisti ecopacifisti: siamo per il diritto internazionale e per lo scioglimento della Nato. Perché noi vogliamo il mondo della pace e della coscienza planetaria della terrestità e tutto questo da un punto di vista politico e tattico, in una strategia nonviolenta, significa puntare per prima cosa alla denuclearizzazione dal basso.

Navarra nelle sue conclusioni propone di approfondire in un seminario il 26 settembre 2020 “10 punti di impegno”, già anticipati prima dell’incontro, per un movimento ecopacifista “intersezionale”, cercando di coinvolgere non tanto i “soliti pacifisti”, ma i nuovi movimenti giovanili, i No TRIV e i No eccetera, le realtà sindacali di base, rappresentanti il mondo del lavoro e del non lavoro.

In particolare bisognerebbe riflettere su come inserire il percorso antinucleare nel processo climatico istituzionale (le COP per il clima) ottenendo su questo punto il coinvolgimento dei movimenti per l’emergenza climatica ed ambientale.

Il movimento antinucleare dovrebbe cercare una BASE DI MASSA nella consapevolezza dei nuovi movimenti per l’emergenza climatica e ecologica; e nella esigenza, posta dalla crisi epidemica, di orientare le risorse sui bisogni di vita degli umani e non sullo spreco rappresentato dagli strumenti di morte anche quando non vengono usati.

Bisognerebbe, a tal fine, attivare e ripensare gli strumenti della iniziativa della politica di base: le cause legali, i boicottaggi consumieristi e soprattutto la disobbedienza fiscale (vedi Campagna OSM-DPN da aggiornare e rilanciare)

 

Articoli correlati

  • Pace, Donne, Disarmo

    PACE
    Il motore della finanza globale risiede nell’export di armi

    Pace, Donne, Disarmo

    Nella giornata internazionale delle donne per il disarmo, ricordiamo l’impegno di molteplici attiviste sui grandi temi del disarmo nucleare, dalla marcia mondiale della pace e della nonviolenza al Petrov Day
    25 maggio 2020 – Laura Tussi
  • Agenda Onu 2030: pensare la pace

    PACE
    La terrestrità unisce donne e uomini e ogni essere vivente in spazi e tempi di fraternità e sororità

    Agenda Onu 2030: pensare la pace

    In questi giorni, è stato l’anniversario della morte del colonnello sovietico Petrov che è riuscito a salvare l’umanità dalla terza guerra mondiale e nucleare, il giorno 26 settembre del 1983, in piena guerra fredda
    24 maggio 2020 – Laura Tussi
  • Giornata Internazionale delle donne per il Disarmo

    PACE
    Ricorre il 24 maggio la Giornata internazionale delle donne per il disarmo

    Giornata Internazionale delle donne per il Disarmo

    Solo la lotta del movimento di liberazione delle donne (alla cui scuola ed alla cui sequela tutti gli esseri umani possono e debbono porsi) libera l’umanita’ dalla violenza
    23 maggio 2020 – Peppe Sini
  • Il 18 maggio 1944 moriva il partigiano Dante di Nanni

    EDITORIALE
    Contribuì alla rinascita dell’umanità lacerata e persa

    Il 18 maggio 1944 moriva il partigiano Dante di Nanni

    In momenti cupi come quello del periodo nazifascista, molti giovani hanno sacrificato la propria vita per il raggiungimento della Pace e della Libertà, per porre fine a una feroce guerra. Vogliamo mantenere viva la Memoria.
    17 maggio 2020 – Laura Tussi e Fabrizio Cracolici

Vittorio Agnoletto: “Senza Respiro”

Campagna di crowdfunding “SENZA RESPIRO”

Vittorio Agnoletto: “Senza Respiro”

“Senza Respiro” sarà un’inchiesta indipendente sull’epidemia Coronavirus in Lombardia, Italia e Europa, che Vittorio Agnoletto coordinerà con l’aiuto dell’equipe dell’ “Osservatorio Coronavirus”. “Altreconomia” sarà l’editore di questo libro

Laura Tussi

Laura Tussi (e Fabrizio Cracolici)

SENZA RESPIRO - Libro di inchiesta

Niente sarà più come prima

Vittorio Agnoletto è un medico che da sempre conduce lotte per i principi fondamentali del vivere civile e per il diritto alla salute e al bene comune.

Pensare a “un altro mondo possibile” significa, nel senso pieno della parafrasi, che non esistono confini, luoghi di appartenenza nazionalistica e provenienza localistica e logistica, privilegi di pochi nei confronti di molti e se questa parola “mondialità” viene analizzata nel senso della condivisione di ciò che è diritto di ogni singola persona in quanto tale, ecco in questa visione riscontriamo il pensiero profondo che sta nell’impegno, nell’agire e nelle lotte di Vittorio Agnoletto.

Per Vittorio Agnoletto non rappresentano un freno le restrizioni e gli ostacoli che il potere e il sistema gli impongono e gli hanno sempre imposto. Anzi questi costituiscono impulso per un continuo agire quotidiano di lotte, rivendicazioni e azioni continue e cogenti e contingenti di un impegno per un futuro migliore che non deve essere la riproposizione di un passato stantio, di un “prima” nostalgico, ma deve farsi carico delle difficoltà e degli ostacoli del presente.

Tutti noi siamo grati a Vittorio Agnoletto per il suo grande impegno e per l’impareggiabile dedizione nei confronti del prossimo, in questa condizione contemporanea di emergenza planetaria. E questa estenuante prova rende Vittorio un vero professionista ricercatore e attivista.

Questa è la motivazione che ci spinge a sostenere il grande e importante Progetto che vede coinvolta l’equipe dell’ “Osservatorio Coronavirus”: Senza Respiro.

 

Carissimi
“Senza Respiro” sarà un’inchiesta indipendente sull’epidemia Coronavirus in Lombardia, Italia ed Europa, che coordinerò con l’aiuto dell’equipe dell’ “Osservatorio Coronavirus”. Venerdì 22 maggio è stata lanciata da “Altreconomia”, che sarà l’editore del libro, la campagna di crowdfunding sulla piattaforma Produzioni dal basso”.  Trovate tutte le informazioni al link https://www.produzionidalbasso.com/project/senza-respiro/

Come sapete dal 21 febbraio, giorno del primo caso di Covid-19 identificato a Codogno, mi occupo ininterrottamente dell’emergenza epidemica con l’Osservatorio, una realtà di lavoro volontario, costituita da Medicina Democratica e da “37e2”. In questi mesi, oltre a fornire informazioni e supporto alle tantissime persone che ci hanno contattato, ci siamo scontrati con le disastrose conseguenze di scelte compiute dai responsabili istituzionali, principalmente della Lombardia, ma non solo, che purtroppo hanno favorito la diffusione del virus. Scelte derivanti da errori, ma anche da decisioni politiche recenti e passate che hanno fortemente compromesso la capacità di reazione del nostro Servizio Sanitario di fronte ad una emergenza di sanità pubblica.

“Senza Respiro” ricostruirà le tappe che hanno scandito le diverse fasi del contrasto al Coronavirus attraverso sia una raccolta/rielaborazione di dati, sia attraverso le testimonianze, raccolte dall’Osservatorio, dei cittadini e del personale sociosanitario. Studieremo le cause e le responsabilità di quanto avvenuto e cercheremo di elaborare delle proposte per evitare che possa ripetersi una situazione simile. Il focus sarà sulla Lombardia ma con una finestra sull’Italia e sull’Europa, anche per capire come risposte istituzionali differenti hanno prodotto risultati diversi. Ho scelto di destinare i diritti d’autore all’ospedale Sacco di Milano, una struttura pubblica che ha svolto un ruolo fondamentale durante la fase più critica dell’epidemia. Ringrazio fin da ora tutti coloro che decideranno di sostenere questa nostra ricerca, che vuole essere un’opera di verità e giustizia.

Note: Trovate tutte le informazioni al link https://www.produzionidalbasso.com/project/senza-respiro/

L’attivismo per la Palestina

Un popolo distrutto dallo strapotere di un governo occupante e criminale

L’attivismo per la Palestina

Gaza vive ancora grazie a questo Mosaico di Pace attivista e alle tante associazioni filopalestinesi che spendono e dedicano la vita a una causa nobile come è la sopravvivenza ed esistenza del popolo palestinese e di tutti i popoli del mondo, nel filo rosso dell’amore per l’umanità intera
Laura Tussi2 giugno 2020

Palestina libera !

L’impegno civile e l’attivismo sociale dell’associazionismo filopalestinese si pongono il nobile intento di solidarizzare e aiutare e soprattutto di cercare di salvare un popolo da una condizione di brutale e indescrivibile oppressione da parte di una nazione occupante e di una situazione perversa di dominio da parte di uno strapotere prepotente e assassino.

Gaza vive ancora grazie a questo Mosaico di Pace attivista e alle tante associazioni filopalestinesi che spendono e dedicano la vita a una causa nobile e meritevole come è la sopravvivenza ed esistenza del popolo palestinese e di tutti i popoli del mondo, nel filo rosso dell’amore per l’umanità intera. L’impegno filopalestinese è un’attività costruttiva perché si prodiga e volge verso gli altri e lotta per difendere la vita sopra ogni altra cosa e per creare solidarietà e cercare voci, braccia, menti, cuori e persone al plurale evitando il soggettivismo e l’individualismo. Perché “solo tutti insieme ci si salva e non uno per uno”. E un ‘assolo’ riceverebbe più forza e spinta vitale compartecipando in percorsi collettivi e plurali con tutti coloro che sono impegnati nella causa più alta della salvezza dell’umanità.

Le associazioni a favore della Palestina fanno informazione e controinformazione, in quanto vi è necessità di raccontare la Palestina, sfidando censure e compensando ciò che dovrebbero fare i grandi media.

L’attivismo per la Palestina è una realtà umanitaria e anche umanistica, in quanto riguarda l’essere umano, la sua vita, la cultura, le sue radici. È volto a convertire l’io in un noi pluralista e solidale con tutti. Declinando il singolo al plurale per vivere il dono dell’azione non alla maniera individualistica di una sfida personale, ma come progetto compartecipato di trasformazione che accomuna e rende liberi e felici e uguali, in cui anche il singolo nutre gli ideali e l’animo più nobili, in quanto elimina l’egoismo che vive in natura.

Una realtà importante insieme al mosaico di pace di tutti gli attivisti impegnati per le cause della salvezza dei popoli dell’umanità e in particolare di un popolo umiliato e depredato e sottomesso e massacrato come quello palestinese.

Un popolo distrutto dallo strapotere di un governo occupante e criminale.

Ma la Palestina e Gaza hanno le risorse per R-esistere e gli attivisti per la Palestina sono tra queste grandi opportunità.

 

Articoli correlati

  • Il 18 maggio 1944 moriva il partigiano Dante di Nanni

    EDITORIALE
    Contribuì alla rinascita dell’umanità lacerata e persa

    Il 18 maggio 1944 moriva il partigiano Dante di Nanni

    In momenti cupi come quello del periodo nazifascista, molti giovani hanno sacrificato la propria vita per il raggiungimento della Pace e della Libertà, per porre fine a una feroce guerra. Vogliamo mantenere viva la Memoria.
    17 maggio 2020 – Laura Tussi e Fabrizio Cracolici
  • Il principio speranza

    PACE
    Il sistema concentrazionario e gli orrori del nazifascismo

    Il principio speranza

    Il principio speranza di Ernst Bloch e il principio responsabilità di Hans Jonas sono importanti moniti per la pace. La biblioteca civica popolare di Nova Milanese e l’archivio storico della città di Bolzano hanno raccolto più di 200 videotestimonianze
    12 maggio 2020 – Laura Tussi
  • Come i Palestinesi vedono la guerra siriana

    PALESTINA
    I Palestinesi sono ora convinti che la loro causa non sia una priorità dell’opposizione siriana

    Come i Palestinesi vedono la guerra siriana

    Un sondaggio del settembre 2012 rilevò che quasi l’80% degli intervistati in Cisgiordania e Gaza sostenevano i manifestanti e l’opposizione siriana. Ma nel corso degli anni, quando la rivolta siriana si trasformò in un sanguinoso conflitto settario, le posizioni iniziarono a cambiare.
    Adnan Abu Amer
  • Agenda ONU 2030: la pace vive!

    PACE
    Partendo dai grandi padri partigiani e dalle grandi madri costituenti della democrazia

    Agenda ONU 2030: la pace vive!

    Pedagogia della pace, didattica della storia, narrativa della memoria, ecodidattica sono locuzioni di senso e significato che implicano un interesse nei confronti della storia passata, della tutela dei grandi beni comuni della pace, della memoria e dell’ambiente
    9 maggio 2020 – Laura Tussi