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Fermiamo la guerra invece che alimentarla!

Fermiamo la guerra invece che alimentarla!

a cura di Laura Tussi – PeaceLink, giornalista

 

pubblicato sul profilo facebook da Giorgio Cremaschi

 

Su contropiano.org un punto della situazione su quanto avviene e sta avvenendo in questi tragici momenti.

Alessio Ramaccioni: Il nuovo gruppo parlamentare Manifesta ha votato contro la risoluzione parlamentare che invia armi all’Ucraina. Vi è il tentativo di portare la vicenda sul tema della diplomazia e della pace, ma le informazioni di guerra e come anche la stampa sono censurate e unilaterali. Le censure vanno ad artisti, musicisti, direttori d’orchestra, intellettuali e così via.

Giorgio Cremaschi: a proposito di censura di guerra, non un solo telegiornale ha chiesto ragione del voto a quelli che hanno votato contro l’invio di armi in Ucraina. Noi siamo di fronte all’informazione più impensabile.

Vi sono circostanze a senso unico e se uno si pone in dubbio viene linciato e assimilato come servo di Putin.

La russofobia che dilaga porta alle logiche di guerra. In un campo così difficile far vivere la voce della ragione contro il delirio bellicista è praticamente impossibile e se ci dicono che siamo servi di Putin non ha importanza: noi siamo contro la guerra e contro tutte le guerre e contro l’escalation militare soprattutto.

Si presenta sempre più la paura della guerra e la decisione di inviare armi all’Ucraina contro la Russia è un atto di guerra per cui siamo e risultiamo essere in guerra contro la Russia. E’ una cosa gravissima è un meccanismo di escalation militare irrefrenabile. La stampa e l’opinione pubblica vogliono punire gli oligarchi, ma in realtà gli oligarchi si salvano sempre come in tutte le guerre.

Le sanzioni colpiranno l’economia della povera gente. L’industria delle armi ha fatto risalire le quotazioni in borsa. L’azienda Leonardo Finmeccanica è cresciuta.

Ieri si è violata la costituzione facendo entrare l’Italia nel conflitto.

Secondo la logica guerrafondaia e bellicista, i bombardieri Nato devono combattere contro i russi. In Europa subentra troppa poca paura della terza guerra mondiale e dell’escalation militare e bellica e si arriva sull’orlo del baratro. Vi sono molte manifestazioni per dire basta, per dire no alla partecipazione dell’Italia alla guerra. La guerra è lo strumento surrettizio sia per quando serve estendere le cosiddette democrazie come in tutte le guerre della Nato sia per la denazificazione di una nazione come l’Ucraina. Se vogliamo fermare la guerra dobbiamo discutere e discutiamo del cessate il fuoco, dell’intervento positivo dell’ONU, dell’apertura di trattative vere e con promesse e accordi di pace. È necessario fermare la guerra come strumento di soluzione di tutto ciò che avviene.

Fermare l’avanzata belligerante significa fermare l’invio degli armamenti e delle armi. Questa è una discriminante non solo in politica, ma nella morale e nell’ambito dell’etica.

L’ideologia della guerra è l’ultimo pezzo del pensiero unico neoliberista di questi ultimi trent’anni. Un pensiero che si è trasferito in un atto di estrema violenza. I guerrafondai sono i più liberali e i fascisti. I guerrafondai ci hanno spiegato che non ci sono alternative al neoliberismo che sfocia sempre nella guerra. Per fermare la guerra ci vuole la politica. Un compromesso di pace su due guerre, l’una prima dentro l’Ucraina che deve essere considerato uno stato multietnico e plurilingue. E l’altra in cui bisogna stabilire un compromesso di disarmo della Nato che deve sciogliersi e ritirarsi dall’est. Quindi tornare all’ONU e non alla Nato. Un accordo che garantisca la ritirata della Nato dai confini della Russia altrimenti si va incontro alla terza guerra mondiale.

 

Alberto Fazolo: Si riaggancia a quello che dice Giorgio Cremaschi ossia la poca paura del conflitto perché un’escalation che porti alla terza guerra mondiale è alta tra la Russia e l’Ucraina. L’avanzata bellicista in Donbass viene sciolta con il nodo del nazismo. La cronaca di questa guerra racconta che le truppe russe hanno occupato i nodi nevralgici, ma evitano le città. La Russia non entrando in città e l’Ucraina con la distribuzione delle armi ai cittadini portano in modo negativo e guerresco regolamenti di conti, attività criminali e si afferma l’inferno in queste città con una elevata lacerazione sociale.

Vi è una destabilizzazione dell’Europa per l’aumento di arsenali nucleari e militari che sono sempre più un grave pericolo. Questa volta la destabilizzazione è con la Nato. Tutti hanno le armi nucleari. Vanno fermate queste due guerre. Bisogna far capire che vanno individuate le criticità di questi conflitti: la guerra in Donbass con la denazificazione del paese e il secondo conflitto la guerra tra Russia e Nato con la ripresa del dialogo internazionale.

 

Eleonora Forenza:

È necessario impegnarsi a fermare la macchina mostruosa dell’informazione militarista. Ieri in parlamento vi è stato un discorso del segretario Letta che giustifica l’invio di armi con l’articolo 11 della Costituzione italiana che, invece, al contrario, ripudia la guerra. Questo è il ritorno al suprematismo eurocentrico e si ascoltano i telecronisti che la guerra è nel cuore dell’Europa. Si dice che noi siamo occidentali e dobbiamo ricordare alla Russia che ha perso la guerra fredda. Il rischio dell’escalation militare non è quello di cui hanno bisogno l’Ucraina e l’Europa. La guerra è iniziata nel 2014 con più di 14.000 morti in Donbass. Se provi a portare avanti le ragioni della pace e la hybris guerrafondaia, se provi a dire che rafforzare la presenza Nato a est non è la soluzione per la pace, vieni tacciato come filo Putin e rossobruno.

Noi in realtà non siamo con Putin che ha una prospettiva di pensiero e ideologica neozarista, una cultura machista e all’opposto della libertà. E allo stesso tempo, non possiamo assumere una prospettiva suprematista e atlantista. Il parlamento europeo diventa un attore silente rispetto ai tanti progrom verificati come a Odessa e dal 2014 inizia una politica che porta l’Unione Europea impegnata a inviare denaro e stipulare accordi con la politica di liberalizzazione. Attualmente subentra l’importanza di raccontare la verità. Eschilo diceva che la verità è la prima a morire in guerra. Abbiamo il dovere di non autocensurarci per le responsabilità gravi dell’Europa e della Nato.

 

Valerio Evangelisti:

La storia Ucraina è lunghissima. Ma è più interessante vedere cosa accade nella seconda guerra mondiale quando i nazisti sono accolti dagli ucraini come liberatori e Bandera era uno stretto complice di Hitler. I gruppi neonazisti sono corpi armati che esibiscono simboli nazisti. Quando si parla di democrazia dove sono gli esponenti dei partiti comunisti in Ucraina: sono tutti in prigione. Putin è un personaggio negativo. Molto negativo, ma ha conquistato il cuore della sua popolazione rispetto agli altri leader passati e ha dimostrato energia. Ma è un vero bugiardo.

Putin è un esponente dello zarismo riscoperto è un insieme di ambiguità, di bugie e di reazioni isteriche di fronte alle obiezioni.

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