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In memoria di Petrov: l’impegno ecopacifista mondiale

19 maggio, data di morte del colonnello Petrov: sventò la terza guerra mondiale e nucleare nel 1983

In memoria di Petrov: l’impegno ecopacifista mondiale

La conferenza digitale, organizzata dai Disarmisti esigenti, in preparazione della giornata ONU contro le armi nucleari del 26 settembre, ha messo in luce i temi emergenti e di pressante attualità del dibattito ecopacifista nel nostro Paese e nel mondo

Petrov Day

Nota: Durante il convegno digitale, hanno preso parola e sono stati introdotti da Alfonso Navarra, oltre alle personalità già menzionate di seguito nel corso dell’articolo, i seguenti attivisti: Angelo Baracca, Carolina Pozzo, Francesco Lo Cascio, Giuseppe Farinella, Giuseppe La Porta, Joachim Lau, Mario Agostinelli, Oliviero Sorbini, Sandro Ciani, Tiziano Cardosi.

Il Giorno 19 maggio, data di morte del colonnello russo Petrov che sventò la terza guerra mondiale e nucleare il 26 settembre 1983, organizzata dai Disarmisti esigenti, si è svolta una conferenza digitale con i maggiori esponenti dell’ecopacifismo a livello nazionale e internazionale. La conferenza digitale in preparazione del Petrov Day del 26 settembre 2020, giornata internazionale Onu in ricordo di Petrov, ha messo in luce i temi più emergenti e di grave attualità del dibattito ecopacifista nel nostro Paese e nel mondo . L’evento è stato coordinato da Alfonso Navarra, il portavoce dei Disarmisti esigenti (DE), che si occupa da più di quarant’anni, sin dai tempi del campo per la pace di Comiso, di disarmo nucleare e denuclearizzazione. I DE sono tra le nove associazioni e organizzazioni in Italia e nel mondo a essere state insignite nel 2017 del premio Nobel per la pace con Ican – campagna internazionale per l’abolizione degli ordigni di distruzione di massa nucleari. Per l’allargamento dei soggetti coinvolti nell’impegno per la proibizione delle armi nucleari promuovono “Siamo tutti premi Nobel per la pace con ICAN”.

Alfonso Navarra esordisce dicendo che la lobby nucleare sta manovrando per inserirsi nel processo delle conferenze internazionali sul clima (le COP) e per essere classificata tra le energie pulite in Europa: prospetta un sistema basato sull’energia nucleare, in quanto bassa emettitrice di CO2, come soluzione al problema climatico, nascondendo i suoi legami intrinseci con il sistema militare.

Anche il movimento ambientalista giovanile deve affrontare queste tematiche e soprattutto la questione nucleare, che – con atteggiamento possibilista – attualmente tende a considerare divisiva. Il nucleare militare non occupa la ribalta perché il nocciolo duro del potere ama nascondersi: ad esempio i mass media prospettano le gravi crisi di Iran e Corea del Nord come problemi locali e lontani. Al contrario la minaccia e l’emergenza nucleare sono forti, attualmente ancora più che durante la guerra fredda.

Questo fa trapelare il vero problema: il nucleare civile e militare, i due fratelli gemelli, sono una questione allarmante di emergenza e minaccia mondiale. Anche il nucleare civile è un grave problema anche se è poco evidente e mediaticamente ‘appariscente’ a livello globale, in quanto se ne parla solo in concomitanza con i gravi disastri come ad esempio Fukushima e Chernobyl. Infatti tutti i poteri coinvolti – e specialmente il cosiddetto quarto potere – ricevono finanziamenti dalle grandi lobby del nucleare per tacere.

Il nucleare ingenera omertà.

Il nucleare civile è già più visibile e ‘apprezzato’ anche tra i movimenti giovanili perché, come si diceva, pretende di essere esente da emissioni di anidride carbonica. La  soluzione al problema climatico e’ un problema complesso, e non possiamo affidarci ai facili slogan di chi prospetta una decarbonizzazione che dovrebbe essere completa entro il 2025, magari anche grazie all’utilizzo del nucleare. Mentre per gli accordi della Cop21 di Parigi, la decarbonizzazione completa è prevista per il 2050, senza nucleare.

La crisi ambientale è seria e occorrono soluzioni serie e non semplici slogan. La coalizione clima, invitata dal ministro Costa, non si è posta come interlocutrice insieme ai giovani di FFF per organizzare la PreCop26 a Milano (La COP 26 vera e propria si tiene a Glasgow, in Scozia). Bisogna assumersi la responsabilità di un dialogo con i giovani mettendoci la faccia sulle proprie idee, se si possiedono proposte concrete!

Si traccheggia quando gli scienziati sostengono che restano 10 anni per evitare collassi ecologici, quindi sociali, su scala globale! Gli avvertimenti non mancano, come del resto non erano mancati riguardo alla tempesta pandemica che stiamo attraversando.

La situazione climatica e l’ingiustizia sociale si aggravano e si amplificano i conflitti e le guerre nel mondo che prevedono armi convenzionali. Ma presto si potrebbe passare all’uso di armi nucleari, come con gli Stati Uniti d’America che vantano un programma di bombe con potenza intermedia. I movimenti giovanili devono essere al corrente di tutto questo. Negli Stati Uniti si è predisposta una commissione parlamentare per consigliare l’esecutivo sulla strategia di difesa nei prossimi anni. In questo congresso americano, Cina e Russia risultano i principali nemici degli USA e quindi il congresso consiglia all’esecutivo di dotarsi di mezzi per la guerra contro Russia e Cina. Con il progetto di varie nuove bombe, di tutti i tipi. Attualmente sono previste, in sostituzione delle B 61, a caduta verticale, le B 61-12, teleguidate e trasportabili dagli F35. Il pilota ne può regolare la potenza nucleare allo stesso modo delle mini bombe sempre made in USA. Questi programmi in sistemi di comando e controllo necessariamente difettosi possono innescare una guerra nucleare.

Attualmente sono stanziati Euromissili in cinque Stati europei. Nella situazione tedesca, vi è una forte presa di posizione per il ritiro delle bombe nucleari B 61. Infatti in Germania, Buchel, una base aerea analoga a Ghedi in Italia, diventerebbe la nuova Comiso.

Turi Vaccaro, appena scarcerato dopo le sue azioni nonviolente contro il MUOS di Niscemi (quasi 21 mesi di detenzione per avere sabotato le antenne paraboliche), con la sua testimonianza, su cui torneremo, ricorda che in Germania sono previsti a luglio 2020 dei campi organizzati dai movimenti giovanili, come ai tempi di Comiso in Sicilia, quando il Cruisewatching era organizzato per inseguire e disturbare le esercitazioni dei Cruise, e lo si faceva in tutta Europa nei campi accanto alle basi degli euromissili.

Come sostiene lo scienziato Luigi Mosca, considerando la strategia per arrivare all’abolizione delle armi nucleari, si vede una prima fase giuridica, ossia il trattato di interdizione che prevede la ratifica di 50 paesi. Purtroppo con la pandemia il processo di ratifica è rallentato. Nella prima fase, Ican e la società civile cooperano in modo efficiente con gli Stati non nucleari. Adesso il dialogo dovrebbe avvenire anche con gli Stati nucleari. Il trattato di interdizione, il TPAN ha un impatto di stigmatizzazione di queste armi. Vi è una iniziativa di Svezia, Germania e 13 altri Stati che lanciano un appello al disarmo per evitare l’escalation nucleare. È importante dialogare con questi Stati che si mobilitano per un appello antinucleare. La Merkel e il ministro degli esteri in Germania hanno però assicurato agli Stati Uniti che non daranno seguito a questo appello. Quindi vi è una forte tensione in corso.

Tra i nove Stati detentori di armi nucleari, lo stato più aperto al trattato di interdizione, il TPAN, adottato in una conferenza ONU il 7 luglio 2017, e in attesa di 50 ratifiche per entrare in vigore, è la Cina. Abbiamo, secondo Luigi Mosca, tutto l’interesse al dialogo con la Cina spingendo per la possibilità che  questa grande potenza proponga un gruppo di lavoro ai nove Stati nucleari per elaborare un piano di disarmo. La situazione geopolitica va studiata in profondità per arrivare al disarmo nucleare. E vi è la necessità di un ponte storico e storiografico tra gli errori e orrori del passato, si veda sempre il progetto “per non dimenticare” delle città di Nova Milanese e Bolzano, di cui è referente Fabrizio Cracolici, e le prospettive delle tragiche aberrazioni future, con il tramite del concetto elaborato dai grandi partigiani Hessel e Morin, ossia la coscienza planetaria come strumento della cultura della terrestrita’ per salvare l’umanità intera.

E’ stato presentato inoltre il canale video “Siamo tutti Premi Nobel per la Pace con ICAN” che raccoglie le testimonianze di importanti attivisti per la pace a livello mondiale. Questo canale sta crescendo, prendendo la struttura di una Web TV con all’interno diversi canali a tema, come ad esempio quello di ICAN, la cultura della Terrestrità, Riace modello sociale di accoglienza e la memoria delle Deportazioni.

Questo il link al canale video:

https://www.youtube.com/channel/UCFWikKgRr7k21bXHX3GzE9A

La parola data a Turi Vaccaro nella conferenza digitale è un ponte tra le lotte antinucleari di Comiso in Sicilia durante gli anni 1980 e quelle di Buchel in Germania dove è convocato il campo di pace a luglio 2020 dai movimenti ambientalisti e ecopacifisti. Infatti Buchel potrebbe rappresentare la nuova Comiso.

Turi Vaccaro nella sua testimonianza ha ricordato che è uscito dal carcere il 15 aprile di questo anno. Non ha esperienza di Buchel in quanto impegnato da anni sul fronte di Niscemi e in Val di Susa.

Buchel è una cittadina in Germania a sud di Colonia e di Bonn. Proprio lì sono stoccate le bombe statunitensi Nato B 61 come a Ghedi e a Aviano in Italia e in Olanda, in Belgio, in Turchia. Entro il 2020 saranno sostituite con le bombe più potenti B61-12. Se i poteri forti riescono a sfondare a Buchel -rincalza Turi- sfonderanno in tutta Europa. Nel frattempo in Germania i media e i poteri forti evitano di fare divulgazione alle azioni dei movimenti ecopacifisti. Inoltre sempre a Buchel sono di stanza i tornado che trasportano bombe nucleari e i famigerati cruise. In Scozia esiste una base con sottomarini nucleari. Secondo la legge italiana Turi ha arrecato al Muos, situato nella sughereta di Niscemi, un danno altissimo e molto grave e per questo Turi dovrà scontare almeno ancora un anno, forse due di carcere. Secondo i fratelli Berrigan, fondatori dei Plougshares cui Turi appartiene, sono più efficaci e utili le azioni dichiarate e non quelle clandestine, con molti campi di azione diretta nonviolenta contro le basi Nato nucleari. Secondo lo scienziato italo francese Luigi Mosca, l’emergenza nucleare e anche climatica e ecologica è correlata soprattutto anche con l’ingiustizia sociale.

La governance mondiale vede al centro l’essere umano in armonia con l’ambiente secondo il concetto di terrestrità maturato negli ambienti intellettuali francesi con i partigiani Hessel e Morin, e sviluppato in Italia da Alfonso Navarra. La storia dell’uomo è intrecciata in modo globale al divenire universale secondo il concetto di cosmicità. Per questo l’uomo è tenuto a tutelare la madre terra dall’annientamento e dalla distruzione globale. Sempre secondo Luigi Mosca, 14.000 bombe nucleari sono stoccate in nove paesi e in possesso di Stati Uniti e Russia. Queste bombe sono stoccate nei rispettivi arsenali, ma addirittura 2000 di queste sono in stato di allerta permanente pronte a essere sganciate e lanciate. Le mini nukes, bombe con potenza intermedia tra armi nucleari e convenzionali, costituiscono un pericolo maggiore per il rischio di innesco della guerra nucleare. Dal 1947 a oggi vi è stata un’escalation, un’evoluzione preoccupante verso l’apocalisse nucleare. Con la presidenza Trump i problemi si sono moltiplicati. Con Trump è avvenuto un lavoro di demolizione di trattati e accordi che mantenevano un certo livello di tabù relativo alle armi nucleari. Questi trattati ormai non esistono più. Per esempio la leadership attuale americana è uscita dall’UNESCO e della Cop21 di Parigi.

Al contrario, un successo, un obiettivo molto positivo, una svolta epocale per il mondo ecopacifista e per l’umanità tutta si è ottenuto con il TPAN, il trattato ONU adottato con i voti favorevoli di 122 nazioni con un totale di 137 aderenti: i due terzi degli Stati del mondo. Il TPAN è valso il premio Nobel per la pace 2017 a Ican -campagna internazionale per l’abolizione degli ordigni di distruzione di massa nucleari di cui sono parte migliaia di ecopacifisti in tutto il mondo. Ad ora, 36 Stati hanno ratificato il TPAN e occorrono 50 ratifiche per l’entrata in vigore del trattato ONU nel quadro del diritto internazionale.

E ancora l’ecopacifista Giovanna Pagani, presidente onorario di Wilpf Italia, ha elencato la sinergia tra questione nucleare e ambientale. Il target dell’ecopacifismo devono essere i giovani e le donne che si stanno inserendo nel movimento giovanile di Fridays For Future che per ora ha solo il pregio di aver mobilitato le coscienze, ma purtroppo è assente sul tema nucleare e del contrasto delle guerre. Nella Cop25, la lobby del militare nucleare civile è molto forte e convince molti giovani per l’emergenza climatica e per l’energia senza emissioni di anidride carbonica.

Su questo noi ecopacifiste dobbiamo lottare intensamente. È necessario accendere l’attenzione delle donne sul militarismo e sul nucleare. Perché le donne sono le maggiori vittime di tutte le guerre e delle emergenze nucleari e dei disastri ad esse connessi. Lo stupro ad esempio è un’arma di guerra. Le donne sono la popolazione povera del sud del mondo e vittime delle ingiustizie sociali. È necessario creare un’alleanza tra donne, in quanto nel mondo le donne sono attivatrici di cambiamento.

Inoltre ricordiamo gli interventi di Alessandro Capuzzo e Tiziana Volta che si dichiarano in cammino con gli altri per la pace e la nonviolenza. Tiziana Volta fa parte dell’associazione Mondo senza guerre e senza violenza ed è coordinatrice nazionale della marcia mondiale per la pace e la nonviolenza.

Antonia Sani, già presidente di Wilpf Italia, con un suo messaggio scritto, ribadisce che le donne Wilpf esprimono viva indignazione per quanto espresso dal rapporto SIPRI: la produzione delle armi continua indisturbata mettendo a repentaglio l’esistenza dell’umanità, del mondo animale e della vita stessa del pianeta.

Alfonso Navarra, nelle sue conclusioni, ribadisce la nostra posizione in quanto attivisti ecopacifisti: siamo per il diritto internazionale e per lo scioglimento della Nato. Perché noi vogliamo il mondo della pace e della coscienza planetaria della terrestità e tutto questo da un punto di vista politico e tattico, in una strategia nonviolenta, significa puntare per prima cosa alla denuclearizzazione dal basso.

Navarra nelle sue conclusioni propone di approfondire in un seminario il 26 settembre 2020 “10 punti di impegno”, già anticipati prima dell’incontro, per un movimento ecopacifista “intersezionale”, cercando di coinvolgere non tanto i “soliti pacifisti”, ma i nuovi movimenti giovanili, i No TRIV e i No eccetera, le realtà sindacali di base, rappresentanti il mondo del lavoro e del non lavoro.

In particolare bisognerebbe riflettere su come inserire il percorso antinucleare nel processo climatico istituzionale (le COP per il clima) ottenendo su questo punto il coinvolgimento dei movimenti per l’emergenza climatica ed ambientale.

Il movimento antinucleare dovrebbe cercare una BASE DI MASSA nella consapevolezza dei nuovi movimenti per l’emergenza climatica e ecologica; e nella esigenza, posta dalla crisi epidemica, di orientare le risorse sui bisogni di vita degli umani e non sullo spreco rappresentato dagli strumenti di morte anche quando non vengono usati.

Bisognerebbe, a tal fine, attivare e ripensare gli strumenti della iniziativa della politica di base: le cause legali, i boicottaggi consumieristi e soprattutto la disobbedienza fiscale (vedi Campagna OSM-DPN da aggiornare e rilanciare)

 

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Per un futuro senza eserciti

Recensione

Per un futuro senza eserciti

Contro la guerra infinita e la militarizzazione sociale

Libro

Recensione di Laura Tussi

Recensione al Libro – Atti del Convegno antimilitarista tenutosi a Milano edito dal gruppo editoriale ‘Usi – Cit’ e Zero in condotta.

 

Questa riflessione e presa di consapevolezza e di azione collettiva contro la guerra, il militarismo, la violenza, dal titolo “Per un futuro senza eserciti: contro la guerra infinita e la militarizzazione sociale”, risulta e prende forma e consistenza di attivismo e militanza pacifista e nonviolenta, dalla profondità dell’esigenza di non arrendersi alla logica dominante del neoliberismo, dei poteri forti e dell’emergenza di reazione a un’urgenza macabra, atroce e quotidiana di distruzione e di morte. Negli atti di questo convegno editi da Usi- Cit e Zero in condotta si leggono i contributi di singoli, gruppi e organizzazioni nel tentativo sociale e politico, della volontà di capovolgere nella pratica e nel pensiero, la tragica congiuntura e crisi strutturale economica, politica e sociale e di valori attuale. Con gli approfondimenti, le note, i dati elencati dei relatori risulta che la scelta antimilitarista dovrebbe essere essenziale e scontata. Ma da questo studio emerge che risulta paradossalmente difficile e complicato capovolgere e rovesciare e disinnescare i meccanismi sociali del razzismo e i dettami del linguaggio che chiama la guerra ‘pace’, la distruzione ‘democrazia’, le persecuzioni razziali ‘sicurezza’, la povertà e l’umiltà ‘assenza di decoro’.

Questo testo, attraverso le diverse sensibilità intellettuali culturali e di ricerca degli innumerevoli relatori partecipanti, vuole diventare uno strumento, o meglio, una risorsa per  pensare, ripensarsi e approfondire, confrontarsi e dibattere. Infatti risulta inaccettabile spendere e sprecare 64 milioni di euro al giorno per le spese militari: acquisire strumenti di guerra, armi sempre più sofisticate e letali per commettere atti di morte e distruzione significa abituare tutti gli essere umani alla logica del terrore e alla dinamica della sopraffazione. Perché non rientra nella norma di una vita felice vivere in territori dove sono installati ordigni bellici, basi militari, testate nucleari e poi faticare per uno stipendio dignitoso, accettare che si taglino posti di lavoro e si scarichino queste tensioni sugli ultimi della terra, dai migranti ai disabili ai senzatetto.

Dobbiamo provare a diffondere gli atti di questo importante convegno e raccontarli e soprattutto trasformarli in momenti concreti di lotta, per non arrendersi al negativo e al brutto imposto dal potere. Ma al contrario per far diventare la realtà quotidiana il vero mondo che vogliamo, “un altro mondo possibile”, bello e positivo. In questi atti, la federazione anarchica e l’unione sindacale italiana ragionano sul rilancio dell’attività antimilitarista, sulla spesa militare correlata all’industria bellica con le infrastrutture militari, le forze armate in un sistema che ingenera guerre, profughi, immigrazione. Alternativa Libertaria analizza le problematiche connesse alla Nato e alla politica di potenza. La Lega per il disarmo unilaterale denuncia il rischio di una guerra nucleare, attualmente in aumento e annuncia un alto monito di speranza come il trattato Onu del luglio 2017, trattato di proibizione delle armi nucleari varato a New York a palazzo di vetro con 122 nazioni e la società civile organizzata in Ican – Campagna per l’abolizione degli ordigni di distruzione di massa nucleari, che è valsa, a tutta questa vasta rete di attivisti per il disarmo nucleare universale, il premio Nobel per la Pace nel 2017.

E ancora le stragi dell’uranio impoverito, che vede l’Adriatico una discarica di bombe inesplose sganciate dagli aerei e gli effetti devastanti e l’uso bellico di questo agente altamente radioattivo.

Inoltre si fa presente che alcuni aerei cacciabombardieri f35 sono di stanza nella base militare di Amendola e sono forniti della stessa dotazione degli Eurofighter.

E ancora ricordiamo la piaga mortifera dei poligoni di tiro, come in Sardegna. E la Sicilia che diviene una piattaforma militare nel centro del Mediterraneo con il tragico excursus di basi militari USA e NATO: la Sicilia che ieri era ponte verso l’Africa e oggi è frontiera della fortezza Europa con vari aspetti nevralgici del militarismo dilagante e della questione migranti. La Sicilia che ha visto ingenti lotte popolari contro la militarizzazione: Augusta, Comiso, Niscemi. Ricordiamo la caratteristica della lotta No Muos, tra solidarietà, incomprensioni, indifferenza. Dunque occorre incrementare le azioni di contrasto e opposizione alle politiche di guerra e di investimenti e spese militari, tutte risorse sottratte alle nostre principali necessità di case, ospedali, asili, scuole, servizi sociali e risulta soprattutto necessario disincentivare la spregiudicata propaganda militarista nelle scuole e nelle università per formare invece le nuove e future generazioni alla salvaguardia e alla tutela dell’ideale umanitario e umanistico più bello e importante: la pace.