Pubblicato il Lascia un commento

Maratona mondiale di pensiero e azione per Julian Assange

Julian Assange per non dimenticare, per non dimenticarlo!

Messaggi a sostegno di Julian Assange dal mondo del giornalismo e della cultura per tutto il mondo.

Partecipano: Maurizio Acerbo, Vittorio Agnoletto, Sergio Cararo, Giorgio Cremaschi, Fabrizio Cracolici, Raffaele Crocco, Angelo Gaccione, Laura Tussi.

Modera: Gianmarco Pisa.

www.24hassange.org

Maratona mondiale di pensiero e azione per Assange.

 

WEBINAR SU ZOOM SABATO 15 OTTOBRE ore 21.

Diretta Facebook – spazio Foppette, Milano.

https://fb.me/e/28nfwIAvz

 

Promovono: Laura Tussi – Mondo senza guerre e senza violenza Milano e Pressenza, Agencia Internacional de noticias dedicada a noticias sobre paz y noviolencia.

Contatto: 328 772 7015 Laura Tussi / 3489898371 Nira Cabero

Questo articolo è stato pubblicato qui

Pubblicato il Lascia un commento

La bandiera della pace

AgoraVox Italia

La bandiera della pace

In Italia, è diventata popolare durante la marcia Perugia-Assisi con Aldo Capitini

 

La bandiera della pace 

 

La bandiera arcobaleno ha raggiunto la massima popolarità e notorietà dal 2002 grazie alla campagna italiana ‘Pace da tutti i balconi’, che fu organizzata da Padre Alex Zanotelli come manifestazione di protesta contro la guerra in Iraq

 

di Laura Tussi

 

In questo momento, con una grave crisi in atto come quella Ucraina, raccontare la storia delle bandiere della pace vuole essere un grande monito per tutte le donne e gli uomini di buona volontà a praticare l’atto di esporre le bandiere arcobaleno, ovunque, nelle case, nelle scuole, nelle piazze, su tutti i balconi come è avvenuto in passato contro la guerra in Afghanistan e in Iraq.

 

Incerte ancora sono le origini della bandiera iridata quale vessillo della pace.

Nelle religioni, l’arcobaleno è segno del legame tra divinità e uomo, tra cielo e terra. Nelle antiche civiltà è spesso annuncio di tempi migliori. Pare siano stati gli Inca il primo popolo a dipingere l’arcobaleno su una bandiera e così fecero pure i nativi americani.

Nel 1900, la bandiera arcobaleno diventa vessillo dei movimenti per la pace. In Italia si diffonde dappertutto e la incontriamo nelle cronache delle manifestazioni per la pace già nel 1947. Erano costruite con pezzi di stoffa colorata e avevano un forte valore simbolico. Molte le iniziative che in quegli anni si fecero intorno alla bandiera iridata e con essa, come inaugurazioni, manifestazioni e altro ancora. In questo modo riferivano soprattutto le cronache del quotidiano l’Unità.

A Parma, in occasione dell’assemblea per l’elezione dei delegati al congresso della pace di Parigi, viene consegnata ad una staffetta la bandiera della pace che la polizia aveva fatto togliere dalla torretta della fabbrica Bormioli occupata. Dopo alcuni giorni la bandiera della pace è stata portata da un corteo di 500 ciclisti, tra cui donne e uomini, nel paese di Sala Braganza. La ‘bandiera pellegrina della pace’, come viene ormai chiamata da tutta la popolazione, verrà portata in corteo in altri centri della provincia e tornerà a Parma nell’anniversario della fine della guerra per partecipare ad una grande fiaccolata della pace.

Durante una manifestazione a Roma, un giovane si è arrampicato alle inferriate che proteggono le finestre del piano rialzato di palazzo Chigi e fra i commossi applausi dei presenti ha innalzato la bandiera iridata della pace. Durante le proteste contro l’arrivo delle armi americane in Italia, nella primavera del 1950, a Genova gli studenti dell’istituto Galilei abbandonavano le aule e si congiungevano nelle strade con i giovani operai. Sul monumento ai balilla, i giovani hanno issato la bandiera della pace.

A Roma in occasione della visita di Eisenhower, una grossa bandiera iridata è stata issata e ne sono state innalzate altre sui due più alti pali e pennoni dello stadio nel corso della partita Lazio-Bologna.

Altre bandiere sono state innalzate al mercato di Campo dei Fiori. Durante la visita in Italia del generale Ridgway, detto il generale peste, sulla spiaggia di Viareggio, provenienti da mare, sono apparse alcune bottiglie recanti, legate al tappo, bandiere della pace e scritte di protesta contro il generale della peste. A Carbonia, una grande bandiera della pace è stata issata a Monte San Milano.

A Firenze, sventolava sui capannoni la bandiera iridata della pace.

A Crotone, folti gruppi di ragazzi hanno percorso le strade all’imbrunire, recando bandiere multicolori con scritte di pace.

A Pisa, la polizia pretendeva anche che i vogatori rinunziassero a far sventolare sulle imbarcazioni tricolori le bandiere arcobaleno che erano state issate fra gli applausi della folla.

A Torino, una significativa manifestazione si è avuta dai giovani della “Grande motori” dislocata in via Cigna. Sono usciti dalla fabbrica con in testa la bandiera arcobaleno della pace.

A Siena nel 1951, sulla cima della Torre del Mangia è comparsa l’iridata bandiera della pace. A Pisa, la bandiera della pace veniva issata sulla torre pendente. A Roma, a San Lorenzo centinaia di bandierine arcobaleno sono state esposte dalle finestre sulle macerie dei bombardamenti.

A Torino, alla Fiat Ferriere, veniva innalzata la bandiera della pace sulla più alta ciminiera e, tolta da alcuni sorveglianti, veniva nuovamente issata dagli operai.

In Italia, è stata usata anche durante la prima edizione della marcia per la Pace Perugia-Assisi del 1961, da Aldo Capitini, fondatore del Movimento Nonviolento.

“La bandiera arcobaleno ha raggiunto la massima popolarità a partire dal 2002 grazie alla campagna italiana Pace da tutti i balconi, che fu organizzata da Padre Alex Zanotelli come manifestazione di protesta contro l’imminente guerra in Iraq. Grazie anche ad un certo riscontro mediatico, si calcola che furono esposte più di un milione di bandiere contro la partecipazione italiana alla guerra in Afghanistan e in Iraq” – da Wikipedia

 

Bibliografia:

L’incubo atomico:

  • Petrangeli Giulio, I partigiani della pace in Italia 1948-1953, in Italia contemporanea, 1999
  • Sereni Emilio, Per la libertà e la pace, contro la preparazione della guerra atomica. Discorso al Teatro Nuovo di Milano 1955, a cura del Comitato Milanese dei Partigiani della pace
  • Sorrenti Deborah, L’Italia nella guerra fredda. La storia dei missili Jupiter 1957-1963, Edizioni Associate, Roma 2003

Partigiani della pace:

  • Bobbio Norberto, la mia ‘coscienza atomica’ cominciò con Russell e Anders, in Giano, 1990
  • Parri Ferruccio, I missili e la pace, in Il Ponte, 1957
  • Movimento italiano della pace, Conferenza nazionale per la pace, 1958

 

Donne contro la guerra:

  • Luxemburg Rosa, Lettere contro la guerra, Berlino 1914-1918, Prospettiva, Civitavecchia 2004
  • Menapace Lidia, Chi ha paura delle donne in nero?, In L’Unità, 7 novembre 1990
  • Menapace Lidia, Ingrao Chiara (a cura di), Né in difesa, né in divisa. Pacifismo, sicurezza, ambiente, nonviolenza, forze armate. Una discussione fra donne, Felina, Roma
  • Morgantini Luisa, Donne soldato? No grazie, in Giano n. 28/1998

 

Approfondimenti su guerra e pace:

  • Bravo Anna, Donne contadine e Prima Guerra Mondiale, in Ricerche storiche, n.2, 1980
  • Lussu Emilio, Un anno sull’Altipiano, Einaudi, Torino 2000
  • Del Boca Angelo, La guerra d’Etiopia. L’ultima impresa del colonialismo, Longanesi, Milano 2010
  • Tranfaglia Nicola, Il fascismo e le guerre mondiali (1914-1945) Utet, Torino 2012

 

Riflessioni sulla contemporaneità:

  • Pugliese F., Abbasso la guerra. Persone e movimenti per la pace dall’800 a oggi, Grafiche futura, Mattarello – Trento
  • Pugliese F., I giorni dell’arcobaleno. Diario- cronologia del movimento per la pace, prefazione di Alex Zanotelli, Futura, Trento
  • Pugliese F., Per Eirene. Percorsi bibliografici su pace e guerra, diritti umani, economia sociale, Forum Trentino per la pace e i diritti umani, Trento
  • Pugliese F., Carovane per Sarajevo. Promemoria sulle guerre contro i civili, la dissoluzione della ex Jugoslavia, i pacifisti, l’ONU (1990-1999), Prefazione di Lidia Menapace, Introduzione di Alessandro Marescotti, Alfonso Navarra, Laura Tussi
  • Manifesti raccontano…Le molte vie per chiudere con la guerra,a cura di Vittorio Pallotti e Francesco Pugliese, Recensione di Laura Tussi, Prefazione di Peter Van Den Dungen, coordinatore generale della Rete Internazionale dei Musei per la Pace e Joyce Apsel, Università di New York
  • Strada G., Ma l’abolizione della guerra non è un’utopia di sinistra, in La Repubblica, 2006

 

Contributi femminili:

  • Franca Pieroni Bortolotti, La donna, la pace, l’Europa, Franco Angeli, Milano
  • Maria Montessori, La paix et l’éducation, Genève, Bureau International d’éducation, 1932
  • Anna Maria Mozzoni, La liberazione della donna, a cura di F. Pieroni Bortolotti, Mazzotta, Milano
  • Mirella Scriboni, in Guerre e pace, Marzo 2011

 

Approfondimenti sul pacifismo:

  • Pallotti V., Cinquant’anni di pace in Europa: eventi e immagini, a cura del centro di documentazione del manifesto pacifista internazionale, Bologna
  • Pallotti V., Perché? Guerra, corsa agli armamenti. Catalogo della mostra del manifesto contro… per una cultura di pace e nonviolenza, Bologna
  • Pallotti V., Camminare per la pace. Marce e cammini per la pace e la nonviolenza, Comune di Casalecchio di Reno – Casa per la pace “la filanda”, Bologna 2009

 

Approfondimenti:

  • Elorza, Documenti e discorsi del militare ingenuo, San Sebastian
  • Erasmo da Rotterdam, Contro la guerra, a cura di F.Gaeta, L’Aquila
  • Trattato sulla tolleranza, a cura di Palmiro Togliatti, Editori Riuniti Roma

 

Bibliografia ragionata:

  • Autori Vari, Bandiere di pace, Chimienti, Taranto
  • Aron, Pace e guerra tra le nazioni, tr.it. Comunità, Milano
  • Balducci E., Vinceremo noi pacifisti. Fosse anche tra mille anni, in L’Unità, 6 Marzo 1991
  • Bartels, L’Europa dei movimenti per la pace, in Giano n. 4/1990
  • Battistelli, Sociologia e guerra. Il problema della guerra nelle origini del pensiero sociologico, Archivio Disarmo, Roma
  • Bello Don Tonino, Alfabeto della vita, Paoline, Milano 2009
  • Bobbio, Il problema della guerra e le vie della pace, Il Mulino, Bologna
  • Collotti, G. Di Febo, (a cura di), Contro la guerra. La cultura della pace in Europa (1789-1939), Dossier Storia, Giunti, Firenze
  • Rochat G., L’Antimilitarismo oggi in Italia, Claudiana, Torino
  • Taylor, English History 1914-45. Oxford University Press

 

Analisi storiche:

  • Rochat G., L’antimilitarismo oggi in Italia, Claudiana, Torino
  • Rochat G., La tradizione antimilitarista del movimento operaio italiano, in La critica sociologica, 1976
  • Rochat G., Breve storia dell’esercito italiano dal 1861 al 1943, Einaudi, Torino

 

Analisi:

  • Branson, M. Haienemann, L’Inghilterra degli anni Trenta, Laterza Bari
  • Ceadel, Pacifismi in Britain, Oxford University Press

Questo articolo è stato pubblicato qui

Pubblicato il Lascia un commento

I giorni della libertà: l’Aprile del 1945. E l’Afghanistan?

Un parallelismo tra i totalitarismi

I giorni della libertà: l’Aprile del 1945. E l’Afghanistan?

Una sentita riflessione va alle vicende attuali che si svolgono in Afghanistan e al dramma di un popolo perennemente occupato dagli Stati Uniti e da altri invasori e che lotta per l’emancipazione, l’indipendenza e l’autodeterminazione.

... E l'Afghanistan?

Un parallelismo tra i totalitarismi.

Il nostro pensiero e una sentita riflessione vanno alle vicende attuali che si svolgono in Afghanistan e al dramma di un popolo perennemente occupato dagli Stati Uniti e da altri invasori e che lotta per l’emancipazione, l’indipendenza e l’autodeterminazione. Perché il tiranno, il dittatore, l’invasore, l’aguzzino nella Storia si manifestano sempre sotto diverse sembianze: un tempo i nazifascisti e ora, in maniera preponderante, l’impero statunitense che pur ebbe un ruolo importante nella lotta resistenziale contro il nemico nazifascista.

Il totalitarismo può manifestarsi sempre sotto diverse spoglie e bandiere.

E’ sufficiente pensare all’assedio di Gaza in Palestina da parte del governo israeliano, con le complicità USA e Europa.

Così l’Afghanistan per le sue risorse naturali è sempre stato depredato, sottomesso e massacrato da Stati Uniti, Unione Sovietica con le connivenze di molti altri stati.

 

I giorni della libertà: dopo cinque anni di guerra, dopo anni di dittatura, dopo due anni di oppressione nazista, i partigiani italiani, prima dell’arrivo delle truppe degli alleati, riconquistano le città e le campagne, mettono in fuga i tedeschi e i fascisti.

Sono centinaia di migliaia, hanno lottato in silenzio per un anno e mezzo, hanno sfidato divisioni corazzate e SS, hanno lasciato sul campo migliaia di eroi, ora scendono a valle tra l’entusiasmo della gente, tra gli applausi del popolo. È la prima volta nella storia d’Italia che il popolo ha fatto la guerra per cacciare i tedeschi, ma anche per dare alla sua nazione un volto democratico.

Per la prima volta sono insieme i comunisti, i socialisti, i democristiani, gli intellettuali del partito d’azione. Per la prima volta la gente che produce e che lavora ha in mano il potere, e gli alleati, pur vincitori in tutto il mondo, devono fare i conti con loro.

l’Italia non è una terra occupata, l’Italia non è divisa, ma il suo popolo si esprime nei comitati di liberazione nazionale che sono il nuovo governo e vogliono essere il nuovo Stato.

Così il futuro dell’Italia nasce in quelle tumultuose giornate dell’Aprile 1945, quando tutti si sentirono giovani, quando tutti ebbero in cuore la speranza di grandi novità, di un mondo e di un’Italia migliori e diversi, di un avvenire fatto ingenuamente di giustizia e libertà.

Bisogna tornare a quei giorni per capirli a fondo, fuor di celebrazioni retoriche, per comprendere il furore democratico che vi era in coloro che combattevano: volevano, finalmente, dare a questo nostro paese un volto popolare, il volto di milioni che hanno sofferto per secoli, che nella guerra avevano sofferto ancora di più, e che cercavano ora la redenzione finale.

Quella redenzione non è venuta, e probabilmente non poteva venire, ma tornare a quei giorni di autentica gloria, significa potersi riunire a quelle speranze, vuol dire avere fiducia ancora: la libertà, la giustizia, la democrazia ci possono essere. Basta conquistarle uniti.

Uniti difenderle.

Articoli correlati

  • Il pacifismo operaio

    PACE
    L’opposizione alla guerra è uno degli elementi costitutivi e fondativi del movimento operaio

    Il pacifismo operaio

    La guerra fu subito considerata massimo male perché portava i giovani al macello, peggiorava le condizioni di vita, cancellava diritti e libertà, occultava le istanze per l’emancipazione delle classi lavoratrici
    30 settembre 2021 – Laura Tussi
  • "Mettevamo al potere gente che faceva cose peggiori di quelle fatte dai talebani"

    CONFLITTI
    Gli stupri dei bambini erano la regola: “La notte li sentiamo gridare, ma non possiamo fare nulla”

    “Mettevamo al potere gente che faceva cose peggiori di quelle fatte dai talebani”

    Gli episodi che riportiamo in questa pagina web spiegano perché l’esercito e la polizia afghani non fossero amati dalla popolazione e si siano sbriciolati appena è venuto meno il supporto delle truppe americane e della Nato, nonostante fossero stati fortemente armati, attrezzati e addestrati.
    Redazione PeaceLink
  • Lettera a Virginio Bettini. A un anno dalla sua scomparsa

    CULTURA
    In Memoria di Virginio Bettini

    Lettera a Virginio Bettini. A un anno dalla sua scomparsa

    È occorso parecchio tempo per preparare il tuo libro postumo perché come tu ci hai chiesto, necessitava dei contributi di due tuoi cari compagni. Il primo contributo di Maurizio Acerbo e il secondo di Paolo Ferrero
    21 settembre 2021 – Laura Tussi