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Il Manifesto – Manifestazioni in Italia contro Tassonomia nucleare 

Il Manifesto – Manifestazioni in Italia contro Tassonomia nucleare

Tassonomia Ue, prime proteste

Di Laura Tussi

 

Si rende noto che mercoledì 2 febbraio 2022 la commissione europea dopo vari rinvii licenzierà l’atto delegato sulla tassonomia verde che purtroppo, salvo clamorose sorprese, includerà il nucleare e il gas tra le fonti energetiche meritevoli di investimenti finanziari sostenibili. Per questo, contro questa probabile decisione anche in Italia si terranno due manifestazioni di protesta a Cagliari e a Milano.

A Cagliari sarà il comitato nonucle-noscorie Sardegna a manifestare davanti alla sede della rappresentanza del governo in Sardegna. Anche a Milano manifestano i Disarmisti esigenti davanti alla sede di rappresentanza dell’Unione Europea. In queste due manifestazioni Alfonso Navarra e Ennio Cabiddu e altri attivisti antinuclearisti manifesteranno per i prossimi decisivi passaggi che l’atto delegato dovrà attraversare con particolare riguardo all’esame da parte del parlamento europeo.

 

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Il Manifesto – Appello per la ratifica del Trattato di proibizione delle armi nucleari

TPAN – Le ratifiche espresse dai vari paesi sono al momento nel numero di 59

 

Il Manifesto – Appello per la ratifica del Trattato di proibizione delle armi nucleari

 

Il 22 gennaio 2022 ricorre il primo anniversario della entrata in vigore del TPAN – Trattato per la proibizione delle armi nucleari adottato nel 2017 in una Conferenza ONU a New York anche grazie alla pressione dal basso di una rete internazionale comprendente oltre 500 organizzazioni pacifiste, insignite per questo loro contributo di un Premio Nobel per la pace.

di Laura Tussi, Antonia Sani, Alfonso Navarra

Fonte: Il Manifesto – https://ilmanifesto.it/lettere/appello-per-la-ratifica-del-trattato-di-proibizione-delle-armi-nucleari/

Il 22 gennaio 2022 ricorre il primo anniversario della entrata in vigore del TPAN – Trattato per la proibizione delle armi nucleari adottato nel 2017 in una Conferenza ONU a New York anche grazie alla pressione dal basso di una rete internazionale comprendente oltre 500 organizzazioni pacifiste, insignite per questo loro contributo di un Premio Nobel per la pace.

Le ratifiche espresse dai vari paesi sono al momento nel numero di 59, e continuano ad aggiungersi. Questo processo di allargamento avvicina sempre di più l’abolizione giuridica effettiva delle armi nucleari nel mondo, che accompagna e favorisce la loro eliminazione materiale.

Da subito il Trattato, valido solo per chi lo sottoscrive, produce un effetto culturale e politico globale di “stigmatizzazione” della deterrenza minandone la legittimità.

Come associazioni Wilpf Italia e Disarmisti esigenti, membri ICAN, impegnate da almeno 10 anni insieme nella campagna per la denuclearizzazione e per la ratifica del TPAN da parte del nostro paese, siamo oggi qui a prospettare la realtà imbarazzante e amara della nostra società politica. Sono centinaia i parlamentari che, nel corso degli anni, hanno sottoscritto il “Parliamentary Pledge” della Campagna ICAN in favore del trattato, ma continuiamo a registrare il rifiuto del Parlamento – nonostante le 10.000 firme raccolte e la mozione della senatrice De Petris – di presentare la richiesta di ratifica.

Alla vigilia della prima conferenza di revisione del TPAN, che si terrà dal 22 al 24 marzo di quest’anno a Vienna, sarebbe comunque importante che lo Stato italiano partecipasse almeno in veste di osservatore.

L’ombra della NATO imperversa e impedisce che l’Italia assuma una posizione autonoma, come una sorta di muro a fronte dei parlamentari firmatari che dichiararono le preoccupazioni espresse nel Preambolo del Trattato circa le catastrofiche conseguenze umanitarie che risulterebbero da un qualsiasi uso di armi nucleari.

Armi “totalmente disumane e ripugnanti”, che potrebbero portare all’estinzione della vita per un conflitto che potrebbe essere scatenato persino per errore.

Ci rivolgiamo in questo primo anniversario a tutto il popolo italiano affinché si renda conto del danno rappresentato dalla presenza di bombe nucleari in varie località del nostro paese (ufficialmente segrete).

Denunciamo l’indifferenza parlamentare in presenza della non ratifica, da parte del nostro Parlamento, che ci espone all’insaputa della maggior parte dei cittadini ai danni del ritorno dello stesso nucleare civile (da essi bocciato in due referendum, nel 1987 e nel 2011): si veda la vicenda in atto della proposta di inserire nella tassonomia UE delle fonti sostenibili anche il nucleare cosiddetto civile.

Con la presente ci rivolgiamo a deputati e senatori affinché la proposta di ratifica dello Stato italiano al Trattato di proibizione delle armi nucleari venga al più presto presentata e votata.

Questa adesione vorremmo fosse concepita anche come un impulso ad adottare, da parte dello Stato italiano, una efficace strategia complessiva che coinvolga gli stessi Stati dotati di armi nucleari in serie trattative per il disarmo in attuazione dell’articolo VI del Trattato di non proliferazione.

Disarmisti esigenti – Laura Tussi e Alfonso Navarra cell. 340-0736871  – WILPF Italia – Antonia Sani cell. 349-7865685

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Il Manifesto – Lettera a Virginio Bettini. A un anno dalla sua scomparsa

Sul quotidiano comunista Il Manifesto:

Il Manifesto – Lettera a Virginio Bettini. A un anno dalla sua scomparsa

Lettera a Virginio Bettini pubblicata sul quotidiano comunista Il Manifesto in data 22 Settembre 2021. Virginio Bettini sempre contro il nucleare civile e militare: una vita di studio e attivismo
Virginio Bettini sempre contro il nucleare civile e militare: una vita di studio e attivismo
In Memoria di Virginio Bettini

Lettera a Virginio Bettini. A un anno dalla sua scomparsa

È occorso parecchio tempo per preparare il tuo libro postumo perché come tu ci hai chiesto, necessitava dei contributi di due tuoi cari compagni. Il primo contributo di Maurizio Acerbo e il secondo di Paolo Ferrero

Virginio Bettini sempre contro il nucleare civile e militare: una vita di studio e attivismo

Lettera a Virginio Bettini. A un anno dalla sua scomparsa

In Memoria di Virginio Bettini

A un anno dalla sua scomparsa

 

Caro Virginio,

eccoci qui un anno dopo la tua scomparsa, un anno trascorso all’insegna dell’impegno ecologico e di lotte di resistenza proprio come tu ci hai sempre spronato a fare, anche con i libri che abbiamo scritto assieme.

Un anno impegnativo che senza la tua presenza si è dimostrato difficile e non senza problemi da affrontare e superare.

Tu, Virginio, pioniere dell’ecologia italiana insieme a Giorgio Nebbia che definivi il tuo “grande compagno di viaggio”.

Nel 1970 eri negli USA con Barry Commoner di cui hai tradotto in italiano il fondamentale libro “Il cerchio da chiudere” e con lui hai pubblicato a doppia firma “Ecologia e lotte sociali” nel 1976. Insieme a Commoner in Vietnam per denunciare i disastri causati dalla guerra chimica USA. Ti sei sempre definito “commoneriano”.

La tua è stata una vita di studio, ricerca e attivismo.

Dal 1971 al 2012 hai insegnato all’Università di Architettura di Venezia (IUAV), ecologia, analisi e valutazione ambientale ed ecologia del paesaggio. Autore di libri, ricerche e articoli che hanno dato un contributo essenziale all’ambientalismo critico nel nostro paese. E hai messo il tuo sapere al servizio dei movimenti e delle comunità, da Seveso, alla mobilitazione antinucleare, al no tav.

Sei stato anche parlamentare europeo verde nel 1989. Più tardi ti sei avvicinato a Rifondazione Comunista e come candidato nel 2001 e hai partecipato al Forum Ambientalista condividendo la necessità di un approccio rossoverde anticapitalista…

Quando ripensiamo all’ultimo giorno trascorso assieme alla panetteria occupata di Milano per discutere e organizzare azioni future contro il nucleare civile e militare, ci si stringe il cuore.

Ma noi andiamo avanti, non ci arrestiamo, continuiamo a fare tutto quello che ci hai insegnato, cioè lottiamo per un mondo migliore anche scrivendo e presentando i nostri libri scritti con la tua collaborazione.

Durante il primo lockdown, abbiamo avuto modo e piacere nell’aiutarti a scrivere il tuo ultimo libro di ecologia, ecologia alla tua maniera e cioè militante. Perchè tu sei un militante dell’esistenza.

L’ultima cosa che ci hai chiesto è stata di pubblicare assolutamente questo libro è ci hai chiesto di portarlo ovunque venga richiesta testimonianza e in particolare di diffonderlo tra i giovani.

Eccoci caro Virginio, il libro è in dirittura d’arrivo.

È occorso parecchio tempo per preparare il libro perché come tu ci hai chiesto, necessitava dei contributi di due tuoi cari compagni, che sono in seguito arrivati.

Il primo contributo di Maurizio Acerbo e il secondo di Paolo Ferrero.

Con Fabrizio Cracolici, ho scritto la prefazione che tanto ti è piaciuta e Alfonso Navarra, storico ecopacifista, la postfazione.

Anche a Venezia e in Sardegna hanno organizzato iniziative per ricordarti e per commemorare tutto il tuo portato culturale e valoriale sull’ideale assoluto della tutela dell’ambiente e per salvare questo nostro pianeta al collasso e la nostra umanità al tracollo dalle insidie del nucleare civile e quindi anche militare.

La tua, una costante voce fuori dal coro per la salvaguardia ecosistemica e quindi per la Pace di questa nostra martoriata madre terra.

Arrivederci caro Virginio. Ti ritroveremo sempre in quell’immenso patrimonio culturale e ideale che ci hai lasciato e lo porteremo avanti come giusta causa di lotta e militanza ecopacifista.

I tuoi amici e compagni

Laura e Fabrizio

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Il Manifesto: Ecopacifismo e Terrestrità

Il Manifesto presenta

Il Manifesto: Ecopacifismo e Terrestrità

Nostro dovere è tutelare e salvaguardare l’intera storia dell’umanità, i suoi progressi, le sue fasi storiche perché l’essere umano probabilmente è l’unico essere raziocinante che è ospitato dalle infinite galassie del cosmo e di questo trattava anche l’astrofisica Margherita Hack

Rete educazione alla terrestrità

Nostro dovere è tutelare e salvaguardare dalle minacce che incombono sul pianeta, l’intera storia dell’umanità, giusta o sbagliata che sia, i suoi progressi, le sue fasi storiche perché l’essere umano probabilmente è l’unico essere raziocinante che è ospitato dalle infinite galassie del cosmo e di questo trattava anche l’astrofisica Margherita Hack

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Il Manifesto: Ecopacifismo e terrestrità

Rete per l’educazione alla terrestrità promossa dai Disarmisti esigenti

Laura Tussi

EDIZIONE DEL 07.08.2021

La Terra non sarebbe “bene comune” dell’Umanità, al contrario l’Umanità verrebbe concepita come “bene comune della Terra”. La società sarebbe elemento vivo componente della complessità relazionale di cui è costituito l’unico ecosistema globale che ci ha originato e ci sostenta. Il “benicomunismo” sarebbe allora ribaltato nel significato e nel suo senso, se fosse valido l’assunto che il libro “Memoria e Futuro” pone alla base della rivoluzione culturale della “terrestrità”. Il concetto che l’Umanità appartiene alla Terra e non viceversa, nella sua nuova interpretazione, ben oltre il sentimento “antico come le montagne”, è dovuto a una intuizione, riprendente la concezione ancestrale dei popoli indigeni, del portavoce dei Disarmisti esigenti, Alfonso Navarra. In un certo senso, secondo Navarra, si tornerebbe alle tesi giovanili del Marx dei Manoscritti economico-filosofici del 1844: compito della Storia sarebbe un movimento comunista “per la piena umanizzazione della Natura, e per la piena naturalizzazione della società umana”.

Con il libro Memoria e futuro, edito da Mimesis edizioni, curato da Alfonso Navarra, insieme a Fabrizio Cracolici e a chi scrive (Laura Tussi), con i contributi, tra molti altri, di Moni Ovadia, Vittorio Agnoletto, Alex Zanotelli, si sta dando vita a una vasta rete di attivismo ecopacifista con il progetto rivoluzionario di Educazione alla terrestrità che prende le mosse da associazioni affiliate a ICAN -campagna internazionale per l’abolizione delle armi nucleari premio Nobel per la pace 2017.

In particolare collabora, con la capofila Disarmisti esigenti, WILPF Italia, insieme ad altre associazioni italiane, affiliate alla Carta della Terra UNESCO, per avviare, appunto, la “Rete di educazione alla terrestrità”. Si tratta di sviluppare il lavoro culturale, argomentando che l’Umanità è una sola e appartiene alla Terra, è un sistema vivente unico e integrato, nel fondamento al lavoro politico che faccia riconoscere pienamente tale verità dal diritto internazionale: ciò che può essere considerato la nonviolenza efficace.

Si parla, titolo del libro, di “Memoria e futuro”, perché dalla memoria del passato e dalla Resistenza partigiana antifascista, partendo dai moniti dei partigiani Hessel e Morin e dal pensiero della complessità, si arriva al “diritto alla pace”.

Il diritto alla pace consiste nei grandi progressi del diritto e nel lungo percorso dell’ordinamento internazionale che, a partire dalla dichiarazione universale dei diritti umani del 1948 e dalle costituzioni nate dalla resistenza antifascista, arriva oggi al TPAN/TPNW – trattato Onu di proibizione delle armi nucleari, alle Cop per il clima, all’agenda ONU 2030.

Oggi in particolare l’obiettivo è di inserire il disarmo nel percorso delle COP per il clima ed un banco di prova di questo sforzo è quello che si riuscirà ad ottenere in questo senso alla conferenza ONU di Glasgow il prossimo novembre.

Chi scrive ha contribuito a Memoria e futuro con un intervento pedagogico ed uno etico. E’ mia ferma convinzione che siamo figli della cosmicità e delle stelle e questa nostra appartenenza a Madre Terra non deriva da basi mitologiche come nelle narrazioni degli antichi popoli indigeni, ma da presupposti scientifici contenuti nell’evoluzionismo delle specie di matrice darwiniana e da tutto l’impianto delle scienze della Natura. Per questo l’educazione alla terrestrità, a mio parere, è il nuovo ecopacifismo, in quanto come specie di esseri viventi raziocinanti e senzienti abbiamo una precisa responsabilità nell’infinità senza tempo dell’immenso universo cosmo.

Il nostro dovere assoluto è quello di tutelare Madre Terra dalla catastrofe e dall’apocalisse nucleare e dalle minacce ecologico-climatiche e dell’ingiustizia sociale.

Per questo il diritto internazionale deve dotarsi di un diritto alla pace e al disarmo per scongiurare la fine incombente del nostro esistere.

E il nostro dovere è tutelare e salvaguardare l’intera storia dell’umanità, giusta o sbagliata che sia, i suoi progressi, le sue fasi storiche perché l’essere umano probabilmente è l’unico essere raziocinante che è ospitato dalle infinite galassie del cosmo e di questo trattava anche l’astrofisica Margherita Hack di cui recentemente abbiamo ricordato l’anniversario della scomparsa.

Articolo su Il Manifesto:

https://ilmanifesto.it/ecopacifismo-e-terrestrita/

Note: Articolo su Il Manifesto:
https://ilmanifesto.it/ecopacifismo-e-terrestrita/

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